Se Fratelli d’Italia supera Salvini, si fa male Draghi

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Mettiamo che in un prossimo lunedì sera, nel consueto sondaggio politico del Tg di La7, Enrico Mentana annunci che FdI ha superato la Lega, diventando così il primo partito (sempre “se si votasse oggi”). Fantapolitica? Mica tanto considerato che, nelle intenzioni di voto, il 3 maggio scorso il partito di Giorgia Meloni aveva con l’ennesimo balzo toccato quota 18,7%. Mentre il partito di Matteo Salvini arretrava di un punto ancora fermandosi al 20,9%. Una differenza di due punti virgola due niente affatto incolmabile alla luce della tendenza consolidata nel derby sovranista che in poco più di un anno ha visto FdI conquistare almeno una decina di punti e il Carroccio perderne altrettanti. Un sorpasso futuribile ma le cui probabili conseguenze sono già sotto i nostri occhi.

1. Il costante arretramento leghista non può essere accettato nell’indifferenza dei vertici e della base soprattutto in un partito strutturato su base federale nel quale il segretario è un primus inter pares che resta tale finché porta valore aggiunto in termini di consenso. Anche per effetto degli inevitabili malumori, Salvini ha scelto, da un giorno all’altro, di passare dall’opposizione alla maggioranza di Mario Draghi. Con lo scopo di tacitare con qualche poltrona ministeriale e di sottogoverno alcuni collettori di voti (per esempio, il lombardo Giancarlo Giorgetti, o il chiacchierato Claudio Durigon nel Lazio). Cercando pure di non scontentare il potere moderato incarnato dal presidente veneto Luca Zaia.

2. È stata una manovra spericolata che tuttavia non soltanto non ha interrotto l’emorragia di voti verso FdI, ma costringe il leader leghista a continue acrobazie per apparire sia di lotta che di governo (un colpo al cerchio e uno alle riaperture). Senza risultati tangibili. Anzi. Poiché l’evidente travaso di voti nella destra premia piuttosto la scelta della Meloni che adesso egemonizza in solitudine il campo dell’opposizione.

3. Le convulsioni del salvinismo già oggi rappresentano un problema non piccolo per Mario Draghi. Che oltre a chiedere all’alleato verde di darsi una calmata è costretto a sorbirsi le rimostranze del pd Enrico Letta che sulla crisi di Salvini, come dicono a Parigi, chiagne e fotte. I fatti ci dicono quindi che per il premier un sia pure simbolico sorpasso a destra non sarebbe affatto una buona notizia. Proprio perché per Salvini sarebbe pessima. Adesso i due cercano di darsi una mano. Finché sarà possibile.

9 replies

  1. MELONI E SALVINI- Viviana Vivarelli.

    La Meloni sale anche grazie al fatto che è l’unica opposizione a Draghi (occasione che Grillo ha buttato alle ortiche) mentre Salvini scende.
    Se il trend continua, la Meloni rischia di essere prima nei sondaggi.
    Il 3 maggio la Meloni era arrivata al 18,7%, mentre Salvini era sceso al 20,9%. Una piccola differenza che prelude al sorpasso.

    Dentro la Lega è da tempo che c’è maretta contro Salvini, il quale, da parte sua, le sbaglia tutte e si mostra sempre più abulico, stronfio e inutile, mentre la Meloni è dura, forte e incisiva.
    Finora i leghisti hanno sostenuto Salvini perché vinceva ma ora il suo declino è sotto gli occhi di tutti e non pochi hanno visto con orrore la rapidità con cui si è asservito a Draghi senza rivendicare niente e ha rinnegato l’euroscetticismo, il sovranismo e perfino la lotta ai migranti o l’avversione al Sud. E non gli ha giovato il continuo cambiare opinione in pochi secondi su tutto col solo scopo di acchiappare voti qua e là, più aggiungiamoci la precarietà dei processi in corso, dove sarà pure archiviato ma non ci fa una furba figura. Durigon e Fedez hanno fatto il resto, per non parlare dei danni di personaggi leghisti come Gallera e Fontana…
    Poi alla gente le cose piacciono chiare: o sei di opposizione o sei di governo. I saltellamenti di Salvini per essere entrambe le cose lo rendono strabico e lo squalificano come hanno squalificato i 5 stelle che sono di governo ma giurano di ‘vigilare’ da dentro (cosa assurda) e in pratica si sono suicidati.
    Persino Draghi, stufo dei saltellamenti di Salvini, preferirebbe il sorpasso della Meloni che mostra di avere più palle lei di tutti i leghisti messi assieme.

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    • @Viviana
      Non è vero che Salvini “non rivendica nulla”: le recenti riaperture dei ristoratori risulteranno come opera sua e così le future riaperture. Ha tutelato i suoi elettori.

      Su Fedez: secondo me sbagli ad attribuirgli tanta importanza. Vai a leggere i testi di certe sue canzoni quando ancora era contro i gay (il caso di Tiziano Ferro) e contro le donne (la parola “troia”, la più gettonata). E’ solo una figurina nel panorama stucchevole dei cosiddetti influencer che di fatto non lavorano -nel senso proprio del termine-, ma vendono illusioni ai soliti bischeri.

