
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Non conosciamo le inchieste di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, scelti dai geni della Rai per condurre il fu Report al posto di Sigfrido Ranucci, quindi il nostro giudizio non riguarda loro. Ma il problema è anche questo: se non li conosciamo noi, figuriamoci il pubblico. Il conduttore-autore è un mestiere diverso dal cronista. Santoro, Floris e Mentana sono conduttori-autori puri, mentre la Gabanelli e Ranucci, come pure la Gruber, la Sciarelli e Lerner sono anche cronisti. Nel 2016 Milena vide lungo, quando indicò Sigfrido, suo scoopista e capoautore, come erede. Ranucci raccolse il testimone e lo portò avanti mantenendo la qualità e gli ascolti, costruendosi un profilo pubblico che ha sempre fatto da scudo e parafulmine a tutta la squadra contro gl’infiniti attacchi, minacce e liti temerarie del governo o del potente di turno. Ma quel cambio della guardia fu una scelta editoriale. Quella annunciata ieri dal trust di cervelli che dirige la Rai è un assassinio, anzi una strage di decine di giornalisti per cancellare l’ultimo programma d’inchiesta dal servizio pubblico, che un tempo ne pullulava. Infatti l’intera redazione fa le valigie. Il repulisti inaugurato da B. con l’editto bulgaro su Biagi, Luttazzi, Santoro, seguiti a ruota da Freccero, Sabina Guzzanti e altri, bissato sotto Renzi con l’uscita di Floris e la cacciata di Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro, è ora completo. In compenso Bruno Vespa e Claudia Conte resistono a piè fermo.
[…]
Ma non è detta l’ultima parola, grazie alla fantasmagorica stupidità degli epuratori meloniani. Finora erano riusciti a far fuori da Radio Rai Buttafuoco e Foa (due intellettuali di destra, ma purtroppo liberi). E ora si illudono di liquidare Report come se in Italia non vigessero la Costituzione, le leggi, i contratti e il Media Freedom Act, che vieta interferenze dei governi nell’informazione. Come se si potesse silurare con un comunicato un vicedirettore, capo-autore e conduttore di un programma di prima serata e di grandi ascolti per spedirlo al Cairo e rimpiazzarlo con due carneadi mai stati autori né conduttori di nulla. E come se non esistesse la magistratura, che può essere neutralizzata con gli abusi d’immunità quando tocca un parlamentare, ma non certo quando un lavoratore fa causa al datore di lavoro che lo punisce senz’aver violato alcuna regola, anzi dopo aver subìto un attentato. Un provvedimento d’urgenza ex articolo 700 sarebbe giustificato da almeno tre esigenze: tutelare i diritti di Ranucci, risparmiare alla Rai danni erariali prolungati e scongiurare la fuga di una redazione che per Viale Mazzini è un fiore all’occhiello e una gallina dalle uova d’oro. Se c’è un giudice a Berlino, o almeno a Roma, presto potremmo ritrovarci Ranucci di nuovo a Report. E i geni della Rai al Cairo.
Delitto imperfetto
(Di Marco Travaglio) – Non conosciamo le inchieste di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, scelti dai geni della Rai per condurre il fu Report al posto di Sigfrido Ranucci, quindi il nostro giudizio non riguarda loro. Ma il problema è anche questo: se non li conosciamo noi, figuriamoci il pubblico. Il conduttore-autore è un mestiere diverso dal cronista. Santoro, Floris e Mentana sono conduttori-autori puri, mentre la Gabanelli e Ranucci, come pure la Gruber, la Sciarelli e Lerner sono anche cronisti. Nel 2016 Milena vide lungo, quando indicò Sigfrido, suo scoopista e capoautore, come erede. Ranucci raccolse il testimone e lo portò avanti mantenendo la qualità e gli ascolti, costruendosi un profilo pubblico che ha sempre fatto da scudo e parafulmine a tutta la squadra contro gl’infiniti attacchi, minacce e liti temerarie del governo o del potente di turno. Ma quel cambio della guardia fu una scelta editoriale. Quella annunciata ieri dal trust di cervelli che dirige la Rai è un assassinio, anzi una strage di decine di giornalisti per cancellare l’ultimo programma d’inchiesta dal servizio pubblico, che un tempo ne pullulava. Infatti l’intera redazione fa le valigie. Il repulisti inaugurato da B. con l’editto bulgaro su Biagi, Luttazzi, Santoro, seguiti a ruota da Freccero, Sabina Guzzanti e altri, bissato sotto Renzi con l’uscita di Floris e la cacciata di Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro, è ora completo. In compenso Bruno Vespa e Claudia Conte resistono a piè fermo.
