Qualche dubbio sul Caso Grillo

(Marcello Veneziani) – A parte l’umana comprensione per un padre che vuol difendere e salvare un figlio, Beppe Grillo ha decisamente sbagliato col suo video, mostrando tutta la sua prepotenza aggressiva: ha sostenuto una tesi innocentista dopo anni di feroce giustizialismo solo perché era in ballo suo figlio, ha ferito e offeso la ragazza che ha denunciato di aver subito lo stupro, accusandola in pratica di fingere e quindi di speculare. E ha ripercorso il repertorio classico dei “maschilisti” che a un certo punto sfoderano la solita parola chiave: lei ci stava, era consenziente.

Non starò lì a ripetere quello che dicono tutti.

Vorrei però notare un’implicazione politica. Se ho ben capito, il leader in pectore del Movimento 5Stelle, Giuseppe Conte, ha proposto di collocare il suo partito all’interno del centro-sinistra, nel campo progressista. Grillo invece ha ribadito che il suo movimento, pur alleato della sinistra, non è tuttavia riducibile nello schema politico, non è né di destra né di sinistra. E per questa sua posizione, che sta contribuendo a rallentare l’investitura di Conte, è stato molto attaccato da sinistra; lo hanno accusato di non dare un’anima al suo movimento, ovvero un posto fisso di partner della sinistra e braccio pop del Pd.

Ora, giunge a fagiolo il processo al figlio, che appare e scompare sui nostri monitor con una “casuale” ma puntuale coincidenza con le posizioni di Grillo pro-sinistra o non-sinistra. E segue un vero e proprio linciaggio di Grillo sui media, a partire da quelli che sostengono l’intesa grillo-sinistra.

Sarò malpensante, ma ho la netta impressione che vogliono utilizzare questa vicenda per silenziare Grillo, metterlo fuori uso e magari sfilargli il suo movimento e lasciarlo nelle mani di Conte pronto ad arruolarsi nello schieramento di sinistra. Anzi, a dir la verità, Conte sperava di essere il confederatore tra i 5S e la sinistra, ma per non uscire dal giro e perdere il treno delle occasioni e dei consensi passeggeri, ha accettato di “ripiegare” sulla guida dei 5Stelle; però la sua missione può continuare anche come leader di quel movimento, anche in vista di scadenze elettorali future.

Ma da sinistra & giornaloni affiliati, è necessario colpire i residui conati grilleschi d’indipendenza, e piegare i 5Stelle a collocarsi politicamente a sinistra, perché il Pd ha il favore dei poteri ma non dei cittadini; urge trasfusione di sangue grillino. Poi i premi verranno anche per lui, magari anche dalla giustizia… Abbi fiducia, sussurrano a Grillo quelli del Pd.

Sbaglio, o qualcuno vorrebbe indurre quel che resta dei 5Stelle ad avere rapporti stabili e consenzienti con la sinistra? Ed è disposto ad usare ogni mezzo di persuasione…

28 replies

  1. io penso che Grillo si aspettasse che dopo aver fatto il governo col pd e poi favorito il governo Draghi,la magistratura avrebbe archiviato il figlio,ora che il figlio pare che vada verso il rinvio a giudizio Grillo è sbottato,mai fidarsi del sistema

    "Mi piace"

    • E in base a cosa avresti elaborato questa ‘fantasiosa’ tesi?
      Il pd normalmente pilota i processi penali? O è Draghi che li pilota?
      No, per sapere.

      Piace a 2 people

  2. Sinceramente non vedo nessun nesso tra questa storia del figlio di Grillo e il M5S. Capisco lo sfogo, ma forse avrebbe fatto bene ad attendere la sentenza (anche se capisco che si tratta una lunga attesa).

