Separiamo le carriere

di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Tra tutte le critiche al suo video, la più grottesca è che Grillo abbia politicizzato il processo per stupro a suo figlio. Infatti dai 5Stelle non s’è levata una sola voce in sua difesa: due o tre hanno solidarizzato sul piano umano, qualcuno ha taciuto, tutti gli altri (Conte in primis) l’hanno criticato. Come dovrebbe accadere in tutti i partiti se fossero comunità di uomini liberi e non cosche mafiose in cui, appena viene toccato il boss, tutti fanno fronte comune a prescindere. Quando qualcuno in FI, nella Lega e in Iv oserà contraddire anche timidamente il suo capo, potrà parlare di Grillo e dei 5Stelle. Nell’attesa, tacete e vergognatevi. Qui, se qualcuno sta politicizzando quel processo, è la legale della presunta vittima Giulia Bongiorno, ultima bandiera del partito trasversale degli “onorevoli avvocati” che si dividono fra le aule di giustizia e quelle parlamentari se non addirittura governative (lei, nel Conte-1, era financo ministra). Se Grillo, per i motivi appena illustrati, non è in grado di intimidire i giudici di suo figlio, non si può dire altrettanto della sen. avv. Bongiorno, responsabile Giustizia della Lega e legale di Salvini. Il quale ha subito chiesto “le dimissioni di Grillo dalle sue cariche” (quali?) e detto la sua sul processo di Tempio Pausania. Il sospetto lanciato dal M5S che sappia qualcosa di troppo è del tutto infondato: il Cazzaro Verde esterna solo quando non sa di cosa parla, altrimenti tace.

Il vero scandalo è il conflitto d’interessi dei parlamentari eletti per “rappresentare la Nazione” e poi ridotti a rappresentare tizio o caio. Lo facevano Previti, Pecorella, Ghedini, Taormina nel centrodestra, Pisapia e Calvi nel centrosinistra, spesso sedendo nelle commissioni Giustizia che riformavano o depenalizzavano i reati dei loro clienti (chissà le parcelle, dopo). I primi invocavano ispezioni ministeriali contro i magistrati dei loro processi, trasformavano in interrogazioni le istanze respinte dai giudici, usavano i loro impedimenti parlamentari per far slittare le udienze dei clienti (soprattutto uno). Taormina, sottosegretario agli Interni, andava in aula con la scorta del ministero a difendere un imputato di mafia contro cui il ministero era parte civile, ma lui almeno ebbe il buon gusto di dimettersi. Bei tempi quando i principi del foro De Nicola e Vassalli chiudevano lo studio appena assumevano pubbliche funzioni. Un giorno di fine anni 70 Scalfaro, vicepresidente della Camera, dovette sorbirsi l’interminabile catilinaria di un avvocato-deputato che spiegava come e qualmente si dovesse riformare un articolo del Codice. Alla fine, esausto, lo interruppe: “Avvocato, s’è fatto tardi: ci dica quale processo vuole sistemare, così la facciamo finita”.
Altri tempi, altri stili.

43 replies

  1. Travaglio sempre più stanco e ripetitivo. Del resto lo capisco: Grillo è indifendibile, poi ci metti questa megera che dovrebbe lavorare 24h al giorno per il popolo e invece fa i caxxi suoi facendo anche l’avvocato, come se la sua presenza in aula in parlamento fosse dipendente dagli incarichi che ha come avvocato.

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    • in effetti è dotata della funzione “ubiquità” presente solo in certi cellulari avanzati
      che consentono di essere, e quindi fare, due attività contemporaneamente
      a meno che lei non ritenga che fare l’avvocato, o il parlamentare, siano
      attività che si possono compiere nei tempi morti, tra un boccale di birra e un grappino
      tipo scrivere commenti sconclusionati

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    • Scrivo qua in cima chiedendo ospitalità per l’occasione a SM, con cui sovente sono eufemisticamente in disaccordo.
      Stamane ho scritto alla moderazione per segnalare il profilo che si pubblicizzava, in maniera scurrile volgare, delle proprie qualità amatori.
      Mi pare che sia stato BANNATO.
      Perché in quel momento era il secondo commento di giornata.
      Invito tutti ad agire se si ripresentassero lui o la Gazzellona, perché le segnalazioni vengono prese in considerazione.

