Tutti i ricatti renziani a giornaloni unificati

(di Lorenzo Giarelli – Il Fatto Quotidiano) – Cinquanta interviste in un mese, solo per restare ai quotidiani nazionali. Con menzione speciale per Teresa Bellanova, capace di farsi ospitare 10 volte da 8 giornali diversi. Sfogliando le principali testate, non si fa fatica a capire la strategia comunicativa di Italia Viva durante la crisi di governo. Da un mese i renziani riempiono i giornali di condizioni, appelli, moniti, avvisi che i quotidiani sono ben lieti di accogliere, distribuendosi ogni mattina gli intervistati. Qui forniamo un didascalico resoconto.

5 dicembre: Teresa Bellanova sul Foglio, Matteo Renzi su La Stampa. 6.12: Bellanova su Avvenire. 7.12: Bellanova sul Messaggero, Renzi su Repubblica. 8.12: Maria Elena Boschi sul Corriere, Davide Faraone sul Foglio e su La Stampa, Ettore Rosato sul Messaggero. 9.12: Faraone sul Dubbio, Rosato su Avvenire, Bellanova su Repubblica. 10.12: Luciano Nobili sul Dubbio, Boschi su La Stampa. 11.12: Renzi sul Messaggero. 12.12: Renzi su La Stampa, Michele Anzaldi sul Giornale. 13.12: Gennaro Migliore sul Mattino, Bellanova sul Corriere. 14.12: Elena Bonetti su Repubblica. 15.12: Rosato sul Foglio, Faraone sul Mattino. 16.12: Boschi sul Messaggero, Rosato su Qn. 17.12: Nobili sul Foglio, Luigi Marattin sul Riformista, Rosato su La Stampa, Bellanova sul Foglio. 18.12: Renzi sul Corriere, Bellanova su Mattino e La Stampa. 21.12: Rosato su Repubblica, Bonetti sul Corriere.E ancora, il 22.12: Faraone sul Dubbio. 23.12: Boschi sul Foglio, Bellanova su La Stampa. 30.12: Raffaella Paita su Repubblica, Bellanova sul Corriere. 31.12: Boschi su Avvenire, Ivan Scalfarotto sul Corriere, Renzi sul Sole 24 Ore. 2.1: Renzi sul Messaggero, Boschi su Repubblica. 3.1: Bonetti su Avvenire, Rosato su La Stampa. 4.1: Renzi sul Corriere, Bonetti su Repubblica, Faraone sul Giornale, Rosato sul Mattino. 5.1: Scalfarotto sul Foglio.

Il totale è di 50 interviste in 30 giorni, con Bellanova a quota 10, Renzi e Rosato a 8, Boschi e Faraone a 6. Tra i quotidiani, il record ce l’ha La Stampa con 8 interviste, poi Corriere, Repubblica e Foglio a 7, Messaggero a 5 e Mattino, che appartiene allo stesso gruppo, a 4.

E proprio i grandi gruppi editoriali, più che i renziani, sembrano essere i protagonisti di questa storia. Molti proprietari dei quotidiani sono da tempo forti oppositori del Conte 2 e le bizze di Iv possono essere il grimaldello per un ribaltone. Basti pensare a cosa disse qualche mese fa Carlo De Benedetti, fondatore del Domani: “Per isolare Salvini e Meloni trangugio anche Berlusconi, purché col benservito a Conte, che rappresenta il vuoto pneumatico ed è peggio di Berlusconi”.

Chi meglio impersonifica questo desiderio diffuso è Sabino Cassese, già giudice della Corte costituzionale e ora instancabile editorialista (quando non è intervistato) su metà dei quotidiani sopracitati. Giusto per stare alle ultime uscite, il 3 gennaio, sul Giornale, Cassese ha parlato di un esecutivo che “disprezza il Parlamento”. Quattro giorni prima, eccolo sul Corriere a commentare la manovra, i cui autori “non hanno avuto paura del ridicolo” nel partorire questa “apoteosi del corporativismo in salsa populista”, giacché “dietro le quinte” agiscono “brokers, lobbies e organizzatori di categoria”. Prima di Natale, Cassese era su Libero: “Il premier è un pirata, usurpa i poteri dei ministri e dei governatori. Draghi? Avrebbe autorevolezza ed esperienza”.

L’idea di un nuovo premier stuzzica anche Carlo Verdelli, che due giorni fa sul Corriere ha stroncato il governo: “Non è mai stato un governo normale. Ha trovato un senso nella prima emergenza, l’ha perso durante l’estate e da allora non l’ha più recuperato”. Soluzioni? “Sostituire chiunque abbia una qualche responsabilità. Resta da capire se c’è la volontà di mettere subito nei posti chiave donne e uomini capaci”.

