Da quando è tornato Letta non ne azzecca una

(Maurizio Belpietro – la Verità) – C’è stato un tempo in cui Enrico Letta era considerato una testa d’uovo. Gli anni a Strasburgo, la laurea con lode a Pisa, il dottorato presso la Scuola superiore Sant’ Anna, la frequentazione con Nino Andreatta, ossia di colui che ha inventato l’Ulivo e, ahinoi, anche Romano Prodi, di cui divenne il discepolo prediletto. Insomma, per il nipotissimo tutto sembrava concorrere a lasciar immaginare un futuro sfolgorante. Purtroppo, di quelle promesse da testa d’ uovo oggi resta solo l’ uovo, ovvero un guscio fragilissimo, che alla minima pressione può andare in frantumi, riducendosi a semplice carbonato di calcio.

Preceduto da grande fama e da altrettanta stima (l’uomo è di una cortesia infinita), Letta aveva già dato prova di non essere quel che si pensava ai tempi in cui proprio Prodi lo volle al suo fianco, affidandogli il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel suo secondo governo.

Probabilmente il professor Mortadella sperava di avere così il suo Letta, ovvero uno spiccia faccende in grado, con il garbo e la sottile diplomazia, di tenere a bada i rissosi alleati e di occuparsi dei dossier più scottanti. In realtà a Palazzo Chigi Enrichetto fu inghiottito, assorbito da non si sa quali impegni. Sta di fatto che di una delle questioni più spinose, ovvero la gestione di Telecom Italia, che per Prodi era già stata fonte di guai, finì per occuparsi Angelone Rovati, un buon uomo, senza nessun titolo particolare se non quello di essere amico di Romano.

Così, mentre questi se ne stava in Cina, cominciò a circolare il piano di scorporo della rete telefonica messo a punto dal consigliere speciale del presidente del Consiglio. Bastarono poche indiscrezioni per far esplodere il caso: un uomo privo di ruoli istituzionali che per conto del capo del governo mette a punto un’ operazione su una società quotata, con l’ intenzione di privarla del suo asset più importante: la rete. Risultato, Angelone venne cacciato da Palazzo Chigi, Letta si inabissò ancora di più sui fondali della politica e Prodi provò a resistere, ma come è noto durò poco.

Dalle acque profonde il pio Enrico riemerse qualche anno più tardi, quando, passato Prodi, passato Berlusconi, fu la volta di Pierluigi Bersani. L’allora segretario del Pd era certo di avere in tasca la vittoria alle elezioni e il suo vicesegretario, cioè Enrichetto, forse credeva di avere in tasca l’ occasione di succedergli alla guida del partito. Andò meglio, o peggio, decidete voi. Bersani non vinse ma provò lo stesso a fare un governo, ma fu preso a pesci in faccia da Vito Crimi e Roberta Lombardi, nella famosa diretta streaming pretesa dai grillini.

Per di più, il povero Pierluigi non riuscì neppure a far nominare il presidente della Repubblica che aveva in testa. Risultato, fu poco diplomaticamente tolto di mezzo e toccò a Letta provare a formare un esecutivo di larga maggioranza. Nella scelta probabilmente pesò l’ aria da bravo ragazzo, che non impegna e non disturba. E in effetti Enrichetto non disturbò né impegnò i suoi danti causa.

Il governo durò meno di un anno, perché nel frattempo alla guida del Pd arrivò Matteo Renzi, il quale non vedeva l’ ora di soffiargli la poltrona, cosa che per l’ appunto fece appena messo piede al Nazareno. Il passaggio della campanella, un rito che si ripete da anni a ogni morte di premier, rimane negli annali della politica italiana. Letta guarda da un’ altra parte mentre porge il simbolo del potere a colui che lo ha giubilato: una scena che da sola dice tutto. L’ orgoglio ferito, la delusione di una carriera stroncata, la presa in giro dell’ hashtag enricostaisereno lanciato appena due settimane prima.

Letta se ne andò come una vergine tradita, scegliendo la via dell’ esilio a Parigi, dove è rimasto fino all’ altro ieri, quando le dimissioni di Nicola Zingaretti hanno indotto il Pd ad acclamarne il ritorno. Lungo le rive della Senna, gli amici che lo andavano a trovare per anni lo hanno descritto come distaccato dalle cose italiane, quasi avesse chiuso un capitolo della sua storia. Ma appena dal Nazareno lo hanno chiamato, l’ allievo prediletto di Andreatta si è scapicollato. E questa è la ragione per cui oggi ve ne parliamo.

