I “migliori” e la sindrome Baci Perugina

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ieri, nel corso di un tg, siamo rimasti con la forchetta a mezz’aria alla comparsa di un molto piccato presidente ligure Giovanni Toti che bacchettava il premier Mario Draghi e il ministro Speranza rei di non avere autorizzato l’apertura degli impianti sciistici, causa Covid perdurante. Eh così non va, agitava il ditino costui, che nell’assembramento da unità nazionale si ritiene, e giustamente, in diritto di dire la sua in quanto leader di Cambiamo! (con il punto esclamativo), partito a mezza pensione extra a parte (ma con più voti di Italia Viva). Perché il bello di questo nuovo, fervido clima da assemblea condominiale è che tutti, proprio tutti (a eccezione di Meloni e Di Battista) hanno diritto di rimostranza, e di veto, purché in possesso dei millesimi.

Infatti, il noto virologo Matteo Salvini chiede la sostituzione in blocco del Cts e pretende “un cambio di passo” pensando forse che il governo sia la sua personale palestra. Infatti, i gestori della Piana di Vigezzo, in alta Ossola hanno riaperto lo stesso le seggiovie sensibili al richiamo della comune responsabilità, quella del facciamo come cazzo ci pare. Tutto merito di quella falsa coscienza che si forma sulla pomposa e vuota retorica delle apparenze e del sentito dire. Il querulo richiamo, per esempio, allo spirito del Cln quando non occorre la cattedra di Storia Moderna per sapere che furono quelli tempi di scontro e di intrighi, che portarono alla defenestrazione di Ferruccio Parri, poi alla guerra frontale De Gasperi-Togliatti, e infine al regime democristiano. Certo, furono anche gli anni del modello di sviluppo, che diventò la base del decollo industriale degli anni Cinquanta. E del successivo boom economico accompagnato tuttavia dall’arretratezza cronica e mai superata della macchina statale, dalla grave insufficienza delle infrastrutture civili, dal persistente, drammatico squilibrio tra Nord e Sud. Per non parlare del “governo dei migliori”, annunciato dalla festosa grancassa dell’informazione unica e risoltosi, come nella norma, con qualche ministro migliore, molti peggiori e alcuni così così. Anche nei Baci Perugina c’è scritto che le grandi aspettative sono il preludio delle grandi delusioni e non si vede per quale motivo, davanti alle pretese di sei o sette tra partiti, partitini e dépendance si dovesse accantonare il prezioso manuale Cencelli. Quanto alla deludente presenza femminile nell’esecutivo, urge una domandina: ma secondo l’articolo 92 della Costituzione i ministri, e dunque le ministre non sono di nomina del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio? O abbiamo letto male?

6 replies

    • Eddai, Padellaro ha 74 anni
      aveva 20anni nel 66, non se lo ricorda manco più com’è il DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE o neanche c’era

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  1. Penso e sempre pensato che il nostro Presidente della Repubblica è una persona inatuale alle condizioni che il Paese sta passando.
    Ricordo da chi principalmente è stato proposto. Non certo sceglieva chi poteva manifestare maggior vigore costituzionale al degrado politico.
    La conferma ne è questo governo, nonostante la figura autorevole riconosciuta, lo stanno pisciando in testa.

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  2. SALVINI COME BRACHETTI. Viviana Vivarelli.

    Forse qualche leghista non si è accorto che la Lega ha buttato al cesso tutto il suo programma e si è trasformata nel suo contrario.
    Dopo aver chiesto solo la Padania,ora sono tutti ‘patrioti’ .
    Dopo aver osannato Putin, via ad osannare Trump e ora Salvini ‘anema e core’ con Biden (basta cambiare mascherina).
    Dopo aver inneggiato a Odino e al dio Po, ecco la Madonna di Medjugorje e il rosario e ora stravede per Mammona (dio del lucro).
    Dopo aver schifato il Sud e sputato sui meridionali ora dichiara che ‘siamo tutti Italiani? (che fine ha fatto la secessione?)
    Dopo aver attaccato la mafia con Bossi, ora prende i voti da mafia e ‘ndrangheta senza scrupolo alcuno (dopo tutto i voti sono come la pecunia, non olent).
    Dopo essersi legato di nuovo a Berlusconi (lo stesso che Bossi in piazza chiamava mafioso) Salvini vota differentemente da lui in ogni occasione.
    Dopo essesi venduto come populista, ora gli è spuntata un’anima bocconiana e ripete a pappagallo quello che gli dice Giorgetti.
    Con Draghi, la Lega ha smesso di colpo di essere anche euroscettica. Non è più sovranista ma europeista. Non vuole più l’Italexit ma accetta tutto quello che impone Draghi e lo fa, pensate un po’, “senza condizioni” !?
    Non chiede più la flat tax
    e, in quanto ai migranti, siccome Draghi ha detto che “dobbiamo accoglierli”, Salvini ha prontamente risposto che è completamente d’accordo, “Bisogna accoglierli tutti!”… al punto che Mentana ha avuto la faccia di dire che “non è vero che Salvini sia mai stato contro i migranti” (Ma non voleva prendere i barconi a cannonate??)
    La Lega è cambiata talmente che se la Lega di oggi incontra la Lega di ieri, si annichilisce, come il neutrone che incontra l’antineutrone.
    Dunque oggi la Lega non vuole più il Viminale. E magari farà un comitato di accoglienza alla Carola Rackete.
    Del resto Draghi ha riconfermato la Lamorgese che era un prefetto, dunque un tecnico, però scelto dal M5S.
    Viva il dado Draghi, dove tutto fa brodo!
    E bona lì.
    Nemmeno un camaleonte può eguagliare il trasformismo di Salvini, che è meglio di Brachetti, che cambia il vestito (la felpa) secondo come gira il vento. Tanto i suoi elettori non capiscono una mona e lo votano lo stesso. Votano solo gli sghei e per gli sghei ogni vestito è buono, anche fatto di carta igienica.

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    • Hai ragione ma i tempi sono duri e si deve pur campare! La politica offre opportunità fantastiche a chi riesce a vendere aria!

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  3. Ed il credinetti come usa al FATTO dal direttore Travaglio Fido Coniglio a tutta la compagnia da vaudeville usa strumentalmente gli argomenti a seconda di come gli fanno comodo di volta in volta…Dunque adesso la colpa della mancanza di donne non è dei partiti che presentano le relative rose di candidati come è sempre stato ma dell’art,lo tot della Costituzione…Come direbbe la mai troppo rimpianta Mondaini, Uffa che noia, che barba, che noia….

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