Napoli: devono passare dieci anni per i nuovi odonimi!

Nella toponomastica cittadina l’eccezione non diventi la regola

         ” In questi giorni – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – circola sui social l’ennesima richiesta all’amministrazione comunale partenopea d’intitolare una  strada o una piazza a una persona deceduta da meno di dieci anni “.

            ” Nel caso specifico – puntualizza Capodanno – si tratta di un giornalista, Luigi Necco, che nel 1997 fu anche eletto consigliere comunale a Napoli nel partito dei democratici di sinistra, morto nel marzo del 2018,  dunque meno di tre anni fa, al quale si vorrebbe intitolare uno slargo al Vomero, quartiere nel quale visse negli ultimi anni della sua vita, situato nei pressi di piazza Leonardo, come si legge nella richiesta già sottoscritta da diverse persone “.

            ” Si ripropone dunque – sottolinea Capodanno -, come già avvenuto in altre analoghe occasioni, la necessità di richiamare quanto al riguardo disposto dalle vigenti normative. Va ricordato infatti che la legge n. 1188/1927, la quale regola la materia, prescrive che l’intitolazione di nuove strade e piazze pubbliche, la variazione del nome di quelle già esistenti, nonché l’approvazione di targhe e monumenti commemorativi a persone decedute da meno di dieci anni, è consentita, a norma dell’art. 4, da parte del Ministero dell’Interno, in deroga al divieto posto dagli artt. 2 e 3, “in casi  eccezionali,  quando  si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione” “.

            ” Successivamente – ricorda Capodanno -, con circolare n. 18 del 29 settembre 1992, dal Ministero dell’Interno sono state anche indicate le direttive alle Prefetture, titolari del succitato potere di autorizzazione a decorrere dal 1° gennaio 1993, circa il rilascio delle autorizzazioni per intitolazioni di vie, piazze, monumenti e lapidi, scuole ed aule scolastiche o altri luoghi pubblici a persone che siano decedute da meno di dieci anni.

            Capodanno auspica che, sulla toponomastica cittadina, materia che sovente negli ultimi tempi nel capoluogo partenopeo è salita alla ribalta delle cronache, si manifesti la massima attenzione da parte della Prefettura e del Ministero competente affinché a Napoli l’eccezione non diventi la regola.