Salvini bollito

(Andrea Scanzi) – Vi è capitato di vedere di recente Salvini? Fa quasi pena, e il “quasi” ovviamente non è a caso. Le sue colpe politiche sono molteplici, ma lo è ormai anche la sua smisurata pochezza.
Mi direte ora che Salvini è sempre stato politicamente poca cosa. Avete ragione: certo non è mai stato De Gasperi o Churchill. Eppure, fino a due anni fa, qualche dote ce l’aveva. Mediatica, rabdomantica, strategica. Fate voi. Ma ce l’aveva. Dopo il suicidio del Papeete, no: disastro totale. Un’agonia continua, un calvario tragicomico costante. Al punto tale che, a guardarlo e sentirlo adesso, fa appunto quasi pena. Pare un pugile suonato. Suonatissimo.
La sua “alleata”, Giorgia Meloni, grazie alla sua furbetta opposizione strategica cresce di brutto nei sondaggi. Donna Giorgia è pure leader di vendite tra i bestsellers di saggistica, col suo libro autobiografico per nulla scalfito da chi desiderava assurdamente “boicottarlo” (regalandogli in realtà visibilità ulteriore). Anche in tivù Meloni droga in positivo gli ascolti, per esempio venerdì scorso a La Confessione su Nove, mentre Salvini vale ormai quanto Calenda. Cioè poco, o se preferite niente.
La crescita costante di Donna Giorgia è per il pugile suonato Salvini ulteriore motivo di sconcerto. Accrescendone quindi la pochezza, il senso (involontario) per il ridicolo e quella sua sorta di ostinata nonché scellerata “volgare irrilevanza”. Come si caratterizza, oggi, il Salvini politico? Il suo presente pare roba da trivio minore, da avanspettacolo: da caratterista fallito in un film sbagliato con Jerry Calà.
Qualche esempio. Il vitalizio ridonato a Formigoni. I quasi venti punti (venti!!!) persi in un anno. La guerra santa al ddl Zan, la guerra grulla al coprifuoco. Le tortoiate prese da Giorgetti e Zaia, pronti a far presto la festa di quel che politicamente resta del cosiddetto Capitano. Le mascherine non messe, gli assembramenti provocati, i selfie regalati con buona pace della pandemia. Gli attacchi scomposti a Galli e Crisanti, dall’alto forse della sua laurea in rutti alla Sorbona di Pontida. Quel suo “senso” per la vittoria che ricorda da vicino Crisantemi, indimenticato panchinaro della Longobarda. I geroglifici disegnati sulla sabbia, mostrando fiero la nobile trippa. Il suo avere in mano due estati fa il paese, quando oggi tra le dita stringe al massimo un Nutella Biscuit. Il suo senso per la democrazia mutuato un po’ da Orban, un po’ da Putin e un po’ dal Poro Schifoso. Che triste declino, per il povero e sbattuto eroe dei prodi Porro & Giletti!
Ieri leader della Lega e oggi ameno reggimoccolo della Meloni, Salvini sarebbe per distacco – se non ci fosse Renzi – il peggior Matteo politico nella storia del mondo. E invece gli tocca arrivare secondo pure in quella gara lì, perché l’ultima volta che ha vinto qualcosa nel Milan c’era ancora Rivera.
Questa sua perdurante fase politica, che potremmo definire “maceria becera di se stesso”, non stimola neanche più la satira. Al massimo, guardandolo e ascoltandolo, ne deriva un mix distratto di fastidio e misericordia. Se due anni fa mi ispirò un libro intero, “Il cazzaro verde”, oggi mi stimolerebbe al massimo un sonetto breve. Pieno, come sempre, di rispetto e affetto. Magari intitolato così: “Quel che politicamente resta di un pesce lesso. Anzi bollito”.
(Oggi sul Fatto)

6 replies

  1. vabbeh..ok perculare il Cazzaro Verde, (l’ho sempre pensato che fosse tutto tweet e nient’altro).
    ma poca zozza, Scanzi tirare la volata alla fascio-coatta, proprio no ehh
    o hai la sindrome di Padellaro?

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  2. Mai sottovalutare il trucido e i suoi elettori.Riguardo al Milan se non ricordi Van Basten Gullit & Rijkaard , Franco Baresi ecc ecc.Non ti rendi conto delle mischiate che dici.Lui non è mai da sottovalutare.Sa pescare bene nei laghetti artificiali di “notizie” mainstream E di coglioni che se ne abbeverano, in quei laghetti di boccaloni ne trova in quantità industriali.Sempre

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  3. Ma in Italia, notoriamente paese che non legge una beata m.. chi diavolo osa sprecare soldi per leggere una Meloni e gli altri al seguito ? ( Scanzi incluso )Ma c è realmente qualcuno che butta via!18 e piu euro per leggere le puttanate che scrivono questi grandi autori best Sellers? Qualcuno ci crede ?

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  4. Salvini è lo stesso cazzaro, di due anni fa come di sempre. La sola cosa che ha di diverso rispetto a prima è il fatto che, ora, i burattinai che lo hanno sin qui prima pompato e poi sostenuto mediaticamente, magnificandone la nullità e minimizzandone o nascondendone il peggio, lo stanno semplicemente scaricando: un po’ perchè la sua ora è giunta (il pubblico dopo un po’ si stanca e va accontentato), un po’ perchè al Papeete l’ha fatta grossa (dall’opposizione è un po’ difficile continuare a portare avanti interessi di Confindustria tipo la flat tax), e un po’ anche perchè la nuova delfina sembra un pelo più sveglia (ci ha messo un’eternità, ma a furia di strofinare è riuscita a coprire almeno parzialmente il fetore di fascio che emana). Un film già visto con l’altro Matteo, ora la trilogia della next generation si sta per chiudere con l’episodio che ha per sottotitolo “la vendetta del pesce fascio”.

    La differenza è che quando Salvini tornerà alle percentuali che sono sempre state di sua competenza (ad eccezione di quella che, nella sua già lunga parabola politica, è destinata a rimanere una breve parentesi), rimarrà con una mano davanti e l’altra di dietro, mentre il suo predecessore, prima di cadere definitivamente in disgrazia, si sta portando avanti, assicurandosi un avvenire lucroso anche nella malaugurata eventualità di dover campare dovendo fare a meno della politica. Però è anche vero che Matteo Cutugno si è accasato bene, al massimo ci penserà il suocero a rimediargli qualche strapuntino (sennò finisce che gli tocca mantenerlo).

    Mi domando quanto potrà durare Donna Giorgia e chi sarà il prossimo (la mia curiosità è data soprattutto dal fatto che è un soggetto che, con ogni probabilità, attualmente non si è ancora rivelato).

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    • Il punto dolente è che gli elettori del centro destra non sono disposti ad aprire gli occhi difronte ad alcuna nefandezza dei loro condottieri (inutile fare ora il lungo elenco) e si tratta sempre e solo di travaso di voti da un fetido recipiente all’altro.

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