Il regime, la promessa sposa, i diritti negati: perché deve lasciare

(di Marco Lillo – Il Fatto Quotidiano) – Matteo Renzi deve dimettersi dal board del FII Institute. In verità non avrebbe mai dovuto accettare l’incarico da 80 mila dollari all’anno nell’istituto creato per decreto dell’anziano Re Salman di Arabia. Il FII Institute è nato dopo l’uccisione di Jamal Khashoggi. Teoricamente è un think tank che dovrebbe produrre eventi e idee per migliorare il futuro. In realtà serve a migliorare l’immagine del regime, acciaccata dall’omicidio del 2 ottobre 2018. Dopo la pubblicazione del rapporto Usa sull’assassinio di Khashoggi, Renzi dovrebbe scrivere due e-mail.
La prima al FII per dimettersi dal board. La seconda ad Amnesty International per donare i soldi incassati.

Nel rapporto dell’intelligence Usa, svelato dal presidente Joe Biden, si legge che “il principe regnante Mohammed bin Salman ha ordinato l’operazione di Istanbul per rapire o uccidere Jamal Khashoggi”. In realtà quel rapporto di 4 pagine aggiunge poco a quel che sapevamo già. I fatti sono gli stessi ricostruiti con gli audio e i video della Polizia turca nel rapporto dell’ispettrice speciale dell’Onu Agnes Callamard. Bastava guardare il documentario The Dissident per capire tutto: Khashoggi è stato attirato in una trappola al Consolato di Istanbul e un’operazione simile era inconcepibile senza un via libera. La novità è che gli Usa mettono nero su bianco le accuse contro il principe MbS un mese dopo il duetto di Renzi con lui al Future Investment Initiative a Riyadh.

Secondo la Polizia turca il corpo di Khashoggi sarebbe stato smembrato con una sega elettrica, trasportato a casa del console saudita e bruciato in un pozzetto riempito con una ventina di chili di carne bovina comprata in un ristorante del centro per confondere gli odori e far sparire il Dna.

Quindi Renzi non deve dimettersi da FII per Biden, ma per Hatice Cengiz. La 39enne turca avrebbe sposato Khashoggi. Mancava solo un documento e, solo per questa ragione d’amore, Khashoggi ha accettato il rischio di entrare in ambasciata il 18 ottobre 2018. Tutto era pronto per il matrimonio e lei attendeva fuori sperando di vedere uscire Jamal sorridente con il foglio. Invece dentro quell’edificio lo stavano facendo letteralmente a pezzi.

Hatice non parlava una parola di inglese. Ora lo ha imparato perché da due anni porta in giro per il mondo la sua battaglia per convincere i potenti come Renzi a far giustizia per Jamal. Anche Renzi cerca di migliorare il suo inglese ma poi lo usa per i salamelecchi a MbS sul Rinascimento saudita. Quando abbiamo chiesto a Hatice Cengiz un commento, lei ha replicato solo: “La storia giudicherà chi loda il regime”. Se Renzi lascerà il FII, perderà le relazioni, gli 80 mila dollari all’anno e i voli executive pagati. Chissà se migliorerà il giudizio della storia. Certamente quello di Hatice. E non è poco.

Renzi deve dimettersi anche per rispetto agli uomini e alle donne recluse nelle carceri saudite perché hanno osato dire quel che pensavano sul regime. Per i fratelli e gli amici di Omar Abdul Aziz, il 30enne vlogger in esilio, amico di Khashoggi, protagonista con la Cengiz del film The Dissident. Dovrebbe dimettersi per rispetto a Loujain al-Hathloul, l’attivista che ha pagato con 1.001 giorni di prigione la sua battaglia per i diritti delle donne. Rilasciata il 18 febbraio scorso, sostiene di avere subito torture. Renzi dovrebbe donare poi gli 80 mila dollari a Amnesty perché lui è libero di dire quel che pensa e loro no.

Il problema è che Renzi usa la sua libertà di parola per lodare il mercato del lavoro saudita. Proprio quello che per Amnesty è la prima ragione di violazione dei diritti umani in Arabia da parte delle imprese internazionali. Renzi poi dovrebbe dimettersi per tutelare l’onore degli italiani. L’ex sindaco di Firenze non può dire a davanti a MbS e al mondo che in Arabia intravede il neo-rinascimento.

