Conte teme una “slavina” dei 5Stelle. Grillo vuole affidargli la rifondazione

Prof per un giorno – Rivendica Dpcm, salute prima del profitto e difesa dei salari. “Basta lobby e tecnocrati”. Grillo pronto ad affidargli la rifondazione M5S, lui chiede garanzie. “Conclave” a rischio – L’incontro di domani in bilico per fuga di notizie. Il Garante s’infuria, ma si cerca un’altra sede (e data)

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Il M5S che ogni giorno perde qualche parlamentare sembra una novella di Pirandello: così è se vi (e gli) pare. Non ha ordine e solo residui di identità, il Movimento che Luigi Di Maio ora vorrebbe “moderato e liberale”. E questa confusione con morti e feriti (politici) a profusione non può piacere a Giuseppe Conte: “Molto ma molto perplesso”, raccontano, dalla situazione in cui versano i 5Stelle. Teme una frana, “una slavina” che travolga il partito. E per evitarla, dubbi permettendo, pensa a un totale riassetto del M5S, partendo dallo “spalancarne le porte” alla società civile. Idee che sono le sue condizioni, per accettare di entrare nel Movimento e diventarne di fatto il capo. Proprio come gli chiede da settimane Beppe Grillo: pronto a dargli mano libera. Per questo ieri mattina il Garante si infuria, perché qualcuno ha raccontato alla stampa del vertice che doveva tenersi domani nella sua casa toscana a Marina di Bibbona. Nei piani una riunione decisiva, con il Garante, una dozzina di 5Stelle di peso(da Di Maio a Roberto Fico fino a Stefano Patuanelli, Paola Taverna e Alfonso Bonafede) e soprattutto Conte, l’uomo da convincere a ogni costo. Ma qualcuno ha parlato, “anche se lo sapevano in pochissimi” sussurrano dai vertici. “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere” twitta Grillo citando Wittgenstein: “furibondo”, giurano.

Così il vertice salta: o almeno questa è la versione ufficiale. Ma da ambienti vicini all’ex premier dicono che la riunione si terrà ugualmente a stretto giro. Magari altrove, quindi non nella villa in riva al mare dove nell’estate del 2019 Grillo spiegò ai big del M5S che bisognava costruire un nuovo governo con il Pd, e pazienza se Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista la pensavano diversamente. E altre fonti confermano che l’incontro potrebbe tenersi da qui a due o tre giorni.
Nell’attesa ci sarebbe già la formula per fare dell’avvocato il perno dei 5Stelle: nominarlo capo o segretario, affiancandogli l’organo collegiale a cinque appena inserito nello Statuto, ma per cui vanno ancora aperte le candidature. Però prima bisogna mettersi al tavolo con l’ex premier, che dopo l’apertura dei giorni scorsi è di nuovo incerto. “In queste condizioni non so neanche io se accetterei” ammette un contiano di ferro. Mentre alcuni parlamentari sulle agenzie rumoreggiano contro il caminetto dei big, “perché a cosa è servito fare gli Stati generali se poi la linea cambia nel fine settimana a Bibbona?” obietta il deputato Francesco Berti, vicino a Davide Casaleggio.
E proprio il patron della piattaforma web manda email ai parlamentari sui versamenti e annuncia per il fine settimana due giorni di “incontri con la base per il tour digitale di Rousseau, gli unici suoi impegni per il weekend”. Tradotto, al vertice non l’hanno chiamato. E a occhio non ha gradito, l’erede di Gianroberto: consapevole, forse, che tra le condizioni per prendersi il M5S Conte ha posto anche un ripensamento del rapporto con Rousseau. L’ avvocato non vuole più vedere questa eterna guerra tra i grillini eletti e la casa madre di Milano sui soldi delle restituzioni. “Conte non ha nulla contro Casaleggio ma vuole un sistema più semplice, senza queste continui liti” spiegano. Intende ancora puntare sulla democrazia diretta, ma anche su questo fronte vuole allargare le porte, rispetto all’attuale piattaforma. Con molti più iscritti e meno filtri. Un’istanza che incrocia il voto degli iscritti negli Stati generali, che hanno autorizzato il M5S a ridefinire i rapporti con Rousseau con un contratto di servizio. Ovvero a tenerla fuori della porta come un fornitore esterno di servizi, ammesso che Casaleggio e i 5Stelle trovino un’intesa economica. “Beppe sta cercando di mediare, in tutti i modi” giurano un paio di fonti di peso.

