L’umanizzazione di Supermario detto il messia

(di Antonio Padellaro- Il Fatto Quotidiano) – Spassoso come sempre, Gian Antonio Stella ci delizia sulla prima pagina del Corriere della Sera con un’antologia degli “elogi (di troppo) al potere”, da Garibaldi ai giorni nostri, e con l’appello “salvate il soldato Draghi” quasi soffocato dagli “osanna” e dai “salamelecchi”. Un grande benvenuto tra noi visto e considerato che sul tema “Santo subito” il Fatto è prodigo di citazioni, un paio tratte dal Corriere che, causa la natura bastarda di questa rubrica, il meschino gestore è andato subito a sbirciare.

Per carità, niente di paragonabile ai busti di De Nicola e De Gasperi che in un corridoio di Montecitorio “sorridono pensando a Draghi”, o al Draghi di Città della Pieve che “al bar in piazzetta si siede sempre vicino alle piante per non farsi riconoscere” (capolavori di cui non citeremo le fonti in quanto patrimonio dell’umanità). Invece, riguardo al Corriere, come non apprezzare l’eleganza del titolo: “Pasquino e le partite di calcio in America: Draghi era riflessivo anche in campo”, quando nell’articolo il politologo, con scarso tatto, lo definisce “poco scattante, troppo riflessivo, riluttante a ostacolare gli avversari” (non proprio un Maradona, insomma). Nell’improvviso bagno di realtà della stampa italiana, di cui non possiamo non compiacerci, spicca il titolo del Foglio: “Non fate di Draghi il nuovo messia”, che rappresenta un responsabile passo indietro rispetto al Draghi che cammina sulle acque sfogliando la miracolosa Agenda Draghi.

Lungi da noi il bieco pensiero che nella vulgata dei giornali adoranti l’umanizzazione di colui che si è reincarnato a palazzo Chigi avvenga soltanto dopo che quel figuro del predecessore si è finalmente tolto dalle scatole. No, “il premier non è qui per salvare l’Italia, ma per permettere all’Italia di salvarsi da se stessa”, leggiamo nell’editoriale fogliesco: magistrale doppio salto carpiato che ricorda il chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese, ovvero per SuperMario, di kennediana memoria. Sottoscriviamo, a patto che dopo averci un po’ deluso con i ministri che non sembrano tutti “di alto profilo”, oggi in Parlamento il premier pronunci, come leggiamo, un discorso breve ma di “ampio respiro”. E che sia soprattutto provvisto di una “visione”. Quando c’era Conte ci avete sbomballato che era privo di visione e adesso alla visione no non ci rinuncio.

18 replies

  1. Una cosa che non riesco a capire : sto gran genio che presto ci leverà di mezzo la pandemia senza chiudere niente , che spenderà i soldi del recovery fund nel modo più strepitoso e nel minor tempo, che metterà d’accordo capre e cavoli; ebbene fra appena 11 mesi lo elegiamo presidente della repubblica facendo a meno dei suoi servigi ? E dove lo troveremo un altro da mettere al posto suo con le stesse virtù e poteri sovraumani ?

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    • Mi facevo la stessa domanda: quando hai un Fenomeno di cotanto rango perché mai rinunciarvi dopo solo un anno?
      Chiaro che uno con le sue qualità risolverà tutto in pochi mesi e dopo potrà oziare beato, ma perché non pensare a un doppio ruolo di Presidente della Repubblica e del Consiglio? E magari pure di Camera e Senato così che le prime 4 cariche del Paese saranno in mani sublimi, eccellenti, divine!

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  2. Crimi riunisce i colonnelli di Palazzo Madama a cena: “Rafforziamo l’alleanza con Pd e Leu”. Poi avverte: “Draghi non ammette i nostri malumori”.
    Di Maio teme la Taverna. Buffagni critica il capo politico grillino e manda messaggi in bottiglia a Giorgetti per restare al Mise.

    Siccome la situazione è sempre grave, quando si parla della dialettica interna al M5s, ma si ferma sempre parecchi passi prima di farsi seria, ecco che a ora di pranzo salta fuori pure il nome di Antonio Ingroia.
    “Sono in corso degli approfondimenti, ma è ancora prematuro”, dice Bianca Laura Granato, senatrice calabrese già risoluta a mollare il M5s: “Io mercoledì voterò No”.
    Pare che il contatto sia avvenuto. Solo che per costituirlo davvero, questo fantomatico gruppo di fuoriusciti, bisogna avere almeno dieci membri, e utilizzare un simbolo che si sia presentato alle elezioni del 2018: come quello della “Lista del popolo”, dell’ex pm, appunto.
    “In effetti è difficile capire quanti saremo a votare contro, perché in questo caso fino all’ultimo minuto potranno esserci ripensamenti”, dice Elena Botto, senatrice ligure pure lei orientata sul No, ma con la ferma intenzione di restare nel M5s. “Per questo chiedo a Vito Crimi di lasciare libertà di coscienza sul voto di mercoledì”.
    E d’altronde, dopo il post in cui Davide Casaleggio ha invitato i gruppi parlamentari ad astenersi, è tutto lecito.
    E così c’è chi, come fa Mattia Crucioli, non ammette incertezze: “Io mi sento già un esponente dell’opposizione”.
    E chi, pur non nascondendo perplessità, si dice attendista. “Molto dipenderà dal discorso che Mario Draghi terrà in Aula”, dice Laura Bottici.