Tornato in Italia, forse considerandosi una specie di Cincinnato o forse perché l’ esperienza precedente gli è servita da lezione, Letta ha cambiato registro. Messi da parte i discorsi al valium, si è intestato una serie di uscite, tutte rigorosamente anti Lega. Lo ius soli, la legge Zan, i migranti, le chiusure per Covid. Obiettivo entrare in rotta di collisione con Salvini e costringerlo a uscire dalla maggioranza, fare comunella con i grillini in vista di un’ alleanza alle prossime elezioni (fossero pure quelle amministrative) e accreditarsi in casa ma anche all’ estero come unico sostenitore affidabile del governo Draghi.

Dopo due mesi, si può dire che quasi niente gli è andato per il verso giusto. Con il leader della Lega, a parte le scintille, non ha portato a casa nulla. Quanto al patto con Giuseppe Conte e compagni, diciamo che siamo in alto mare, anche perché ad esserlo sono soprattutto i grillini e dunque le candidature per le comunali sono al momento in un limbo.

Infine, sul rigore, visto l’ apertura del presidente del Consiglio sul turismo, anche le chiusure sono andate a pallino. Improvvisamente il nipotissimo è stato costretto a sposare la linea della modifica al coprifuoco e pure quella dell’ allentamento dei divieti, cioè la linea Salvini. Insomma, un disastro. Tuttavia il pio Enrico non si perde d’ animo: gli rimane Fedez, il poverello di City Life, un San Francesco con la Lamborghini.

23 replies

  1. La politica non si smentisce mai, fossero olimpiadi o gare di kajak il più forte vincerebbe, ma la fine diplomazia che tutto vuol dire senza dire niente ai comuni mortali, è rimasta un vecchio arnese potenziato solo dalla tecnologia, tanti luoghi comuni, pronunciati come slogan, sono restati lettere morte e all’europeismo filo globale hanno resistito in pochi. Non si tratta ne di populismo,ne di sovranismo, ma di equilibri sociali e culturali ormai rotti se non in rotta di collisione. Il seme della guerra non è il seme della pace e non si può parlare dell’uno pensando di portare l’altro, le questioni dovrebbero essere rese chiare sin dalle loro radici e dagli intenti più lungimiranti invece di porre rimedi capestro quando le situazioni sfuggono di mano. Il popolo ,visto come tale, è un ennesimo luogo comune che la sinistra attuale ha completamente stravolto rispetto al suo senso originario, viceversa il sentimento popolare viene sentito forte dal popolo della lega, anche se con diverse caratteristiche rispetto al così detto popolo falce e martello. È comunque uno schifo. Aver schiacciato la competizione e azzerato le preparazioni e la volontà alla stessa solo per incrementare un sistema sabbioso, nascosto quanto viscerale , mentre le teste di ponte agiscono in superficie pro_sistema, è stata solo una volontà malefica sia essa stata condotta da persone gentili o da persone sgarbate…

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    • di sicuro è MENO PEGGIO di te, la Lombroso prolissa.

      Ci manca solo di difendere uno così, il junior di se stesso, RACCOMANDATO da prima che lo spermatozoo sventurato, per mia sfiga, lo concepisse, portandolo non sono in questo mondo, ma peggio in italia e non in francia.

      FECCIA.

      Si chiama FECCIA, nei paesi meritocratici.

      Qui si chiama letta. E trova sponda in quelle come te (liberi e uguali, ma col culo degli altri).

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      • Ribadisco: vai a cagare, pezzo di 💩
        Non meriti risposte articolate.

        Ps non avevo letto neanche l’articolo, solo il commento, pensa quanto sei idiota.
        Mi raccomando lo psichiatra, eh.
        Paranoia e pure narcisismo.

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      • @ anail
        Io vi ringrazio per la considerazione, in questo paese lacerato dalla politica, non si può non seguirne le fila e le gesta anche solo superficialmente, con la considerazione che non si tratta di gesta eroiche ne tanto meno romantiche o cavalleresche. La politica genera famiglie, modi di pensare, essere e agire, con quel fare patetico che le è proprio, con quei guitti tipici che, se scorporati, hanno il senso delle maschere in volti di teatranti, dentro ad un palcoscenico reale, quale può esserlo il quotidiano divenire di una storia, contigua con situazioni familiari,personali e sociali propri.
        La politica veicolata dai mass media è orribile, chiacchierona , balbuziente e priva del suo humus naturale che l’ha resa affascinante come il caput mundi (non so se è corretto) dei fenomeni sociali. Storia e politica si intrecciano, da sempre, anche se oggi la politica è, e si ritrova, intrecciata con la scienza, la tecnica, le arti e perfino un cercatore di funghi può seguire una logica politica per trovarli. La situazione si è resa oltremodo complessa e i flash back più o meno recenti, aiutano a raccordare pensieri, azioni e visioni.
        Lei cosa ne pensa?

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    • @Anail

      Sei una poveretta. Pensi di scrivere meglio della Lombroso, che scrive bene, comunque meglio di te, e poi il narcisista sarei io?

