Zingaretti, Conte e il caos del Movimento

(Tommaso Merlo) – Zingaretti ammette che il Pd non è altro che una mandria d’incorreggibili poltronosauri divisi in fameliche correnti e sbatte la porta. Meglio tardi che mai. Parte di quei poltronosauri sono di destra e cioè renziani, sono gli stessi che hanno tramato per far fuori Conte e che non possono sopportare il Movimento. Gli altri poltronosauri del Pd sarebbero invece più di sinistra e con Zingaretti auspicavano un fronte riformista guidato da Conte. Progetto che rischia di sgretolarsi. A scombussolare sondaggi ed animi è stato anche per il maldestro coinvolgimento di Conte alla guida del Movimento. Una carta che andava giocata con più cura. Conte gode di un enorme consenso popolare che pesca anche molto nel Pd. Erano prevedibili degli scossoni. Ma i dirigenti del Movimento sono talmente disperati che hanno trascinato Conte nella mischia per salvare il salvabile. Sono stati travolti da una veemente ondata d’indignazione dopo l’abbraccio a Draghi e Berlusconi e presi dal panico si sono aggrappati con le unghie alla giacchetta di Conte. Ma è il Movimento ad aver un bisogno di Conte e non viceversa. Nelle condizioni in cui si ritrova il Movimento può solo rovinare il potenziale politico dell’ex premier. La speranza è che Conte non dia retta ai cattivi consigli e ragioni autonomamente come possibile capo del fronte riformista che auspicava. Stando fuori dalla mischia. Attendendo che il Pd riesca finalmente a liberarsi dalle scorie renziane. Attendendo che l’implosione del Movimento si assesti. Se infatti Conte trasformasse a tavolino il Movimento in un partito, molti elettori pentastellati si sentirebbero scippati del loro voto e reagirebbero malamente. Hanno infatti votato per tutt’altro progetto e anche molti portavoce potrebbero dare segni di vita. È una questione di correttezza democratica che ad una persona come Conte di certo non sfuggirà. Sbarcando alla guida del Movimento, Conte radunerà i suoi tifosi ma non placherà certo il malcontento della base per gli incredibili voltafaccia delle ultime settimane. Le lacerazioni che si sono create sono profonde e solo dal basso potranno un giorno essere curate. Il Movimento è nel caos. Lo confermano Grillo e Casaleggio che lanciano e annunciano manifesti epocali nell’indifferenza generale e nel disprezzo degli attivisti. Difficile credere che Casaleggio accetti di trasformare il Movimento in un partito politico leaderista rimangiandosi la democrazia diretta. Più plausibile che l’ecosistema Rousseau venga messo a disposizione di chi ancora ci crede. Quanto a Grillo vagheggia di utopici scenari verdeggianti mentre i poveri cristi hanno in testa tutt’altro. Tipo salvarsi la pelle e magari mettere pure insieme il pranzo con la cena. Una tempistica sballata la sua. Una strategia ancora peggiore. Perché il fine non giustifica mai i mezzi. Grillo promette chissà quali transizioni ecologiche che il Movimento dovrebbe realizzare a braccetto con quelli che fino a ieri definiva mafiosi e ladri di futuro e partito del cemento. Non sta in piedi. Il Movimento è nato per ripulire la politica e la democrazia, non può piantare a metà l’opera ed allearsi con quelli che fino a ieri voleva scacciare promettendo di raggiungere con loro chissà quale chimera. Non è credibile. E il tutto con un governaccio ibrido in cui il Movimento è ai margini. Davvero non credibile. Solo caos e la carta Conte andava giocata con più cura. La speranza è che Conte non dia retta ai cattivi consigli e ragioni autonomamente come possibile capo del fronte riformista che auspicava. Stando fuori dalla mischia fino al momento opportuno.