Ma non è detta l’ultima parola, grazie alla fantasmagorica stupidità degli epuratori meloniani. Finora erano riusciti a far fuori da Radio Rai Buttafuoco e Foa (due intellettuali di destra, ma purtroppo liberi). E ora si illudono di liquidare Report come se in Italia non vigessero la Costituzione, le leggi, i contratti e il Media Freedom Act, che vieta interferenze dei governi nell’informazione. Come se si potesse silurare con un comunicato un vicedirettore, capo-autore e conduttore di un programma di prima serata e di grandi ascolti per spedirlo al Cairo e rimpiazzarlo con due carneadi mai stati autori né conduttori di nulla. E come se non esistesse la magistratura, che può essere neutralizzata con gli abusi d’immunità quando tocca un parlamentare, ma non certo quando un lavoratore fa causa al datore di lavoro che lo punisce senz’aver violato alcuna regola, anzi dopo aver subìto un attentato. Un provvedimento d’urgenza ex articolo 700 sarebbe giustificato da almeno tre esigenze: tutelare i diritti di Ranucci, risparmiare alla Rai danni erariali prolungati e scongiurare la fuga di una redazione che per Viale Mazzini è un fiore all’occhiello e una gallina dalle uova d’oro. Se c’è un giudice a Berlino, o almeno a Roma, presto potremmo ritrovarci Ranucci di nuovo a Report. E i geni della Rai al Cairo.
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Mai nella mia avrei voluto permettermi di fare un’ osservazione a quello che ritengo essere uno dei piu’ bravi Giornalisti Italiani:…il nostro Marco Travaglio….mai e poi mai…!!!! Eppure, mio malgrado, questa mattina, devo farlo: “non conosciamo le inchieste di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi…quindi il nostro giudizio non riguarda loro….” risulta scritto nell’ editoriale……e no carissimo Marco…ma come fai ad omettere, in buona fede sia ben chiaro, leggendo attentamente il “comunicato” RAI….che questi due Giornalisti…..”hanno vinto il concorso”…!!!! Belin….Marco…😜😜😜😜😜😜
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Grazie alla Redazione di Infosannio…
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Magari potessi vedere la causa alla Rai per illegittimo licenziamento e dovessero ripristinare Ranucci al suo posto! Sarebbe il top dei top!!!
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Se la redazione abbandona, anche dovessero reintegrare un domani Ranucci, dopo causa, appelli, tentativi di meziadione etc, ci farebbe una ceppa con la macchina Report senza motore e carrozzeria.
Ranucci è cascato nella trappola, e conoscendo la storia di Lavitola non si capisce perché ci sia cascato come Alice nella trappola del bianconiglio dinamitardo, e ha suicidato Report, in ogni caso.
RIP Report, I destri hanno vinto, i sinistri esultano anche loro, evviva la Res Privata della politicante politica nostrana.
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comunque, stiamo dibattendo del nulla: a brevissimo le trasmissioni TV, perché ancora guarderà, saranno completamente realizzate dai BOT, con sommo gaudio del sistema.
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“Se c’è un giudice a Berlino, o almeno a Roma, presto potremmo ritrovarci Ranucci di nuovo a Report.”[…]
Sì, forse dopo le elezioni (se vinte) e cmq non prima della fine della lunga causa prevista (vedi caso Santoro). Anche se i raffinati esperti di diritto di Fratelli d’Italia (dicasi ossimoro), con la disinvolta decisione presa senza motivazioni giuridicamente valide ce l’hanno messa tutta per facilitare il lavoro, rendendolo breve, ai giudici che se ne occuperanno.
