
(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] Woke? Sebbene la parola imperversi, soprattutto negli ultimi giorni sulla stampa, sono sicura che per molti resta misteriosa. Molto più popolare è wok, una padella usata nella cucina asiatica.
Di fatto, agli inizi del XX secolo, woke significava allerta contro le discriminazioni razziali e sociali incorporate nel linguaggio. La cosiddetta sinistra radical chic, la sinistra caviale, in particolare dopo il crollo dell’Unione Sovietica e in seguito alla fine dei partiti comunisti europei, ha voluto fare della cultura woke la propria bandiera, sostituendo le rivendicazioni della classe operaia, frammentata e monopolizzata dai colletti bianchi, con quelle di un ceto medio progressista, pronto a identificarsi con le battaglie delle minoranze, donne, neri, omosessuali, eccetera.
[…] Il problema costituito dalla cultura woke è stato, come ben illustra Ezio Mauro sulla Repubblica del 23 agosto, il nostro amato dottor Jekyll della domenica, che ha creato un neo-galateo conformista, traducendo in un codice standard le parole private quindi di ogni autenticità. Una trasformazione ipocrita del linguaggio che ha aiutato il sorgere di una società orwelliana nella quale la nostra buona coscienza si nutre di camuffamenti cosmetici e non di vere trasformazioni sociali e culturali. Nel romanzo visionario 1984 di George Orwell la guerra è preparata dal Ministero della Pace. Le odierne élite europee ci informano che la mediazione con la Russia sarà ottenuta investendo miliardi in armi. Nessuno vorrà dire pubblicamente “sporco negro o sporco musulmano” ma questo non impedisce le terribili discriminazioni razziali ancora esistenti oppure la disumanizzazione e il genocidio dei palestinesi. Siamo in una società femminista nella quale se un uomo fa un’avance a una donna rischia di essere arrestato, ma la mercificazione del corpo femminile non ha fine e le donne povere investono nella loro ostentata femminilità per poter sedurre uomini facoltosi. La schiavitù è stata abolita (almeno quella classica, non certo lo sfruttamento di poveri, precari, immigrati e popoli soggetti al neocolonialismo) negli Usa nel 1865. Il divieto è un precetto morale interiorizzato dalla società americana. La parola schiavo si utilizza liberamente senza che nessuno se ne abbia a male. Con un paradosso, direi che la cosiddetta cultura woke impone cliché atroci a un film di successo: un soldato americano buono nero, una donna picchiata dal marito fascista e macho (ma soprattutto psicopatico) che trova nel diritto di voto la sua liberazione (script del film C’è ancora domani del 2023).
Insomma, siamo di fronte a una trasformazione del linguaggio con luoghi comuni insopportabili che nutrono soprattutto la sottocultura del centrosinistra. Abbiamo tuttavia lasciato immutate le realtà profonde influenzate da fattori economico-sociali e storico-culturali. Il woke, mutuato dai Dem Usa, è stato il modo di “vincere al centro”, di cancellare il patrimonio marxista della cultura di sinistra trasformando le ideologie socialdemocratiche nel neo-liberismo che abita i Dem Usa, i socialisti europei e il Pd. Magari ne uscissimo e tornassimo alla politica, quella vera. A una visione di cui anche la sinistra dei Sanders e dei Mamdani è priva. Mi riferisco a un’analisi che colleghi le trasformazioni recenti del capitalismo finanziario all’esigenza dell’imperialismo occidentale di scatenare le guerre per il dominio del dollaro, contro la Russia, la Palestina, l’Iran, la Cina. Magari si uscisse dall’indecente slogan aggressore-aggredito per comprendere le cause profonde delle guerre in Europa e in M.O., riflettendo su quale futuro l’Europa possa mai avere se si allinea alle politiche neocon statunitensi. Purtroppo la nuova sinistra, una destra tecnocratica, serve a manipolare l’opinione pubblica, a fingere di difendere il diritto contro la forza, Biden contro Trump, Israele contro Netanyahu, l’Ucraina contro la Russia, le minoranze contro il 90% dei sudditi dell’impero a cui ormai rimane come unica libertà quella sessuale. Foucault direbbe che è moltissimo.
[…]
Ho iniziato a 16 anni la militanza nel Partito radicale. Al tempo la società italiana, chiusa e oppressa dal Vaticano, dal cosiddetto catto-comunismo, cercava ossigeno nei diritti civili e a favore delle minoranze, donne e omosessuali. Battaglie sacre della modernità occidentale. La cultura woke è invece mistificazione. Spero che a breve uscirà un libro sul mio viaggio in Iran, metà reportage e metà romanzo in cui cerco di far emergere l’ipocrisia dell’ideologia progressista. L’Iran è solo uno dei tanti casi di manipolazione dell’opinione pubblica nella società orwelliana e woke. La Germania dichiara di volere investire 12 miliardi in missili ipersonici e Tomahawk per attaccare la Russia in profondità, il Giappone si riarma: è la cultura woke che ci impedisce di menzionare la terza guerra mondiale?
Condivido tutto!
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Da incorniciare.
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“Spero che a breve uscirà un libro sul mio viaggio in Iran, metà reportage e metà romanzo….”
In questo ambasciatrice… cioè praticamente tutto quello che hai pubblicato…sei molto brava😂
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Se l’obiettivo era fare una battuta e condividere un link a caso, missione compiuta. Se invece volevi commentare l’editoriale, ti tocca ancora iniziare.
Ma forse ti conviene evitare: ho la sensazione che un’eventuale argomentazione peggiorerebbe ulteriormente la tua posizione.