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  2. Il FQ in prima pagina, seppur di spalla, riporta la notizia che Massimo Fini ha vinto una causa intentatagli da Berlusconi.
    E’ lecito e consentito definirlo DELINQUENTE E MALAVITOSO.🥳😄🤸‍♂️⚡🔥

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    • Oggi Jerome B. non ci allieta con la prima di Rep. Il titolo del giornalone è questo:
      IL PIANO VERDE DI DRAGHI: “COSÌ CRESCERÀ L’ITALIA”.
      Poi leggo sulla tavola della legge del FQ: Draghi come Conte, ma meno green e più lobby.
      Oggi me li leggo tutt’e due e vedo.

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    • “B. delinquente e malavitoso”: ora si può dirlo

      (di Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano) – Sì, preferirebbe essere adulato come ‘Cavaliere’ o ‘Presidente’, e un bell’‘Onorevole’ ci starebbe sempre bene, giacché ha riconquistato l’agibilità politica e uno scranno in europarlamento. Silvio Berlusconi, però, dovrà farsene una ragione: definirlo “delinquente” non è diffamatorio, non è ingiurioso, non è sbagliato. Nemmeno se aggiungiamo “terrorista”, “malavitoso”, “pregiudicato” e se ricordiamo che “ha gettato una minorenne nelle braccia di una puttana” ed è “sospettato di avere cominciato la sua carriera di imprenditore grazie ai soldi della mafia” e le tante altre prodezze che sappiamo.

      Lo dice il giudice civile di Roma Damiana Colla nelle motivazioni della sentenza con cui il magistrato ha rigettato la citazione civile di Berlusconi contro Massimo Fini, Marco Travaglio, Peter Gomez e la società editrice del Fatto Quotidiano, condannandolo a pagare più di 10.000 euro di spese legali ai nostri avvocati Caterina Malavenda e Valentino Sirianni.

      In dodici pagine, il giudice spiega che si può dare del delinquente a Berlusconi purché sia chiaro il contesto della critica generale e politica in cui si inserisce il sostantivo, in un quadro dove si sottolinea che il fatto è vero: delinquente è colui che delinque, Berlusconi è stato condannato con sentenza passata in giudicato per frode fiscale, quindi per sillogismo aristotelico Berlusconi è un delinquente. E i sei articoli di Massimo Fini pubblicati nel 2018 sul Fatto, prima e dopo le elezioni politiche celebrate con lo spauracchio della presenza in campo dell’uomo di Arcore, sono rimasti nel recinto della critica politica.

      I legali di Berlusconi invece sostenevano che gli articoli erano “caratterizzati da contenuti non solo diffamatori nella sostanza, ma anche apertamente ingiuriosi e illeciti nella forma, in quanto tutti costellati da gratuite e immotivate offese ad personam, esorbitanti da ogni possibile limite di tolleranza”. Ed è qui che il giudice inizia a fare coriandoli delle tesi dell’ex premier. “Nulla è specificamente allegato da parte attrice – scrive la dottoressa Colla – circa la ‘sostanza’ diffamatoria di ogni articolo, concentrandosi piuttosto l’attore sul requisito formale della continenza espositiva”.

      In parole povere: Berlusconi sottolinea i presunti insulti, ma trascura la parte in cui dovrebbe provare di essere vittima di menzogne. E non può fare altro, perché per quanto aspre e urticanti, le parole di Fini si muovono sul terreno di fatti e notizie vere. E quindi sono critiche legittime. Quando Fini dà del “terrorista” a Berlusconi parte dal dato, vero, che B. ha appena definito “criminale” la sentenza che lo ha condannato, “che gli impedisce di fare il premier”. Quindi, come i brigatisti, delegittimando quella sentenza, non riconosce le istituzioni dello Stato. Ecco perché Fini non è sanzionabile quando paragona B. a Vallanzasca preferendo il secondo al primo perché Vallanzasca “non ha mai contestato il diritto dello Stato a punirlo”. È una critica legittima anche questa.

      Berlusconi inoltre non può lamentarsi di essere chiamato “delinquente naturale”: lo afferma la sentenza del Tribunale di Milano sulle “enormi evasioni off shore”. Il resto è riferibile alle vicende di Ruby e Nicole Minetti, e al ruolo di Marcello Dell’Utri nel patto tra l’ex senatore e la mafia per proteggere B. e i suoi interessi economici in cambio di fiumi di denaro.

