Vittorio Feltri: “Ma quali mance. Ai diciottenni serve imparare un lavoro”

(Vittorio Feltri – Libero Quotidiano) – Enrico Letta non demorde: vuole ad ogni costo regalare 10.000 euro a tutti coloro che compiono 18 anni. Insiste per realizzare questo progetto che definire imbecille significa ricorrere ad un eufemismo.

Per fortuna c’ è Draghi a Palazzo Chigi che, dopo aver smorzato le velleità della sinistra, non sarà di certo incline ad assecondare il segretario del Pd nel promuovere l’ iniziativa di imbottire di soldi (prelevati dalle nostre tasche) i neo maggiorenni. Con tutto il rispetto del professorino progressista rubato a Parigi, dobbiamo ammettere che il senso della sua idea balzana ci sfugge.

A parte il fatto stravagante di attingere i soldi per finanziare i ragazzotti, che a quella età non hanno neppure terminato gli studi superiori, attraverso una supertassa di successione, non si comprende come poi essi dovrebbero investire la citata somma, con quali finalità? Un mistero. Personalmente ho quattro figli che mi sono costati un occhio dovendo crescerli come Dio comanda. Una volta adulti li ho aiutati ad avviarsi al lavoro e se la sono cavata bene senza l’ ausilio di bonus statali cospicui.

Io stesso, quanto i miei coetanei poco più che fanciulli, ho cominciato assai presto a sgobbare per guadagnare qualche lira  che mi consentisse di sopravvivere. Ed erano tempi di miseria diffusa, c’ era gente che in casa non aveva neanche il bagno, che dico, neppure il cesso, tuttavia la mia generazione se l’ è cavata lo stesso addirittura costruendo l’ Italia del boom economico. Se il piano di Letta per puro caso venisse tradotto in realtà, e lo escludo, mi domando che fine farebbero i 10.000 euro donati a chi ha il solo merito di aver compiuto i famosi 18 anni? Servirebbero per l’ acquisto di cocaina o generi affini? Oppure di una motocicletta?

Non credo che il gruzzolo verrebbe utilizzato dai giovanotti e dalle signorine allo scopo di iniziare e sviluppare una sia pur piccola impresa. Quindi, siamo chiari e brutali, quei quattrini piovuti da Roma in tante famiglie sarebbero impiegati per alimentare vizi di parecchi rampolli, come non ne avessero già abbastanza.

I nostri figli non hanno bisogno di laute mance, bensì di studiare o almeno di imparare un mestiere altrimenti un impiego non lo troveranno mai. Questo è poco ma sicuro. Basta gettare uno sguardo sulla nostra economia. Varie aziende cercano disperatamente manodopera che non è disponibile perché nessuno più (o pochissimi) svolge un apprendistato che lo attrezzi anche culturalmente per intraprendere un percorso formativo utile onde entrare in uno stabilimento. Il problema giovanile non si risolve spargendo valsente a destra e a manca, ma educando i nostri eredi a faticare come abbiamo faticato noi senza piagnucolare e chiedere l’ elemosina per andare in discoteca.

10 replies

  1. Si diciottenni serve che i genitori li mandino a lavorare.
    Per motivi di “status” se li tengono in casa fino a quando non finiranno una stentatissima , spesso inutile, laurea o troveranno un lavoro “congruo’.
    Anche e soprattutto le famiglie più bisognose che si riempiono di debiti per fare fare ai figlioli la vita “alla pari”con gli amici più abbienti.
    Non siamo nei Paesi del Nord, dove lavorare- qualunque lavoro- è normale.
    Noi per provinciali sempre.

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  2. Già, Feltri è proprio il miglior esempio di chi sgobba per tirare la carretta, perennemente seduto in poltrona a leccare chi gli passa lo stipendio e a gettare “fango” sugli altri per conto terzi.

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  3. Ostia!!! sono quasi d’accordo con quel che dichiara(oggi) feltri…Ha finito la grappa? Mi sembra sia giunto il momento che ognuno torni a casina sua.Se avrò voglia di esprimere un opinione gradirei di poterlo fare senza che il solito coglione mi offenda.Osservare le persone su internet e un po come osservare degli insetti, dopo tutto, un pò poi viene a stufo diventa “poco interessante”. Ho le mie opinioni. E non mi sento neppure migliore di “nessuno” Leggo solo le notizie quotidiane e relativi commenti.Ma fondamentalmente… Ognuno per la sua strada.(Strada libera) Non rompete le palle, al prossimo non è difficile. Ognuno ha i suoi di casini.E i casini che si “merita”…i so poverello.Casini piccoli.E ricordate, che prima o poi tutti dovete morire, segnatevelo.

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    • Se anche cosí fosse, in Italia i lavori agli appena maggiorenni li darebbero col metodo Brunetta, i “titoli” essendo le maniche da tirare.

      Tutto ció senza citare il fatto che le ultime “riforme”della Scuola fanno lavorare gratis le persone che studiano negli istituti professionali.

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  4. 3 righe di opinione e 15 di excusatio non petita/minacce.
    Cazzullo, stai sereno… (Non in senso renziano😉)
    Procedi tranquo.

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  5. La tassa di successione è necessaria visto che il nostro Paese è un paradiso fiscale, in quanto a tassa di successione.
    Investire il ricavato sui giovani mi sembra un’ottima idea.
    Dargli 10.000 può avere un senso se c’è il vincolo di spenderli in istruzione, formazione professionale, viaggi studio o piccole attività imprenditoriali.

    Ci devono essere dei vincoli ben precisi.
    Sono soldi pubblici, si aiutano i giovani nella misura in cui potranno essere utili alla società oltreché a se stessi.
    Quindi non andrebbero nemmeno dati ai giovani di famiglie ad alto reddito.
    E nemmeno a chi ci si vorrebbe comprare una moto per rimorchiare.

    Feltri parla dei figli utilizzandoli a mo’ di esempio ma finge di dimenticare che i suoi figli erano benestanti.

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    • Vincoli di ferro, dici, come quelli sul [aggiungi area defraudata di controlli e sottoposta alla farraginositá legale dei furbetti del quartierino]?

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    • Concordo pienamente con Andreaex. E’ sbagliato il principio di regalare mancette ai giovani solo perchè sono giovani. Direi che è addirittura diseducativo. Quei soldi dovrebbero servire alla propria formazione, quindi bisognerebbe regalare libri, bonus per viaggi all’estero, per corsi di apprendimento ecc. Qui ha ragione Feltri, non c’è dubbiio.
      Quanto alle tasse per gli ultra-ricchi, prima suggerirei dia fare una riforma fiscale degna di questo nome, cioè progressiva ed equa.

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  6. No: i libri non vengono letti (nel caso si leggono on line), i “corsi di formazione all’ estero fanno la fine dell’ Erasmus a Barcellona: baldoria per i più.
    I figli dovrebbero essere aiutati a mantenersi, ad uscire di casa: affitto pagato, per il resto si arrangino.. Altrimenti li vedremo sballare la notte in mille Bologne con i soldi della paghetta della nonna.
    Condicio sine qua non: smettere di accogliere schiavi, altrimenti il lavoro se lo sognano; inutile girarci intorno.

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