A che serve la politica? A fare i soldi dopo come lobbista o conferenziere

(Francesca Sforza – La Stampa) – Delle volte è tutta una questione di stile. Perché non è vero che sono solo di sinistra i leader che dopo aver chiuso con la grande politica si sono dati al grande business. Ma certo hanno fatto tanto più rumore.

In quanti ricordano, ad esempio, che l’ex premier britannico conservatore John Major guadagnò milioni entrando – al termine del suo mandato – nel fondo di Private Equity Carlyle?

Molto più difficile da dimenticare l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder che, dismessi i panni del socialdemocratico tutto d’un pezzo, ha fatto il suo ingresso prima nel consiglio di amministrazione del colosso petrolifero di Stato russo Rosneft e oggi siede in quello del controverso gasdotto NordStream2, contrastato dagli Stati Uniti e maggior ragione di attrito tra la Germania e l’attuale amministrazione Biden.

Di recente in patria gli è stato ricordato il suo passato di leader libertario e di sinistra da una sua ex sodale dei Verdi: «Come può continuare a occupare quel posto di fronte a quanto avvenuto all’oppositore di Putin, Alexiej Navalny?». In linea con la politica di comunicazione del Cremlino, la deputata Göring-Eckardt non ha ricevuto risposta dall’ex cancelliere.

«Deve essere una questione legata al materialismo storico – ha osservato qualche tempo fa, non senza una certa ironia, un ex laburista oggi professore alla London School of Economics, Meghnad Desay -: Tony Blair ha sempre invidiato quanti soldi aveva raccolto Bill Clinton una volta finita la sua presidenza».

E se ricordare che il materialismo storico non va confuso con interessi materiali finalizzati al proprio tornaconto potrebbe suonare come una sofisticheria fuori luogo, distinguere fra una Fondazione benefica e una partecipazione alla realizzazione di un gasdotto in Azerbaijan è senz’altro di più immediata comprensione: uno è Clinton, l’altro è Blair.

Subito dopo aver lasciato la politica nel 2007 il teorico della terza Via, dei mercati che andavano mano nella mano con la difesa dello stato sociale, è prima diventato inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente e poi, attraverso la Tony Blair Associates, ha allargato il suo raggio di consulente a varie altre entità sociali (dal clima all’Africa) fino ad approdare al consorzio guidato da British petroleum per l’esportazione di gas in Europa dall’Azerbaijan (incidentalmente presieduto da Ilham Aliev, figlio del presidente precedente Haidar Aliev ed eletto all’ultima tornata con l’87% dei voti).

Meno affascinato dalle autocrazie dell’Est è sembrato essere José Manuel Barroso, anche lui socialdemocratico di estrazione, e passato alla storia europea come strenuo difensore delle politiche di austerità che tanto amaramente colpirono la Grecia.

Tra le ragioni del mostruoso disavanzo greco ci furono anche strumenti finanziari derivati sottratti alla contabilità pubblica dai governi dei primi anni duemila con il tacito assenso dei vertici di Goldman Sachs, lo stesso istituto presso cui Barroso divenne advisor appena terminato il suo incarico come presidente della Commissione Europea (dopo aver rispettato il periodo di 18 mesi previsto per l’assunzione di qualsiasi nuovo incarico).

«Traditore un giorno, traditore sempre», strillò in prima pagina il quotidiano francese Libération. «Niente di illegale – osservò più pacatamente il presidente Hollande – ma certo così poco opportuno».

E di opportunità si è tornato a parlare anche in Italia, di recente, dopo le incursioni del senatore Matteo Renzi per intervenire sul Rinascimento economico in Arabia Saudita con lo sceicco Mohammed Bin Salman.

Di nuovo, niente di illegale, e nel suo caso non vale neanche l’amarissima considerazione rivolta agli altri della lista da Mark Blyth, economista della Brown University: «Si trovano adesso nello stesso luogo – l’incrocio opaco di aziende che mescolano energia e danaro – in cui si troverebbero se non avessero mai governato». Per Renzi appunto non vale, perché non ha governato abbastanza.

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5 replies

  1. Tizio ha fatto un grossissimo favore a Caio. Caio vuole ricompensarlo ma la legge non lo permette oppure entrambi non vogliono farlo sapere. Caio si rivolge al suo amico Sempronio che vive all’estero. Sempronio finanzia Enti di ricerca, Università, Fondazioni di studio sparsi nel mondo. Queste Istituzioni invitano Tizio a tenere conferenze a pagamento. Tutto legale, tutto regolare.

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  2. TROVATE LE DIFFERENZE

    Major aspettò di terminare il proprio mandato da premier.

    Schroeder aspettò di terminare la propria esperienza di cancelliere.

    Blair aspettò di terminare la propria carriera politica.

    Barroso aspettò di uscire dal parlamento europeo.

    Renzi é l’unico che continua a occupare un posto nel Senato italiano e ad essere pagato dal popolo italiano e, al contempo, fare i propri interessi privati…

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      • Fossimo in Francia per cose così scandalose ed evidenti (come per la restituzione del vitalizio a Formigoni e Del Turco giusto per stare all’ultima schifezza) sarebbero scesi a migliaia in piazza, assediando Palazzo Borbone e Palazzo del Lussemburgo fino a che non avessero ottenuto le dimissioni del bullo (e la rinuncia al maltolto da parte degli altri).
        Purtroppo siamo noi un popolo bue, storicamente, che non solo assistite in silenzio ad atti sovversivi come la defenestrazione di Conte (ma anche al varo dell’ennesimo condono farsa, in attesa dello scempio dei soldi del PNRR), ma continua a votare, e quindi a meritare, personaggi d’avanspettacolo improponibili come organizzatori di sagre paesane, figuriamoci come guida politica del Paese…

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      • I francesi hanno una tradizione rivoluzionaria (sembra un ossimoro) di tutto rispetto. Quando mai gli italiani hanno fatto una rivoluzione?
        Si adattano, si piegano, sopperiscono con la furbizia, ma senza la dignità della schiena dritta, alle proprie difficoltà…e così andiamo avanti, maestri di servo encomio e di codardo oltraggio…

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