Non facciamoci illusioni su Draghi

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Quando nove anni fa fui tra i fondatori di questo giornale, spiegai che non avendo padrini e nemmeno padroni saremmo riusciti a non chiudere dopo sei mesi a una sola condizione: raccontare con coraggio la verità, anche quando tutto il sistema rema da un’altra parte e si resta soli, o quasi, a navigare controcorrente. I poteri forti stavano da un lato e La Notizia sarebbe stata dall’altro. Perciò in quell’epoca mai avrei immaginato di pormi il quesito se sostenere o meno Mario Draghi alla guida di un Governo.

Dopo aver denunciato giorno per giorno i privilegi dell’unica casta più vorace di quella dei politici, ho sempre avuto chiaro che molti dei Gruppi economici miracolati di questo Paese devono tutto alle privatizzazioni selvagge degli anni ‘90, con un esempio per tutti: il regalo delle concessioni autostradali ai Benetton. Quindi non c’era discussione su uno dei maggiori registi di quella stagione, quel Draghi che oggi la grande stampa ci presenta come l’uomo della Provvidenza (sì, quella dei loro editori). La situazione, si dirà, oggi è drammatica e se il Presidente del Consiglio incaricato fallisse si andrebbe ad elezioni con tutte le controindicazioni correttamente elencate dal Capo dello Stato.

Ma per quante garanzie possa dare, anche inserendo nel suo Esecutivo dei ministri politici, o esibendo le novità del nuovo corso (dal salvataggio dell’euro dopo aver fatto espropriare metà della Grecia sino al più recente riconoscimento che “il debito può non essere cattivo”) Draghi sarà sempre Draghi. E per questo ha il credito nell’alta finanza internazionale che sappiamo, e piace da morire ai padroni del vapore, con i partiti più sensibili al richiamo dell’establishment – Forza Italia, Pd e Renzi – subito corsi a baciare la pantofola, seguiti da Salvini accodato alla linea di Giorgetti. Chi apparentemente non ha deciso sono solo Cinque Stelle, che hanno posto delle condizioni per le quali Draghi dovrebbe fingersi Conte, a questo punto fatto fuori da Palazzo Chigi non si sa per quale motivo.

Ma che resti o no qualcuna delle bandiere del Movimento – magari ancora per qualche tempo il Reddito di Cittadinanza o la riforma della prescrizione – con Draghi premier queste conquiste presto spariranno, e comunque non ce ne saranno di nuove. Dargli la fiducia, inoltre, consentirebbe alla Lega di mettersi all’opposizione, lucrando con la Meloni i vantaggi elettorali al termine di un Governo che inevitabilmente avrà molto in comune con quello di Monti. Il Movimento però abbiamo visto più volte quanto sa bruciare il suo consenso. E con questo vizio pare che non sappia smettere.

14 replies

  1. Io vorrei capire solo una cosa Pedullà.
    Cosa caxxo vai a fare in quelle trasmissioni di💩💩💩💩💩💩 su Retequattro?
    Raccogli solo pernacchie in studio e insulti sui social.
    SE NON TE NE FOSSI ACCORTO IL POPOLO E’ IGNORANTE. E NON VA CONVINTO COME FAI TU.
    Mio parere spassionato, SEI CONTROPRODUCENTE.ai fini del consenso.

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    • È vero. Pure oggi si Rai2 a ore 14 tal Ruggeri e Morelli sghignazzavani quando hai detto che Crimi era un tuo abbonato. Ah c’ha pure un abbonato!

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  2. Tanto quanto te! Pedulla è un giornalista onesto , se farsi sfanculare è la prassi , non toglie la faccia ! Andate a sfogarvi da mt!!tanto siete tutti li!!

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  3. Già solo il fatto che i media unificati facciano marketing a tappeto a suo favore ci dice chi è quest’uomo.
    E più lo sbiancano e più vuol dire che è scuro.

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  4. Cossiga il presidente picconatore definiva Mario Draghi “Un vile affarista svenditore dell’industria pubblica”. Certo, questo qualcosa vuol dire…

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  5. Caro Pedullà, lei sa di essere uno dei pochi giornalisti stimabili , almeno in questo sito, tra tanti pennuti pennivendoli. Ma stavolta non sono d’accordo. Il più importante contingente di parlamentari che sta all’opposizione imprecando mentre il governo dei “migliori” (lol) smantella pezzo a pezzo il molto di buono che è stato fatto dal 4 marzo mi sembra una immagine patetica. Proviamo prima di tutto ad avere una influenza determinante in questo governo in fieri. Se la manovra fallisce, e non è detto che fallisca, cerchiamo di silurarlo per un ritorno al governo giallorosso o per avviarci alle elezioni. Se finalmente Mario Draghi è disposto a governare ossequiando i desiderata della banda Bassotti confederata….beh c’è poco da fare. Ma proviamo a non arrivare a questo passo indietro tragico. Non credo che il M5S abdicherebbe alla propria dignità ne che tradirebbe il mandato dei suoi elettori

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  6. Consultazioni, Unterberger (Autonomie): “In Germania Draghi ha la fama di essere più tedesco dei tedeschi”
    o scarso quoziente o le piace raccontare le barzellette

    peccato che i tedeschi anche quando truffano, ingannano e imbrogliano , lo fanno in grande
    a cominciare da Federico II di Prussia quando ingannò l’Austria e si prese con la forza la Slesia, quando Bismark falsificò un telegrama e fece la guerra a Napoleone III e si prese l’Alsazia e la Lorena causando il revanscismo francese ecc ecc fino ai nostri tempi con lo scandalo della manipolazione del Euribor, scandalo emissioni e le Sparkasse salvate ripetutamente con soldi dello stato, malgrado sia vietato dalle regole europee

    se Draghi è più tedesco dei tedeschi: MUTANDE DI GHISA RAGAZZI

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    • E i sud Tirolesi son più tedeschi di Draghi allora.
      Quante porcate con tutto il denaro che gli spetta dallo Statuto speciale di autonomia.
      Banche e clientelismo attraverso la Provincia autonoma. mucca da mungere che altre regioni se la sognano.

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  7. NON MI FIDO
    non mi fido di DRAGHI sulla via dell’economia sociale, va contro 50anni di carriera e delle sue relazioni
    non mi fido a causa di tutti questi osanna da parte dei poteri economici
    non mi fido a causa della bava che amette il MEDIUM UNICO
    non mi fido a causa delle sue richieste perentorie al governo italiano e non al parlamento mai sconfessate:

    1) tagli ddelle pensioni e riduzione stipendi pubbliciducendo gli stipendi del pubblico impiego.
    2) clausola di riduzione automatica del deficit con l’introduzione della clausola di salvaguardia (aumento automatico IVA)
    3) privatizzazione servizi pubblici
    4)patto di stabilità che ha strozzato anche le regioni e comuni virtuosi
    5) introduzione di imprese private ed esternalizzazione di servizi nella sanità, nella scuola, e nei tribunali
    6) abolizione delle provincie
    7) inserimento nella Costituzione di questi provvedimenti

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    • C’è solo un momento in cui gli si può dire no e quel momento è ora. Non si può entrare per poi scoprire che non si è d’accordo con le sue scelte e negare il voto: si farebbe onestamente e in coscienza quello che il bomba ha fatto per spregevole calcolo nell’interesse personale. La differenza non solo non verrebbe compresa, ma sarebbe persino sepolta da migliaia di bugie quotidiane della stampa non indipendente.

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