Il Garante non vuole una rottura traumatica. Ma è difficile trovare un punto di caduta, perché tutto è complicato nel M5S attuale. Per esempio, in queste ore si sta cercando di recuperare alcuni degli espulsi dai gruppi parlamentari, che ieri hanno ricevuto l‘avviso dell’apertura di procedimento da parte dei probiviri. E la via è nelle Statuto del M5S, che prevede la possibilità di una grazia da parte del Garante, cioè di Grillo. “È riservata al Garante la possibilità di revocare l’espulsione” recita l’articolo 11. Per questo, ad alcuni è stato suggerito di sentire il fondatore, e di dare segnali pubblici di “ravvedimento”. Un’altra strada impervia, per il Movimento appeso a un sì: quello di Conte.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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23 replies

  1. il problema è grillo che sta stravolgendo TUTTO in 3 giorni. Non si possono fare cambiamenti così grandi in così poco spazio temporale.

    Il rischio sarà quello di fare un partito unico (ex m5s) con Conte capolista. Ma perderai tutta la parte, ancora possibile, di un ritorno dei “vecchi” elettori del m5s, che non esisterà più.

    Era più intelligente allora che Conte facesse un suo movimento e si affiancasse al m5s, così avrebbero preso più voti, SENZA snaturare nessuno.

    grillo è proprio un rimbambito. NON si può fare un così FORTE, BRUSCO E IMPROVVISO cambiamento senza finir per distruggere tutto. Il comico è tornato a fare il comico, ma questa volta non fa ridere nessuno, tra i simpatizzanti del m5s.

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  2. Non vedo come Conte possa allearsi con chi lo ha tradito e soprattutto ha tradito gli elettori. Grillo è oramai del tutto squalificato e non può più proporre niente a nessuno. È il PD che sogna questa ” mésalliance”( Conte e Grillo) per disfarsi definitivamente degli oppositori a questo sistema indecente, ma è un sogno irrealizzabile. Noi resisteremo.

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  3. E con Draghi come la mettiamo ? Che vi sia Conte a capo del movimento o altri cosa cambia ? la motivazione della disgregazione è politica e quindi non si può risolvere con una manovra verticista di dubbia moralità. Conte è degna persona, ma non è un iscritto del movimento e se non lo è deve pur esserci un motivo. La natura movimentista di M5s e i suoi connotati politici antisistema non piacciono a Conte mentre sono stati quelli a determinarne il successo elettorale . Grillo commette un errore ancora più grave di quello commesso con l’adesione al governo Draghi, al quale governo un eventuale “segretario di partito” Conte dovrà dire si o no con le conseguenze già note.

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  4. Ahimé se c’è gente che si beve ancora questi del M5S significa che è un paese ormai senza speranza, che sta raschiando il fondo del barile.
    Oggi manifestazione nazionale in ogni capoluogo contro il governo Draghi e il pensiero unico liberista dominante.
    Aderite anche per manifestare contro il comico genovese giravoltista imbonitore!

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  5. IL M5S È MORTO.
    Se Conte fosse saggio se ne terrebbe lontano.
    Perché lo chiamano ora, oserei dire IN PUNTO DI MORTE?
    Perché sanno che il giocattolo gli è sfuggito di mano e non sanno cosa inventarsi per mantenere le poltrone INDEGNAMENTE OCCUPATE.

    La Casaleggio srl, gli arrampicatori sociali, l’ignoranza diffusa, il teppismo istituzionalizzato, l’amore mai nascosto e rimpianto verso quella 💩 del capitone sciacallo, ma anche basta.
    BASTA!!!
    Si ritorni a dividerci per le idee, la visione e i valori umani, per una sensibilità etico-morale profondamente diverse.
    Da una parte il centrosinistra che fu guidato da Prodi.
    Dall’altro lato la fascio coatta con la sua corte di pregiudicati, il capitone sciacallo e opportunista con la sua lega ladrona e criminale, gli eredi di forzamafia e il Bomba traditore, Tutti accomunati nella difesa di Verdini.
    Ci sono due Italie INCONCILIABILI.
    Una plagiata dalle TV del nano mafioso, l’altra che disprezza tale generatore di ignoranza.
    Anche se oramai il danno è stato fatto.

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    • sei un troll piddino. Le uniche cose che non muoiono sono le tue stronzate.

      Dare il m5s per morto vuol dire non capire un cazzo.