    Piace a 1 persona

  3. la magistratura fa il suo dovere.
    è la stampa di sinistra (cioè tutta la stampa tranne i giornalastri di destra buoni per incartare il pesce) che riscopre questa vicenda a comando e per mero interesse.
    qual è l’interesse dei giornaloni mainstream? fare vincere il PD alle prossime elezioni, e per farlo occorrono i voti del Movimento perché il PD di suo ormai non convince più nessuno e il popolo non lo vuole al governo.
    Grillo favorisce l’intesa con il PD? è coccolato e blandito dai media e di suo figlio non si parla.
    Grillo rialza la testa e ritrova elementi di fedeltà alla linea storica del Movimento (indigeribile per i benpensanti del PD)? occorre bastonarlo mediaticamente in modo che si ricordi che in Italia non comanda né il blog delle stelle, né la Casaleggio Associati, ma comandano i giornaloni e gli intellettualoidi sinistri.
    Casaleggio senior aveva capito che in Italia comandano questi qui, e l’unica speranza era creare una fonte di informazione alternativa con l’ausilio di Internet.
    Ma Casaleggio senior è morto e il pagliaccio coglionazzo ha rotto con la Casaleggio associati e ha ingaggiato il bamboccio con la pochette con la missione di rifondare il partito in veste “liberale e moderata”. E allora si gusti le delizie della stampa “liberale e moderata” che tanto piace alla sinistra.
    Buffone.

    "Mi piace"

    • @Mazzuolatore

      Non mi ha convinto questo tuo post.
      “Grillo rialza la testa e ritrova elementi di fedeltà alla linea storica del Movimento (indigeribile per i benpensanti del PD)? occorre bastonarlo”

      Grillo alza la testa?
      Quali sono gli “elementi di fedeltà alla linea storica” che, dal mio punto di vista, è stato Grillo stesso a tradire?

      Secondo me questa storia va vista solo in termini giudiziari.
      Spostarla sul piano politico è un errore che finirebbe per dividerci tra complottari anti M5S e fanatici M5S.

      L’unica cosa che si può dire è che forse a Grillo conviene buttarla in caciara per aumentare il fervore difensivo di chi pensa che sia il “sistema” ad aver complottato contro Grillo.

      E Grillo che butta in politica una questione giudiziaria.

      "Mi piace"

      • @andreaex
        ma io non mi riferivo alla vicenda, sulla quale come ho già detto non posso esprimermi.
        e anche la reazione di Grillo, sono d’accordo, non è motivata da intenti politici.
        mi riferivo invece alla reazione dei media, che è come sempre a singhiozzo, e come sempre è politicamente orientata, perché i media sono politicamente orientati.
        questo caso non è nuovo, si conosce da tempo, ma l’attenzione dei media è andata e venuta a seconda dei momenti.
        non mi piace il complottismo, ma non posso fare a meno di notare che, quando c’era il governo giallorosso, di questa faccenda praticamente non si parlava sulle principali testate, solo un titoletto ogni tanto. ora Grillo ha fatto un paio di uscite che sembrano minare le fondamenta di quell’alleanza, o quantomeno di porle sotto una luce diversa, e sono: l’endorsement alla Raggi a Roma, l’affermazione secondo cui il Movimento non è di destra né di sinistra. tutte affermazioni coerenti con l’impianto originario del Movimento, e in assoluta frizione con il nuovo corso filopiddino, che vorrebbe il M5S suddito fedele del PD (e sono d’accordo con te anche su questo: è colpa dello stesso Grillo, che forse ora si è accorto di che cazzata ha fatto a consegnare il Movimento al PD).
        sono malizioso a pensare che i giornaloni di sinistra non abbiano gradito e aspettino solo il momento per azzoppare Grillo?
        forse.
        comunque concordo con te che l’errore è dei media: la vicenda dovrebbe essere trattata solo dal punto di vista giudiziario. il fatto che sia trascinata in politica è una patologia, non una fisiologia.

        Piace a 1 persona

  4. Manca un tassello a questa ipotesi illogica come il suo autore: non risulta che sia stato il pd a fare il video di Grillo, né a spingerlo a farlo.
    E zero ci vedo di politico, solo il solito genitore che, difendendo ad oltranza il figlio, perde la testa. Un’immagine tragica, controproducente.
    Certo che questa destra è così portata a scovare COMPLOTTI improbabili e senza capo né coda negli altri e poi, invece, non vede i SUOI evidenti disastri…
    qual è la rotellina che vi s’inceppa?
    È la famosa trave nell’occhio che vi impedisce di vedere bene?