      La sintesi migliore della sentenza a nostro avviso è in questo passaggio: “Il giudizio critico manifestato dall’autore è dunque interamente frutto delle numerose vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’attore, con gli esiti più diversi, ma dei quali non era necessario dare conto (…), in ragione del fatto che esso non ha a oggetto cronaca giudiziaria, ma l’espressione di un complessivo e ragionato giudizio critico soggettivo”.

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      • Ammesso che se ne senta il bisogno, come possiamo definire quel 6,5% che si riconosce in lui e continua ad osannarlo oltre che portarlo ad esempio? (Ricevuto a palazzo Chigi)

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  3. Messaggio per il signor Grossa Minchia….guardi che è risaputo che alcune pratiche adolescenziali se protratte anche in tarda età portano ad una progressiva perdita della vista, per cui credo che lei abbia scambiato la pagina di infosannio con qualche altra pagina di facebook a lei più congeniale. Stia attento la prossima volta o per lo meno cambi gli occhiali.

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  4. Marco è perfetto come sempre! Appena ho saputo che l’avvocatessa era la Bongiorno ho pensato che per motivi di opportunità avrebbe dovuto rinunciare alla difesa perché comunque si tratta del figlio di un suo avversario politico..un avvocato esperto come lei non può non aver fatto questa valutazione

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    • Travaglio si è dimenticato di dire che la sottosegretaria del m5s Macina ha dovuto chiedere scusa per l’accusa che ha mosso alla Bongiorno.
      Quanto alla politicizzazione dell’intera faccenda,, Grillo ci ha provato nella sua disperazione, ma il Movimento ha avuto -Deo gratias- un po’ di pudore e ha taciuto. Faccio notare che la Bongiorno aveva mantenuto un basso profilo; è stato Grillo a sollevare un putiferio e poi la Macina -poveretta- ci ha messo del suo. Faccio anche notare che la Bongiorno, attualmente, non è in alcuna commissione giustizia. lo era nel precedente governo. Ergo i riferimenti ai tempi berlusconiani non sono del tutto pertinenti.

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      • @Adriana
        E invece “i riferimenti ai tempi berlusconiani” sono super pertinenti.
        È uno scandalo che chi aveva funzioni remunerative prima di entrare in parlamento continui a svolgerle dopo essere stato eletto. Questo vale sia per i casi estremi berlusconiani che per quelli meno estremi come il caso della Bongiorno o, se volete, di Renzi.

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  5. Ricapitoliamo. C’è un grillo parlante che fa una brutta fine, un burattino bugiardo, un gatto ed una volpe, una fata turchina, un padre falegname, un amico che si trasforma in asino, un orco.. Sembra una favola di Collodi, ma in realtà sono i principali protagonisti della scena politica italiana.

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  6. Effettivamente la Bongiorno suscita una istintiva, direi sana ripugnanza, siccome i suoi colleghi avvotati ghedinoidi.

    Se uno ci pensa un momentino, questi viscidi azzeccagarbugli sono gli unici che riescono ad estorcere la pecunia ai mafiosi e a derubare i dante causa ladroni (le chiamano parcelle), senza neanche rischiare la galera

    Quando poi finiscono in parlamento, a rimorchio di qualche cliente gangster, uno potrebbe anche chiedersi che leggi possono venirne fuori… la domanda sorge spontanea, e la risposta pure.

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  7. Della ragazza non si sà nulla.
    Almeno io in rete e sui giornali non ho trovato nulla. Vorrei sapere perchè la famiglia della ragazza proprio la Bongiorno ha trovato come avvocato? L’ha cercata, l’ha trovata per caso mangiando un gelato in piazza, è un’amica di famiglia, è figlia di una prozia?
    Vorrei tanto non pensare quello che penso, ma sai, alle volte, le concidenze…
    In piú, la famiglia ha abbastanza denaro per pagare un avvocato che prende millemila euro all’ora? O la Bongiorno fa tutto pro bono?
    E la Bongiorno ha trattato altri casi di stupro o questo l’ha ispirata in particolar modo?
    Vorrei tanto sbagliarmi, ma qualcuno potrebbe rispondere a queste domande, oltre a farsi venire il pelo dritto dall’indignazione.