      Salutami la boschi, la madia e il farabutto di rignano, che fino a 3 mesi fa erano nel tuo piddi che copri sempre come fanno i MAFIOSI. E ci sono ancora, vedi i marcucci e i gentiloni. Ma immagino che marcuccii è persona preparata e seria, non è un poltronaro lui.

      Ma VERGOGNATI, BUFFONE! Sei un buffone. Coglionazzo.

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      • Sei un troll merdoso che ha nostalgia del capitone.
        A parte che insulti non ho mai letto uno straccio di analisi e ragionamento da parte tua.
        Sei passato dall’adozione del nano a donare il Qlo per mantenere le prebende dei vari Jijino, sibilia, castelli, frattolillo, lezzi, cunial, pappagone, manzo e altra ignoranza di complemento.

        Che tu poi, PER CIECA Fede non voglia riconoscere che è in atto un processo per liberarsi dal giglio fradicio sono caxxi tuoi.
        Io per Renzi e la sua banda NON HO MAI VOTATO.
        Ti manca LA LOGICA, SEI INCAPACE DI RAGIONARE PERCHÉ SEI ACEFALO.
        Ciuccio ma secondo te come caxxo è stato mai possibile che il M5s salisse al 32/33%,la lega al 17% e contemporaneamente forza mafia crollasse al 10% e il PD RENZIANO AL 18%?
        Il corpo elettorale è sempre lo stesso, da qualche parte i voti in uscita dai partiti tradizionali sono approdati.

        Ma per chi sragiona con slogan, convintamente con i paraocchi È INUTILE QUALSIASI TENTATIVO DI RIPORTARLO ALLA RAGIONE.
        Sei come un ubriacone particolarmente ciucco che è refrattario a qualsiasi richiamo.
        Resta a cuocere nel tuo brodo, lDl0TA d’alto bordo.
        Io ho sempre usato la testa e oggi riconosco di essermi sbagliato nell’aver creduto in una passione di impegno civile.
        È stato un grosso travisamento di aspettative e speranze tradite.

        Ora corri a leccare il qulo a quel teppista di un falegname fallito e scansafatiche, ennesimo Messia parolaio.
        C0GLl0NE matricolato che non sei altro.

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    • Questo è uno spazio libero in autoregolazione, fino a poco tempo fa si manteneva nei limiti della libera e corretta espressione di una succinta opinione agli articolo pubblicati, tanto dovrete fare con le parolacce, le contumelie urlate (il maiuscolo è vietato dalla netiquette) e le offese che dovrete ridurlo a un canile. Buona giornata

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  6. Se il M5S nella sua forma originale è morto, lo è anche il PD
    Per fare un centrosinistra che fu di Prodi, non lo si può fare con il PD attuale con 2/3 renziani ,che hanno già fatto
    capire chi sarebbero i loro alleati futuri, per ultimo Delrio (Pd): “Mi fido politicamente di Salvini”/ “Lega molte volte è concreta”
    La destra sfruttando il momento ,si sta già organizzando per creare il suo centro destra” moderato -liberale”,Calenda ,Bonino
    i renziani, compresi quelli del PD, leghisti e forzisti
    Bersani vuole fare un polo progressista con M5S e PD, ma se questi sono quasi morti, e comunque non sanno più cosa sono,
    con chi lo farà sto polo progressista.

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    • I renziani andassero affanq.lo, così alla fine ci si conta fra chi è di sinistra e chi dalla parte degli opportunisti.
      Vero che metà PD è attualmente renziani, coerenza imporrebbe che seguissero il Bomba.
      Al prossimo giro i posti per i traditori verranno Azzerati, visto che il rignanese vale fra il 2 e il 3%.

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      • Ma lascia perdere il 2/3 %, se le cose rimanessero così nessuna legge elettorale li salverebbe. Il problema è che sta cambiando tutto il resto, questi non mollano, ora il risultato del 2018 sembra un ricordo, stanno mischiando di nuovo le carte. Zinga poi nel panico ha francamente stufato.

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  7. Personalmente continuo a preferire Conte come indipendente. Meglio che lo candidino a presidente del consiglio in pectore alle prossime politiche, in vista di un’inevitabile intesa con altre forze politiche. Conte è molto bravo a comporre gli interessi e a raggiungere i necessari compromessi, come frontman per il M5S lo vedo poco adatto.

