Perché Di Maio ha fatto bene

(Francesco Erspamer) – Confesso che la mia prima reazione alle scuse di Di Maio all’ex sindaco di Lodi, Uggetti, erano state negative. Mi era sembrato che fosse sbagliato assumersi responsabilità che spettavano principalmente a un sistema giudiziario indegno di un paese civile (cinque anni per appurare la verità? nessuna punizione per gli inquirenti che avevano costruito un castello di accuse insussistenti, ampiamente ridimensionate già in primo grado?) e a un apparato mediatico da tempo solo scandalistico e vergognosamente inadeguato.

Penso invece che Di Maio abbia fatto bene. Non solo da un punto di vista umano e morale, come inizialmente temevo (non ci vuole nulla ad atteggiarsi umani e morali), ma anche politicamente. L’Italia ha disperato bisogno di politici (ripeto: politici, non celebrity, intrattenitori o integralisti) che sappiano resistere da un lato allo strapotere di una magistratura che ormai si crede l’unico garante dello Stato (le sue correnti liberiste e forcaiole) o addirittura dei valori universali (le sue correnti liberal e perdoniste) e dall’altro allo strapotere dei monopoli editoriali controllati da pochissimi gruppi finanziari.

A patto però che il gesto non resti simbolico e soprattutto che non si esaurisca nella sua indubbia eleganza. Per essere politicamente credibili ed efficaci le scuse di Di Maio devono tradursi in un’immediata azione a impedire che casi come quello di Uggetti si ripetano. Dunque devono tradursi in adeguate proposte di legge per una radicale riforma della magistratura e ancor prima per una durissima regolamentazione della stampa: l’allegra impunità di giudici e giornalisti deve finire e la preminenza dello Stato sui privati e dei diritti collettivi su quelli individuali deve essere riaffermata.
Ovviamente l’iperliberista Salvini non lo accetterà mai e neppure buona parte del Pd, per non dire di Draghi, Bocconi boy che davvero non ha idea che esistono alternative all’indiscusso dominio del Mercato. Ma la campagna elettorale per le prossime elezioni è cominciata e visto che la battaglia per i miliardi della ricostruzione è stata persa (il superministero per la transizione ecologica non è super per niente, un topolino partorito da una montagna di menzogne e ingenuità e il ministro Cingolani, “vicino al M5S”, dicevano, è invece molto più vicino a Draghi e alla destra piddina, basti notare che gli piacciono i romanzi del renziano Gianrico Carofiglio), quel che resta della sinistra deve al più presto mostrare di avere un’identità e un’ideologia, e il coraggio e la lucidità indispensabili per perseguirle in condizioni difficilissime. Di Maio sembra avere delle qualità: ora sta a vedere se le vorrà usare per il paese (nella consapevolezza che nel breve termine perderebbe di sicuro il potere) o per sé stesso.

4 replies

  1. ”’Dunque devono tradursi in adeguate proposte di legge per una radicale riforma della magistratura e ancor prima per una durissima regolamentazione della stampa: l’allegra impunità di giudici e giornalisti deve finire e la preminenza dello Stato sui privati e dei diritti collettivi su quelli individuali deve essere riaffermata.”’

    Quindi DiMa ha fatto bene e adesso altro giro di vite a STAMPA e GIUDICI impuniti.

    Proprio quello di cui il POTERE ha bisogno, negare ogni evidenza e ogni responsabilità.

    Magari ricordiamoci di quel che è successo con Genova nel 2018, quando per 3 giorni nessuno scriveva chi amministrava quel PONTE!

    Ma evidentemente, per Er Spammer, quel che conta è chiedere scusa.

    Magari dovrebbe farlo anche il Corsera e il Messaggero, Repubblica e il Giornale, per tutto quel che hanno detto alla Raggi. Ma non mi risulta che QUALSIASI scusa sia mai pervenuta.

    E gli unici ‘oltranzisti’ che diventano piccoli democristiani pronti solo al compromesso, per giunta manco buoni a farlo.

    Bravo, come anche Pedullà, a non capire l’aria che tira. O fate finta?

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  2. Quando vieni arrestato è giusto che lasci e ti dimetti da qualsivoglia incarico pubblico, a prescindere dal fatto che sei o meno colpevole. Una volta appurata l’estraneità allora torni in campo. Quindi per me Di Maio ha sbagliato, anche perché tra avversari politici non puoi pretendere lo stendimento di tappeti rossi. Molto peggio quanto hanno fatto e continuano a fare, senza mai scusarsi, molti giornali e giornalisti che accusano sulla base di pure invenzioni.

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  3. prof Erspamer,
    chissà se il “tetrapoltronaro”, pare affetto dalla sindrome di hubris, chiederà scusa ai milioni di voti (circa 33% degli italiani onesti) che ha tradito quando ha formato un governo prima coi ladroni verdi, poi con corrotti, corruttori capalbiesi, servi di banchieri e prenditori e infine – come se non fosse sufficiente – coi mafiosi arcoriani che pagavano (pagavano o pagano ancora?) altri mafiosi trinariciuti… che svolgono i l solo compito di corrompere l’intero tessuto etico sociale di una intera nazione…?

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