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    • L’omonima di Mike è fautrice di quella patacca di Doppiadifesa, fatta con quell’altra giureconsulta della Parapakhunziker, proprio la donna giusta per parlare di violenza alle donne, ricordo ancora una foto in cui Predolin le sventolava il Walter davanti in una spiaggia. E lei non sembrava affatto oppressa.

      Manco le professioniste del sesso ne hanno visti di più di così. Se anziché la valletta faceva l’urologa ci faceva miglior figura.

      E la GB, poi, che saltellava ASSOLTO ASSOLTO ASSOLTO.

      E Marzullo che le chiedeva che sogni avesse quella grande st… avvocatessa.

      Mamma mia, che cazzata che ha fatto Bonafede a farle entrare per scrivere la leggina sessista nota come Codice rosso, altra modalità per far sentire sempre e comunque gli uomini come mostri e le donne come vittime.

      Sulla pagina FB di quest’associazione fioccavano fino a qualche anno fa, le lamentele di persone che pur cercando l’associazione, non avevano alcuna risposta. Puoi controllare se vuoi se per caso sia cambiato qualcosa, ma a suo tempo non era tra le associazioni più efficienti.

      Però i soldi e la pubblicità gli arrivavano lo stesso.

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      • Prova a immaginare di essre il padre di quella ragazza, ritratta mentre incosciente le viene fatto di tutto … non sceglieresti un avvocato che ha più chances di vincere? Un po’ di empatia non guasterebbe, ogni tanto.

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      • Adriana
        Si, ma ce ne sono per così di buoni avvocati, quindi è lecito avere dei dubbi sul come si siano incontrati la Bongiorno e i genitori della ragazza.

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    • salaxzar
      Riguardo alla domanda “la famiglia ha abbastanza denaro per pagare un avvocato che prende millemila euro all’ora?” considerando che se ne stavano in Costa Smeralda è probabile. Comunque in generale le tue domande me le sono fatte anch’io, e magari sbaglio ma ho come la sensazione che la Bongiorno si sia cercata appositamente questo caso, poi casomai non avesse abbastanza soldi la famiglia ci vuole poco a farsi pagare di meno.

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  8. Sarebbe ora, ma…

    Se ne parlerà
    Ci si accapiglierà.
    Tutti ci metteranno sopra la solita bandierina.
    I soliti noti si indigneranno.
    “Senza se e senza ma”.
    “Per il bene del Paese”.
    “La politica deve…”
    “Se non ora quando!”
    La Gabanelli ci farà un pistolotto pagato da Cairo.
    La Lucarelli si butterà sull’ osso.
    Fabio Fazio intervisterà Di Matteo.
    La Palombelli ci sfrucuglierà sopra.

    La gente si stuferà.
    Tanto la Bongiorno i normali cittadini se la sognano.
    Salterà fuori una nuova distrazione.
    Fino alla prossima.

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  9. Sono curiosa di vedere come proseguirà la vicenda, accusatrice e accusati hanno tutti una cosa in comune, fanno parte della crema genovese (e voglio vedere la Bongiorno in che modo cercherà di drogare l’opinione

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  10. Marco Travaglio è il più grande “divagatore” a fronte di argomenti urticanti che riguardano la sua parte. Come sia possibile che da un video come quello di Grillo che ha suicidato il Movimento riducendolo ad una forza “accessoria” del PD, ad un conflitto di interessi della Bongiorno è un vero mistero anche perché i 5 stelle hanno governato per due anni e non si comprende, o si comprende perfettamente, perché questo argomento non è stato affrontato. Dipendesse dal fatto che quello che dovrebbe diventare il loro capo, Conte, e che è stato il Presidente del consiglio in questi due anni era proprio il massimo portatore di questo conflitto di interessi nella sua funzione di avvocato? A me piacerebbe invece di più sapere come mai i giornalistiche lavorano al FATTO – soprattutto donne come la Amurri e la Lucarelli – se divergono con le opinioni del Direttore o devono andarsene o scrivere altrove come è capitato alla Lucarelli che ha dovuto pubblicare il suo articolo totalmente divergente dall’editoriale di Travaglio visto che ha contestato anche la perorazione familistica del direttore rispetto al diritto di un padre allo sfogo difensivo del figlio, tesi contestata dalla stessa Lucarelli a Piazza pulita visto che proprio quella ha rappresentato l’imprinting familiare che ha fatto diventare il figlio forse uno stupratore…Non a caso la Bongiorno ha dichiarato di far diventare quel video elemento aggravante nell’eventuale processo per le stesse ragioni.
    Mi verrebbe da dire che pensandola come Travaglio ha dichiarato difendendo Grillo, se ne denota l'”imprinting” maschilista anche nel suo giornale quando a comparire a rappresentare quel giornale in video ci vanno solo uomini…

