
(di Michele Serra – repubblica.it) – Pur non disponendo di un fonometro ho avuto l’impressione che in questa ultima settimana, con l’eccezione della cena di gala milanese, il volume di voce della premier si sia impennato come nei primi mesi della legislatura, quando pareva che strillare fosse una forma di autorevolezza: strillo perché comando, comando perché strillo.
Non sono assiduo dei suoi discorsi e comizi, ma mi era sembrato, almeno a giudicare dagli echi di telegiornale che girano per casa, che il suo volume di voce si fosse via via assestato, e infine quasi acquietato.
Non si pretendeva l’aplomb vocale di Draghi o di Monti, sicuramente avvantaggiati da un’abitudine istituzionale non da underdog, semmai da overclass (decida ciascuno se si tratti di snobismo delle élite o di normale buona educazione). Però insomma ci si poteva illudere che una volta assuefatta alle stanze del potere, se non altro per evitare il rimbombo, la presidente riuscisse a contenere il vigore vocale.
No. La tendenza minaccia di invertirsi. E se il timore che questo avvenga perché si avvicinano le elezioni è fondato, c’è da aspettarsi il peggio: che i decibel, settimana dopo settimana, le fuggano di bocca come uno sciame in assetto da combattimento. Speriamo di essere smentiti.
Per il pochissimo che conta (non apparteniamo al suo bacino elettorale) ci sembrerebbe un’omissione non dirle, in vista dei prossimi comizi, quelli di piazza e quelli di palazzo: guardi che, anche se parla a un volume normale, capiamo lo stesso quello che ci sta dicendo. Parola per parola, comprese le pochissime pause per riprendere fiato.
E’ sempre la stessa urlatrice di slogan, che tanto piacciono alle belle capre, non è mai cambiata.
Forse Serra non si è accorto che costei è come la vecchia pubblicità del Maxibon (“du gust is megl che uan”): nei comizi urla, gesticola, strabuzza gli occhi, saltella, sbraccia, punta il dito e si diletta in battute da Zelig di serie C.
Nei salotti tv, con reggimicrofono al posto dei giornalisti, diventa la donna moderata, sorridente e tranquillizzante che racconta sempre le stesse fesserie, ma in stile moderato. Così la legge per “I BAMBINI ITALIANI MESSI ALL’ANGOLO!!!” diventa “una norma di buonsenso per evitare i ghetti”.
Cambia stile a seconda del pubblico.
The show must go on.
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S’è rifatta il look e le extension, ma lo stile e la classe sono rimasti quelli. Anzi , visto che ormai la compagna elettorale ufficiale è iniziata, ha deciso di dimenticare anche quel minimo di aplomb istituzionale che in alcune occasioni aveva dovuto adottare. Comunque eviterò i paragoni con caciottare, pescivendole, carciofare, tutte persone oneste e dignitose che si devono guadagnre il pane.
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