Contraddittorio sui gay nei forni (per del Debbio)

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Sere fa, Matteo Renzi a proposito del caso Fedez e della legge Zan commentava l’orrore di certe frasi espettorate dai leghisti, del tipo: se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno. Al che Paolo Del Debbio, che lo intervistava, ha obiettato che certo, indubbiamente, figuriamoci, ma pur tuttavia “era mancato il contraddittorio”. E Renzi assentiva. Utilizzeremo dunque lo spazio di questa rubrica per suggerire alcuni format di rapido ed efficace contraddittorio. Da utilizzare nei talk televisivi, ma anche al bar con gli amici, nelle cene di famiglia o per fare colpo sulle ragazze. Format: c’è del buono anche nel forno. Infatti, sarebbe stato più corretto se la Rai avesse accompagnato il comizietto del marito di Chiara Ferragni con il diverso parere da parte, poniamo, di un ex ufficiale delle SS (o anche della Gestapo). Testimonianti i benefici effetti dei forni per proteggere la pura razza ariana dall’inquinamento prodotto dagli omosessuali (ma anche da ebrei, zingari e meticci). In assenza di esponenti del Terzo Reich si poteva pur sempre supplire dando la parola all’esperto.

Per esempio, il titolare di una clinica specializzata nella cura dell’omosessualità: guarigione assicurata in un paio di mesi e senza ricorso al forno. Format: con la legge Zan non si potrà più dire finocchio (nel senso dell’ortaggio). È falso, naturalmente, così come è inventato di sana pianta l’argomento secondo il quale se scrivi contro l’utero in affitto rischi l’arresto immediato. Per non parlare dell’educazione trans che verrebbe inculcata già nella scuola materna. Però, affermarlo funziona alla grande contando sul fatto che in pochissimi hanno letto il testo della legge Zan. E meno che mai il contraddittore. L’importante è dichiararsi fortemente preoccupati per il grave attentato alla libertà d’opinione a opera della sinistra comunista e intollerante. Poiché la regola numero uno del contraddittorio efficace è: baggianate pure, qualcosa resterà. Format a capocchia per disorientare l’avversario. Per esempio, mentre costui cerca di spiegare che nella legge Zan esiste la clausola secondo la quale in forza dell’articolo 21 della Costituzione restano tutelate le opinioni che non istigano alla violenza, interromperlo con un grido di dolore: il tuo giornale mi ha definito una puttana di strada. Non c’entra niente, ma come diversivo ha un suo perché. Pure se il mio giornale difende i diritti delle puttane. E anche dei giornalisti.

10 replies

  1. Caro Padellaro non sprechi tempo nei confronti di Teschio il quale è effettivamente e volutamente in malafede.

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  2. Una cosa è certa: i Salvini e le Meloni con questo argomento ci vanno a nozze perchè sono consapevoli che la stragrante maggioranza degli italiani è omofoba anche tra chi non li vota.

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  3. che cazzata…
    si sa che a MERDASET tutti devono stare coperti ed allineati, altrimenti vengono cacciati su due piedi,
    ma c’è ancora qualcuno sano di mente che guarda la TV SPAZZATURA DI MERDASET?

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  4. avvertite l’ignorante Padellaro che la gestapo era sotto il controllo delle SS dal 1934,
    probabilmente le Allgemeine-SS dato che, le Waffen-SS, erano quelle combattenti.

    quindi dire l’uno o l’altro è solo semantica, visto che avevano la stessa direzione operativa

    giusto per sentire meno stupidaggini dal quel finto compagno.

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  5. Mi chiedo dove sia mai stato il contraddittorio in questi 12 anni in cui contro il M5S si sono dette ogni sorta di menzogne e di sconcezze e dove si è lasciato che parlassero in tv, onorati e vezzeggiati, i peggiori ceffi della società italiana, mafiosi, assassini, piduisti…

    Tirare in ballo poi proprio i formi crematori nazisti e collegarli ai diversi sessuali mi sembra poi di una nefandezza unica.

