Una firma che calpesta la Giustizia

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Con la consegna dei quesiti referendari in Cassazione, oggi, la strana coppia Lega-Radicali mette una caparra sulla riforma della Giustizia in Parlamento. Il malfunzionamento dei tribunali è sotto gli occhi di tutti, i giochi di potere tra magistrati altrettanto, e mai come adesso spira nel Paese un vento anti-pm. Dunque è il momento giusto per gettare negli occhi degli italiani un po’ di fumo e chiedere una firma con cui cambiare tutto, quando in realtà questo è esattamente il modo di non cambiare niente.

Salvini, che ha appena accelerato i tempi per annettere Forza Italia – prima che gli elettori rimasti si disperdano tra Renzi e le avventure dei vari Toti & C. – non ha leva migliore della Giustizia per convincere Berlusconi. Se poi nella prossima legislatura vinceranno le destre, allora si passerà all’incasso con il commissariamento delle Procure, partendo dalla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, per arrivare all’abrogazione dell’obbligatorietà dell’azione penale, conducendo di fatto l’attività giudiziaria sotto il controllo politico. Il sogno di sempre che si avvera, e pure in tempo per la grande abbuffata del Recovery Fund.

Decidendo su cosa orientare le indagini e su cosa no, i partiti regaleranno uno scudo penale ai loro corrotti e ai corruttori. Per riuscirci è però fondamentale bloccare il lavoro fatto da Bonafede, a cominciare dal pericolo più grande: l’abolizione della prescrizione. Facciamo attenzione allora a dove sta il vero cambiamento. E se vi chiedessero una firma per questo referendum, la risposta giusta è No, grazie.

4 replies

  1. Che dire di una simile vergognosa cialtroneria? A Napoli, dove vivo da moltissimi anni, si direbbe – di molti dei nostri politici- questa frase molto semplice ma molto esplicativa:- HANN PERZ ‘A CAPACITA’ D’ O SCUORN, cioè NON SONO PIU’ CAPACI DI VERGOGNARSI, perchè per loro il vivere amorale è la quotidiana loro normalità.

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  2. Ma i veri leghisti, cioè quelli puri e duri de’ “la lega ce l’ha sempre duro!” oppure “Prima il Nord!” o mejo “Prima la Padania!”, se ne so’ accorti che li stanno a pija pe’ culo?
    Stanno sempre a pigne “Vatece governa’, vatece governa’ ” ma so’ 30 anni che so’ già arrivati, nun se n’erano accorti?
    Certi se so’ talmente mummificati su ‘ste sèggie che se li tocchi rischiano de se sgretola’ in un ammasso de polvere.

    Ma la cosa paradossale sta ner fatto che mentre molti de quelli der Nord so’ ancora convinti che li mafiosi stanno tutti ar Sud con tanto de coppola e lupara, Sor Salvini quatto quatto apre la porta der partito SUO a tutti li peggiori meridionali.
    E si! Lor Signori Leghisti! A’ gnoccoloni! In st’urtimi anni ’na Lega nun so’ li TERRONI DER SUD che so’ entrati ma li TERRORI DER SUD.

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  3. Pedullà sempre più comico.

    Appena qualche giorno fa per lodare Di Maio e le sue scuse alla pasta sfoglia, aveva detto testualmente che serviva una legge contro gli arbitri della giustizia e della stampa.

    E adesso che vogliono riformare la giustizia con referendum, manco a farlo apposta, Pedullà dice che bisogna fermarli.

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