Infine Renzi dovrebbe lasciare FII anche per rispetto di sé stesso. L’ex premier fa vanto della sua cultura cattolica e scout. Quante volte avrà spiegato ai suoi figli che non si sta dalla parte dei forti ma si sostengono le ragioni dei deboli? Quante volte avrà predicato che si aiuta la vittima anche se il carnefice è ricco, munifico e potente?

Se poi tutto questo non basta, almeno Renzi lasci per un suo interesse personale. Se vuole correre per il ruolo di Segretario Generale della Nato deve smarcarsi dal ruolo di paggio di MbS. A Biden non farà piacere la nomina dell’amico del mandante di un rapimento o di un omicidio.

14 replies

  1. Segretario Generale della Nato?
    Ma chi?
    Renzi?
    Sarà Bidet a decidere il nome e, dopo aver permesso l’uscita di quel rapporto che
    inchioda ufficialmente Salman alle sue responsabilità, pensate che possa affidare
    quel ruolo a chi solo pochi giorni prima gli aveva leccato il culo in maniera così
    invereconda?

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    • Infatti la sortita di Bidet (come lo chiami tu)non è casuale ma tendente a mettere fuori servizio il nostro bullo di paese.Se si trattasse di difendere i diritti dei perseguitati della famiglia El Saud,compreso la carneficina in atto in Yemen allora il presidente Usa e il suoi predecessori Trump e Obama dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità avendo collaborato ai delitti della famiglia saudita .

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  2. Se scrivessi quello che penso di quella tragica macchietta rignanese, sarei arrestata per turpiloquio o potrei essere oggetto di richiesta di risarcimento danni.

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  3. Biden (come Obama, e con Obama) secondo me ci fara’ rimpiangere il “pannocchia”…il paraculo di Rignano se li è fatti amici e si è fatto “pedina” per loro..e sopratutto per lui…

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  4. No scusa Lillo eh, l’unico motivo per non smarcarsi da Bimsalabim è proprio quello dell’ultimo capoverso.
    Ci manca solo che diventi segretario della NATO.

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  5. Renzi deve fare tutto questo e il Senato della Repubblica deve darsi un regolamento che vieti ai senatori di fare consulenze per Governi stranieri. Subito. Non stanno andando tutti d’amore e d’accordo? I 5S sofferenti per l’adesione al governo battano un colpo con una proposta che gli altri non possani respingere.

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  6. Dovrebbe dimettersi ! Il Bischero di Rignano prenderebbe in considerazione questa eventualità solo ed esclusivamente a seguito di un bonifico su una banca di Ginevra o alle Caiman o Riad. La cifra? Be’ considerando la sottrazione- Conticini – Unicef arrotondiamo a sette milioni di dollari (no €) che, naturalmente verranno poi, molto poi, girati in beneficenza a eventi 6.
    Marco Lillo Giornalista con una punta di ingenuità.

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  7. Per quanto il senatore ha lodato l’Arabia ci vorrebbe una gran bella faccia tosta a dimettersi dal FII institute e tantomeno donare gli 80 mila euro ad Amnesty I. Sarebbe ammettere che non ha capito una sega di cosa è quel paese. Meglio se si tiene i soldi (in fondo è per quelli che ha partecipato) così può sempre affermare che il business è business ed evitare la figura del cretino qualora li restituisse.

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  8. Bellissimo articolo, tutto da condividere. L’unico che sicuramente non condividerà è renzi d’Arabia. Interessato solo ai dollari. Con quei 40 scappati di casa che hanno fatto cadere Conte. È una vergogna nazionale, ed è stato intervistato da tutti quei pseudo giornalisti che inquinano la vita pubblica italiana. Bravo Lillo.

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  9. Il senatore non ha nessun titolo per legittimare il regime dell’Arabia Saudita considerata la sua reputazione qui in Italia. Perciò lasciamo stare, la sua è solo un’operazione di tipo lobbystico. Se c’è una colpa in tutta questa vicenda essa è da attribuire all’infimo grado di democrazia che pervade i nostri partiti politici. Come può non essere regolamentato il comportamento dei parlamentari in fatto di compensi extra-parlamentari per attività politica retribuita da paesi stranieri.

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