    CHE BANDA…

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    • @cesare….,
      la “il fogliesco”, citato nell’articolo, lo ha detto: non é il dragun che ci deve salvare…! siamo noi che ci dobbiamo salvare da noi stessi…!!!
      mica fesso l’amico del giaguaro… e cane non da guardia ma al guinzaglio del parun co li braghe bianche che, quando si ricorda, gli butta, ai piedi del tavolo dove gozzoviglia, i croccantini…!!!

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  3. CHE BANDA…allo sbando
    sembra il si salvi chi può, l’8 settembre dei 5S.
    se qualcuno di autorevole (Conte?, no, pensa a qualcosa di diverso) non si alza e indica la via, questi non si ripigliano più.

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  4. “Va arrestato”. Anzi no. Così Sibilia (M5s) ha rimosso i tweet contro Draghi, sperando in una poltrona.

    In un paese senza memoria politica, c’è chi per entrare a far parte del governo Draghi ha pensato bene di cancellare le tracce: ripulire i propri social network nel tentativo di non far riemergere un passato imbarazzante.

    Un caso emblematico è quello del grillino Carlo Sibilia, sottosegretario uscente all’Interno, che ha rimosso dai propri profili i post in cui accusava l’allora presidente della Bce di essere un criminale (“bankster”) che “andrebbe arrestato”. PARLAVA COME PAPPAGONE, che quando era direttore della Padana non scrisse una parola sulla bancarotta della banca leghista Credieuronord.

    Sibilia, noto per ritenere “una farsa” lo sbarco dell’uomo sulla Luna (e probabilmente per questo messo dal M5s a occuparsi di sicurezza al Viminale), mentre il partito era lacerato al suo interno e ancora tentava di difendere Giuseppe Conte e la possibilità di un suo terzo governo, è stato uno dei primi ad aprire a un esecutivo guidato da Mario Draghi già il giorno dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli aveva conferito l’incarico: “Sono contento che si stiano creando le condizioni migliori per poter interloquire al meglio e senza pregiudizi con Draghi al fine di formare un governo politico, nel solco della responsabilità indicata dal presidente della Repubblica – ha scritto Sibilia il 4 febbraio su Facebook –.
    Alle sue parole, il M5s risponde come è nel suo stile fin dagli albori: con il contributo di idee, che sono sempre per noi prioritarie rispetto ai nomi”.

    Una dichiarazione di scuola democristiana che pare aver appreso la grande lezione di Arnaldo Forlani, ma molto distante dal linguaggio usato dallo scapigliato deputato grillino delle origini: “Draghi: ‘Stati Ue cedano sovranità su riforme strutturali’, come diceva l’ottimo Beppe Grillo: Vaffanculo!”, scriveva Sibilia in un tweet del 7 agosto del 2014.
    Chi volesse cercare ora quel tweet non lo troverebbe: Sibilia lo ha cancellato insieme a tanti altri tweet compromettenti per evitare che qualche giornalista li tirasse fuori durante le trattative per la scelta di sottosegretari e viceministri.
    Ma, immaginando che Sibilia avrebbe potuto avviare i lavori di ripulitura dei profili, avevo provveduto a fare uno screenshot di questi e altri tweet contro Draghi.

    Il 15 febbraio 2017, con tanto di selfie con l’autorizzazione con cui l’allora governatore della Banca d’Italia aveva autorizzato dieci anni prima l’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena, Sibilia accusa Draghi di essere un “bankster” (crasi di banker e gangster): “E’ stato Draghi nel 2008 a ‘mettere Mps su un piano inclinato’. Oggi gli italiani pagano 8 miliardi per i suoi errori. #bankster”.
    L’accusa di essere un criminale finanziario non era solo metaforica visto che quattro giorni prima, l’11 febbraio 2017, l’onorevole Sibilia invocava le manette per Draghi, rilanciando un articolo in cui si parlava del figlio del presidente della Bce: “Piccoli #bankster crescono. Draghi ha dato il via al crack Mps che oggi paghiamo noi 20 miliardi. Andrebbe arrestato” (i miliardi asseritamente fatti pagare ai contribuenti per colpa di Draghi scendono da 20 a 8 in soli quattro giorni).
    Erano garanzie statali in realtà e non versamenti di liquidità in conto capitale.

