Luoghi comuni e sciocchezze che dilagano sul vino

(Cristiana Lauro) – Capita spesso che l’apertura di una bottiglia di vino venga presa per un gesto figo e manchi di rispetto al valore sacrosanto di quel bendidio. Mi rendo conto che ristoranti, wine bar, mescite e via dicendo, siano un lontano ricordo (porca paletta, il settore è davvero alla canna del gas), ma quanta maleducazione avete visto in giro – anche a casa di amici o in  altre situazioni conviviali – rispetto all’apertura e al servizio del vino?

Basti pensare alla quantità di luoghi comuni e sciocchezze che dilagano sul vino raccontato. Volan di bocca in bocca ed è un attimo che si traducano in gesti che sedimentano, calcificano e incancreniscono. Dopodiché ci vogliono generazioni per levarseli dai piedi!

Signore e signori, la maleducazione è servita! Buttate un occhio a questa carrellata di orrori del vino.

– Servire vini spumanti col pollice infilato nel fondo concavo della bottiglia è tremendo! Quel culo di bottiglia serve ad altro e lo sanno bene i produttori.

– Stappare spumanti e champagne facendo il botto è da burini, sciabolando da truzzoni, con la carta di credito è da arresto in gatta buia! (Giuro che qualcuno lo fa, divertitevi su internet!)

– Infilarsi nel naso l’intero tappo del vino, al fine di verificare che non presenti difetti, fa schifo quanto fare il baciamano a una signora appiccicando le labbra e lasciando una striscia da lumaca.

– La bottiglia di vino finita al ristorante non si ribalta nel secchiello, è una cafonata tremenda. I camerieri si accorgono da soli quando è il momento di chiedervi se ne gradite un’altra. Altrimenti fanno bene a cambiare mestiere.

– Roteare il vino nel bicchiere è utile per farlo ossigenare. Non ho detto frullare, ma semplicemente roteare. Nel frattempo abbiate cura delle camicie dei commensali.

– La Flûte è passata di moda, ma bere Prosecco nel calice da Borgogna è ridicolo.

– Non giocate a mosca cieca col vino perché in assaggio coperto anche i grandi esperti prendono toppe clamorose.

Potrei andare avanti per ore, ma mi fermo su un’ultima raccomandazione:

– non tutti i vini con le bolle sono dei Prosecco. E, comunque sia, smettete di chiamarlo prosecchino!

Categorie:Cronaca, Interno, Vino

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20 replies

  1. doveva scrivere (porca paletta, il settore sta’ davvero cucciando i graspi)
    ma cosa? parla di vino o di Nord Stream 2?
    “Servire vini spumanti col pollice infilato nel fondo concavo” questi sono i problemi del mondo
    “Infilarsi nel naso l’intero tappo del vino” ci riseci se di nome fai Dumbo
    le suggerirei la vanga da filare e un paio di stivali con annessi guanti
    al fine di togliersi dai miei zebedei con queste “armi di distrazione per le masse”

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  2. Condivido pienamente il commento, vorrei aggiungere che non dà una spiegazione,una sul perché non si debbano fare alcune operazioni.

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    • È un articolo che ho firmato su una nota testata giornalistica che si chiama Dagospia. Non era la sede per dare alcuna spiegazione perché, come immagino saprai, ci sono battute limitate e temi da sviluppare secondo indicazioni. E comunque per gli approfondimenti ci sono sempre miei libri che trovi su Amazon o nelle migliori librerie. Li scrivo apposta😃😘

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  3. EVVIVA! Era ora che qualcuno lo dicesse:
    La bottiglia di vino finita al ristorante non si ribalta nel secchiello, è una cafonata tremenda. I camerieri si accorgono da soli quando è il momento di chiedervi se ne gradite un’altra. Altrimenti fanno bene a cambiare mestiere.

    Anche a me la parola “prosecchino” fa schifo e poi se posso scegliere bevo champagne o in alternativa franciacorta, benché a parita di costo lo champagne è meglio.

