Altri 6 boss, tra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, pronti a uscire dal carcere

(Maurizio Belpietro – La Verità) – Ieri vi ho raccontato la storia di Giovanni Brusca, il mafioso che, nonostante abbia una fedina penale da film dell’ orrore e sulla coscienza anche la morte di un ragazzino, strangolato e poi sciolto nell’ acido per farne sparire il cadavere, a 64 anni è un uomo libero.

Essendosi pentito e avendo collaborato denunciando i propri complici, Brusca è stato premiato con uno sconto di pena. In pratica, per la lunga serie di omicidi (si stima che in qualche modo siano attribuibili a lui circa 150 assassinii) è stato condannato a soli due mesi di carcere per ciascun delitto. Cinicamente per lui si può parlare di una sentenza un tanto al chilo, anche se naturalmente la legge è rispettata, perché chi collabora con la giustizia può essere anche un serial killer ma è trattato come una mammoletta e coccolato dai pm.

Ciò detto, i premi per il boss non si limitano alla scarcerazione dopo soli 25 anni, ma si accompagnano ad altri comfort. Oltre alla libertà, Brusca godrà di uno stipendio a carico dei contribuenti. La somma al momento non è nota, ma pare che superi quella di molti pensionati, i quali pur avendo lavorato una vita faticano a ottenere dall’ Inps un assegno mensile che arrivi a 1.000 euro.

Nel caso del killer di Cosa nostra invece si parla di 1.500 euro, ma non è tutto.

Se le persone oneste devono farsi bastare la pensione, saldando affitto e bollette, Brusca avrà a disposizione una casa, ovviamente gratis, e riceverà anche 500 euro per ogni familiare a carico. Senza dire poi della tutela di cui godrà, anche quella a spese dello Stato. In pratica, si guadagna di più ammazzando le persone che ammazzandosi di lavoro.

Immagino che a questo punto, come il sottoscritto, siate abbastanza indignati, ma vi invito a trattenere la rabbia perché la storia non è finita. Il killer del piccolo Giuseppe Di Matteo, il ragazzino tenuto in catene per due anni e il cui corpo fu poi sciolto nell’ acido per non lasciare tracce, non è il solo criminale che lo Stato tratta in guanti bianchi. Da una rapida indagine condotta dal nostro Fabio Amendolara sono emersi i nomi di altri mafiosi e camorristi in procinto di tornare in libertà, molti dei quali con la stessa cortesia riservata al killer di Giovanni Falcone.

Dei pluricondannati sulla rampa di lancio per uscire dal carcere pare ci sia Francesco Schiavone, detto Sandokan, un camorrista pentito che al pari di Francesco Bidognetti, altro pezzo da novanta della criminalità organizzata in Campania, sarebbe vicino alla fine della pena. Tra i boss che potrebbero presto lasciare la cella si segnalano anche altri capi della Cupola come Leoluca Bagarella, autore di svariati omicidi oltre che tra i responsabili della strage di Capaci, e i due fratelli Graviano, che nel curriculum possono vantare l’ organizzazione degli attentati del 1993, a Roma, Firenze e Milano, oltre che l’ omicidio di don Pino Puglisi. Infine, si prepara alla libertà anche Giovanni Strangio.

In altri tempi questi signori sarebbero stati definiti avanzi di galera, assassini da lasciare dietro le sbarre per tutta la vita. Ma grazie alla cosiddetta legislazione premiale, ovvero agli sconti di pena per chi collabora, e a quella che pur non premiale riduce le condanne annullando di fatto l’ ergastolo, tutti questi stinchi di santo potrebbero presto circolare a piede libero e, in qualche caso, siccome non hanno neppure sessant’ anni, ricostruirsi una vita. Come nel caso di Brusca, magari con l’ aiuto dello Stato, con un nome nuovo e un salotto ultimo modello è uno stipendio a vita.

Sì, sarà anche come dicono in coro gli ex magistrati Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala che lo Stato può permettersi di scarcerare i mafiosi perché ha vinto.

Ma a leggere la storia di Brusca e dei suoi compari di delitti si capisce una sola cosa è cioè che il cittadino onesto ha perso e paga sempre il conto di delitti che non ha commesso.