E che dire di Stefano Folli, che su Repubblica ha già celebrato il funerale dell’esecutivo: “È la difficoltà del premier di garantire un sufficiente grado di efficienza nella messa in opera del Recovery a infastidire i partner. Una questione di credibilità, in primo luogo”. Quanto al Messaggero della famiglia Caltagirone, basta l’ultimo editoriale di Carlo Nordio: “Può un giovane fidarsi di un governo che lo ha gettato nella confusione totale? Insieme alla fiducia, rischia di perdere anche quel residuo di disciplina che nasce solo dalla convinzione di uno scopo condiviso. Uno scopo che il governo non riesce nemmeno più a elaborare, tra promesse ondivaghe e reiterati rinvii. Che, come è noto, sono, assieme all’indecisione, i genitori del fallimento”. E crisi sia.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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34 replies

  1. I 5 stelle hanno il dovere di difendere conte e di non fare passare nulla a PD e IV.
    Hanno una responsabilità storica.
    Questa volta devono essere inflessibili.
    E se cade conte e i 5 stelle non appoggiano alcun governo avranno solo da guadagnare voti

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  2. sappiamo, qui nel nostro piccolo, che la ditta Renzi & C. lavora per i principali gruppi economici e affarisitici,
    e il Medium Unico è il suo cantore
    cmq grazie per avere fatto l’elenco.

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  3. Bell’articolo molto centrato sul problema renzi (ma anche salvini).
    Mi vien da ridere quando in Italia si parla di libertà di stampa e democrazia. Siamo ancora al feudalesimo dei signori.

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  4. Sono sconvolto dall’insistenza maniacale con cui la quasi totalità dei commentatori continua a occuparsi del senatore semplice Matteo Renzi come se fosse il deus ex machina di tutto quanto stia succedendo nella politica italiana.
    Nessuno si chiede chi ci sia dietro (l’ormai desueto cui prodest) agli osceni maneggi.

    Sulla testa di Conte è stata posta una taglia.
    Lo è stata posta da chi ha i mezzi per farlo: il capitale.
    Il toscanello è solo il sicario che dovrà pugnalare Conte alle spalle.
    Del resto, ha esordito così quando fu messo a capo del PD, il partito che lo ha creato, lo ha usato e lo usa tutt’ora.
    Il suo primo atto fu quello di pugnalare Letta alla schiena (Enrico stai sereno).
    Naturalmente il PD, Napolitano in testa, non ne sapeva niente.

    Fecero seguito anni di sgoverno (buona scuola con distruzione della medesima, idem per la sanità pubblica, jobs act con l’eliminazione dell’articolo 18 e distruzione del mondo del lavoro, sindacati compresi che stettero a guardare).
    Naturalmente il PD non si accorse di nulla, non chiese mai chiarimenti al segretario rampante, nemmeno dopo il referendum 2016 e le catastrofiche elezioni politiche del ’18.
    Stordito ma compatto passò all’opposizione ma di chiarimenti nemmeno l’ombra.

    Dopo il suicidio del Cazzaro verde al Papeete, il PD si è rimesso in gioco, cogliendo al volo l’occasione di poter utilizzare il prestigio di Conte in Europa (Next Generation plan, 209 miliardi) e i 5 stelle come stampella, col proposito di guastarli dall’interno, come sta riuscendo a fare.
    Il colpo di genio (si fa per dire) comunicativo è stata la creazione (ma è costituzionale tutto ciò?) di Italia Viva, un partitello insignificante dove confinare i più esposti tra gli artefici degli sfasci di cui sopra, per lasciar loro mani libere nelle operazioni più sporche, senza che arrivassero schizzi di fango sul partito-madre, dove sono rimasti, e in gran numero, i renziani.
    Il PD, questa cloaca massima, nato da un pezzo di DC e da liquidatori del PCI, è il partito che il capitale è riuscito a mettere a punto dopo l’evaporazione giudiziaria dello scudo crociato ed è quello che gli da le maggiori garanzie.
    Meglio del partito di B., troppo sputtanato e con troppi interessi personali da parte del capo-padrone.
    Lega e Fratellini d’Italia sono tenuti a disposizione per i casi estremi: non si sa mai!
    Il capitale, con la creazione del PD, cui ha furbescamente attribuito varie sfumature di “rosa” è riuscito a portarsi dietro perfino gli intellettuali (per definizione di sinistra) sempre ben disposti verso chi li foraggia: la pubblicazione di un libro, un articolo sulla carta stampata, la produzione di un film, una comparsata televisiva non si negano a nessuno.