    Segnalo la solita stilettata, che non poteva mancare:
    “Conte sperava di essere il confederatore tra i 5S e la sinistra, ma per non uscire dal giro e perdere il treno delle occasioni e dei consensi PASSEGGERI…”
    A parte che è l’espressione di un suo pio desiderio… certo, mica tutti i consensi possono essere STABILI e DURATURI come quelli dei fascioleghisti… mica si basano tutti sull’analfabetismo funzionale del proprio elettorato, che qualsiasi cosa fa il cazzaro se la bevono…

    Piace a 3 people

  5. QUEL FATTACCIO DEL FIGLIO DI GRILLO – Viviana Vivarelli.
    L’Italia, messa a confronto con i Paesi Ue risulta avere le carceri più sovraffollate: 120 detenuti per ogni 100 posti, con una media di quasi 2 persone per cella e massini di 4 persone per spazi ridottissimi. In Ue è ai primi posti con il più alto numero di detenuti in attesa di giudizio. Le carceri sono al collasso ma metà dei detenuti sono in attesa di giudizio. Solo in Campania dei 6.648 detenuti in carcere, 3.200 sono in attesa di giudizio, sono cioè presunti innocenti in attesa di una sentenza. A livello europeo, la reclusione è costata nel 2019 più di 27 miliardi di euro. In Italia il numero dei detenuti in attesa di giudizio supera di gran lunga perfino la Turchia.
    Non si può nemmeno costruire nuove carceri perché lo vieta il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (Cpt), che fa parte proprio del Consiglio D’Europa. Chiede invece, al fine di ridurre il sovraffollamento, l’applicazione di misure non carcerarie in fase cautelare, e di misure alternative al carcere, disegnate sulla personalità dell’imputato e la natura della pena. Anzi quegli Stati che hanno costruito più carceri si sono poi ritrovati con un numero maggiore di detenuti e non hanno risolto nulla.
    Poi ci sono quelli in attesa di giudizio per anni che non sono nemmeno in carcere.
    Il vero problema è la certezza della pena (che con i governi superliberisti di Berlusconi, Renzi e Draghi non ha fatto che vanificarsi, mentre i giudici sono pochi e non riescono a far fronte ale migliaia di cause che si trovano sulla testa e non fanno altro che rimandare, allungando in modo spropositato i processi.
    Bonafede aveva previsto 9 miliardi per rendere più veloce ed efficiente la Giustizia, con un aumento dei Tribunali, dei Magistrati e dei Cancellieri e il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, ma Draghi sembra piuttosto propenso a favorire evasori, mafiosi e corrotti.
    Il figlio di Grillo, Ciro, di 20 anni, accusato di stupro di gruppo, è in attesa di giudizio da due anni ma non è stato messo in carcere né ai domiciliari.
    I 4 sono indagati per violenza sessuale il 16 luglio di due anni fa, nell’appartamento dI Grillo in Costa Smeralda.
    Ciro Grillo e gli amici hanno respinto ogni accusa. La giovane talo-svedese di 19 anni denunciò la violenza dopo 8 giorni, una volta tornata a Milano. Secondo la sua versione, sarebbe stata stuprata al termine di una serata in discoteca assieme a un’amica e dopo essere stata tenuta per i capelli perché bevesse superalcolici. Secondo gli accusati si trattò, invece, di un rapporto consenziente.
    Non si capisce perché ci siano voluti due anni per terminare le indagini. Non mi sembra che il caso fosse particolarmente complicato e le prove le hanno date gli stessi imputati che, da veri idioti, hanno filmato e diffuso le loro bravate.
    Grillo dice: “Voglio una spiegazione sul perché un gruppo di stupratori seriali, compreso mio figlio, non sono stati arrestati. La legge dice che gli stupratori vengono presi e messi in galera, interrogati in galera o ai domiciliari. Invece sono lasciati liberi per due anni… Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel culo. Non li avete arrestati perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato alcuno stupro. Una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf (si è fatta trainare in mare da un aquilone) e fa la denuncia dopo 8 giorni…è strano. Se dovete arrestare mio figlio, che non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera”.
    Certo pare strano che la vittima di uno stupro poche ore dopo si divertisse con uno sport nautico come se nulla fosse, purtroppo per la legge non è un elemento probante.
