Ma ‘sto coprifuoco serve a qualcosa contro il virus?

(Graziella Melina – il Messaggero) – Quanto incida il coprifuoco nel tenere a bada il virus, gli scienziati non lo sanno con certezza. Di sicuro c’ è che il rientro obbligatorio a casa entro una certa ora è una misura di precauzione che serve per evitare gli assembramenti, e quindi la trasmissione del virus. Ma questa restrizione funziona solo se è combinata ad altre precauzioni ormai comuni, ossia il distanziamento e l’ uso delle mascherine.

Mentre in Italia si discute su un possibile allungamento dell’ orario, in altri Paesi europei la restrizione alla circolazione serale resiste, seppure con orari diversi, come in Francia (tutti a casa dalle 19), e la Germania, dalle 22. Ma c’ è chi lo ha abolito: ultima in ordine di tempo la Spagna (niente restrizioni alla circolazione dal 9 maggio), preceduta da Portogallo, Belgio e paesi scandinavi. Gli scienziati italiani, però, preferiscono la linea della cautela.

QUAL È L’ EFFICACIA DEL COPRIFUOCO?

Non è possibile stabilire con certezza l’ esatta incidenza di questa strategia nel mitigare l’ epidemia. «È una delle tante misure che concorrono a rallentare la trasmissione del virus – rimarca Fabrizio Pregliasco, ricercatore di Igiene generale e applicata dell’ Università degli Studi di Milano – Sappiamo che è efficace perché riduce la mobilità e quindi la possibilità di contagio interpersonale».

Il coprifuoco da solo però non basta. «Si tratta di una restrizione che va messa in atto insieme a tante altre – mette in guardia Patrizia Laurenti, professore di Igiene dell’ Università Cattolica di Roma – Per il momento, dunque, non abbiamo contezza che il coprifuoco di per sé abbia un peso rilevante nella modifica dell’ andamento dell’ epidemia. Ma è plausibile che abbia contribuito a rallentare la diffusione del virus insieme a tutte le altre precauzioni di sicurezza».

COSA CAMBIA SE SI SPOSTA DI UN’ ORA O DUE?

Dal punto di vista epidemiologico non è possibile definirlo.

«Un’ ora in più o in meno non cambia molto – rimarca Claudio Mastroianni, direttore di malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma e vice presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) – quindi credo che pensare di spostarlo di qualche ora in avanti sia un ragionamento che si possa fare».

Ma bisogna mettere in conto che la circolazione delle persone rappresenta comunque di per sé un fattore di rischio. «È ovvio che se si dà la possibilità di rimanere più tempo fuori casa – sottolinea Massimo Ciccozzi, direttore dell’ Unità di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’ Università Campus Bio-medico di Roma – ci saranno più probabilità di avere aggregazione e magari di potersi infettare».

PERCHÉ LA SERA BISOGNA RICORRERE A UNA MISURA COSÌ RESTRITTIVA?

I rischi di contagio sono possibili sempre. «Il problema, però, è che in genere – sottolinea Mastroianni – durante le ore serali e di notte soprattutto fra i giovani sono più frequenti situazioni di assembramento. Ricordiamo poi che è proprio questa la fascia di età che in questo periodo sta favorendo la circolazione del virus».

I giovani sono dunque gli osservati speciali. E non c’ è da stupirsi, visto che, come ricorda Ciccozzi, «non essendo stati ancora vaccinati, ora sono i più suscettibili al virus e quindi si ammalano di più. E poi, avendo una maggiore socialità rispetto agli ultra quarantenni, la sera e la notte si incontrano e si aggregano di più di tutti gli altri, e quindi possono trasmettere il virus».

QUANDO SARÀ POSSIBILE ABOLIRLO?

Per il momento, gli esperti preferiscono attenersi ai dati dei contagi. «È meglio mantenerlo ancora, ma con una progressione dell’ orario – precisa Pregliasco – Credo sia fondamentale liberarsene con gradualità, ma solo quando saremo più avanti con le vaccinazioni, così come le altre nazioni. Tutto dipende dall’ andamento epidemiologico».

Per deciderlo, serve dunque un costante monitoraggio di diversi parametri, come il numero dei contagiati, ma anche le ospedalizzazioni. Meglio, intanto, rimanere cauti e ipotizzare uno spostamento del coprifuoco di qualche ora. «Gradualmente – osserva Laurenti – si può estendere l’ orario di apertura dei locali, anche perché andiamo verso la bella stagione e si sta di più all’ aperto. Però, con una discriminante, ossia il rispetto delle regole. Ricordiamo che anche all’ aperto, infatti, se c’ è assembramento e ci si toglie la mascherina il rischio di contagiarsi rimane».

6 replies

      • Questo è quello che CREDE lei di me, CROZZA! Era un semplice calembour senza pretese che voleva evidenziare l’inutilità di un articolo disseminato di “Non è possibile stabilire con certezza…”, “gli scienziati non lo sanno con certezza…”, “Per il momento, dunque, non abbiamo contezza…”, “Dal punto di vista epidemiologico non è possibile definirlo…”, in contrasto con il titolo dell’articolo che sembrava più una domanda retorica provocatoria.

        Come che sia: de gustibus non est disputandum… ADESSO PUO’ ANDARSENE BENISSIMO A FARE IN CUL0!

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  1. Esci la sera verso le 20 e ti renderai conto perché ci vuole il coprifuoco e non solo …. Un po’ di cannate sul collo non sarebbe male.

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  2. Le cose stanno in poco posto: la mission del virus consiste nel propagarsi passando da un individuo all’ altro. Non è questione di “destra” o “sinistra”, oppure di buona o cattiva volontà, le epidemie funzionano così.
    Più della propaganda pro-vaccini serve quindi il distanziamento. Ridurre il più possibile le occasioni di contatti è quindi fondamentale. Dopo una certa ora ( e diversi bicchieri) le mascherine ( ammesso che servano tenute come la maggioranza le tiene) spariscono, ci si avvicina, le occasioni di contagio sono quindi più frequenti.

    Sappiamo ancora poco riguardo i vaccini: quanto dura l’ effetto, qual’ è la reale copertura di ciascuno. Siamo inoltre in preda di una frenesia vaccinale (Figliuolo deve essere “meglio”, dobbiamo fare “come”) che ci porta ad una utilizzazione “creativa” dei vaccini, prolungando il tempo delle seconde dosi a capocchia. Il semi-distanziamento che abbiamo tenuto in questi mesi (nulla a che vedere con quello dell’ anno scorso) e l’ estate per ora aiutano, c’è il concreto pericolo però di nuove varianti che, come sappiamo, viaggiano veloci. E’ del tutto ovvio poi che, finchè continuerà la pandemia l’ economia stenterà a crescere anche se si riaprisse l’ intero mondo.
    Già si vedono concretissimi segnali di inflazione che non aiutano.

    Per il resto fate voi.

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