    Il PD è la creatura del capitalismo. Renzi è solo uno strumentino. Non ci credete?
    E allora ditemi quante volte in quest’ultimo anno e mezzo avete sentito parlare del PD (nel bene e nel male) sui giornali liberali, indipendenti, sedicenti di sinistra, per non parlare delle televisioni.
    Dal Corriere della sera al Manifesto, da Rai 3 a La 7, per intenderci.

    Perfino il Fatto quotidiano, ahimè, solo da poco ha iniziato a sbugiardare questi individui che, con molta signorilità e garbo naturalmente, non certo con la volgarità del senatore semplice di Rignano, in perfetta sintonia con il cannoneggiamento costante e forsennato di tutti i media nazionali, spargono quotidianamente chiodi sulla road map tracciata da Conte, l’unica persona onesta, seria e capace, trovatosi per sua sfortuna e nostra fortuna a curare gli interessi dell’Italia e di quasi tutti gli italiani e non solo di poche famiglie blasonate che lo vogliono vedere morto (politicamente, si capisce!).

    Il primo passo, quindi, è quello di toglierlo di mezzo, poi tutto è possibile.
    Larghe intese, governo tecnico, governo di salute pubblica…
    Il disastro totale, insomma, per tutti gli uomini di buona volontà, e il ritorno alle usate ruberie.

    Sola nota positiva sarà (con amara soddisfazione di tutti i commentatori cui ho fatto riferimento all’inizio, anche mia sia chiaro) che probabilmente non vedremo più in giro l’inguardabile faccia del senatore semplice di Rignano, quantomeno in posizioni pubbliche: troppo odiato dalla gente.

    E i 5 stelle stanno a guardare.

    Che fanno del mio voto, che dopo anni di astinenza gli ho dato a marzo 2018?
    Non una parola a difesa di Conte, così come della Raggi o dell’Appendino.
    Sempre a rimorchio del PD, mai a imporre l’andatura costringendo gli “alleati” di governo a pronunciarsi sui punti programmatici stellati.
    Lotte intestine, stati generali finiti nel nulla.

    Silenzio su tutto il fronte.
    È vero che i 5 stelle non hanno giornali né televisioni e quindi non possono comunicare, ma se ne sono accorti?
    La RAI è pubblica e per gli altri media ci sarebbe qualche conflitto di interesse.
    Una legge, no?
    Da ex movimentisti, in attesa di diventare, si spera in fretta, un partito responsabile, perché non organizzare manifestazioni, flash mob in viale Mazzini o all’ordine dei giornalisti o alla sede della FIEG?
    E perché no in difesa di Conte?
    Perché questo totale silenzio?
    Sarebbe ora di smetterla con le parole d’ordine e le bandierine, ormai prive di significato e non utili per governare un Paese (TAV, TAP, uno vale uno, limite al doppio mandato, “il web”, dogmi e tabù vari e tanto infantilismo).

    Un terzo dei parlamentari sono 5 stelle: il loro silenzio è assordante: come posso io elettore rapportarmi a loro visto che loro non si rapportano a me?
    Li ho votati, sostenuti e continuo a farlo con sempre maggiore fatica, come feci con il PCI fino al 1991, quando non potei fare a meno di restituire la tessera, visto che con la occhettiana “gioiosa macchina da guerra” iniziava la mutazione che dopo la fusione a freddo con circa metà della DC avrebbe dato luogo a quello che ora è sotto gli occhi di tutti.
    Allora restituii la tessera, ora non vorrei essere costretto a un vaffaday nei confronti di chi ha coniato questa espressione risvegliando le speranze di milioni di cittadini perbene.

    E’ molto più utile al dibattito questo blog di quanto non sia il Blog delle Stelle, insulso, fatto male e gestito peggio.
    Mi dispiace solo che persone capaci e preparate, che qui non mancano, spesso preferiscano commentare ignoranti provocatori perdendo di vista l’articolo in questione.

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    • Tutto condivisibile, dal pd=peste bubbonica al pd di bibbiano al silenzio assordante del mv5 * guidato e gestito da un piccolo cialtroncello interessato solo al suo ego spropositato e ai benefici che la posizione occupata gli attribuisce,
      Il blog delle stelle, occupato da mitomani che postano decine e decine di kilometrici copia incolla e che si autodefiniscono proprietari e padroni del blog e dei 5* bannando e insultando chi non si inchina al loro misero cospetto, di fatto sono rimasti gli unici commentatori, 4 gatti rognosi.