E anche questa trasmissione è andata!… subito dopo lo stravolgimento di Rai Scuola, Rai Storia ecc.
Così i primi tre numeri del telecomando resteranno integri come del resto i successivi. Che noia la TV, ragazzi. In-sop-por-ta-bi-le!!!
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Ma Iacona che fine ha fatto? Non si sente dimenticato?
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A me sembra più un caso di un doppio caso di suicidio assistito, quello di Ranucci per la sua c@glionata e quello del circo di Maria Antonietta che ne hanno fatto un martire alle porte della campagna elettorale. Direi un film alla “Scemo + Scemo”.
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Si, c’è anche questo sentimento…
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Se lo dice Pulp Podcast, allora il governo Meloni ha fatto bene a farlo fuori! Mi raccomando, sempre a traino di chi tiene le redini, così non ci sarà alcun rischio di finire nella lista dei cattivi.
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“Se lo dice Pulp Podcast…”. Io non conosco “Pulp Podcast” ma chi intervista Ranucci mi sembra molto bravo, oltre ad essere un suo estimatore. Mentre Ranucci risponde in modo spocchioso e cafone quando sente il nome della testata giornalistica (dove tra l’altro, a quanto sembra, era stato anche ospitato). Spocchioso e cafone più o meno quanto il tuo “se lo dice Pulp Podcast”. Solo che tu sei, ahimè, flamenco1967, quello dei fiorini, e lui Sigfrido Ranucci, quello di Report.
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Il post sostiene che sarebbe opportuno che Ranucci facesse “un passo indietro”. Può essere uno spocchioso, testa di cetriolo, odioso fino alla morte ma questo non c’entra una fava, bello. Lo vogliono fare fuori in quanto sa fare troppo bene il suo mestiere. Se ogni sera se ne porta a casa una diversa e si divertono con lui che è un gran pervertito o oltre cose che i suoi “colleghi” col guinzaglio gli vomitano addosso a reti unificate, non c’entra ancora una fava. Sciacalli loro, sciacalli da due soldi quelli che li seguono.
Fa vomitare “per l’immagine e l’autorevolezza di Report” perché lo sanno anche i cretini che vogliono togliere lui per disintegrare il programma!
La loro fortuna è che il livello intellettuale e culturale medio è molto basso e tira molto di più il calcio, anche se i cretini sanno anche che è forse più marcio della politica.
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AHAHAHAAHAHAHA
IVAN GRIECO!!!!!!!!!
Il pelatone ucrofilo degno compare di sParabellum!!!! 😀 😀
Mamma mia ci vuole proprio una faccia come la sua (di Grieco) e una testa come la tua (Loguasto) per non accorgersi quanto è imbarazzante considerarlo in qualsiasi modo che non sia spugnetta per i francobolli!!!
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AHAHAHAHAHAHAHAH
Saluti da Kharkiv
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Un colpo al cerchio e uno alla botte!
Come gli stupri “guarda come andava vestita… se l’è cercata”.
“Ha lasciato la porta aperta, è entrato l’assassino e lo ha ammazzato”: scemo più scemo!
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Flame’, e anche oggi hai dato un senso alla tua giornata…come va la raccolta di fiorini?
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Metti tutto sul conto.
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Flame’, tranquillo, se continui così tra poco potrai nuotarci come zio Paperone.
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Si scandalizzassero per dare i nostri soldi (e il nostro futuro) a una ghenga di marci, a cui fanno tutte le referenze, gli inchini, i zerbinaggi e i cambi di bandiera sulle nostre sedi istituzionali, facendo della nostra costituzione un dépliant a la carte.
E invece si “scandalizzano” perché Ranucci pesca le informazioni torbide dai pozzi torbidi. Ma chi pensate di prendere per i fondelli?
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Come puoi notare, fanno la fila per farsi prendere per il cul. Ognuno ha le proprie perversioni. Una volta si diceva: “dovrebbero fare più sesso”!