    E’ vero che ha aspettato 8 giorni per fare la denuncia, ma è la legge stessa a permetterlo fino a 6 mesi dopo la violenza, proprio per dar tempo alla vittima di prendere coscienza di ciò che ha subito e il coraggio di intraprendere una strada dolorosa come l’apertura di un’inchiesta.
    Grillo sostiene che il figlio non può essere colpevole perché non è stato arrestato: ma uno accusato di stupro va in carcere solo se c’è fragranza di reato, pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o reiterazione del crimine, cose che qui non ci sono.
    Quello che invece non si capisce è perché si sia aspettato tanto, due anni, ma i giudici sono così ingorgati di cause che non possono far altro che rimandare quelle che per loro non sono importanti.
    Comunque l’indagine preliminare finalmente è finita e Ciro dovrebbe andare a giudizio, rimandato in appello o archiviato.
    La Boschi accusa Grillo di aver usato il suo potere mediatico e politico “per assolvere il figlio”. Parla di ‘maschilismo’ e del “tempo necessario alla vittima per trovare il coraggio di denunciare e superare la vergogna e l’angoscia”. Ma qui già dopo tre ore, la ragazza si comportava come se non fosse successo nulla e non come una povera vittima “oppressa dalla vergogna e dall’angoscia”.
    D’altra parte Grillo dice che il figlio deve essere per forza innocente perché non è né in carcere né agli arresti domiciliari, ma sbaglia, perché mancano le condizioni per cui si passa subito all’arresto. il che non esclude la colpa.
    Grillo può essere comprensibile come padre ma non risulta molto simpatico quando minimizza il fattaccio e dice che si tratta di ‘quattro ragazzi che stavano scherzando”. Non si sa che i 4 erano ubriachi, drogati o solo 4 scemi viziati che pensano di poter fare quel che cazzo gli pare, ma solo il fatto che abbiano fatto anche un video che hanno fatto girare sul web dimostra il loro basso livello morale e la loro idiozia e non li rende molto difendibili.
    La Bellanova parla del: “bisogno di protezione di un padre verso un figlio” (e possiamo capirlo). Ma dice anche che un padre dovrebbe rispettare una ragazza che potrebbe essere sua figlia e che denuncia uno stupro. La Bellanova parla del dolore dell’altra famiglia che si trova a vivere una situazione drammatica, per di più “contro una persona nota e potente”. Del resto da sempre le vittime di uno stupro sono state calunniate come se le colpevoli fossero loro, anche quando sono ubriache o non in grado di intendere e di volere.
    Ovviamente le femministe sono insorte. La capogruppo del Pd al Senato Simona Malpezzi ha parlato di “parole utilizzate come pietre. Dopo anni di legislazione contro la violenza sulle donne, esprimono tutto il loro disprezzo per chi colpevolizza le vittime o minimizza il reato. Ma qui il comportamento stupido della ragazza che poche ore dopo si comporta come se non fosse successo niente non è spiegabile e più che una vittima sembra una cretina.
    I 5 stelle ovviamente difendono Grillo, che come minimo, ha dato un’educazione da schifo a suo figlio, facendolo crescere come un idiota viziato e irresponsabile.
    Di Battista dice “Sei un papà e ti capisco. Coraggio Beppe”.
    Paola Taverna dichiara che “da mamma” è vicina a Grillo.
    Vito Crimi: “Siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno”.
    La Procura della Repubblica di Tempio Pausania finalmente ha terminato le indagini preliminari e deve decidere se presentare la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.
    Purtroppo l’avvocato della ragazza è Giulia Bongiorno, una molto in gamba che ha vinto tutte le sue cause e che già a 27 anni difendeva Andreotti che fece poi scagionare dall’accusa di collusione mafiosa.
    Grillo minimizza quello che è successo dicendo che erano 4 ragazzini idioti che si divertivano.
    Oltre al fatto che la cosa viene sfruttata politicamente nel modo più bieco e vergognoso, a me pare che qui non si salvi nessuno, né la ragazza presunta vittima, né i 4 cretini delinquenziali, né chi attacca Grillo per motivi politici, né chi lo difende, né Grillo stesso. Il tutto è e resta un fattaccio vergognoso e meglio sarebbe stato che la Magistratura lo avesse risolto alla svelta per cui non si salva nemmeno lei.