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    • È impossibile che un prof universitario ed affermato avvocato, stimato in Europa, possa mai pensare di sottomettersi alla Casaleggio srl o a un Jijino che da dietro le quinte ne manovri i voti della piattaforma.
      OGNUNO AL PROPRIO POSTO E METTIAMO LE PALLE SUL TAVOLO PER PESARCELE.
      Poi vediamo che c’è l’avrebbe più grosso.
      E anche il profilo personale, la cultura e la competenza torneranno ad avere valore fra le persone.

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      • @Jerome B 12:30
        Egregio Jerome, ha ragione Carmelita.
        Possibile che non sia possibile esprimere un’opinione ( magari anche vigorosa, robusta, energica) senza ricorrere al turpiloquio, a volgarità, a espressioni da caserma?
        Anche chi dispone di un vocabolario limitato può farlo.
        Provi, vedrà che non è così difficile

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    • Sei troppo ottimista, i giovani turchi di Orfini e i “riformisti renziani “,sono 2/3 del PD, tenendo conto che ORFINI e i suoi turchi
      contestavano a Zingaretti l’alleanza che voleva con M5S come i renziani.

      Bonaccini sarà il nuovo segretario PD, I delegati al congresso che dovranno eleggere il nuovo segretario saranno sempre il 2/3
      e i vari Gori, Nardella, Bonafè, gli estimatori di Bonaccini, faranno eleggere Bonaccini dunque che partito sarà?
      Renzi tramite i sui sicari rottamerà ancora quel poco di sinistra che c’era nel PD.
      Ma i delegati e i sicari dovranno fare anche conti con il popolo di sinistra che dovrebbe votarli alle prossime elezioni e voglio
      vedere se ci sara’ ancora qualcuno che crede in un PD con Renzi dentro ( perchè tornerà ne sono sicura)
      Per lui personalmente un trionfo ,alle elezioni un tonfo di sicuro, ma sicuramente sarà sofficiente a dare la svolta verso i forzisti.

      Quel 1/3 di ( senza più nome PD ) dovrà organizzarsi con le tante anime perse della sinistra progressista, personaggi validi ci sono, anche Conte ne potrebbe fare parte per creare un Polo Progressista con personalità non compromessi con la vecchia politica,
      anche nel movimento ci sono persone valide, liste civiche, basta che si decidono

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      • I delegati che andranno al congresso per la rielezione del segretario credo che abbiano il polso dei territori.
        Davvero sarebbero disposti a votare per il proprio funerale, riportando in vita un PD RENZIANO?
        Tutto è possibile, ma c’è un limite all’lDl0ZlA.
        PdT
        Partito di Tafazzi

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      • Si vedrà. Per questo motivo non vedo bene un’alleanza organica col PD, ma solo – nel caso – dopo le elezioni, a seconda della direzione che prenderà il partito. Ad ogni modo, se il M5S dovesse riuscire a costruire un’altra maggioranza progressista alle prossime politiche (con LeU sicuramente) Conte servirebbe da federatore e avrebbe compito molto più facile se si presentasse come esterno.

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      • Pd, Bonafè: “Amareggiata per lo strappo degli zingarettiani in Toscana. Dovremo discutere dell’identità del partito”
        La segretaria regionale e eurodeputata dem: “Sono legata all’idea veltroniana della vocazione maggioritaria.

        Strappo nel Pd in Toscana. È di ieri sera la notizia della rottura nella gestione unitaria dem nella regione. È successo dopo la decisione della segretaria Simona Bonafè, vicina a Base Riformista, di sostituire il suo vice, Valerio Fabiani, zingarettiano. La certificazione di uno scontro che andava avanti da tempo.

        E cosi fu, prima il Kenediano Veltroni, che si illudeva che Italia fosse America ,poi ci fu il rignanese che illudeva il popolo di essere
        il volto nuovo del PD e comincio da Toscana a mandare via la Bindi (poverina è stanca) e poi da Roma quasi tutti, Veltroni
        compreso che avevano contribuito a creare L’Ulivo. Bonafè veltroniana, riformista e sostituisce un zingarettiano
        perchè a Firenze si fa come dice Renzi. E lui le donne sa come gestirle, quota rosa e via

        L’Identità del partito, mi piacerebbe vedere a Firenze la Bonafè di Renzi chi la vota più

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  8. È impossibile che un prof universitario ed affermato avvocato, stimato in Europa, possa mai pensare di sottomettersi alla Casaleggio srl o a un Jijino che da dietro le quinte ne manovri i voti della piattaforma.
    OGNUNO AL PROPRIO POSTO E METTIAMO LE PALLE SUL TAVOLO PER PESARCELE.
    Poi vediamo che c’è l’avrebbe più grosso.
    E anche il profilo personale, la cultura e la competenza torneranno ad avere valore fra le persone.