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Giulia Innocenzi
INVIATI DI REPORT: PROPOSTA IRRICEVIBILE, PRONTI AD ANDARCENE La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report. Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma. #report #reportrai3
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Così non rimarrebbe nessuna traccia di Report. In pratica, un favore alla Melona & Co. Confido invece, nella saggezza, codice penale in mano, della magistratura che spero sia veloce vista la inconsistenza giuridica delle motivazioni addotte per la chiusura. La partita non è del tutto chiusa. Non basta che dicano: a noi Report non piace!… Finché resta ancora in vigore l’ordinamento giurisdizionale e la Costituzione.
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D’accordo, ma il clima? Io trasferirei baracca e burattini a La7(senza Mentana) o al 9.
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Anail, scusa la mia lentezza di comprendonio.. ma cosa intendi per “clima”?
Tieni conto che il trasloco sulla 9 costerebbe un sacco di soldi, forse non alla portata di questa rete. Accordi&Disaccordi, per dire, costa praticamente un’inezia con quei pochi invitati in lieta conversazione attorno a un tavolo.
Recentemente Mentana ha detto che la7 si è ridotta a diventare la teleKabul (rai3) di una volta. Che vada, una volta per tutte, definitivamente AFFKL e fuori dai cgln! Mediaset e pare anche la Melona, lo stanno corteggiando. Che il cielo ci aiuti a liberarcene!
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Intendo il clima “psicologico” in cui dovrebbero operare. L’ideale è che l’anno prossimo subentriamo noi al Governo(🙏🏻)… e si risolve il problema.
Anche se trovo ASSURDO che quel c0gli0ne di Renzi abbia messo la tv pubblica in mano ai governi! Il nodo è lì.
Già è scorretto di suo, ma, tra l’altro, succede che quando ci siamo noi al governo, la tv è “divisa” equamente, Rai e mediaset, mentre quando tocca a loro, hanno praticamente tutta la tv in mano!
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Brava Giulia….👏👏👏👏👏👏👏👏
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Sono le motivazioni dello spostamento che non hanno senso e le dichiarazioni dei politici di destra, faranno in modo che Ranucci tornerà alla conduzione di Report. Il problema è se ci sarà ancora Report.
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Perché al Cairo ? Allusione a Marc Innaro spedito in Egitto da Mosca o Cairo persona padrone di LA7 ? Comunque tutto il peggio che poteva accadere è successo .
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E adesso vorrei sentire lionello70…che ci dice?C’erano le premesse o no?
Sempre e solo per giustificare ogni nefandezza…
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Il cerchio si è chiuso!
Lavitola Cavallo di Troia in Report: assistito da un avvocato napoletano ( ex MSI), 3 volte parlamentare di Alleanza Nazionale e storico difensore di camorristi, che ne pilota le dichiarazioni surreali, per depistare magistratura ed opinione pubblica dal vero movente.
Come per la compravendita dei senatori pagata dal Berlusca, che fece cadere il Governo Prodi , Lavitola si è venduto per far cadere Report,questa volta.
Ben presto la verità verrà fuori e lo scudo salverà qualche parlamentare di seconda linea che se ne assumerà la responsabilità….
Mala tempora currunt!
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@ Domenico Francese…..GRAZIE….mi sono sempre chiesto ma l’ Avvocato Gallo dove è finito….??? Adesso ho capito….GRAZIE a Lei Signor Francese…belin che bella scelta che ha fatto il Lavitola….!!!!!
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Io parlo dell’avvocato Sergio Cola di Napoli.
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@Domenico Francese…mi perdoni sono io che ho fatto una “confusione” pazzesca….!!! L’ Avvocato Gallo è il legale di Caroccia…..Mi scuso per la perdita di tempo che Le ho provocato…Buon week-end
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Io ritengo che anche a livello di future elezioni politiche sia stata una mano santa la vicenda Lavitola: il dibattito pubblico è deviato su questo argomento e non ci si occupa più del disastro del governo in carica.
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Disfacimento progressivo- Viviana Vivarelli.
Con l’accentramento di tutte le testate giornalistiche sotto un’unica padrona e con la rimozione di Ranucci e del suo staff la dittatura del familismo dominante sull’informazione è totale. E senza informazione non può esistere conoscenza, non può esistere verità, non esiste scelta o democrazia.