    L’OMOCAUSTO-L’OLOCAUSTO DEGLI OMOSESSUALI- Viviana Vivarelli.
    Troviamo infame che ancor oggi vi siano alcuni, la Chiesa reazionaria, la Lega, i fascisti, i falsi cattolici, che intendono discriminare e perseguitare gli omosessuali. La storia ci insegna che ogni persecuzione è feroce e porta con sé conseguenze spaventose.
    I primi prigionieri nei famigerati lager nazisti furono gli omosessuali…a Dachau,Buchenwald,Mathausen…Si basavano su liste che i tedeschi avevano cominciato a fare prima del nazismo,in cui erano segnalati i loro nomi, i luoghi che frequentavano, le loro abitudini…
    La Gestapo li mandò in campi di concentramento detti “Campi di concentrazione protettiva”,dov’erano anche comunisti,dissidenti, zingari e gente comune arrestata per ubriachezza o per aver cantato la Marsigliese
    Gli arresti avvenivano anche per dicerie, pettegolezzi, un semplice gesto. Nessuno sapeva quanto sarebbe durata la detenzione. La legge che permetteva questi arresti era il paragrafo 175
    I prigionieri dovevano portare bracciali gialli su cui era scritto: “Arschficker”, sodomita, poi i nazisti usarono 6 tipi di triangoli:rosa per gli omosessuali,marrone per gli zingari,giallo per gli ebrei,rosso per i politici,nero per gli asociali,viola per i testimoni di Geova,verde per i criminali. Ma i gay erano considerati i peggiori e trattati con una crudeltà che superò quella contro tutti gli altri. Ne morirono circa 1000 a Buchenwald, a Emsland 2000, a Sachsenhausen alcune migliaia come a Flossenbürg,a Neuengamme,a,Gross Rosen
    Impossibile una stima anche approssimata
    –per la distruzione fatta in fretta dai nazisti delle documentazioni prima dell’arrivo degli alleati
    -l’impossibilità di accedere agli archivi nell’ex blocco sovietico
    –il silenzio dei sopravvissuti
    –la persecuzione che continuò anche dopo la liberazione
    Si pensa i nazisti abbiano arrestate 100.000 persone, di queste ne finirono nei lager forse 15.000, di esse ne morirono 9.000 tra atroci sofferenze per le sevizie subìte.
    Si stima che la morte degli omosessuali li colpì per il 60% contro il 41% dei prigionieri politici, e si sa che i due terzi di loro morirono nel primo anno di detenzione, ciò dimostra che il trattamento che ebbero fu particolarmente spietato.
    Dopo la fine della guerra solo pochissimi sopravvissuti chiesero un indennizzo alla repubblica tedesca.
    I famigerato paragrafo 175 restò in vigore fino al 1968
    Molti furono condannati come omosessuali ma erano solo politici ostili al regime e molti omosessuali furono anche resistenti al nazismo, altri erano persone comuni, artisti, cabarettisti, cantanti, gente di spettacolo…
    Tra gli accusati ci furono anche dei preti, ma la Chiesa non li aiutò e il suo silenzio non aiutò la conoscenza della verità.
    La persecuzione non finì con la fine della guerra. Per 55 anni la morte e le torture di migliaia di omosessuali non fece notizia, nessuno ne voleva parlare, né i vincitori, né gli storici, né i tedeschi, né i polacchi, né gli ebrei, né la Chiesa cattolica.
    Le vittime furono torturate, seviziate, stuprate, sterilizzate, castrate….eppure non si volle riconoscere loro lo status di perseguitati, e i superstiti non ebbero diritto a indennizzi di guerra e continuarono a essere valutati dei criminali dalla giustizia tedesca.
    Considerati ‘la feccia dell’umanità, i gay erano condannati ai lavori più pesanti e all’isolamento. A loro le SS riservarono metodi di uccisione a dir poco sadici come innaffiarli d’acqua fredda e poi farli stare in piedi all’aperto ad una temperatura di 20 gradi sotto zero.
    Su di loro di loro le SS sfogavano la loro rabbia e il loro disprezzo; i medici usavano i “triangoli rosa” per i loro esperimenti, li castravano o li sterilizzavano studiandone poi le razioni fisiche e psichiche. Alcuni si offrirono volontari alla castrazione per sfuggire alla morte. Le cifre sono controverse: da 50.000-80.000 come ipotizzano gli olandesi, a 200.000 secondo i francesi, a 250.000 e oltre come ipotizzano la Chiesa d’Austria e i canadesi, mentre lo stesso Himmler, agli inizi della guerra, si vantava di avere già sterminato un milione di gay».