    Piace a 2 people

    • Chi fece scagionare la Buongiorno?

      Fu prescrizione, aiutata da – se ricordo bene – tre dico tre scioperi degli avvocati. Travaglio, nell’articolo “Chiagni e Sciopera”, crisse:

      “L’ultima fake news sulla prescrizione è che i processi non finiscono mai per colpa dei giudici, o dei pubblici ministeri. Lo raccontano gli avvocati, o meglio la loro superlobby rappresentata dalle Camere penali e da altri organismi che negli ultimi trent’anni ha piazzato i suoi uomini in Parlamento (commissione Giustizia) e al governo per sfornare leggi che hanno sistematicamente distrutto il processo penale, trasformandolo in una macchina trita-carte, anzi trita-acqua che penalizza gli innocenti e premia i colpevoli (quelli ricchi e potenti, nelle intenzioni, ma poi anche gli altri, come effetto collaterale). Per una ragione molto semplice: gli avvocati sanno benissimo che la gran parte dei loro clienti sono colpevoli (quelli che fatturano di più).
      Ora, infatti, per protestare contro la legge Bonafede che finalmente abolisce la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, hanno deciso di dare il loro contributo (l’ennesimo) allo sveltimento dei processi proclamando quattro giorni di sciopero, paralizzando vieppiù – ove mai ve ne fosse bisogno – l’attività dei tribunali. Citano a sproposito la Costituzione sul “diritto di difesa” (perfettamente garantito anche se la prescrizione non esistesse mai) e sulla “ragionevole durata del processo” (che oggi non è ragionevole anche grazie alla prescrizione). E ricordano che il 60% dei reati si prescrive già nella fase delle indagini preliminari, cioè nelle mani dei pm, quando l’avvocato non può far nulla né per sveltire né per rallentare, per accusare le Procure di lavorare poco o di fare “indagini infinite”.
      Ma è una doppia balla. I magistrati italiani, secondo le statistiche europee, sono i più produttivi per procedimenti trattati ogni anno (il quadruplo dei loro colleghi tedeschi, il doppio dei francesi ecc.). E le indagini infinite non esistono: durano per legge 6 mesi, prorogabili fino a 18 (o a 24 per i reati di criminalità organizzata). Se due reati su tre si prescrivono prima del processo è perché spesso il pm apprende di un delitto molto tempo dopo che questo è avvenuto (i reati fiscali vengono segnalati dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza 4-5 anni dopo la data dell’evasione accertata). E la prescrizione decorre non da quando il reato è stato scoperto, ma da quando è stato commesso. Dovendo scegliere quale priorità dare alle varie notizie di reato, fissati per legge, le Procure danno la precedenza a quelle che hanno buone speranze di arrivare a sentenza definitiva, o almeno provvisoria. Se il pm apprende di un’evasione fiscale di 5 anni prima, è inutile che inizi a indagare perché il reato è già prescritto. In caso di frode (prescrizione di 7 anni e mezzo), invece, gli restano 2 anni e mezzo per fare le indagini, l’udienza preliminare e i tre gradi di giudizio: impossibile. Meglio concentrarsi sul processo per direttissima sullo scippo del giorno prima.
      Se davvero gli avvocati volessero combattere la prescrizione in fase d’indagine, anziché scioperare dovrebbero battersi per farla decorrere alla scoperta del reato. Non solo: se il pm ha pronta la richiesta di rinvio a giudizio, ma l’ufficio Gup del Tribunale non fissa l’udienza preliminare perché è oberato di processi, formalmente la prescrizione matura in Procura, anche se questa ha finito da tempo il suo lavoro e non ha alcuna responsabilità. Per certi reati, poi, il pm può citare direttamente a giudizio l’imputato senza passare dal gup: la sola Procura di Roma ha pronte 60mila citazioni dirette, ma deve tenerle nel cassetto perché il Tribunale riesce a smaltirne solo 12mila all’anno. Il primo vero collo di bottiglia del processo è l’udienza preliminare, il secondo il tribunale, il terzo l’appello, il quarto la Cassazione. Perché in Italia si fanno troppi processi e troppe impugnazioni.