      Sei una poveretta. Scendi dal piedistallo di plastica giallo, invecchiato dall’età…

      “Ps non avevo letto neanche l’articolo, solo il commento, pensa quanto sei idiota.”

      Quando fisso per lo psichiatra sento anche se c’è un posto per te.

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      • In effetti, ti avevo scambiato per il tuo sodale, ma comunque una visitina non si nega a nessuno. Dai, procedi.
        Tu, però per altre problematiche… Che ne dici della gestione della rabbia, dell’incoercibile esigenza di insultare, della coazione a ripetere sempre gli stessi epiteti?
        Ma poi, chi ti ha c@§ato?
        La mia non era certo una critica al commentatore/commentatrice Stornello, rilevavo soltanto una similitudine nella scrittura.
        Anna Lombroso è un’apprezzabile giornalista, per quanto io trovi ostico il suo modo di esprimersi, che mi impedisce spesso di individuare il bandolo della matassa…
        Probabilmente è un mio limite, mi trovo più a mio agio con espressioni e concetti chiari, niente di offensivo.
        Semplicemente, mi pare che la sua linea più breve tra due punti sia l’arabesco. (cit)
        La tua, il cesso.

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      • tutto è partito dal tuo commento fuori luogo…se scrivi un commento a un articolo do per scontato che tu ti riferisca a quell’articolo e non al commento all’articolo che MANCO leggi (la visita dalla psichiatra appunto). Tu non hai commentato il commento, ma l’articolo, per chi intende le cose nel mondo delle persone normali e non degli oroscopi letti dagli zingari.

        Restando nel tema, l’articolo è condivisibile in ogni sua parte, può piacere o meno, ma è così. Questo vuol dire che letta, junior di se stesso, riesce persino a superare i minimi assoluti, i bruttopietro, pur facendo l’unica cosa che sa fare e ha sempre fatto: NIENTE.

        Uscendo dal tema, il tuo lavoro preferito, la chiudo dicendo cosa sei: sei marcia intellettualmente. Fai cioè passare la Lombroso, che scrive bene, per una mezza analfabeta che fa errori ovunque e scrive insensatezze. Il riferimento è al tuo commento del cazzo, in linea con la tua ONESTA’ INTELLETTUALE, gettata a fondo perduto in qualche bidone dell’indifferenziata.

        “La mia non era certo una critica al commentatore/commentatrice Stornello, rilevavo soltanto una similitudine nella scrittura.”

        In pratica secondo il tuo punto di vista la Lombroso è una analfabeta (“similitudine nella scrittura”). Solo nella tua mente malata. Secondo il mio punto di vista vai a cagare e rimanici, ok?

        A mai più risentirci. A meno che tu non riscriva altre stronzate. In tal caso interverrò per fartele notare.

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      • Sei chiaramente un’analfabeta funzionale.
        Il mio commento era riferito alla scrittura COMPLESSA di Stornello, infatti ho RISPOSTO a lui/lei, che lo sa perché l’ha ricevuto( infatti mi ha scritto), NON ho commentato L’ARTICOLO, come tu vorresti sapere più di me. Ridicolo e patetico.
        E non gli/le davo AFFATTO dell’analfabeta, tutt’altro.
        Sai qual è la cosa bizzarra? Che lui/lei ha sicuramente capito, tu invece ti ostini a voler fare tali e tante figure barbine, senza neanche rendertene conto, che io, al posto tuo, mi sotterrerei.
        Chissà da dove viene il tuo instancabile livore e chissà mai perché vieni a sfogarlo qui… Poveretto.
        Corrici proprio, dallo psichiatra, magari ti si alleggerisce la vita.

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      • Un appunto: se non sei in grado di valutare la profondità di certe materie altamente culturali, evita di fare accostamenti rozzi, perché QUELLO sarà il tuo livello, non il mio, e così facendo TRADISCI la tua ignoranza.
        Saresti capace di scambiare la fisica quantistica con il lavorio del meccanico sotto casa.
        Tu solo quello conosci, FORSE. Parla di quello.
        Hai “Lega” stampato nel DNA, altro che m5s.
        Povero movimento, che elementi ha imbarcato, grazie al VAFFA.