La rimozione di Ranucci è la punta estrema di un totalitarismo inaccettabile. Non esiste più un governo democratico. C’è solo una zarina che punisce qualsiasi critica o dissenso non diversamente da un Enrico VIII. Siamo al dominio assoluto al di sopra e al di fuori di qualunque civiltà, una forma di governo autoritaria in cui una parte dello Stato vuole controllare e dirigere in modo completo ogni aspetto della vita pubblica e privata dei cittadini, eliminando l’opposizione politica e le libertà individuali, un sistema di pensiero assoluto a cui tutti i cittadini devono aderire pena sanzioni e estromissione dalla visibilità pubblica, peggio che in un regime sovietico, E con l’ideologia farneticante di Vannacci questa tragedia nazionale punta all’abisso.
Hanno cominciato manipolando l’informazione.
Poi l’informazione hanno cominciata a falsificarla alle origini, inventando di sana pianta informazione falsa.
Ora siamo arrivati a un punto di Babele totale:
tra una informazione dei media e un delirio puro non c’è più ormai nessuna differenza.
Non so dove vogliano arrivare, alla delegittimazione di ogni notizia, o a quella di loro stessi come falsificatori totali della verità.
L’unica cosa chiara è che, se in questo paese non si impone una questione morale ‘per legge’ e con pena’ in ogni settore privato e pubblico, soprattutto se non la si impone alla stampa e alla politica, con tanto di responsabilità legale dotata di sanzione penale, siamo allo sfascio di qualunque attendibilità e dunque di qualunque autorità e alla legittimazione di qualunque Stato. Nemmeno una associazione mafiosa può tollerare una tale massa di falsificazione al suo interno. Si può cercare di ingannare qualcuno, Non si può perpetrare il progetto di ingannare tutti.
Un tot di falsificazione dei fatti è tollerabile. Con la completa falsificazione di ogni fatto siamo alla disfatta degli stessi falsificatori.
Lo stesso nella politica. Un tot di delinquenza o di amoralità può considerarsi fisiologica. Un totale affonda ogni politica e ogni apparato mediatico nella delegittimazione e nella criminalità intollerabile.
Ma contro questa catastrofe della verità e della giustizia, contro questa distruzione criminale della democrazia, la reazione dell’opposizione è flebile, moscia, quasi inavvertita, al punto da sembrare complice e non avversaria. Può essere che non sia così ma purtroppo è ciò che appare. E l’opposizione ha segnato la propria personale rovina nel momento stesso che ha negato a sé stessa l’occupazione dei luoghi mediatici del potere. Che voce può avere chi si imbavaglia da solo e da solo silenzia la sua voce??
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Ieri sera una “grandissima” Fornero ad “in Onda”…..“squallidi” ripetuto tre o 4 volte rivolgendosi agli esponenti di spicco, come Benito La Russa, di FDI riguardo a “Report”…..ed un Segio Rizzo….rivolto a Fidanza (FDI): “uno che ha patteggiato 1 anno e 4 mesi per corruzione…si permette di criticare Ranucci….”???
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se non lo avete capito cari italiani abbiamo mandato al governo una massa di ladri…pure scudati!
Questi sono l’esempio vivente della politica italiana..come i cittadini ,d’ora in avanti, la debbano intendere, tanto da far rimpiangere Craxi,Andreotti e berlusconi.
Pertanto non si deve ringraziare gioggia,ma i cittadini che l’hanno votata e coloro che hanno disertato le urne per dare un segnale forte alle istituzioni.
grazie ancora.
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Barabba! ma l’alternativa non era Cristo.
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Non c’è alternative… Cristo è già stato provato 1^e 2^ repubblica.
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MT noto una certa attenzione nell’evitare parole tipo “governo” e “Meloni“. Forse perché dopo mesi a dire che “teleMeloni non esiste“, che “FdI non ha mai cacciato nessuno“, che “hanno fatto molto meno di quello che ha fatto Renzi” ora pare brutto dargli dei censori?
Meglio prendersela con la Rai in senso generale…
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Quante minghiate.
