Grazie al governo dei peggiori

(Tommaso Merlo) – Grazie al governo dei peggiori aumenterà il malcontento verso la politica e si ravviverà la voglia di cambiamento radicale. In questo senso è una bella notizia. Il governo dei peggiori ricorda a tutti in che paese viviamo davvero, la scarsa qualità della nostra classe dirigente ma anche i sempiterni vizietti della politica nostrana. Tipo l’ipocrisia e il continuo cambiar pelle. Ormai la politica non cambia solo idee con una disinvoltura disarmante, ma anche identità. E questo non a seguito di chissà quali profonde e sofferte evoluzioni storiche o politiche, ma a seguito della convenienza del momento. Ci si rimangia tutto ad una velocità sconcertante. Ormai i politicanti dicono una cosa, il giorno dopo si smentiscono clamorosamente e non si scomodano nemmeno più a giustificarsi. Come se la coerenza fosse diventato un trascurabile dettaglio perfino in politica. Ma un conto sono i politicanti, un altro i poveri cristi e grazie al governo dei peggiori il fossato che li divide è destinato ad allargarsi. Siamo del resto alle solite. In piazza la politica urla e mostra i muscoli, poi una volta nei palazzi pian piano si rammollisce. Per questo in Italia il cambiamento alla fine s’impantana sempre. In parte perché le promesse agli elettori son spesso esagerate per raccattar voti, in parte perché una volta nei palazzi i politicanti tirano i remi in barca e diventano cauti e moderati e concilianti. Perdono contatto con la realtà ma anche mordente. Una volta nei palazzi entrano poi in contatto coi loro nemici politici e così giorno dopo giorno vengono meno certe ostilità da campagna elettorale. Si riscoprono alla fine tutti colleghi, tutti esponenti delle stesse istituzioni ed è così che saltano paletti e tabù e rivalità. Ma ai poveri cristi che erano in piazza ad applaudirli non succede ed è per questo che rimangono delusi e il fossato si allarga. Ad aggravare il tutto vi sono le lusinghe del potere. Gli uffici rococò, lo staff e la macchina blu che alla lunga ammosciano anche gli spiriti più rivoluzionari. Prevale un clima d’inevitabilità di certi mali e di rassegnazione e di conservazione e di quieto vivere. Non solo la coerenza diventa un peso ma pure certe idee e certi toni. Ma ai poveri cristi che erano in piazza ad applaudirli non succede ed è per questo che rimangono delusi e il fossato si allarga. E se non bastasse, una volta nei palazzi i politicanti cominciano ad andare per conto loro ad un certo punto. Fondano nuovi partiti e coalizioni. Cambiano connotati e rotte a quelli esistenti. Operazioni di marketing per intercettare i nuovi gusti sul volatile mercato elettorale. Operazioni di potere per salvaguardare equilibri ed assetti. Una metamorfosi continua ma che ai poveri cristi che erano in piazza ad applaudirli non succede ed è per questo che rimangono delusi e il fossato si allarga. Cittadini da una parte, politicanti dall’altra. Solo i tifosi di quello e di quell’altro tengono il passo, almeno per un po’. Ma poi nascono i governi dei peggiori e molti si rendono di nuovo conto come l’unica speranza di un vero cambiamento venga sempre dal basso, dai cittadini, dai poveri cristi in piazza. E non dall’alto. E non dai politicanti che una volta nei palazzi si rammolliscono e vanno per conto loro. Ed è questa la buona notizia. Grazie al governo dei peggiori aumenterà il malcontento verso la politica, si ravviverà la voglia di cambiamento radicale e alle prossime elezioni potrà succedere di tutto.

9 replies

  1. Egr. dott. Merlo Tommaso, lei insiste e persiste, continua con la tiritera dei politicanti versus poveri cristi.

    Trattasi di puttanata populista: i politicanti sono la faccia (migliore) dei “poveri cristi”.

    I poveri cristi votano i mafiosi perche’ essi stessi sono mafiosi, votano i ladri perche’ sono ladri come loro, votano i magliari perche’ sono magliari pure loro (beh, magari e’ perche’ sono il target dei magliari, ma comunque aspirerebbero a diventare magliari).

    L’unica differenza tra i poveri cristi ed i politicanti e’ che i poveri cristi sono piu’ pirla, e non trovano uno piu’ fesso di loro che li
    elegge.

    Tra parentesi gli invocatori di cambiamenti radicali dovrebbero tenere presente che il beota elettore fa quasi sempre la scelta piu’ idiota (che comunque lo rappresenta meglio): negli USA eleggono Trump, nel Regno Unito votano per la brexit e per Johnson, in Itaglia voteranno la Pesciarola e il Capitone, piu’ la mummia di Scilvio in omaggio.

    Perche’ i poveri cristi sono idioti, avidi e razzisti come i loro democratici rappresentanti.

    Dico questo sine ira et studio, ognuno di noi in fondo e’ un po’ legaiolo.

    Nasciamo tutti cavernicoli, l’uomo e’ una bestia e il processo di civilizzazione per ognuno di noi e’ lungo, difficile e dai risultati aleatori (come dimostrano i legaioli full fledged).

    "Mi piace"

    • Egregio Silvio B.,
      Trump era forse uno stravagante, ma non ha MAI iniziato guerre, l’attuale presidente che non cito per non confondermi con un utile attrezzo igienico – sanitario da bagno, ha cominciato ieri a provocare, in armi, l’Iran.
      Paese con il quale gli USA hanno molte cose in comune, a cominciare dalla pena di morte a finire con gli interessi petroliferi.

      "Mi piace"

  2. I nostri politici si comportano così perché all’italiano medio non frega, nel bene e nel male, un bel niente. Vuoi perché è raggirato da una informazione fasulla. vuoi perché non ha tempo per informarsi, vuoi perché è un tifoso della politica alla stregua del calcio, vuoi perché è stufo anche se è mediamente informato bene. Sta di fatto che siamo riusciti a mandare al governo di tutte le istituzione un personale mediamente “feccia”. Credo che ne usciremo, se ne usciremo, fra qualche generazione se non ci diamo una regolata a breve.

    "Mi piace"

  3. Si dai, ricominciamo da dei provati fancazzisti inconcludenti. Sempre pronti a puntare il dito e a parlare a vanvera, in maniera superficiale, strepitando su quel che la pancia dei loro adoratori vogliono sentirsi dire.
    Dategli ancora altre possibilità di campare a scrocco e alla grandissima.
    Uno vale uno, massimo due mandati, ‘onestà, la competenza….TUTTE PUTTANATE.
    Loro godono, vi prendono per il culo e VI PIACE. TANTISSIMO.

    "Mi piace"

    • Ritiene di essere poetico, come nella poesia
      Delenda Cathago
      di Giuseppe Giusti
      (1809 – 1850)
      il cui ritornello è
      ” e non vogliam Tedeschi”

      "Mi piace"

  4. “Aumenterà il malcontento verso la politica, si ravviverà la voglia di cambiamento radicale e alle prossime elezioni potrà succedere di tutto”. Anche un grosso aumento di astensionismo (almeno spero).

    "Mi piace"