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  2. Lettaman, Lettaman del PD sei il segretario
    Lettaman, Lettaman Zingaretti se ne va
    Lettaman, Lettaman Il tuo partito è arcobaleno
    Renzi ha detto stai sereno Lettaman
    Lettaman, Lettaman capo di una gran marmaglia
    Lettaman, Lettaman una giusta non ne fa
    Lettaman, Lettaman senza voto ci governa
    Il tuo partito è sempre in guerra Lettaman
    Si mostrano fedeli chi ti appoggerà
    Ma alla prima svista c’è chi ti spodesterà
    E un’altra lotta interna ricomincerà
    Ma chiunque poi la spunti
    Sarà sempre anti-italiano
    Lettaman, Lettaman tu ci riempi di migranti
    Lettaman, Lettaman le ONG aiuterà
    Lettaman, Lettaman voi sì che siete furbi
    Restare umani un tesoro porterà
    Stai sereno Renzi un suo partito ha
    La piazza è deserta dove il PD sarà
    Per rimediare Prodi le sardine manderà
    E il solito cialtrone li rivoterà
    E chi non ha un lavoro
    Loro prenderanno in giro
    Lettaman, Lettaman Del PD sei il segretario
    Lettaman, Lettaman Zingaretti se ne va
    Lettaman, Lettaman Il tuo partito è arcobaleno
    Renzi ha detto stai sereno Lettaman
    Col regime rosso al voto non si va

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  3. Mi pare che Letta non ne azzecchi una da sempre, non solo da quando è tornato.
    Forse non è fatto per la politica …

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  4. Di insensatezze è colmo li mondo,
    Come colma è la brocca de li vino dell’oste,
    Un bicchiere dopo l’altro e il colmo si smentisce,
    Cosi l’insensatezza che d’un tratto sminuisce.
    Er politico si mostra sensato, senza li colpi de li colmi smarriti,
    Adesso abbiam capito!
    Tra l’oste e er politico ce sta de colpo
    solo Un sorso de vino!

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    • Quindi anche tu hai capito che davo dell’analfabeta a TE, perché lo penso della Lombroso? 😳
      Come funziona che il tipo ignorante che tanto pare vantare la Lombroso, secondo me senza averla MAI letta, poi considera un accostamento tra la tua e la sua scrittura come un insulto e non come un complimento?
      Secondo me non ha NEANCHE letto il tuo commento, tant’è che NON aveva neanche CAPITO che scrivevo a te e non riguardo all’articolo.
      Dov’è la VOSTRA LOGICA?
      Complimenti.
      Avevo fatto bene a non risponderti, visto che non avevo capito DOVE andavi a parare, ma pensavo che fosse un limite mio.
      Allora, la tua scrittura complessa e senza capo né coda, tra l’altro non attinente all’articolo, che poi ho letto, nasconde solo il NULLA e l’assenza totale di un senso qualsiasi.
      Ottimo. Essere contrastata da simili elementi è una grande nota di merito.
      Aumenta l’autostima.
      Peccato che diminuisca il livello del blog.

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      • Le rispondo che la sua ignoranza è pari alla sua reale arroganza e lei non può farci nulla, la politica, rubando e intrallazzi in modo terroristico , con il suo bagaglio umano retrogrado, ignorante e quindi anche con il seme della violenza, che nella dimensione sociale è equivalente ad atti terroristici di variegate fogge e estrazioni,
        Ha creato enormi problematiche alle moltitudini generazionali che avevano altre idee di futuro. Il futuro, come lei credo sappia è, oltre ad un tempo indicativo, anche una dimensione esistenziale che comprende l’arco della vita, a meno di pensare che possa esistere anche una propria coscienza oltre la morte.

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      • Lei è la Lombroso? Insieme alla corte dei miracoli o dei miracolati?
        Nottetempo al tempo, che poi le sfalsature arrivano ad onde e sono gia arrivati.
        Adesso abbiamo tribù da cui gli italiani non hanno niente da apprendere in quanto divisi in cosche familiari dalla notte dei tempi. Che si chiamino cosche, famiglie allargate, parentado da acquisire o parentele acquisite e naturali, non cambia la sostanza del sangue, ma poco anche del cervello, quindi vede, che siamo sempre in linee parallele di parabole familiari convergenti e non, allineate dal tempo e rese parallele e intersecanti dal tempo nello spazio. Il calcolo della velocità lo lascio a lei!

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      • No capito,la vita è terribile, se gentile a farmi sentire altrettanto gentile, in un mondo in cui l’ arroganza si mischia all’ignoranza e facile incedere nelle ombre della propria mente.
        Sei gentile e io ti no definito arrogante, perché è ciò che parte del mio essere vive, la metà di un specchio genetico.
        La gentilezza non può essere solitudine o trasformarsi in arcigni pentagonati e protagonisti a se stessi con una carica umorale come quella che possiedo.
        Avrei bisogno di camminare a lungo, forse stemperare quel male umore che mi offusca lo sguardo …
        Alla prossima…

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  5. @ 3
    Potremmo iniziare dalle feste di paese con i giostrai.
    Le staderine e le belle statuine.
    Oppure nella nave, o nel tagada.
    La bizzarria che lei considera il nulla, è invero l’apoteosi, e se io penso questo lei non può farci nulla,e il nulla equivale anche al niente.

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  6. Questo blog sta diventando una gabbia di matti, altroché… E sarà che ho studiato psicologia, me li attiro tutti…

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