La Raggi e il futuro di Roma

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Dopo aver scritto per cinque anni che il peccato più grave della Raggi è stato non avere un’idea di futuro su Roma, ieri per non smentirsi giornaloni e giornalini hanno nascosto come meglio potevano il frutto del risanamento avviato sui conti della città. Tre tappe che partono dalla capacità di utilizzare subito i fondi del Recovery e arrivano al Giubileo del 2025 e alla candidatura per l’Expo 2030.

È bastato, insomma, interrompere per appena qualche anno le storiche ruberie dei pretoriani di destra e sinistra, e finalmente il Campidoglio può tornare a pensare in grande, mettendo in campo progetti seri e non avventurose rincorse alle Olimpiadi senza un soldo in cassa, la macchina amministrativa ingolfata e un livello di corruzione che avrebbe affondato per chissà quanti altri decenni la Capitale. L’occasione per condividere questo percorso è stato un grande evento con manager, imprese e un contributo importante di Di Maio, da cui è emerso che oggi Roma può diventare il prototipo della smart city, cioè quel luogo dove inclusione sociale, mobilità sostenibile e transizione ecologica diventano realtà.

Ma – si dirà – la pulizia lascia a desiderare, nelle strade si aprono voragini e sui trasporti c’è ancora da fare. Vero, e però Roma non si è fatta in un giorno, e se si può riprendere a programmare è solo perché su ciascuno di questi problemi più visibili si è intervenuto gettando le basi per risolverli strutturalmente, cominciando dal ridurre quel debito storico che all’insediamento della Raggi superava i 12 miliardi, e che da solo tagliava le gambe a ogni velleità di ripresa. Sono state costituite, dunque, le condizioni per la rinascita della città, che se la sindaca avrà modo di spiegare non lasceranno chance ai venditori di fumo delle destre, dove infatti la Meloni sa di non avere un candidato capace di vincere al ballottaggio e per salvare la faccia a Fratelli d’Italia vuole scaricare la sconfitta su un civico.

Un discorso che vale anche a sinistra, dove però la tentazione di riconquistare la mangiatoia di una vita è troppo forte. E Calenda e Gualtieri non ci possono rinunciare. A costo di fare i kamikaze.

9 replies

  1. “Sono state costituite, dunque, le condizioni per la rinascita della città, che se la sindaca avrà modo di spiegare ”

    SE avrà modo di spiegare – Dove ? Come? Quando ?

    Per il momento sembra che solo i suoi sostenitori riconoscono quello che ha fatto e i suoi denigratori lo sanno ma lo nascondono, perchè quel qualcosa di buono lo vogliono sfruttare in futuro , sempre che riescono a mantenerlo se saranno eletti.

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  2. Dopo Gasparri la destra ha tirato fuori Simonetta Matone, dalla “società civile”.
    Cioè, nella loro società civile loro hanno tizi e tizie così, tipo circolo canottieri Lazio.

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    • Simonetta matone, a Vespa a vespa, assieme alla Bruzzone, dichiarava che su Google ci sono manuali per stuprare bambini.

      E sai che? é giudice di tribunale minorile.

      Non so se mi spiego.

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  3. Sono tornato in Città dopo mesi di rintanamento volontario. Ho trovato la maggioranza delle strade abitualmente dissestate, finalmente risanate; ho trovato strade sporche in Prati e pulite al Tufello e a Salario Alto, cassonetti svuotati regolarmente. Ho trovato sui bus la propaganda di Calenda: ” Roma, sul serio”. Sarà difficile con uno che sosteneva che il TAP sarebbe passato 3km sotto il fondo marino, bucando la crosta terrestre (fonte: radio sole 24 sentita da me personalmente). Ho trovato il solito schifo degli imbrattatori
    ” writers” e dei frenetici del clacson.

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  4. V. Raggi, la sua riconferma a Sindaco, servira’ a tutto il Paese. Strada lunga e piene di insidie ,ma la strada e’ quella giusta. Senza il cielo sereno dell’ onesta’, non si potra’ mai vedere il sole.

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