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      • Le riaperture se è per questo le rivendica anche Renzie.

        Bel successo, complimenti.

        Tra l’altro con il V-for-Veneto che sta già nuovamente a rischio.

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  2. Quello che Padellaro chiama “derby sovranista” mi pare piuttosto un tenersi a braccetto, in vista delle future elezioni (compresa quella del Presidente della Repubblica). Infatti la Meloni non potrebbe comunque governare da sola e dunque l’alleanza con la Lega tiene, per forza.

    Quanto a Salvini, comunemente ritenuto un bruto sguaiato privo d’ intelletto, mi pare invece che la mossa di sostenere Draghi sia stata vincente, anche se ha comportato al momento la perdita di qualche consenso. Mi spiego meglio: al fianco di Salvini c’è Giorgetti, che lavora con Draghi e mantiene un profilo basso, laddove Salvini anche per temperamento è rutilante e chiassoso. I due hanno compiti diversi: il primo “mette le mani pasta” lavorando a favore dei ceti rappresentati dalla Lega, il secondo fa da megafono e qualche volta si spinge in avanti per testare gli umori del suo elettorato.

    Le rimostranze del PD, attraverso la voce di Letta, sono ininfluenti, stante la debolezza di un partito a corto di idee (ius soli, immigrati, gay non bastano in tempo di pandemia) e di alleati. Il povero Conte è bloccato in Sardegna … ce la farà a superare il braccio di mare che lo separa da Roma?

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  3. Quella Meloni è proprio cattiva dentro, e si vede anche fuori.
    Proprio non capisco cosa abbia fatto di così eclatante da mietere tanti consensi .
    Oltre a urlare, naturalmente.Più urla più cresce.
    Però la gente -contenta-si da’ di gomito: “hai visto come gliele ha cantate?”
    Il fatto che viva in tv, che sia assenteista cronica pur incassando integralmente le prebende, e che il suo partito sia zeppo di condannati e inquisiti anche per criminalità organizzata non tange nessuno, non è importante per nessuno.
    Che tristezza.

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  4. Vero Paola, al PDC sta tremando l’orlo delle mutande ormai i giochi sono fatti Il presidente della Confindustria se’ rasserenato non si sa mai arrivava qualche euro alle persone bisognose, i giornali tronfi non corrono più il rischio di perdere i sussidi, la DX ha sempre la solita visione urlare sempre più sguaiatamente tanto il popolo percepisce nell’ignoranza a cui li ha costretti qualche ventennio di centro destra che chi alza la voce ha sempre ragione. Erano tutti agitati per il grande spreco del reddito di cittadinanza e meno male che c’era il 5S ma loro non hanno diritto di esistere al governo possono fare solo l’opposizione, intanto a proposito di sprechi la presidente del senato svolazza sui cieli a spese degli italiani almeno di quelli che pagano le tasse chi non le paga pazienza lo condoniamo. Apposto così

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  5. “è costretto a sorbirsi le rimostranze del pd Enrico Letta che sulla crisi di Salvini, come dicono a Parigi, chiagne e fotte”

    AHAHAHAHAHAHAH

    e infatti da quando è arrivato Letta il PD è schizzato nei sondaggi vero?
    la realtà è che il PD strepita soltanto perché ha dalla sua parte i giornaloni che gli danno visibilità, altrimenti conterebbe come il due di coppe.
    in Parlamento, dopo che il Bullo di Rignano s’è portato via i suoi fedeli, il PD ha meno parlamentari del M5S e della Lega, ed è il terzo partito, anche se tende a comportarsi come se fosse il primo e come se questo fosse un monocolore PD.
    il PD è una pulce che fa la voce grossa, ma alle prossime elezioni, se non tira fuori dal cilindro qualcosa di meglio di ius soli, ddl Zan (che per allora sarà stato approvato), voto ai sedicenni e qualche altra minchiata demo-radical-chic per poter dire che la sinistra è bella e buona, prenderà una scoppola che al confronto il risultato del 2018 sembrerà un trionfo.
    non basterà che spunti fuori qualche sardino cazzaro pluriripetente coi riccioli biondogrigi, o un Fedez che sproloquia di censura: il PD si beccherà una bella mazzata.
    e siccome il PD è alleato del M5S, e il Fattone Quotidiano tifa spudoratamente per il Movimento, sarebbe il caso che il Padella si occupasse delle cazzate che sta facendo il PD a puntare su minchiate identitarie che piacciono solo a quei coglioni che amano guardarsi allo specchio per dirsi “ma quanto sono buono io che sono di sinistra”, piuttosto che guardare alle cazzate che fa Salvini.
    che sempre cazzate sono, ma il centrodestra è dato al 46-48%, mentre gli altri viaggiano sul 36%.
    quindi direi che le priorità per i fan dei giallorossi sono altre.

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