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  9. LA RIFORMA DEL MOVIMENTO E IL VECCHIO PD. TOMMASO MERLO.

    È da decenni che il Pd si affida a nuovi condottieri e nuove formule per sanare le sue crisi e rilanciarsi. Un cambiamento calato dall’alto che ha sistematicamente fallito.
    Il Movimento è un progetto agli antipodi dei vecchi partiti come il Pd e non dovrebbe commettere lo stesso errore di affidarsi a riforme verticistiche per uscire dalla profonda crisi politica che lo sta dilaniando. Il Pd straparla da sempre di chissà quale rinnovamento ma non è mai riuscito a cambiare nulla. Né se stesso, né il paese. Il Pd è un partito dirigista ed ostaggio degli stessi poltronosauri e delle stesse logiche di sempre. Un partito profondamente conservatore, diviso in correnti ormai istituzionalizzate con tanto di capibastone. Quella del Pd è una storia di nuovi salvifici segretari, nuove confezioni, nuovi slogan, nuovi corsi. Tutto fumo e nessun arrosto. Questo perché il cambiamento calato dall’alto non funziona. Produce solo palliativi che durano qualche tempo, poi al primo bivio riemergono le fratture e gli antagonismi di sempre. Anno dopo anno il Pd è diventato sempre più arido e lontano dalla realtà e dai cittadini.
    Il Movimento nasce anche per evitare tutto questo. Per permettere cioè un ricambio regolare di portavoce e quindi di idee ed energie.
    Il Movimento nasce per evitare la deriva leaderista e quella dirigista e quella correntista. Con il potere decisionale che è il più possibile ampio, condiviso e partecipato e questo per la sua fiducia nell’intelligenza collettiva e non in quella di pochi dirigenti chiusi in una stanza. O almeno era questa l’idea originaria. Un ribaltamento totale rispetto ai vecchi partiti come il Pd.
    Per questo l’aspetto più doloroso della crisi della fiducia a Draghi è stata la sensazione che i dirigenti del Movimento avessero come paura del voto della base quando si son resi conto che in molti erano contrari. Come se nel momento più topico nemmeno loro credessero fino in fondo alla democrazia diretta.
    Eppure è proprio questa la via d’uscita della crisi che sta dilaniando il Movimento, il suo modello di democrazia diretta.
    Per salvarsi il Movimento dovrebbe cioè affidarsi ciecamente alla sua base e resettare tutto. Sia a livello di dirigenti che di contenuti che di direzione di marcia. Tutto. Dovrebbe affidarsi ciecamente alla sua intelligenza collettiva che è anche coscienza. Solo così riuscirà a curare le ferite, girare pagina e ripartire.
    Affidarsi a nuovi condottieri come Conte potrebbe dar frutti ma solo nel breve periodo. Potrebbe calmare la tempesta e aumentare il consenso, ma alla lunga le lacerazioni e le contraddizioni interne del Movimento ritornerebbero a galla rischiando di danneggiare l’ex premier.
    Lo stesso vale per nuove formule moderate o liberali che siano (Di Maio). Se sono calate dall’alto alla lunga lasciano il tempo che trovano come dimostra la triste storia dei vecchi partiti come il Pd.
    Il rinnovamento e il cambiamento politico autentico e quindi solido e duraturo avviene solo dal basso. Vale per le forze politiche come per i paesi.
    I fatti dicono che milioni e milioni di elettori hanno abbandonato il Movimento in soli tre anni e la controversa fiducia a Draghi ha fratturato perfino lo zoccolo duro rimasto. Invece che illudersi con palliativi verticistici, invece che lasciarsi andare in autodistruttive faide intestine, il Movimento dovrebbe credere a fondo in se stesso, dovrebbe credere a fondo al proprio modello di democrazia diretta ed affidarsi con fiducia alla sua intelligenza e coscienza collettiva. Resettando tutto. Tutto.
    Se invece non avrà il coraggio di farlo, la speranza è che altri proseguano la nuova e sacrosanta via democratica che ha aperto.

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  10. La frase di Grillo “Ho scoperto che Draghi era un grillino”
    andrebbe messa nel Guinness dei primati della stupidità mondiale.

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