Nei 5Stelle scatta l’allarme Comunali

CONTRACCOLPI – “NEI TERRITORI CI HANNO LASCIATI SOLI”

(pressreader.com) – di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano – I Cinque Stelle che stanno di sopra, quelli nel governo e nei Parlamenti, discutono e discuteranno. Per altri giorni, forse almeno per un’altra settimana. Perché la mediazione del comitato dei sette sullo Statuto, quella per non cadere nel pozzo della scissione, è l’ultima occasione e non si può sbagliare E poi, anzi soprattutto, serve tempo per far sbollire Beppe Grillo, il Garante che è un’eterna variabile.

Però sui territori ciò che resta del Movimento mastica rabbia e vorrebbe urlare di dolore. Perché a ottobre ci sarebbero le Amministrative, e mentre ai piani alti si discute di norme, diarchie e agibilità politica, i 5Stelle nelle città rischiano di ritrovarsi sbaragliati senza neppure aver giocato: privi di candidati, con i (pochi) accordi cancellati o sminuiti, insomma ai margini. “E poi dovremmo fare le liste, verificare nomi e curriculum” ricordano da più parti. Ergo, il tempo sarebbe già scaduto. Eppure il contiano dei contiani, il ministro Stefano Patuanelli, deve dire la verità sulla tempistica del comitato di cui fa parte: “Cercheremo di essere brevi, ma ovviamente il tempo necessario ce lo prenderemo tutto”. E dal M5S traducono: “Potrebbe servire tutta la settimana”. Dovrebbe star bene anche a Giuseppe Conte, il possibile capo che venerdì scorso era in procinto di dire addio e ora nei colloqui privati ripete che lui non ha obiezioni, “il comitato vada pure avanti, a patto di mantenere l’impianto e i punti fermi del mio Statuto, altrimenti…”. Altrimenti, l’avvocato è pronto a salutare, perché la diarchia con Grillo non la accetterà mai. Nell’attesa, ci sono i danni già evidenti dello scontro tra il Garante e il rifondatore. E si può ripartire dalla Calabria, dove la candidata dei giallorosa Maria Antonietta Ventura si è fatta di lato venerdì scorso. Così ieri i parlamentari calabresi del M5S si sono riuniti e la maggior parte ha proposto di candidare un 5Stelle come nome della coalizione, “perché ormai è tardi per trovare qualcuno della società civile”.

Ma c’è anche chi ha rimesso in discussione l’alleanza con Pd e Leu, proponendo di convergere sull’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Perché in assenza di guida politica, la rotta torna un’ipotesi. Problemi diversi ma ugualmente rumorosi a Bologna, dove il veterano Max Bugani è stato il mastice dell’accordo tra il Movimento e il centrosinistra, cementato dal sostegno dei grillini e dello stesso Conte alla candidatura del dem Matteo Lepore, vincitore delle primarie. Il 14 luglio Lepore partirà con la Fabbrica del programma, dieci tavoli sui temi. Però poi c’è il M5S che non sa ancora se l’ex premier sarà o meno il suo capo. E c’è Bugani che deve tenere i gomiti alti per gli attacchi della renziana Isabella Conti, battuta da Lepore (“Da lei una provocazione continua”). Perché è evidente, una parte del Pd e figurarsi Italia Viva ora puntano a buttare fuori i 5Stelle dalle città dove si è costruita o dove si sta immaginando un’intesa comune. D’altronde la paralisi del Movimento nazionale sta provocando danni anche a Torino, dove l’accordo con il Pd si è già rivelato impossibile. Ma adesso i 5Stelle dovrebbero almeno darsi un candidato. Dovrebbero ma non possono, in tempi di comitati sullo Statuto. Un nodo innanzitutto per la sindaca uscente Chiara Appedino, che Conte vorrebbe nella segreteria del suo M5S. Stasera Appendino sarà a Roma per partecipare domani alla manifestazione nazionale dei sindaci. In programma, assicurano, ha solo incontri istituzionali. Ma chissà se la sindaca troverà tempo per vedere anche alcuni dei maggiorenti del Movimento.

Quel M5S dove il comitato si è trincerato nel silenzio. Sulle riunioni, tutte online, filtra pochissimo. Ma uno dei temi è sicuramente l’elezione dei referenti o segretari regionali. E la mediazione potrebbe essere di far votare agli iscritti nomi proposti dal presidente, cioè da Conte. Mentre il reinserimento del Codice Etico sul tavolo ha riportato tra i temi in discussione il vincolo dei due mandati. Un punto su cui sia Grillo sia l’avvocato vogliono consultare la base sul web, certo. Ma il quesito in quel caso farà tutta la differenza del mondo. Un altro nodo, per il M5S che è tutto un guaio.

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3 replies

  1. Ma la facciamo finita oppure no!!!
    giuseppi non ha niente a che vedere con il mv5 *, è il solito maneggione imbucato, ha avuto 3 anni x iscriversi al mv5 * e non lo ha fatto,
    Che vada ad ingrossare le fila del pd-l suo partito d’appartenenza.

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