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    • Birillio,
      Primo punto, il giornale è di Travaglio e se non gli va di pubblicate un articolo fa come gli pare, ad ogni modo sono stati pubblicati altri critici verso Grillo, e la Lucarelli non lha pubblicato le sue tesi su un giornale a caso, ma in uno in cui è responsabile della cronaca.
      Secondo, la Amurri NON lavora al Fatto. Sul motivo per cui vorresti sapere la sua opinione direi di sorvolare.

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      • Ah certo ma siccome vende un prodotto oltretutto sponsorizzandolo facendosi passare come uno al quale sta soprattutto a cuore la verità, chi lo compra ha tutto il diritto apprendendo certi comportamenti e censure di non comprarlo più. Sia la Lucarelli che la Amurri scrivevano sul FATTO oggi la Amurri per la posizione che ha assunto su Bonafede non ci scrive più. La lucarelli può scrivere dove le pare io ho tutto il diritto di sapere come lettore (visto che lui pubblica i suoi editoriali ed articoli affinché vengano letti e commentati da chiunque lo legge) per quale ragione proprio larticolo dissenziente su Grillo sia stata ospitato da altra testata. Curioso ci si scagli sul conflitto di interessi della Bongiorno ma non mi risulta nessuno abbia esortato il varo di una legge che impedisca a magistrati candidati dai partiti che impedisca finito il mandato di tornare a fere il magistrato come hanno potuto faree da sempre i magistrati candidati dal PD, Emiliano in primis, in aspettativa…

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      • La Lucarelli non scriveva, ma scrive sul Fatto.
        Sul sacrosanto licenziamento della Amurri ti sei fatto l’idea del telespettatore medio che guarda Massimino d’Urso. Non ho gli strumenti intellettivi per contestarvi.
        Sul conflitto d’interessi ripeto, te ne sfuggono gli elementi caratterizzanti. La carriera politica e la candidabilità dei magistrati è regolata dalla legge: non sei d’accordo? Nemmeno io, ma almeno loro sono a riposo, esattamente come lo era Conte. Personalmente ritengo riprovevole che un deputato o un ministro possa fare un doppio lavoro, ma il conflitto di interessi della Bongiorno che difende quella ragazza non è questo, o non è solo questo. Ci siamo?
        Poi vorrei capire cosa significhi “pubblicizzandolo”: dovrebbe tenerlo segreto? Ma poi chi te lo ha detto che non le ha pubblicato l’articolo? Lo ha detto lei?
        E tu lo hai letto il FQ in questi giorni? Hai letto che ne so Gad Lerner? Ti sembrava pro Grillo? Ma non è l’unico. Tu invece ti sei focalizzato sulla Lucarelli non so perché.

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    • Terzo, devi un attimo ripassarlo il conflitto di interessi se credi che Conte ne sia il massimo portatore, ma snche se credi che ne sia il minimo portatore.

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    • Birillo
      Sul come sia possibile passare dal video di grillo al conflitto di interessi della Bongiorno, oltre al fatto che Travaglio lo ha spiegato nell’editoriale, si tratta principalmente del fatto che se sei parlamentare non dovresti prenderti in carico nessun caso fino a quando non smetti di essere parlamentare, altrimenti finisce che chiedi depenalizzazioni per i tuoi processi e invece di rappresentare in parlamento la nazione finisci col rappresentare il tuo assistito, di esempi ne ha fatti per così Travaglio.
      Riguardo a Conte non mi risulta che abbia continuato a fare l’avvocato per qualcuno quando era presidente del consiglio, ed è ciò che Travaglio dice che dovrebbe essere fatto appunto.
      Poi del suo gironale anche se in TV vedo generalmente i soliti 3 uomini mi capita anche di vedere delle donne, più di tutte proprio la Lucarelli.
      In generale comunque, se leggessi il Fatto Quotidiano lo sapresti, Gad Lerner, Gomez, e anche altri spesso sono contrari a ciò che dice Travaglio e lo pubblicano lo stesso, anzi sono le cose più interessanti da leggere spesso.