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Ecco Porro potevi evitarlo….
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Premetto che lavitola è riuscito a fare ancora più schifo (almeno a me) con le foto del safari, e non era facile, visto il passato con papisilvio, e sto attentato ancora tutto da chiarire.
Se la redazione si dimette fa solo un favore al governo, quindi eviterei.
Uno che se ne è andato da tempo è Giuliano Marrucci, che ha fondato Ottolina TV recuperando un sacco di libertà, che vale più dei soldi.
Comunque la trasmissione Report per me è di parte, perchè (fin dai tempi della gabbanelli) colpisce duro ma solo da una parte storicamente: la pseudodestra. E’ un po’ come le Iene e striscialanotizia (anche se con una qualità giornalistica molto superiore) che fanno le inchieste ma sempre solo contro la pseudosinistra.
Se fai giornalismo vero colpisci tutti, non solo una parte (Travaglio docet), sennò è di fatto propaganda.
Per quanto riguarda i sostituti qualcosa si sa. Lei non so, ma lui è quello della testata da Spada (un punto a favore) è quello che ha confermato che un grave bombardamento su Gaza era opera dei sionisti (un punto a favore), ma è anche quello che è andato in TV a sostenere che a Mariupol e dintorni la Russia stava operando una sostituzione etnica (un punto a sfavore), quindi vedremo se è libero o no. https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/48332
Certo che se lo sceglie fdi parte malissimo.
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Forza Alessandro.
Alessandro Di Battista è stato ricoverato nella serata di ieri, venerdì 28 agosto, in un ospedale di Cuba. Secondo quanto risulta al Corriere della Sera, è giunto in ospedale in gravi condizioni.
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OT per mancanza di articolo attinente:
Don Chisciotte
💥 KIEV, IL DRONE COLPISCE. POI IL DEPOSITO DI MUNIZIONI ESPLODE. E ADESSO INDAGA PERSINO LA PROCURA UCRAINA. Nel villaggio di Mila, nella regione di Kiev, un attacco russo ha colpito un sito dove erano custoditi materiali esplosivi, provocando una violentissima serie di detonazioni. Detto in modo meno burocratico: un deposito di munizioni è saltato in aria a ridosso di un centro abitato. E questa volta non è Mosca a sollevare il problema. La Procura ucraina ha aperto un’indagine per verificare anche la legittimità e le condizioni in cui quei materiali esplosivi venivano conservati. Il Narcoclown ha parlato apertamente di possibile “negligenza criminale”. Le conseguenze sono state pesanti: civili evacuati, feriti, abitazioni distrutte o danneggiate. E qui arriviamo al punto che qualcuno preferirà evitare. L’Europa continua a spedire miliardi, armi e munizioni all’Ucraina. Poi scopriamo che materiale esplosivo capace di produrre detonazioni enormi può trovarsi in mezzo o a ridosso delle abitazioni civili. E no, il diritto internazionale umanitario non smette di esistere quando dall’altra parte c’è Kiev. L’articolo 58 del Primo Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra impone alle parti, per quanto concretamente possibile, di evitare di collocare obiettivi militari dentro o vicino ad aree densamente popolate e di adottare precauzioni per proteggere i civili dagli effetti delle operazioni militari. Quindi la domanda non è soltanto: CHI HA COLPITO IL DEPOSITO? La domanda è anche: CHI HA DECISO DI TENERE QUELLE MUNIZIONI LÌ, VICINO AI CIVILI? Perché se venisse accertato che un deposito militare è stato deliberatamente collocato in un’area abitata sfruttando la presenza della popolazione civile per proteggerlo dagli attacchi, allora non parleremmo più soltanto di imprudenza o negligenza. Una condotta del genere può configurare una grave violazione del diritto internazionale umanitario e, in determinate circostanze, persino un crimine di guerra. Le Convenzioni valgono anche per l’esercito ucraino. I civili non diventano materiale da imballaggio per le munizioni soltanto perché Bruxelles ha già deciso chi sono i buoni e chi sono i cattivi. E intanto i fondi dei contribuenti europei? Quelli continuano letteralmente ad andare in fumo. ⚔️ Don Chisciotte #Ucraina #Kiev #Russia #Guerra #Europa #Munizioni #DonChisciotte
Ci risiamo.
