I rimborsi (senza controlli) al Sole 24 Ore: c’è pure il ferro da stiro

(di Marco Franchi – Il Fatto Quotidiano) – Persino l’acquisto di un ferro da stiro costato 70 euro. D’altronde il Sole 24 Ore gli rimborsava di tutto senza controlli, anche quando mancavano le pezze d’appoggio o quando gli acquisti erano fuori da ogni logica e dalle regole aziendali. Nei sei anni di direzione, Roberto Napoletano non si è fatto mancare niente: oltre allo stipendio annuale da 750 mila euro, dal 2011 al 2016 il giornale di Confindustria gli ha pagato a vario titolo un altro milione 872 mila euro, oltre 300 mila l’anno. La favolosa nota spese emerge tra centinaia di documenti depositati il 16 gennaio al Tribunale di Milano dalla Consob, parte civile nel processo contro Napoletano per false informazioni al mercato. Il giornalista è accusato di esser stato amministratore di fatto della società quotata e di aver contribuito a diffondere dati falsi insieme all’ex presidente Benito Benedini e all’ex Ad Donatella Treu, che hanno già patteggiato. Ma dai 150 gigabyte delle carte di Consob emergono anche altri dettagli degli anni folli del Sole.

Le spese di Napoletano/1.Dall’assunzione dell’11 marzo 2011 alla sua messa in aspettativa del 13 marzo 2017, Napoletano ha fatto spese leggendarie. Quelle del biennio 2015-2016 sono state analizzate su richiesta del Sole dalla società PriceWaterHouse Cooper in un audit, datato 21 giugno 2017, chiamato “project Sunrise”. Casa in affitto in via Monti a Milano, comprese spese di pulizia, condominiali e bollette: 467mila euro. Due Mercedes classe E 220 con autista, una a Milano e una a Roma, che curiosamente talvolta venivano usate in contemporanea: 1 milione 370 mila euro dal 2011 al 2016. Altre due auto personali, una Audi S3 e una Bmw serie 2 decappottabile di cui non si conosce il nome dell’utilizzatore: 20.500 euro nel 2015-16. Centinaia di viaggi in aereo e treno in Italia e all’estero, sempre in business class, e poi hotel, ristoranti, libri.

Le spese “anomale”/2L’audit indica spese “anomale” per 298 mila euro: 7.367 euro per richieste di rimborso non conformi alle procedure; 9.199 per spese con carta di credito aziendale senza giustificativi; 47.276 per viaggi in violazione delle procedure; 107.965 euro per beni e servizi previsti, come la casa e le auto, ma oltre i massimali; 65.578 per “beni e servizi non previsti da alcun contratto”, come i 51.600 euro per la pulizia della casa di via Monti a Milano, 12.998 per consegna giornali, 980 per consegna a domicilio dei regali di Natale. Tra le “anomalie” 80 pasti al ristorante (6.267 euro), 471 euro per 17 taxi “senza dettaglio del percorso”. Poi 23.301 euro dal 2013 al 2016 per spese con carta aziendale non rendicontate. Ancora, 3.345 euro in hotel di cui 705 per consumazioni in room service, frigobar, stireria, pay tv. I viaggi di Napoletano sono costati 109.857 euro di cui 47.276 “non in linea con le procedure aziendali”, come i 1.815 euro per tre notti all’hotel Mandarin Oriental di New York. In alcuni casi le prenotazioni arrivavano dall’email privata di Giusy Franzese, cronista economica del Messaggero e moglie di Napoletano. Il direttore si fece rimborsare 152 euro per accessori per iPad, 57 per marche da bollo e tagliandi Area C di Milano, 305 per cancelleria e 14 per biglietti della metro. Oltre ai 70 euro per un ferro da stiro.

La vicenda “Emc”Un altro audit chiesto a Pwc, chiamato “Project Manhattan”, ha riguardato Mario Platero, ex corrispondente del Sole dagli Usa. La società Emc di New York è un’agenzia di informazione fondata nel 1982 e diretta da Platero. Il 15 maggio 2008 il Sole decide di acquistarla per una cifra ignota, ma Emc fu consolidata a bilancio solo nel 2016 con ricavi per 1,11 milioni di euro, spese per il personale di 258mila euro, costi per servizi per 755mila euro e una perdita di 142mila euro. Dal 2010 al 2016 Platero riceveva 132mila dollari l’anno da Emc, tra stipendio, rimborsi e altri bonus. Nel solo 2015 Platero effettuò spese “non inerenti al business di Emc” per 80 mila dollari e altri 40 mila nel 2016. Tra questi 18 mila per iscrizioni a club, 18 mila per l’auto aziendale, 127 mila per acquisti con carta aziendale e viaggi: a Virginia Beach, Antigua, Bahamas, Capalbio, Kerkyra, tutti spesati come “rappresentanza”. In una transazione senza contratto, Emc comprò software per 185mila euro da una società ucraina con sede in Scozia e conti bancari alla Norvik Banka di Riga. Platero ha lasciato il Sole nel 2017 e oggi scrive per Repubblica. Ma Emc non pagava solo lui: nel 2015 Marco Valsania, attuale corrispondente dagli Usa del Sole, è stato pagato 12 mila dollari e sua moglie Jill Goldsmith 24.600 per Italy24 e Review Italy.

La vicenda 24 Ore Cultura

Un terzo audit di Pwc (“Project Athena”) riguarda il buco da 6 milioni nel 2015 della società 24 Ore Cultura gestita da Natalina Costa, uscita nel 2016 e messa sotto azione di responsabilità dal Sole a ottobre 2017. Dalle email tra Costa e Iole Siena, dominus della società Arthemisia che forniva al Sole contenuti e servizi per mostre, emerge che 24 Ore Cultura faceva guadagnare Arthemisia anticipandole le sue quote di co-finanziamento delle mostre sotto forma di anticipi su servizi e curatele. Pwc stimava come “potenziale danno le risorse nette corrisposte ad Arthemisia per 1,8 milioni”. Uscita dal Sole, nel 2018 la Costa appariva a riunioni in rappresentanza di Iole Siena. L’audit analizza la convenzione del Sole con il Comune di Milano per il Museo delle Culture Mudec, priva di business plan e di analisi di redditività. Ma soprattutto l’assunzione datata 20 maggio 2015 come “responsabile web radio Mudec” a 8.572 euro al mese di Raffaella Votino, sorella di Isabella, portavoce dell’allora presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Secondo Pwc, da email tra Isabella Votino e l’allora ad del Sole Donatella Treu emerge “la logica dell’assunzione” con un “iter piuttosto anomalo” “chiaramente funzionale alla manifestazione Expo” e “la possibilità” che Votino “si configuri come un dipendente ‘fantasma’”.

3 replies

  1. Questi bei figuri, oltre ad altri reati di natura privata, probabilmente dovrebbero essere accusati anche di peculato, perché ricordiamoci che Il Sole riceve gli scandalosi contributi statali all’editoria. In altre parole, i lussi di Napolrtano, Platero & cia. li abbiamo pagati noi contribuenti. La parola ai magistrati. E a proposito, i truffatori che hanno patteggiato hanno restituito il maltolto? E chi ha permesso a Napoletano di cadere in piedi, non è alla guida di qualcos’altro da spennare indecorosamente?

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  2. questo è il gionale di Confindustria
    quando i dirigenti ed industriali straparlano di efficienza dei privati, si scordano di dire “efficienza nel truffare”.

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