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  11. Scusate, ma la Bongiorno che ruolo avrebbe nel processo?

    Guardate che nel processo penale non c’è l’avvocato dell’accusa, ma i P.M. contro l’avvocato che difende gli accusati.

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    • La Sora Bongiorno sta la’ pe’ alimentare con palate de letame sto’ falo’ immondo. Ogni tanto quando la fiamma se sfiacca ritorna ce mette un’artra palata, e poi ce soffia pure sopra pe’ esse sicura che la puzza de merda arrivi in tutti i nasi nostri.
      Accusatori e accusati, corpevole o innocenti, sta storia so’ cazzi loro e dovrebbe resta’ me’ mani da Giustizia e nei limiti del decoro d’una societá civilizzata. mortacci loro e nostra che glio permettemo. E pe’ mettere na bella cerasa su sta torta de merda la parcella de la Sora Bongiorno la pagamo noi. Adriana ‘a gnoccolona svegliate.

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      • paolapci

        Ma in cosa consiste materialmente il “difendeassiste” prima della sentenza?
        Dopo un’eventuale sentenza di colpevolezza ci sarà la richiesta di risarcimenti, ma prima non riesco proprio a capire cosa possa fare.

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      • Beh immagino che per promuovere il processo per il risarcimento ci si debba costituire parte civile nei processi penali. Non sono esperta di processi in cui la parte offesa è viva, ma ne ho visti a iosa (Un giorno in pretura) in cui la parte offesa è morta, e i genitori, o i figli, o il marito sono parte civile nel processo penale. In questo caso è lei stessa la parte offesa e quindi civile, credo eh. Non lo firmo col sangue.

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  12. la bongiorno e’ quella che esultava perche’ era riuscita a mandare in “prescrizione” una parte del processo ad andreotti ? Questa e’ la vera italietta, gente, sempre la solita, senza schiena e col cane per cechi.

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  13. Normalmente per separazione delle carriere si intendono quelle di giudice e di pm. In questo caso, sarcasticamente, ci si riferisce a parlamentare e avvocato.
    A Birillo obietto che ha detto una sciocchezza affermando che è in conflitto di interessi anche Conte. Il conflitto di interessi non nasce perché chi ha una carica politica è un avvocato, ma solo se esercita una funzione all’interno di un processo minacciando di trasformarlo da penale a politico.
    Conte sarà pure un avvocato ma non mi sembra sia implicato in nessun processo penale contro un avversario politico.
    Tra l’altro al momento Conte non riveste nessuna carica politica.

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  14. 5 per mille a Bettino
    Date: 23 Aprile 2021Author: ilsimplicissimus 0 Comments

    Anna Lombroso per il Simplicissimus

    Si sa che il 5 per mille è una quota dell’IRPEF che lo Stato ripartisce su indicazione dei cittadini-contribuenti al momento della dichiarazione dei redditi.

    Ne possono beneficiare oltre ad organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, onlus e cooperative, fondazioni, enti di istruzione e ricerca sanitaria, istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, istituzioni che svolgono attività di ricerca sanitaria con orientamento traslazionale, associazioni sportive dilettantistiche” e organismi impegnati in “attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici”, oltre ad alcuni enti pubblici: Comuni, Istituti universitari e di ricerca; Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e altri istituti sanitari pubblici con finalità di ricerca ad orientamento traslazionale; Istituti controllati dal MIBACT e dotati di autonomia speciale.

    Queste informazioni di base facilmente reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, fanno capire che salvo per gli enti espressamente indicati dal contribuente, spetta ai dicasteri di riferimento effettuare una selezione dei meritevoli di aiuto pubblico, secondo criteri che riconoscano il contributo culturale, pedagogico, ambientale e di carattere umanitario della loro attività al servizio dei cittadini.