Hanno agito così fin da subito, anche piazzando truppe e armamenti negli appartamenti sfondati dei palazzi cittadini(e mandando gli abitanti nelle cantine), negli ospedali etc, portando così i combattimenti tra la popolazione, invece che su terreno aperto, azione che costituisce un crimine di guerra. (WP)
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In questi giorni si è parlato molto, o quasi solo, di Sigfrido Ranucci. Da una parte c’è chi lo considera il simbolo del giornalismo d’inchiesta, dall’altra chi lo attacca e lo considera un giornalista fazioso. Ma quello che mi ha colpita e indotta a scrivere ai giornali della mia città, è l’articolo del 21 agosto, pubblicato sul Corriere del Veneto, cronaca di Vicenza. Titolo ‘Folla ad Asiago per Sigfrido Ranucci, il blitz del primario della Microbiologia di Treviso Rigoli. Ammetti gli errori su di me’. Il medico finì al centro di una puntata di Report indagato poi prosciolto dopo 3 anni nell’ambito di un processo sui tamponi rapidi per il test Covid. Mentre Ranucci si avviava alla conclusione della presentazione del suo libro, sottolineando come Report si premuri sempre di aggiornare le vicende giudiziarie di cui tratta, il medico si è alzato urlando: “non è vero, non è vero nel mio caso non è vero”. La mia è una storia simile, storia di un ‘pesce piccolo’, una vicenda personale e professionale minuscola rispetto ai grandi scenari attuali, interamente divorati dalla politica, conclusa con una sentenza di assoluzione piena e già pubblicata, quindi documentata, nel mio libro Il Caso Cardiologia, la Verità. Nel febbraio 2015, all’uscita dal Tribunale di Modena con una condanna in primo grado nel processo con rito abbreviato, fui affrontata da Sigfrido Ranucci, primo davanti a tutti, tanti, giornalisti e flash. Con toni incalzanti mi chiese, quasi infilandomi il microfono in bocca, se credessi ancora nella Magistratura e, alla mia risposta, un secco no, mi sussurrò di avere elementi schiaccianti a mio favore, proponendomi un’intervista per una trasmissione di Report per dimostrare — a suo dire — che la mia vicenda era tutta una montatura ai miei danni, montata da personaggi che le sue ricerche avevano identificato. Seguirono settimane di insistenze telefoniche, e-mail e whatsapp. Rifiutai, ovviamente, nonostante la disperazione del momento e le lusinghe di Ranucci che mi garantiva che aveva le prove per ribaltare la condanna a 4 anni e la sospensione dai pubblici uffici. Il 12 aprile 2015 andò in onda, in prima serata, su Rai 3 la puntata di Report intitolata ‘Gli Amici del cuore” sottotitolo ‘Il caso Modena ovvero il Caso camici sporchi’. Ricordo ancora la sensazione che provai guardandola. Non mi sembrò di assistere a un’inchiesta alla ricerca della verità. Mi sembrò di assistere alla costruzione televisiva di una storia nella quale io ero già stata collocata nel ruolo che mi era stato assegnato. Ma soprattutto io ero lì, dentro tutta quella storia, anche quando le immagini non mi mostravano. Ero diventata il personaggio di un’inchiesta. E la mia immagine pubblica ne uscì devastata. In quella sede venne trasmesso un filmato — fornitogli da ambienti accademici a me ostili e tagliato ad arte — presentato come la prova di una presunta sperimentazione illecita e di propaganda commerciale. Quel video, estrapolato da un Master universitario di altissimo livello, fu poi riesaminato integralmente dalla mia difesa nel processo d’Appello, dimostrando l’assoluta insussistenza di qualsiasi illecito o finalità promozionale. Nel gennaio 2018 sono stata assolta con formula piena in Cassazione ‘per non aver commesso il fatto’ e ‘perché il fatto non sussiste”. Quando, dopo l’assoluzione, cercai Ranucci per chiedergli un doveroso spazio riparatorio, la risposta, che mi arrivò, dopo otto mesi, fu che la notizia era già stata pubblicata sul sito di Report ritenendo che non