Gianmario Ferramonti: “Il messaggio a Boschi contro Conte era per Renzi e Verdini”

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Le recenti attenzioni mediatiche non hanno tolto il buon umore a Gianmario Ferramonti: “Report (in onda ieri sera, ndr) ha montato e smontato le mie dichiarazioni ma è tutto vero, non mi pare ci sia nulla di scorretto. E voi del Fatto fate il vostro lavoro, anche se il fotomontaggio in copertina con la Boschi che mi sussurra all’orecchio è sbagliato (ride) dovrei essere io a sussurrare a lei”.
Politica, massoneria, servizi segreti: Ferramonti ha fatto su e giù tra questi mondi dai primi anni 90, quando era tesoriere della Lega di Bossi. A Report ha riferito il messaggio mandato all’ex ministra di Italia Viva: “Se buttano giù questo cretino di Conte, una mano gliela diamo (…) qualche milione di voti ce l’abbiamo”.
Ora puntualizza: “Quel messaggio l’avevo mandato alla Boschi per farlo avere a Matteo Renzi. Le stesse parole le ho mandate anche a Denis Verdini”.
Qual era il suo obiettivo?
Volevo far sapere a Renzi che ho rapporti molto stretti con diverse confederazioni e gruppi di industriali. E che c’era un patrimonio di voti delle imprese italiane a disposizione di chi ci avesse liberato da Conte.
Risposte?
Da Boschi e Renzi nessuna. Verdini l’ho incontrato, ci vedevamo spesso da PaStation, il ristorante del figlio, prima che arrestassero Denis.
Prima della caduta di Conte, i pellegrinaggi dei politici a Rebibbia da Verdini erano frequenti.
Verdini non devo mica raccontarlo io: ha un’intelligenza politica straordinaria, ha una capacità di coltivare relazioni unica. I due Matteo – Renzi e Salvini – sono molto legati a lui. Il primo gli deve la carriera politica, dai tempi di Firenze. Il secondo fa parte della famiglia… È normale che ci sia un’impronta di Denis sulla crisi.
Alla fine Conte è caduto, il nuovo governo le piace?
Per nulla. Avessi saputo che le cose sarebbero andate così non mi sarei preso il disturbo (ride). Siamo passati dalla padella alla brace. Draghi sta facendo peggio di Conte. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più, come vede stanno iniziando a riempire le piazze. I sostegni del governo sono ridicoli.
Il malcontento è condiviso negli ambienti massonici che non ha mai negato di frequentare?
È condiviso ovunque. C’è un sacco di gente incazzata. Non so quanto durerà questo governo. Destra e sinistra sono finite, penso che partite Iva e piccole e medie imprese troveranno la forza di scendere in campo direttamente con un loro soggetto politico. Possono davvero muovere milioni di voti.
Per tanti anni ha detto di non essere massone, malgrado l’amicizia con Gelli, Carboni e molti altri.
Sono entrato in massoneria per la prima volta a dicembre 2019. Il generale romeno Savoiu ha fatto rinascere la P3. È l’unico titolato a farlo: è il vero successore di Gelli, visto che è legato all’ultima moglie del maestro venerabile, Gabriela Vasile.
Cosa l’ha convinta?
Savoiu mi ha dato il grandissimo onore di entrare in massoneria dalla porta principale: sono Gran maestro aggiunto della Gran Loggia Nazionale di Romania. Purtroppo le nostre iniziative sono state frenate da quest’anno e mezzo di pandemia, il progetto prenderà forma non appena ce ne saranno le condizioni. Abbiamo un sacco di domande di adesione. La P3 avrà soci e interessi in tutto il mondo, saranno tutti resi pubblici in modo trasparente.

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