Alessandro Di Battista: “Poltronesofà e la grande ipocrisia”

(Alessandro Di Battista) – E così tutti i partiti hanno ritrovato armonia unendosi sulla questione “poltronesofà” che coinvolge Turchia e Unione europea. Me ne compiaccio. Politici usciti dal cellophane hanno scoperto il sessismo, l’autoritarismo, la tirannia di Erdogan. Fino a ieri andava tutto bene. Ma oggi no, l’oltraggio della poltrona non poteva restare impunito. Dovete sapere che al neo-tiranno, neo-sessista e neo-misogino Erdogan, l’Unione europea, oltretutto dimostrando una rapidità che, ahimè, non riguarda l’erogazione dei quattrini del recovery, ha gentilmente donato, a fondo perduto, svariati miliardi di euro. Soldi nostri, chiaramente. Sembrerebbero 6 i miliardi di euro concessi al neo-dittatore. Più o meno quello che investe l’Italia, ogni anno, in Università e ricerca. Perché cotanta generosità? Perché Erdogan ha in mano l’arma ricattatoria dei migranti. Arma con la quale lui stesso si è armato contribuendo alla destabilizzazione della Siria (nonché alle “carezze col pugnal” date ai curdi). Tuttavia, senza l’Unione europea che ha taciuto di fronte all’intervento militare in Siria – a chiacchiere realizzato perché Assad era un dittatore che violava i diritti umani ma in realtà portato avanti, come al solito, per ossequiare gli americani ed i loro amici in Medio Oriente – le armi di Erdogan, oggi, sarebbero scariche. I morti fanno notizia solo se uccisi dal covid. Ma se sono droni intelligenti, bombe liberali o missili filantropici a provocare carneficine ci si gira d’altra parte. L’Unione europea ha accettato supinamente guerre di invasione mascherate da missione di pace che, oltretutto, hanno pregiudicato gli interessi europei, ma si infuria per questioni di bon-ton. Che gli interessi economici contassero più dei diritti umani era noto. Oggi prendiamo atto che, ahimè, guerre, morti e violazioni ricevono meno spazio della cadrega assegnata alla Von der Leyen. Ancora una volta tutto ruota intorno alle poltrone.

P.S. Per gli amici di La Repubblica: non sono mai stato un fan di Assad, era il vostro guru Giorgio Napolitano, seduto al suo fianco, a definire la Siria: «un esempio di laicità e di difesa delle libertà religiose e culturali». Io semplicemente mi sono sempre battuto contro questa guerra infame perché immaginavo le conseguenze.

6 replies

  1. Alessandro rientra in campo c’è bisogno di uno animato da sincera passione come io credo tu sia! Turati il naso e rientra nel movimento dai una mano a Conte a far ritrovare la strada a quella massa di pecoroni poltronari (Di Maio ecc…) cacasotto e chi più ne ha più ne metta dei tuoi ex colleghi ! ti prego ascolta questo grido di dolore! Solo tu potresti convincermi a rivotarli ! Ritorna a combattere e a ribattere a tutte le calunnie , falsità ,bugie, veleni , merda che tutti i farabutti del pensiero unico hanno vomitato addosso al movimento e alle persone oneste come Te e nonostante tutto nel movimento ce ne sono ancora tante ! Non deludermi! Un cordiale saluto ! Grazie!

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  2. “un esempio di laicità e di difesa delle libertà religiose e culturali”
    beh pare che prima che il fronte dei democratici facesse la guerra civile
    spalleggiato dagli islamisti (strano connubio) pare lo fosse
    e non perché lo diceva Napolitano.
    provasse a chiedere ai preti che esercitavano in quei luoghi

    e i turchi non sono utili solo per il fronte dei rifugiati
    erano da ben prima cooptati nella NATO e forse di Battista ha la memoria corta
    ma c’è stato un periodo che erano corteggiati per entrare nell’EU
    poi, visto che la tiravamo per le lunghe, se non ricordo male, si stancarono
    e ci mandarono a raccogliere ortiche.

    si fa la figura degli stupidi se si vogliono utilizzare dei “malfattori”
    e poi li si offende a scena aperta, hai la loro attenzione e collaborazione assicurata.
    e Draghi lo è stato, probabilmente galvanizzato da nonno Joe, che però
    ho l’impressione che non abbia ben compreso a cosa annuiva (ma li c’è
    la scusante dell’età e probabilmente di una malattia degenerativa in corso)
    oppure la scarsa dimestichezza con le consuetudini nel trattare capi di stato stranieri
    e nel rispetto almeno formale da avere, sta di fatto che ha pestato una torta di ….
    chissà se se ne à reso conto o, se circondato da yes man come è,
    si sente dalla parte della ragione e se ne pagherà le conseguenze.

    ma non lui ovviamente.

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