ci fosse ‘alcun senso’ nel dedicarvi un passaggio televisivo. Andai sul sito e lessi le due righe, due, dedicate alla mia assoluzione. Oggi si parla frequentemente di garantismo, metodi d’inchiesta e deontologia. Dal mio punto di vista — quello di una cittadina e professionista che ha subito l’impatto di una gogna televisiva basata su ricostruzioni tagliate chirurgicamente per falsare la verità e poi smentite nelle sedi giudiziarie — resta la constatazione di un metodo che non cerca la verità processuale, ma il verdetto e lo scoop mediatico immediato, raggiugendolo al costo dell’inganno e di false lusinghe. Quando la giustizia ordinaria smonta le accuse, per chi è stato travolto non resta che un trafiletto online, mentre l’impatto della gogna televisiva rimane indelebile. Ranucci può essere considerato un grande giornalista di inchiesta. Io posso parlare soltanto per me stessa. Ma certamente i fatti mi inducono, oggi come ieri, a farmi una domanda sulla parola che dovrebbe essere più preziosa per chi fa giornalismo d’inchiesta: la credibilità. Questo, per me, è il problema. Perché la credibilità non si proclama. Si costruisce. E, soprattutto, la si può perdere. Io, nel mio piccolo, quella fiducia nella credibilità di Sigfrido Ranucci l’ho persa undici anni fa. Maria Grazia Modena
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Tu sei un altro che se lo merita, Porro. 😀
Mica dico che non è vero.
Dico che sei uno che sta bene giusto su Retequattro e sul sito di Libero.
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RANUCCI Parla Vauro (direi non meloniano)
Non sto con Ranucci perché, al di là di ogni questione giudiziaria, consapevolmente o meno, si è fatto partecipe del teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo da tempo».
Vauro, vignettista, da sempre refrattario agli ordini di scuderia, rifiuta di arruolarsi nella crociata a difesa dell’ex conduttore di Report.
Cosa gli rimprovera?
«Il narcisismo. Così spinto da autoproclamarsi martire. Si è paragonato a Moro, Falcone e Borsellino. Voglio dire: Ranucci sostiene che Lavitola abbia dei problemi psicologici, e probabilmente è vero, ma si vede che chi ha problemi psicologici si attrae a vicenda. Paragonarsi a delle vittime di mafia, quando lui non è affatto morto in quell’attentato “amoroso”, stando a come lo racconta Lavitola, mi sembra l’apice di questo teatrino delle vanità. Sono convinto che Ranucci non abbia organizzato da solo il suo attentato, ma non capisco perché un personaggio del genere debba divenire l’icona della sinistra, se di sinistra si può parlare. Non lo attacco né lo difendo, però avendo letto qualche pagina del suo libro, uno che si vanta di insidiare le stagiste…».
Questione di etica?
«Non sono un moralista ma non mi pare il caso di vantarsi di certe cose. È questione di statura della persona. Lui è anche bassetto, ma insomma, non è a quello che mi riferisco. Una cosa sola è chiara in questa vicenda: lo squallore, la desolazione, il bassissimo profilo di questi rapporti intrecciati». Il ruolo politico Non capisco perché un personaggio del genere debba divenire l’icona della sinistra
Quali?
«Non entro nel merito della questione giudiziaria ma in quella della compagnia di giro della politica e dell’informazione, che purtroppo molto spesso coincidono: sono l’una la ricaduta dell’altra. Il risultato è questa figura strana, per me poco comprensibile, dell’opinionista. Potremmo fare l’elenco di quelli della destra e quelli della sinistra, tanto sono sempre gli stessi. Ognuno ha la sua parte in commedia, non è più questione di opinioni, ma del loro monopolio e dell’interscambio da uno show all’altro dei portatori di opinioni, già di loro mediocri, degli schieramenti politici. Ranucci, per quanto mi riguarda, potrebbe condurre Report come Grande Fratello. Poco cambia».
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