    Anni fa ho fatto una degustazione a doppio cieco con alcuni amici tra cui un somellier professionale. C’erano 5 vini di taglio bordolese (tre Saint Emillion e due italiani) e un intruso supertuscany di diverse annate. Il somellier ha accoppiato correttamente tutti e sei i bicchieri al tipo e all’anno e mi anche detto che i Bordeaux erano “rive gauche” prima che mostrassi le bottiglie.

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    • Hai veramente dei grossi problemi da risolvere, Angeluccio caro, nella tua esistenza: meno male che adesso uno dei più importanti (resta quello di come il Bomba comunicherebbe con gli arabi…) è stato risolto. Sono felice per te: so’ soddisfazioni!

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      • Non eri tu quello che diceva che non dobbiamo farci distruggere la vita dal problema della pandemia? Ci sono dei piaceri della vita e per quanto possibile ne voglio approfittare: il buon bere e il buon mangiare sono tra quelli e per fortuna non mettono a rischio di prendersi il covid.

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    • L’alcol etilico o etanolo (CH3CH2OH) non è un alimento ma una sostanza tossica e pertanto i prodotti che lo contengono non dovrebbero essere introdotti nell’organismo.
      Il fegato riesce a convertirlo in acidi grassi solo grazie al fatto che l’evoluzione ha dovuto “provvedere” all’inavvertita assunzione di frutta fermentata (marcia). Tralascio gli effetti psicotropi ben noti e la tossicodipendenza che può indurre, culturalmente “tollerata” nella nostra società a differenza di altre dipendenze meno diffuse.

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      • Sono d’accordo con te. Non sopporto chi esagera per “diventare allegro”, ma purtroppo il vino che lo contiene è una delle bevande migliori in assoluti al mio palato. Io ne faccio un uso veramente basso, prediligendo la qualità alla quantità. Se esistesse un vino analcolico con le stesse caratteristiche organolettiche sarei uno degli uomini più felici del mondo. Chissà, magari un giorno… con le birre in qualche rarissimo caso sono riusciti a ottenere prodotti più che decenti.

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      • Come ben saprai Angelo, occorre introdurre nel nostro organismo almeno due litri d’acqua al giorno. Io bevo solo acqua, tisane, the verde e spremute di frutta… con la Coca Cola e bevande simili si può, al massimo, sturare i lavandini. In un solo caso pratico un’eccezione, quando prepariamo quel tipico piatto della cucina piemontese che è la “Bagna càuda”… la quale deve essere “obbligatoriamente” accompagnata con del vino rosso (con questa “robusta” specialità è quasi impossibile bere acqua).

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  4. Con il tavernello come ci si deve comportare?….Si sa la forma vale come la sostanza.Almeno i “poveracci” di sicuro non si mettono i tappi nel naso(tanti l’anello) và bène .Le dita a volte ….ma questo è un altro “particolare” .Interessante disamina del vino.Scommetto che Cristiana Lauro non sa neanche da che perte inizia la vita della vite.Avevate le carte e le avete buttate nel c…altro che salvini si rivotava e potevate cambiare tutto. Evidente che non stava nei vostri interessi…adesso sono razzi vostri, altro che prendere per il c..o .La vita è sempre stata imprevedibile.Solo i somari non lo sanno. Si pianifica e poi va tutto per il verso contrario come sempre o quasi….Auguri.P.s (Si può dire che a volte la vita fà veramente schifo).E che si può incontrare gente “orribile” (veramente) del tipo tappo nel naso e carta di credito vero .: d.Tutto un dispiacere

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  5. Facendo altro, ho riflettuto su queste parole:Hai veramente dei grossi problemi da risolvere, Angeluccio caro, nella tua esistenza.Ha,ha.ha.IO?Ha,ha.ha Ciao, gatto.

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  6. Un’altra cosa terribile da vedere e lo fa la maggior parte delle persone, è quella di prendere il calice non dallo stelo, ma dalla coppa. A parte le inevitabili e antiestetiche ditate sul cristallo o sul vetro, ma così si altera la temperatura di servizio del vino.

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