    Nulla da ridire, no? se tra le organizzazioni che rispondono ai requisiti nel rispetto dell’articolo 1, comma 154, della legge 3 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), è stata giudicata ammissibile alle risorse della ridistribuzione operata dal Ministero dei Beni Culturali del 5xmille per gli enti di volontariato e pure del 5xmille destinato a quelli di ricerca e divulgazione scientifica, la Fondazione Bettino Craxi, un vero giacimento culturale, secondo il gergo in voga ai tempi della Milanodabere, riconosciuto di “notevole interesse storico” e di “eccezionale interesse culturale e/o artistico” dalle competenti Soprintendenze e che “svolge attività di elaborazione e promozione culturale in campo nazionale ed internazionale, prevalentemente nell’ambito delle scienze storico-politiche ed economico-sociali, attraverso convegni, conferenze, seminari, incontri di studio, pubblicazioni e presentazioni”.

    Presieduta da Margherita Boniver, una delle vestali del culto del politico e dell’uomo Craxi, nelle due sembianze di leader di governo e di perseguitato costretto all’inumano esilio, la Fondazione ha scelto come target privilegiato giovani studiosi intenti a una ricerca storica incentrata sui valori politici e civili e sulla personalità e l’esempio di vita dello “statista”, “custode della storia del socialismo”. Ai quali assegna borse di studio e aiuti in modo che contribuiscano alla divulgazione “dell’Opera Omnia di Bettino Craxi”, dagli anni della formazione agli esordi nella vita politica milanese, dalla prima elezione a parlamentare ai primi passi della scalata alla segreteria del Partito Socialista fino alla Presidenza del Consiglio negli anni 1983-1987.

    Per anni tra i bersagli preferiti delle campagne di moralizzazione del Paese ormai precipitate nel dimenticatoio e neglette anche dai profeti dell’onestà, erano gli enti inutili che traevano fondi dalla greppia pubblica, per la sopravvivenza di burocrazie e consigli interni, collegi di probiviri e comitati scientifici, dediti alla devozione post mortem di oscure personalità e al sostegno concreto di viventi produttori di convegni a platea ridotta, pubblicazioni semi clandestine e presentazioni con rinfresco di samizdat. Per anni quindi abbiamo avuto modo di indignarci per le risorse spese al fine di recare annualmente una rosa rossa allo Spielberg in omaggio all’eroe Maroncelli.

    Ma questo avveniva prima che un’opinione pubblica disillusa, investita del ruolo di società civile virtuosa in aperto contenzioso con un ceto politico vizioso e corrotto, assegnasse al terzo settore i poteri sostitutivi in materia di welfare, il ruolo di tutela dei beni comuni a cominciare dall’ambiente grazie a campagne e scampagnate di ecologia “domestica”, la funzione di custodia di valori culturali e morali trascurati e esiliati dalla scuola, normalizzando la sostituzione della solidarietà con la pietà, della partecipazione democratica con la delega in bianco.

    E prima che a decidere qualità culturale e morale di enti e associazioni fosse una autorità “superiore” indipendente dal controllo degli stessi cittadini che hanno stanziato parte delle loro tasse per la promozione e la valorizzazione di principi, memoria collettiva, storia e beni comuni.

    Non c’è da stupirsi se questa autorità, l’inossidabile e inamovibile ministro Franceschini, ha voluto addirittura aumentare la dazione prevista a favore della Fondazione riconosciuta anche come Istituto culturale, che passerà da 50mila a 130mila euro all’anno – con un balzo del 160 per cento – per il prossimo triennio fino al 2023, contribuendo con i nostri quattrini all’opera di riabilitazione del leader e di beatificazione dell’esule perseguitato dal primo manifestarsi dell’antipolitica forcaiola e giustizialista, e alla pubblicità per i suoi evangelisti, apocrifi compresi: il 30 aprile verrà presentato davanti a un prestigioso parterre il libro di Filippo Facci sulle monetine del Raphael dal titolo 30 aprile 1993. L’ultimo giorno di una Repubblica e la fine della politica.

    E dire che avevamo detto in tanti che la condanna dell’autoritarismo e delle acrobazie anticostituzionali del Presidente del Consiglio Craxi, che avevano aperte le porte al golpista/affarista del ventennio successivo, dovevano essere sottoposte al giudizio dei tribunali, si, ma anche a quello della storia, una storia indipendente dall’uso di parte, mentre ancora una volta le tasse dei cittadini finanziano l’agiografia e la manipolazione.