      Il sistema “accusatorio” anglosassone, invocato dagli avvocati e importato in Italia dal Codice di procedura del 1990 dal loro illustre collega Giandomenico Pisapia, è lento e farraginoso. Nessuna prova, testimonianza, confessione raccolta dal pm o dagli avvocati può essere prodotta al giudice: bisogna ripetere tutto daccapo davanti al giudice nell’oralità e nel contraddittorio fra le parti (salvo che queste non vi rinuncino, e non si vede perché la difesa dovrebbe). Una procedura ipergarantista, che però allunga a dismisura i tempi dei processi, dove devono essere richiamati tutti i testimoni e, se non si presentano, l’udienza salta. Voi direte: ma in Gran Bretagna e negli Usa si fa così. Sì, ma lì il processo accusatorio è davvero accusatorio: di norma, c’è un solo grado di giudizio (l’appello di merito è rarissimo e ancor più il terzo grado di legittimità, grazie a una serie infinita di filtri e deterrenti), dopodiché il condannato è già ritenuto colpevole e inizia subito a scontare la pena; la prescrizione non esiste, dunque nessuno ha interesse a tirare in lungo; e chi fa appello rischia di vedersi aumentare la pena).
      In Italia abbiamo importato l’accusatorio, ma senza rinunciare ad alcuni istituti dell’inquisitorio. Qui appellare non costa nulla, nemmeno se si ha palesemente torto e nessuna speranza di vedersi dare ragione (niente reformatio in peius sull’appello dell’imputato), e anzi conviene: serve a rinviare l’esecuzione della pena e a far decorrere la prescrizione. Così i tre gradi di giudizio, assolutamente eccezionali nel rito anglosassone, in Italia sono la regola. Il che triplica il lavoro della macchina della giustizia. Non solo: nei Paesi anglosassoni, il più delle volte non si celebra neppure il dibattimento di primo grado: la stragrande maggioranza degli imputati (il 90-95%) patteggia, per ottenere uno sconto di pena. In Italia il patteggiamento è previsto, ma lo fanno soltanto i fessi: chi non patteggia, ma si fa i tre gradi di giudizio ha ottime speranze di farla franca con la prescrizione. Sempreché sia così ricco da potersi permettere di pagare per 10 anni la parcella all’avvocato (meglio se parlamentare, così può far rinviare continuamente le udienze per i suoi legittimi impedimenti).
      Chi vuol saperne di più di questa amnistia selettiva per ricchi e potenti, non ha che da studiarsi la storia dei processi a B. (l’ho riassunta qualche mese fa in B. come basta, ed. Paperfirst), finiti in prescrizione 8 volte a suon di scioperi avvocateschi, legittimi e illegittimi impedimenti, ricusazioni, istanze di rimessione, richieste di astensione e leggi ad personam. O leggersi La verità sul processo Andreotti (ed. Laterza), raccontata dagli ex pm Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte.
      L’inchiesta per mafia sul 7 volte presidente del Consiglio e 19 volte ministro accusato di mafia, durò appena un anno: l’autorizzazione a procedere del Senato è del maggio 1993, la richiesta di rinvio a giudizio del maggio ’94. Il gip fissa l’udienza preliminare il 12 ottobre ’94, ma la difesa chiede sei mesi di rinvio. L’udienza parte il 1° febbraio ’95 e dura appena due mesi: il 2 aprile Andreotti va a giudizio. Il 26 settembre 1995, prima udienza del dibattimento: il Tribunale è disposto a procedere al ritmo di tre udienze alla settimana, ma la difesa chiese che una settimana al mese restasse totalmente libera. Così si persero tre udienze al mese, una trentina all’anno. Il 10 gennaio ’96 si ammalò uno dei tre giudici: sospensione per attendere che guarisse. Poi, il 10 aprile ’96, il processo ripartì da zero. Otto mesi perduti. La sentenza era prevista nel luglio ’99, ma, quando mancavano le ultime tre udienze di arringhe, gli avvocati di Andreotti aderirono all’ennesimo sciopero delle Camere penali (gli altri, dal ’95 al ’98, avevano già fatto perdere almeno 5 mesi) e tutto si bloccò. Il processo slittò a metà settembre e si chiuse il 23 ottobre ’99, con l’assoluzione per insufficienza di prove. Quattro anni per un dibattimento che sarebbe potuto durare la metà. Chissà per colpa di chi. La sentenza di appello arrivò tre anni e mezzo dopo, il 2 maggio 2003, e ribaltò il primo verdetto dichiarando Andreotti colpevole di associazione per delinquere con Cosa Nostra fino alla primavera 1980, ma “estinto per sopraggiunta prescrizione”. Estinto quando? Meno di 5 mesi prima, nel dicembre 2002. Senza i tre scioperi degli avvocati (7 mesi persi in primo grado), Andreotti sarebbe stato condannato in appello. E la futura ministra Giulia Bongiorno sarebbe uscita dall’aula strillando “Colpevole! Colpevole! Colpevole!”. O forse se la sarebbe svignata dal retro”.

