Il vertice di maggioranza sul Recovery Fund è un incontro da fine campionato

Ieri notte – Dai porti al numero di pagine: lite totale

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Il vertice di maggioranza sul Recovery Fund è un incontro strano, con un’atmosfera da fine campionato. La squadra di Matteo Renzi, nonostante i sondaggi da retrocessione, gioca a perdere. Lo spettacolo – specie per il pubblico pagante, stremato da un anno di pandemia – è davvero modesto.

Riscaldamento. Il fischio d’inizio è venerdì sera alle 18 e 30. Si gioca a porte chiuse, in videoconferenza. A Palazzo Chigi solo alcuni ministri e la delegazione di Liberi e Uguali (Federico Fornaro e Loredana De Petris). Italia Viva diserta in blocco la trasferta: Teresa Bellanova, Maria Elena Boschi e Davide Faraone sono a casa su Zoom. Con Giuseppe Conte ci sono i ministri Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli, Enzo Amendola, Peppe Provenzano e i capi delegazione Dario Franceschini (Pd), Alfonso Bonafede (M5S) e Roberto Speranza (Leu). C’era una volta una maggioranza, ora due squadre: Pd, M5S e Leu in una metà campo, i renziani nell’altra. Ma la partita è condizionata dall’unico assente. Matteo Renzi controlla i suoi giocatori come alla Playstation. Tutti in difesa, si gioca per non far giocare l’altro: prima tocca a Faraone, poi Boschi e Bellanova.

Primo tempo. Il calcio d’inizio è di Conte. Il governo ha distribuito un documento di sintesi sul Recovery Fund di 13 pagine, lo introduce il premier e poi lo illustra punto per punto Gualtieri. Faraone si inserisce come un terzino di altri tempi. Non gli interessa prendere la palla o la caviglia. Mette in mezzo il solito Mes, la cybersecurity, poi i fondi per l’agricoltura e per la famiglia (i due ministeri renziani). Tutto fa legna. Il senatore siciliano lamenta ancora un problema di metodo: “Nel Consiglio dei ministri del 7 dicembre c’era un testo di 130 pagine, perché ora sono diventate 13?”. Risponde Gualtieri: “Non è questa la sede per discutere del testo definitivo. Eravamo tutti d’accordo su una riunione politica, per confrontarci sulle spese e sui saldi finali”. Faraone continua a picchiare e stavolta butta la palla direttamente fuori dallo stadio: “Dove sono i fondi per il Ponte sullo Stretto?”. Gualtieri: “Non ci sono. È un’opera incompatibile col Recovery Fund e con i tempi certi che pretende l’Europa”.

Ma Italia Viva ha un altro problema, forse più grosso: nel frattempo Renzi è in televisione e dice di non aver mai chiesto il ponte di Messina. Però la scivolata di Faraone è filtrata dal vertice ai giornalisti, escono le prime agenzie di stampa. La partita si innervosisce definitivamente.

Secondo tempo. Faraone va in panchina, tocca alla Boschi. C’è un dettaglio nelle 13 pagine del governo che proprio non le va giù: “Non ci sono risorse per i porti del Sud”. Replica Conte, ironico: “Nel documento di sole 13 pagine vi è sfuggito il passaggio sull’incremento degli investimenti sui porti del Sud”. È a pagina 10.È duello tra i due, l’ex ministra si inalbera, si ingarbuglia, pretende “rispetto”. Ancora il premier: “Chi chiede rispetto deve dare rispetto”. Tempo di recupero, chiude Bellanova: “Abbiamo solo perso tempo, vogliamo leggere un documento completo, è inutile convocare un’altra riunione”. Franceschini garantisce: “Trasmetteremo il testo ai ministri almeno 24 ore prima del prossimo consiglio”.

Post partita. Di fatto non vince nessuno. Italia Viva prosegue la strategia del logoramento, tutto è fermo. Negli spogliatoi non c’è terzo tempo, nessuna sportività. Il primo pensiero della Bellanova è twittare contro un blogger del Fatto Quotidiano. Renzi ha ottenuto il suo triste zero a zero.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

3 replies

  1. Come volevasi dimostrare. Tutta fuffa per fare casino.
    -Solito metodo di Renzi di andare in TV, mentre gli altri discutono a viso aperto, vuole replicare il modo in cui ha scalato il pd e la PDC, chiaro segno di psiche in loop, ferma in un ideale passato per lui sempre presente.
    -Si vedono le prime avvisaglie di perqlamento da parte di Conte (c’è, ragazzi! Conte C’È), che innervosiscono la “rispettabile” avvocata dei miei… e denunciano il fatto che 13 pagg erano “poche”… ma non le hanno neanche lette. 😆
    -Richieste a membro di segugio, possibilmente incongrue e irrealizzabili, per costruire la base (sabbiosa) della loro indignata protesta.
    Sembrano bambini che si nascondono sotto ai letti per farti cucú, ma gli sporge fuori il culetto.
    Come li recluta, la diversamente lince? Che cosa gli sventola sotto il naso? Non si accorgono che si coprono di ridicolo, oltre che di vergogna?
    Che triste, triste (avan)spettacolo per gente che dovrebbe essere responsabile, specie in tempi così duri.
    E dire che c’è anche, dall’altro lato, chi usa questi squallidi personaggi per buttare giù l’unico governo possibile, l’unico pdc possibile, quello che ha ideato e ottenuto i fondi per cui brigano tanto.
    Tutto fa brodo per i soldi e il potere, anche giocare con la vita e le speranze della gente.
    Spero che la storia non sia clemente, spero che li copra d’infamia.

    Piace a 3 people

  2. Sarebbe bello se a governare le menti dei demolitori entrasse l’idea che lavorare tutti insieme per uscire dall’incubo che ci attanaglia (forse non loro), è l’unico modo di fare vera politica, ossia servizio per la gente. Terminata l’emergenza che ogni giorno conta centinaia di morti, ci sarà tutto il tempo di fare i conti, sia dei decessi che delle nostre azioni

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...