23 replies

  1. Bisogna spiegare a questo avanzo di giornalista smemorato e finto non vedente che il problema non è il mafioso che si fa 25 anni ed esce nel rispetto della legge voluta da Falcone, ma i mafiosi che (sedendo al governo, avendo finanziato la mafia per anni, avendo avuto fondi dalla mafia per fondare imperi economici e mediatici, avendo avuto simpatici eroici stallieri mafiosi che gli facevano saltare affettuosamente il cancello della villa con l’esplosivo, o avendo come braccio destro un mafioso di cultura in galera) non ci sono mai entrati in galera e che hanno rovinato la giustizia con leggi a personan,ma che casualmente pagavano profumatamente il pseudo giornalista smemorato e pure finto non vedente.

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    • Forse il cortigiano Belpietro preferisce liberare i mafiosi non pentiti come sta facendo il suo leader Salvini con l’abrogazione dell’ergastolo ostativo.

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    • Lo sa,lo sa,per questo scrive questi articoli schifosi. E’ pagato per questo da un malavitoso il Belpietro del falso attentato. Ah povera Italia,povera patria…

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  2. Ieri c’ho pure perso 5 minuti a commenta’ li scarabocchi de ‘sto coso.
    Ma mo’ ho capito. Nun è er lurido verme che scrive, ma è il padrone suo che ja messo direttamente er braccio ner culo e lo manovra come un pupazzo.
    Quindi, come se dice a Roma:
    a’ Belpietro, ‘N TE SPUTO, CHE T’AMPROFUMO!!!

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  3. Semplicemente vergognoso. BZelpietro tace sulla sentenza della corte costituzionale che annulla l’ergastolo ostativo( anzi che chiede al parlamento di abrogarla entro un anno) per i boss mafiosi non pentiti tipo i fratelli Graviano Bagarella Schiavone e c.Il cazzaro verde e i radicali truppa di complemento.Ma i cortigiani tipo Belpietro forse preferiscono i boss che tacciono….tipo i fratelli Graviano

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  4. A parte il consueto, pornografico elenco di bassezze, un lodevole tentativo (in sole due puntate, per ora) da parte di Bellattentato per portarsi in pari col lavoro, non avendo dato conto di queste notizie a tempo debito, per cause di forza maggiore (teneva famiglia).

    Fra appena altri vent’anni scopriremo cosa avrebbe dovuto fare, e soprattutto chi, per evitare queste scarcerazioni (sperando che, almeno per allora, il prêt-à-porter “colpa della Raggi” sia finalmente passato di moda). Vale la pena di aspettare.

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  5. E’ cambiata la persona che seleziona glia rticoli? Una volta quello di Marco Travaglio era sempre il primo. Ora nemmeno c’è.
    Ma si può sempre aggiungerlo.

    Il silenzio è d’oro-MARCO TRAVAGLIO- IFQ- 4 giugno 2021

    Nel dibattito dadaista sulla scarcerazione di Giovanni Brusca dopo 25 anni di galera, si dice che è uno scandalo liberare chi ha ucciso Falcone e altre cento persone, tra cui un bambino sciolto nell’acido: peccato che a liberarlo sia una legge voluta da Falcone, senza la quale non sapremmo che Brusca ha ucciso Falcone e altre cento persone, fra cui un bimbo sciolto nell’acido.
    In un Paese serio, anziché di Brusca, tutti si preoccuperebbero delle sentenze della Cedu e della Consulta contro l’ergastolo “ostativo” (che poi è l’ergastolo vero, ma nel Paese della giustizia finta occorre specificare), che stanno per liberare non i mafiosi che hanno parlato, ma quelli che stanno zitti. I quali non avranno più alcun motivo per parlare.
    Ora però i garantisti alla vaccinara si sono inventati un nuovo mantra: “Brusca non ha detto tutto”. Possibile. Ma che hanno in mente per fargli dire tutto: la tortura? Un modo civile ci sarebbe: imitare gli Usa. Lì, se un criminale collabora, non ottiene sconti di pena: non viene proprio processato. E può parlare quando gli pare.
    Invece noi, furbi, grazie a una legge criminogena del 2000 voluta dal centrosinistra, diamo ai pentiti sei mesi per dire tutto. Se si ricordano qualcosa dopo, non vale. Il che rende ridicola l’accusa a Brusca di “non aver detto tutto”: anche se avesse altro da dire, essendo i suoi sei mesi scaduti da 24 anni e mezzo, non potrebbe più dirlo. E, se lo dicesse dimostrerebbe di non aver detto tutto e rischierebbe di perdere i benefici e tornare dentro.
    Qualcuno vuole che dica il resto? Cancelli la regola dei sei mesi. Poi però il rischio è che Brusca abbia davvero altro da dire. E lo dica. Per esempio sui mandanti esterni delle stragi, sulla trattativa Stato-mafia (che svelò un anno prima che la confermassero Mori e De Donno), sul ruolo di B. e Dell’Utri che l’ha visto sempre reticente.
    Perché un mafioso pentito, soprattutto all’inizio, non dice tutto? Per due motivi: il desiderio di proteggere i suoi amici o parenti; e il timore di inimicarsi qualche rappresentante dello Stato che lo protegge e firma con lui il contratto di collaborazione.
    Gaspare Spatuzza smontò il depistaggio su via D’Amelio, scagionò il falso pentito reo confesso Scarantino, dimostrò di essere l’autore della strage: e fin lì applausi scroscianti. Poi però fece i nomi di B. e Dell’Utri sui rapporti del boss Graviano durante le stragi.
    Napolitano tuonò contro le “rivelazioni più o meno sensazionalistiche di soggetti, diciamo così, piuttosto discutibili”. Il governo B. gli levò la protezione. E Spatuzza non disse più una parola. Se davvero qualcuno vuole scucirgli la bocca, rimuova la regola dei sei mesi dalla legge sui pentiti e Forza Italia dal governo. Secondo voi, così a naso, lo faranno?