9 replies

  1. Analisi perfetta!!! L’unica cosa è che il PD non riuscirà a liberarsi delle scorie renziane come dice Tommaso perché i dirigenti renzuani sono la maggior parte senza parlare dei sindaci

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    • Gentile Tommaso Merlo, la Sua analisi è lucidissima e lungimirante. Temo però che Giuseppe Conte accetti di trascinarsi nelle sabbie mobili in cui si sono cacciati i 5 stelle, PD e Leu. Grillo non può disinteressarsi delle vicende politiche per mesi e poi irrompere a Roma per imporre la sua sconclusionata e suicida linea, fidandosi quale gerente di un tal ‘Crimi’. Conte si è fatto gabbare da Mattarella come un bambino, senza essere sfiduciato, gli ha offerto le sue dimissioni con quello che non aspettava altro per fare il cd. ‘Governo del Presidente’ che non dovrebbe esistere in natura. Se Conte avesse resistito alla tentazione di fare il ‘correttissimo’ i voti in Senato sarebbero saltati fuori perché a casa quelli non ci sarebbero mai andati, ma iConte ed i 5 stelle hanno pensato bene di far tornare al Governo Berlusconi e i due Matteo con le dimissioni del premier ed i voti a Draghi dei 5 stelle che ora si ritrovano con il movimento in macerie.

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  2. Grillo insieme a Conte ha fatto una mossa da manuale della politica. Mi spiego: il pd (Zingaretti) aveva prospettato, in vista di un’alleanza con M5S, di candidare Conte nel collegio di Siena: I renziani del pd si sono tutti fortemente opposti a questa ipotesi. A quel punto, secondo me, non so se Grillo e Zingaretti si sono messi d’accordo ma hanno preso le rispettive iniziative che conosciamo per portare allo scoperto il codazzo del senatore di rignano rimasto nel pd. Solo così ci può essere una possibilità che si possa dare seguito a quanto auspicato da Zingaretti e Grillo. Va bene anche che “alternativa c’è” vada avanti da sola e cerchi di recuperare quella parte della base più ortodossa. Naturalmente, tutto questo, nella speranza che ci si tolga una volta per sempre dai c…..il senatore con tutta la sua corte saudita.

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  3. Solo gli elettori del pd ,se avranno il coraggio di apparire, riusciranno a mandare via i parassiti che infestano il pd.I rappresentanti del pd sono per la maggior parte parassiti che succhiano linfa senza dare niente in cambio.Gli elettori non dovrebbero più votare quell’ammasso di parassiti.

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  4. “La speranza è che Conte non dia retta ai cattivi consigli e ragioni autonomamente come possibile capo
    del fronte riformista…”
    Facile a dirsi.

    Ma chi, oltre ai 5S dovrebbe completare il “campo riformista”?
    Con Bersani, Speranza e compagni non dovrebbero esserci problemi… ma con il PD?
    Quale PD?
    Quello ancora dominato da Renzi che ha appeno costretto Sor Tentenna a buttarsi giù dalla finestra?
    Oppure con quello che, seppur timidamente, cercava di ritrovare una collocazione politica più aderente
    al comune sentire del suo elettorato?

    E’ questione di non poco conto rispondere alla domanda, visto che il primo marcia risolutamente verso
    destra facendo l’occhiolino a Salvini, Berlusconi e pure alla Meloni dopo aver innestato il turbo con
    Draghi-intercooler, mentre il secondo… beh, il secondo ancora non sa che cosa farà da grande.

    Cosa dovrebbe fare Conte secondo Merlo?
    Mettersi alla finestra aspettando che le due anime del PD si scannino tra loro e poi regolarsi a seconda
    di chi riuscirà a sopravvivere?

    Ma ci vorranno mesi e mesi per vedere un esito decifrabile della contesa, probabilmente fino alla
    convocazione di un Congresso e di nuove primarie.

    Nel frattempo il Mov sarebbe già bello che defunto o sbriciolato in mille frammenti, e allora Conte con chi
    dovrebbe creare il “campo riformista”?
    Con le briciole e i cascami di due partiti deflagrati?
    Bella prospettiva, non c’è che dire!

    Quindi, caro Merlo, nell’attesa che Renzi tagli la testa a Zingaretti o viceversa, non è forse meglio che almeno
    vada avanti il tentativo di ricompattare e rivitalizzare il Mov in modo da presentarsi all’Appuntamento con la
    Storia senza troppe pezze al culo?

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  5. Belle speculazioni, ci sono solo un paio di problemini che fanno cadere il castello teorico in macerie reali: mai pensato che se Conte non mette mano subito, ora!, nel M5S fra poco tempo non ci sarà più um M5S in cui mettere mano, ma solo un vago ricordo. Bello, ma un ricordo.
    Per la coalizione progressista, mai pensato che se si aspetta il PD risolvere i propri problemi, ci si potrebbe ritrovare senza nessun PD con cui parlare ma solo un ignobile Renzi, verme da odiare?

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