    La volontà di spedire Mario Draghi in galera non era un semplice sfogo, seppure grave, di un parlamentare populista sui social network.
    Era una convinzione che Sibilia aveva maturato insieme a colleghi di partito di pari livello come Claudio Cominardi, Paolo Bernini e l’uscente sottosegretario al Mef Alessio Villarosa, che ritenevano Draghi un “cospiratore” contro le istituzioni democratiche.
    Il trust di cervelli del M5s presentò il 14 luglio 2014, presso la Procura di Roma, una denuncia “contro la finanza stragista” a carico “dei presunti cospiratori appartenenti al Gruppo Bilderberg, tra cui Monti, Draghi, Van Rompuy, Barroso e compagnia brutta, per la presunta violazione della Legge Anselmi” (che punisce le associazioni segrete che perseguono fini illeciti).
    Erano gli anni in cui Sibilia, armato di telecamerina, si presentava a tutte le riunioni del “Bilderberg” in cui a suo dire si decidevano le sorti del mondo. Sibilia e soci chiesero anche l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sull’attività Bilderberg e del Gruppo dei Trenta (di cui Draghi fa parte) per indagare sul “complotto del 2011” ai danni dell’Italia.

    Tutta acqua passata. Ora, per tentare di entrare nel governo guidato da quello che accusava di essere un criminale (“bankster” e “cospiratore”), Sibilia cancella il suo passato.
    MA LA RETE NON DIMENTICA.

    CHE SQUALLIDO OPPORTUNISTA. E CHE IGNORANTONE.

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  5. Ma Mario ha parlato 53 minuti???
    Ah ah ah! Repubblica stanotte con tutti i suoi editorialisti si è sdilinquita sul discorso breve, asciutto max 20/30 minuti, come nel suo stile.

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  6. La democrazia dal basso. Anzi dai bassifondi.
    Senza una formazione solida, senza un’esperienza di progressiva crescita nelle istituzioni come avviene in partiti più strutturati e Radicati nel territorio, con passaggi nei comuni e regioni, sono stati mandati allo sbaraglio degli emeriti signor nessuno, che se la sono parzialmente cavata nel caso avessero avuto una cultura e una formazione di base adeguata.
    Ma nella maggior parte dei casi si sono dimostrati dei cialtroni, degli opportunisti, dei beneficiati dal fato inadeguati e Incapaci di passare dalla protesta, puntare il dito e strepitare, alla proposta, cioè allo studio del contesto per apportare le migliori soluzioni dopo aver soppesato costi e benefici.

    Esperienze che, per velleitario ed ignoranza, non hanno tenuto conto di analoghe esperienze passate come quella dell’Uomo Qualunque nell’immediato dopoguerra.
    O questo partito si struttura, formando chi volesse ricoprire cariche pubbliche con corsi online per esempio, TENENDO FERMO il limite dei due mandati (Che è già stato ripudiato), che introducesse L’OBBLIGO di passare negli enti locali prima di approdare a Roma, oppure non ne resterà che il ricordo.

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    • Sono d’accordo sulla lettura generale e sulla soluzione di partire dal basso, ma non capisco come si possa conciliare il tutto con due mandati.

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    • Non ho saputo che qualcuno dei 5 stelle sia stato arrestato per ruberie o altro.Forse questa mancanza è un disonore?come nel pd?e si senza cultura e senza formazione adeguata e senza esempi da seguire per rubare e fottere il prossimo è dura essere delinquenti,e che ci stanno a fare sti incompetenti in materia di ruba ruba in parlamento e al governo??se sono incapaci di rubare n casa d’altri vadano a casa a rubare almeno rubino almeno in casa loro.

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    • Il limite dei due mandati era stata una delle ragioni fondative del M5S.
      Chi ha stabilito che gli attuali eletti siano i migliori?
      Io vedo la maggior parte di loro come arrampicatori sociali, ambiziosi ma ignoranti. Con un approccio perennemente superficiale e utopistico, se non pancista, alle materie a cui sono stati delegati di occuparsi.
      Se cominciassi a postare i video di alcune performance sgrammaticate e senza senso, che si trovano su youtube farei notte.

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      • Ma non mi riferisco agli attuali o alla stragrande maggioranza di essi. Parlo del progetto futuro, quello che tu stesso hai indicato, di crescita partendo dal basso.
        Queste regole così rigide mi sembrano una delle trappole in cui si strozzano da soli. Anche perché se tutti quelli che hanno cominciato nel 2013 lasciassero nel 2023, che fanno? Ricominciano?

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  7. tanto per far capire che anche da prof, Conte non avrà vita facile con questa stampa

    “Comunque, pur non essendo un grande oratore, ha detto più cose concrete Draghi in 52 minuti che Conte in due anni e mezzo.”
    cronaca di Cazzullo dal Senato

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    • Evviva i tanti Cazzulli d’Italia !!!! Brrrr !!!! ( per la gioia dei cazzari vari)

      tanto per far capire che un probabile fronte alternativo alla destra di Meloni, Salvini, Berlusconi e ci metto pure Renzi,
      Calenda, Bonino non la vuole nessuno , tranne i poveri illusi di PD (derenzianizzati) LEU ,Bersani in testa e una parte del M5S
      Conte in testa
      Alle prossime elezioni e ai poveri illusi che volevano (volevamo) cambiare Italia

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