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    • Viviana, Travaglio & Co, d’ora in avanti, saranno su Infosannio Facebook, perché il FQ ha diffidato Infosannio.

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    • Travaglio quando parla di Giustizia non sbaglia un colpo.
      È indubbiamente il giornalista più competente sull’argomento e sa esprimersi in modo chiaro ed efficace.
      Mi lasciano un po’ perplesso alcune sue posizioni su altri campi della politica, come l’economia, ma sulle questioni giudiziarie è indubbiamente la migliore penna.

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  6. Che squallore, ‘sto Belpietro.
    Sa solo rovistare freneticamente nella pancia dei suoi lettori.
    Evidentemente conosce bene il target, e sa che più su dell’intestino non c’ è materiale.

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    • @Gsi
      Il perché il neomanettaro belpietro fa l’omertoso è semplice, eccolo qua:

      FEDELTÀ
      — Ciò avuto sei padroni in vita mia:
–
      diceva un Cane a un Micio – e giurerei
      d’esse stato fedele a tutti e sei,
      
perfino a chi m’ha detto: Passa via!
      Per me nun c’è nessuna diferenza:
      qualunque sia padrone, o bello o brutto,
      bono o cattivo, l’ubbidisco in tutto
      
con una spece de riconoscenza…
      — È una bella virtù la gratitudine:
      
ma, francamente, – j’arispose er Micio –
      
quello d’esse fedele è un sacrificio…
      
— Macché! –je disse er Cane – è un’abbitudine…
      (Trilussa)

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      • Se non ha compreso, aspetti che lo eliminino (si sono dati un anno di tempo ma stanno accelerando), poi capirà (tardi) chi sono i compari dell’omertoso.

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  7. Condivido qunto scrive Belpietro. Certe leggi vanno riviste.
    Qualcuno si fida di Violante, Grasso, Ayala? Violante , lo ememorato sulla faccenda della trattativa stato-mafia .. Grasso il fondatore di LeU .. Ayala che diede molteplici versioni sulla sua presenza in via d’Amelio il giorno dell’uccisione di Borsellino …
    E’ vero che Falcone volle benefici per i pentiti, ma qui si esagera!. Bisogna valutare meglio, a distanza di molti anni, i vantaggi e i demeriti di questa procedura. E soprattutto bisogna evitare che sia abolito l’ergastolo per chi non collabora affatto.

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    • Lo dica a Belpietro che va evitato di abolire l’ergastolo per chi non collabora. Poi vediamo se condivide.

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  8. E tutti i nostri politici vanno in tv e si indignano. Ma chi fa le leggi? Chi le può modificare? Non di certo noi, allora invece di indignarsi in TV, mettersi a lavorare e modificare quello che non va.

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  9. Lo sdegno per la scarcerazione del Brusca da parte della destra cerca di far passare in secondo piano il tentativo di abrogare l’ergastolo ostativo per i boss. Perché se rimane e qualche boss parla magari i Graviano ……eh Belpietrino quello del fantomatico attentato

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  10. Belpietro, cosa pensi del 41bis e dell’ergastolo vero per i mafiosi non pentiti ? La legge per ingentivare il pentimento e la denuncia dei crimini di associati a delinguere era buona e giusta per i brigatisti rossi ? E perchè non dovrebbe esserlo anche per mafiosi ,camorristi e ndranchetari ?

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