    Nel giro di pochi mesi solo a Sachsenhausen (uno dei 54 lager nazisti) «furono tra 300 e 400 gli omosessuali uccisi a sangue freddo, o fatti morire di superlavoro, ai quali venivano spezzate le ossa delle braccia e delle gambe. Dopo la fine della guerra molti superstiti tacquero per 40 anni o non dissero mai cosa i tedeschi hanno fatto loro. La vergogna e il dolore erano troppo grandi. Le sevizie erano state terribili. Avevano lasciato orrendamente deturpati i corpi e le anime, così che il dolore continuava e continuava, e la vergogna di quello che era stato loro fatto era insopportabile. Molti tacquero anche coi parenti stretti, anche con la propria madre. Ognuno sopportò in silenzio. E comunque nessuno accanto a loro avrebbe voluto ascoltare.”
    Oggi anche le vittime omosessuali sono state inserite nel Museo dell’Olocausto a Washington.
    Nella Russia dei soviet per almeno 15 anni, l’omosessualità non fu mai presa in considerazione. Ma dal ’33 cominciarono le pene e continuarono fino a tutta l’era Gorbaciov. Il reato di omosessualità risulta formalmente abolito in Russia solo nel 1993. E non furono da meno i lager sovietici. L’articolo 995 del Codice Zarista puniva il comportamento omosessuale; i comunisti azzerarono le leggi degli Zar, ma istituirono l’articolo 121 che sostanzialmente era identico a quello punitivo zarista.Restò in vigore per 60 anni, e rimase nella storia come una aberrazione spaventosa.I comunisti considerarono l’omosessualità un atto fascista, inesistente nella popolazione russa e importato per degradarla. “La miinoranza doveva sottomettersi incondizionatamente alla maggioranza, dissolvendosi in essa”, “la violenza era necessaria per estirpare abitudini nocive nei “teppisti declassati” e nei “rifiuti della società“.Come in Germania, anche in Russia, con l’accusa di omosessuale si colpì il dissidente.
    I totalitarismi non tollerano alcuna forma di dissenso e impongono il pensiero unico e il comportamento unico e dunque anche la sessualità unica.
    “Il destino dell’omosessuale nelle prigioni e nei lager sovietici non ha precedenti per tragicità e crudeltà. E non solo perché il numero degli omosessuali perseguitati era enorme, ma anche perché la violenza sugli omosessuali era un fenomeno tipico di ogni lager e di ogni carcere sovietico senza eccezioni”.
    Nelle colonie dei criminali minorenni i ragazzi accusati di omosessualità subivano stupri di gruppo (non diversamente dagli stupri di gruppo inferti dai militari americani nelle carceri afgane o irachene).Nei lager sovietici si organizzavano veri e propri bordelli formati da ragazzi prigionieri (l’assurdo è che i carcerieri usavano in modo aberrante come torture gli stessi comportamenti che erano considerati criminali).Per 60 anni l’omofobia dei russi fu allevata e nutrita, tanto che l’eliminazione dell’articolo 121 suscitò ondate di violenza. Anche in Russia nei lager la mortalità degli omosessuali fu del 60%.
    Oggi, in Europa:
    L’Albania, fino al 1994 dava 10 anni di carcere, poi ridotti a 3, poi eliminati dal ’96.
    L’Austria è stata uno degli ultimi paesi a depenalizzare l’omosessualità in Europa: nel ‘71 l’articolo che bandiva gli atti omosessuali fu sostituito da altri 4 articoli omofobi, dietro forti pressioni della Chiesa». La compassionevole, cattolica Austria è anche il paese che “solo nel ‘97” decide di abrogare il 220 e 221 del Codice penale, che vietavano «ogni informazione positiva sull’omosessualità e le associazioni gaylesbiche».
    Il Belgio, fin dal ‘92 abolisce il reato di sodomia e dal 2002 autorizza il matrimonio fra individui dello stesso sesso;
    La Danimarca depenalizza già’ nel ‘30;
    La Finlandia permette l’unione dei gay.
    La Francia dal ‘98 garantisce il Pacs (Patto di solidarieta’ civile).
    Graziano i gay: Grecia, Ungheria, Svezia e San Marino.
    E’ spaventosa vedere che nell’Europa dalle “radici cristiane” la persecuzione legale antigay continua 40-50 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    In Germania la legge anti-gay resta in vigore fino al ‘94.
    In Inghilterra l’omosessualità resta un reato fino al ‘67, anno in cui diventa finalmente un comportamento privato.
    In Italia non esistono norme penali contro gli omosessuali, ma continua ai giorni nostri la demonizzazione della Chiesa. Per quanto?
    Sono queste le radici cristiane che si invocano per la Costituzione europea?

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    • Eh, già, in Italia nemmeno una legge contro gli omosessuali.

      Però il problema è la Chiesa, che oramai non ha più nessun potere decisionale nella politica.

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