      Piace a 1 persona

    • @Viviana Viareggio

      Ecco un’altra interessante traccia di misoginia femminile negli scritti delle “eque e solidali” del blog.

      “Ma qui il comportamento stupido della ragazza che poche ore dopo si comporta come se non fosse successo niente non è spiegabile e più che una vittima sembra una cretina”.

      E quindi? Le donne “cretine” non possono essere stuprate?
      Non sai nemmeno che le donne stuprate si vergognano di esserlo state proprio perché si sentono cretine, sanno che sono state imprudenti ed hanno reso facile la vita ai loro stupratori.
      Perché escludi a priori questa eventualità?

      Siete intossicati dalla propaganda come lo erano i berlusconiani.

      E cortesemente smettila di infilare il liberismo in tutto, pure se si parla di ricette di cucina.
      Io Berlusconi lo avrei voluto in compagnia al suo socio bibliofilo a Rebibbia, ciononostante sono favorevole all’aumento del numero delle carceri per consentire allo Stato di incarcerare i delinquenti senza togliere loro la dignità ammassandoli come bestie.
      E se in Italia c’è un maggior numero di ladri mafiosi e corrotti, l’Italia deve avere un maggior numero di carceri (a parità di severità delle leggi). Basta con supercazzole ideologiche che non stanno in piedi se applicate alla realtà dei numeri veri e non del mondo come sarebbe bello che fosse.

      "Mi piace"

  6. “lo hanno accusato di non dare un’anima al suo movimento, ovvero un posto fisso di partner della sinistra e braccio pop del Pd.”

    Lo hanno accusato chi? Tu, Repubblica, Cuzzocrea e Giannini.
    Poi, Peppino non ha recentemente detto che si vuole collocare al centro? E Letta non ha detto di esserne sollevato perché così si evita sovrapposizione?

    Piace a 1 persona

    • Hai notato l’ennesimo errore, quando scrive i nomi, dell’elemento? Non riesco a spiegarmelo, vista la correttezza generale del testo.
      Ipotesi? Psicologia, ghost writer, altro…?

      "Mi piace"