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Un bollito misto quello della Basile oggi. Che vuole dire la Signora, a parte i soliti slogan su guerre e armi che nulla hanno a che fare col cosiddetto woke? Magari me lo spiegherà il putiniano sfegatato MarcoBo oppure la nostra Anail.
“Il woke, mutuato dai Dem Usa, è stato il modo di “vincere al centro”, di cancellare il patrimonio marxista della cultura di sinistra trasformando le ideologie socialdemocratiche nel neo-liberismo che abita i Dem Usa, i socialisti europei e il Pd”.
Qui si rischia la modalità Chiara Valerio. Ma comunque. Quando la Signora cita il “patrimonio marxista della cultura di sinistra”, a cosa si riferisce? All’ostracismo del PCI nei confronti di Pier Paolo Pasolini perché omosessuale?
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Cavoli! ma perchè non ce l’hai detto prima?
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Invece di scrivere scemenze dimmi cosa precisamente “condividi” (pare tutto) dell’articolo della Basile. Ti dò una chance di dimostrarmi che sei uno che capisce il pensiero della Signora.
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All’ambasciamistificatrice si perdona tutto, anche la prosa da “io speriamo che me la cavo”.
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Scommetto che non avresti problemi con i suoi titoli professionali se lei dasse del criminale omicida a Putin e inneggiasse a Zelensky e alla democrazia ucronazi.
Del resto non saresti Gionniddio se così non fosse.
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E’ facile dire “scommetto” quando non si ha nulla da scommettere, neppure la propria dignità.
Comunque, perderesti: a differenza tua, il sottoscritto non fa sconti a nessuno e non lecca il cuIo ai bugiardi.
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Detto da un pagliacci0 che non ha mai criticato Israele manco a chiederglielo esplicitamente.
Idem per i tuoi idoletti ucronazi.
Gente come te ha dei problemi evidenti.
Perché invece di farti umiliare così sodonatomitamente, non ti fai vedere da unobravo.it?
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Sei proprio un poveretto: ti ho detto e ripetuto fino alla nausea che il sottoscritto gli assassini li condanna tutti, sempre, senza distinzioni di sorta. Vale per Netanyahu come per Putin e come per ogni altro assassino matricolato che infesta questo povero mondo. E’ una cosa che i leccatori di cuIi insanguinati non si possono permettere.
Se ancora non ne fossi convinto te lo ribadisco una volta di più anche adesso, ma tanto sei troppo limitato per capirlo, perché pensi che l’unico modo per essere contro qualcuno sia quello di vomitargli addosso tutta la propria bile pluriquotidianamente, come tu stesso avrai la cortesia di dimostrare continuando a ripetere la tua solita litania come un autistico (con tutto il rispetto per gli autistici).
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Se fosse a capo delle femministe sarei un suo fan ,ve lo giuro . Ogni cosa che lei ha scritto qui, io lo sostengo da tanto tempo rischiando di essere frainteso come seguace di destrimani ” dio- patria – famiglia …e caz. te varie ” . No , assolutamente no! I woke sono il frutto di uno studio approfondito di come togliere le rivendicazioni sociali ( Marxiste ) di mezzo una volta per tutte . Un ritorno all’ ottocento,dove ricchi possidenti, annoiati ma in vena di concessioni agli straccioni , facevano vanto del loro professionismo senza rimetterci niente . Cosa costa al PD sostenere LGBT o eutanasia o ” antirazzismo ” ( scritto volutamente tra virgolette visto il trattamento per russi , gazzawi e iraniani musulmani ) ? Niente . Fare qualcosa per cambiare rotta in economia , invece, costa tanto . Costa inimicarsi finanza, banche, armaioli ,guerrafondai e amici del demonio vari.
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Dici un sacco di caxxate. Non sai di cosa parli purtroppo. Conosco un mucchio di associazioni Lgbtqia+ sempre in prima linea sulle battaglie sociali. Chi si occupa di queste problematiche non è né ricco né annoiato. Forse lo sei tu, visto che hai tempo da perdere a scrivere queste banalità.
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Secondo me ti manca un po’ di “vita vera”. T’informi certo, leggi (la Basile) guardi la tv… Magari mi sbaglio.
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Ma fattela tu una vita vera, e già che ci sei, portati in Don Bass oltre alle tue chiappe, anche Jonniddio che ha la faccia di qulo di dare dell’ambasciamistificatrice alla Basile.
Siete due scimmiette con la diarrea 😀
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Le famose riforme a costo zero inventate dai dem per sottrarsi agli impegni presi con gli elettori e mantenere inoltrati i privilegi acquisiti dai loro fidelizzati.
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Che poi perché la fantomatica sinistra italiana dovrebbe battersi per il diritto al lavoro, alla casa, alla sanità è un mistero, tanto più che le politiche di smantellamento di tutto lo stato sociale e dei diritti conquistati dalle masse sono stati proprio smantellati in perfetta sinergia dai sinistri e dai destri, senza soluzione di continuità dagli anni ‘90. Gli ideali marxisti?!?! Ma quali?
La sinistra cavalca la cultura “woke” (come siamo ridotti) perché la comunità LGBT+ porta voti, esattamente come calvalca il green….finché porta consensi, nella speranza che nessuno si accorga che a breve ci ributteranno nel Nuke, sia che rivinca la “destra” sia vinca la “sinistra”. Hai voglia a far girare le pale eoliche con tutti i data center, la logistica, il rilancio della produzione di armi che favoleggiano di voler impiantare.
Ormai siamo immersi nel fantasy….
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