    Sarà un sollievo per Grillo che ha scoperto in un colpo solo le nequizie della giustizia a orologeria e manettara e i dolori dell’amor paterno ferito e oltraggiato, venire a sapere che alleati di governo conservano ancora i valori del rispetto per i padri veri e putativi, che se qualche figlio in controtendenza si è mangiato Crono e qualche tesoretto in capo al Conto protezione, altri invece sono determinati a conservarne e celebrarne immagine e reputazione, così come onorano la giustizia se si piega e adatta alle regole dell’interesse disuguale e in conflitto, alla criminalizzazione degli ultimi per incoraggiare i penultimi e assolvere i primi.

    da incorniciare…!

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  15. Stupratori di massa
    Date: 23 Aprile 2021Author: ilsimplicissimus 1 Comment

    Avrei volentieri fatto a meno di occuparmi delle demenziali esternazioni di Grillo in difesa del figlio accusato di stupro, un documento ignobile sotto ogni punto di vista, che riprende tutti gli stereotipi del genere, soprattutto la reductio ad puttanam della violentata, ma mi ci hanno spinto le reazioni di molti italioti, comprese le sardine in scatola del sistema, pronti alla estrema comprensione: quale padre non farebbe la stessa cosa, chi non difenderebbe il proprio rampollo? Bè intanto un padre che non abbia la possibilità di rivolgere le sue accuse urbi et orbi attraverso i media compiacenti e allo stesso tempo compiaciuti di poter mostrare la miseria del nemico di un tempo e/o magari un padre che non sia andato in giro per un più di un decennio a chiedere giustizia e manette, costruendo altarini alla magistratura per poi alla prima occasione che lo tocca da vicino, attaccare il sistema giudiziario troppo severo nei confronti delle “ragazzate” di un figlio che ha tirato su proprio bene. Ma in realtà volevo parlare di un altro stupro di cui Grillo si è reso responsabile e questa volta in prima persona: quello della fiducia che ha catturato a forza di battute e vaffanculo, come se fosse l’alcol fatto bere per ammorbidire le resistenze per poi al momento buono dire che aveva scherzato violentando le speranze suscitate in una grande fetta dell’elettorato.

    Si certo, questo non è reato penale perché la speranza non è una persona, ma rimane comunque il più grave dei reati politici tanto più che si può legittimamente sospettare – dopotutto viviamo nel nel Paese dei Palamara – che la vicenda abbia avuto una qualche parte nell’accelerare la rottura del M5S con la Lega e il passaggio a una paradossale alleanza col Pd: Grillo ha forse creduto ( o gli è stato fatto credere ) di potersi guadagnare un occhio di riguardo giudiziario calando le proprie braghe a compensazione di quelle fatte calare dal figlio nelle sue imprese notturne. E magari adesso con i suoi discorsi da folle non fa che ricordare e reclamare quel “patto” come potrebbero far pensare le “insospettabili ” ventate di comprensione venute persino da quella regione del nulla chiamata Letta. Tuttavia le reprimende da parte dei giornaloni contro l’ex comico che ha perso la testa (quella di Casaleggio però, l’unica che abbia mai avuto) si riferiscono a un personaggio chiave della politica, quello che ha sancito la rottura con Salvini, quello che ha fatto eleggere la von der Leyen, l’alleato del Pd nonché uno dei bastioni sul quale si appoggia Draghi: Grillo insomma non è affatto un corpo estraneo, ma è perfettamente integrato nel sistema, anzi è paradossalmente il più integrato: negli ultimi due anni ha fatto di tutto per preparare e favorire l’avvento di Draghi e concludere così una storia cominciata 30 anni prima quando i due personaggi erano sul Britannia, uno intento a cominciare l’opera di svendita del Paese che adesso vuole terminare e l’altro come spalla che sbraita in cambusa, belin. Questa lunga violenza di gruppo agli italiani ci ha ridotto in condizioni pietose eppure ci sono i Grillo e il coro dei politicanti che ci dicono che eravamo consenzienti.

    anche questo é da incorniciare…!

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  16. Travaglio é sempre più il mio mito assoluto. Riesce ancora a spiegare, motivando esaustivamente come sempre, cose a persone con cui una persona normale non riuscirebbe più nemmeno a sopportare la vista. Un grandissimo che passerà alla Storia.

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  17. “Tutti gli altri lo hanno criticato”? Tutti gli altri chi? A parte due tre voci isolate mi sfugge chi siano “tutti gli altri” che l’avrebbero criticato essendo più propensi da sempre al silenzio senza esporsi….

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