      • L’ha fatto vedere a ROTAZIONE e tutti commentavano solo e sempre le stesse parole, saltando le altre. Si sono concentrati sugli 8 giorni trascorsi prima della denuncia, ma sul fatto che lo stesso pomeriggio la ragazza sia andata a fare kitesurf non ha detto una parola nessuno. Mah, certo che, dopo uno STUPRO, neanche te lo sogni, psicologicamente e fisicamente…invece, dubbi zero. Se è donna, ha ragione per forza lei.
        Ora, tu sai quanto posso stare dalla parte delle donne. Ma non A PRESCINDERE, non esageriamo. Dacia Maraini che fa l’esempio di Artemisia Gentileschi(!), che ha subito torture pur di testimoniare la verità della sua versione, e che sosteneva senza se e senza ma, che NON poteva essere consensuale, così, a prescindere, senza saperne apparentemente nulla, l’ho trovata di un femminismo così d’antan, persino compiaciuto…
        Inoltre non capisco l’idea che se TUTTI sono ubriachi, allora è violenza sessuale nei confronti della donna. E se pure lei si è divertita? E se poi ha pensato che era conveniente denunciare, perché uno era il figlio di Grillo? Dobbiamo essere tutte sante per forza? Non esiste che ci siano donne furbe? O semplicemente pentite? O che, siccome c’è un video che mostra la cosa, invece di denunciare per quello, denunciano direttamente per stupro?
        Era minorenne? Se era minorenne, ok, ma se non lo era, dov’è scritto che un rapporto sessuale debba essere per forza stupro, solo perché lo dice una donna? Le prove servono in un senso, ma anche nell’altro… o basta la parola, adesso? Passiamo da una discriminazione all’altra?
        Ma poi, le accuse, neanche velate, a Bonafede!! Perché devi sapere che, secondo Senaldi e Sallusti (c’era tutto il cucuzzaro) le indagini erano bloccate da 2anni, PROBABILMENTE(!) perché il ministro della difesa era grillino…
        Non perché, magari, dal video non è chiara la non consensualità? Anzi, come dice Grillo, è evidente il contrario? Se fosse stato così evidente non sarebbe equivalso a flagranza di reato?
        Anche quel passaggio è stato ignorato.
        La tesi era unica. Guai a chi avesse osato obiettare. Puoi immaginare se dopo millenni di accuse alle donne con la solita formula “se l’è cercata” o “era consenziente” non viene spontaneo schierarsi… ma non si può cadere nella concezione opposta e dare torto comunque e sempre ai maschi per partito preso. E che cavolo!
        Detto questo, Grillo ha fatto una grandissima cavolata a fare quel video, ora lo stanno massacrando, dicendo che il figlio ha imparato la violenza dal padre etc… ma è un essere umano, eccchhhheeeeeé… poveraccio…a me ha fatto pena.
        È stata una scena tragica, l’altra faccia del comico…Rigoletto.
        Useranno la cosa contro il m5s, non ci piove, ci sono già saltati tutti sopra come sciacalli su una carogna.

        Piace a 2 people

      • Ieri addirittura Senaldi ha detto che Dacia Maraini si era spinta troppo oltre. Sì, poi tutta quella roba che mo è arrivata la Cartabia e il video si deve a quello. E che non lo sapeva? È l’unico che ha fatto un simil accordo con Draghi… Comunque non mi spingerei a trovare una giustificazione al perché abbia detto che il figlio è innocente, ci sta, è umano. La parte interessante è l’inizio del video, quella sulle lungaggini, e Floris non l’ha mai fatta vedere. Io pensavo che Formigli fosse peggio, ma non è così.

        Piace a 1 persona

      • Infatti quella parte del video non l’ho sentita… con tutte le volte che l’ha mandato in onda, fino alla nausea, poteva anche farcelo vedere intero!

        Piace a 1 persona

      • Ipotesi? Psicologia? Gost writer? No sciocchina, è il correttore di Android che preferisce le parole sue alle mie.
        Grazie per il ghost writer ma non sono né ghost né writer.
        E grazie anche per riconoscermi una scrittura generalmente corretta, mi hai fatto rievocare i miei 10 alle elementari cara maestrina.

        Perché ti diletti in cose che mi riguardano?
        Non riesci a resistere alle mie attenzioni?

        "Mi piace"

      • Come mai il tuo correttore sbaglia solo i nomi dei commentatori? Il mio sbaglia tutto. Devo correggere continuamente. Come mai NON CORREGGI i nomi?
        Non hanno abbastanza importanza?
        Non ti leggo più, ma Viviana VIAREGGIO ha attirato la mia attenzione e, sommato a Maria Stella, Jeriome (che il MIO correttore mi corregge e devo sbagliare apposta), etc mi suona strano… ma in effetti non tanto, per un narcisista, che tiene più a sé stesso e ai fantasmi interiori di cui è continuamente preda, che al nome degli altri.
        Non ho capito i ringraziamenti per “ghost writer”, chissà che cosa ha capito la tua mente avida di riconoscimenti.
        È il mistero che mi ha fregato, di chiunque si fosse riguardato, non certo perché ti riservo attenzioni che il tuo egocentrismo proprio non merita.

        "Mi piace"

  7. Siccome tutti diciamo la nostra, la dico pure io.
    Una banda di decerebrati sotto gli effetti di alcol e chissa cos’altro.
    Mi riferisco a tutti, vittima compresa.
    Certo è che per un caso così ti metti la Buongiorno?
    La meglio del meglio? e così schierata politicamente?
    E’ stata una libera scelta o…..glie l’hanno consigliata.
    mah!

    "Mi piace"