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    • @1943
      Riferendomi al contenuto del tuo appassionato post, so che è sciocco dire: “L’avevo detto prima io!”… però lo dico lo stesso. 👍
      Hai ragione quando scrivi che su questo blog non mancano affatto persone capaci, preparate
      e che, vivaddio, non la pensano tutte allo stesso modo.
      La pluralità delle opinioni, espresse in buonafede e senza intento offensivo o prevaricatorio, si
      traduce sempre in un arricchimento per tutti coloro che onestamente la condividono con gli altri.
      Spero che la tua non sia stata solo una fugace apparizione sulle pagine di questo forum.
      Cordialità

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    • Chiariamo subito che sono d’accordo su tutta la linea, l’unico appunto che mi sento di fare è sulla fiducia da te riposta nei 5stelle di poter davvero rivoltare l’Italia come un calzino. Non tanto per una questione di volontà (in parte inficiata da interessi personali, ma comunque in misura ridicola rispetto ad ogni altra formazione politica mediamente costituita da un capo e tanti yesman nominati proprio per questo), e nemmeno del risultato delle urne (che, per quanto straordinario, rimane lontano dalla maggioranza assoluta che si sarebbe resa necessaria, stante l’attuale legge elettorale, per riformare il Paese dalle fondamenta).

      Se qualcuno (in questo caso i 5stelle, ma in astratto vale anche per chiunque altro) avesse davvero sia la possibilità che l’intenzione di andare a toccare poteri e interessi talmente incrostati e stratificati da essere riusciti a condizionare, attraverso la politica ma non solo, l’intera società italiana praticamente dal dopoguerra, pensi che il cambiamento sarebbe indolore? Che un voto, per quanto rivoluzionario, sia tutto lo sforzo richiesto per richiudere almeno di un pochino la forbice sociale? I nostri padri e i nostri nonni per ottenere qualche miserabile diritto hanno lottato per vite intere, e diritti fondamentali che dovrebbero essere la base di ogni società che aspiri a definirsi civile hanno richiesto decenni di lotte, pagate con sudore, lacrime e sangue (inoltre, la lotta non si esaurisce con l’ottenimento dei diritti, ma è richiesta anche per il loro mantenimento: se ci si dimentica di questa parte, finisce che, piano piano, te li portano via da sotto il naso). Io magari sarò disilluso, ma in tanti anni che sono al mondo ho imparato che la via democratica al cambiamento è una pia illusione, in quanto il vero cambiamento rappresenterebbe un trauma per il sistema, e i traumi si possono ottenere solo in maniera traumatica.
      La conseguenza più diretta di tutto ciò è che, in caso di effettivo tentativo di cambiamento in atto, ci sarebbero delle resistenze proporzionate alla gravità della minaccia, come infatti già sta avvenendo anche adesso.

      Finchè si tratta di quisquilie, per quanto clamorose, come il dare quattro soldi ai poveracci senza passare per i soliti, carissimi intermediari o la riduzione del numero dei parlamentari (cosa che riguarda più i burattini che i manovratori, che, anzi, alla fine potrebbero anche trovarsi a risparmiare sulle spese di gestione), vanno bene i sicari tipo Renzi o il maldestro Salvini. Qualora esistesse qualcuno che fosse realmente in grado di intaccare privilegi ben più consistenti (comunicazione, grandi opere, monopoli di fatto: l’elenco è infinito), ti ricordo che i suddetti grandi interessi dispongono anche dell’artiglieria pesante, alla bisogna. Quando il fango non basta più, non è che l’eliminazione fisica o la bomba di piazza siano cose inedite per il nostro Paese, tutt’altro: hanno sempre rappresentato la via “democratica” della resistenza al cambiamento.

      E’ utopia pura pensare che qualcuno in Italia possa realizzare quello che molti si sono illusi di vedere nei 5stelle: mancano completamente le premesse, bisognerebbe prima cambiare gli italiani, e ritengo che dovremmo abituarci all’idea che quella pentastellata, con tutti i suoi pregi che certamente superano i pur numerosi difetti, è stata una parentesi, una boccata d’ossigeno in grado di produrre anche qualche risultato apprezzabile come non se ne vedevano da decenni, ma la restaurazione è già cominciata e non da ora, ma dal 5 marzo 2018.
      La speranza è che, una volta chiusa l’esperienza, questa possa comunque lasciare in eredità l’idea che un cambiamento sia ancora possibile, unita alla consapevolezza che debba avvenire prima di tutto all’interno di noi stessi. Ciò contribuirebbe alla creazione delle premesse di cui sopra. Dobbiamo impegnarci e sforzarci per diventare ogni giorno un po’ più consapevoli, più informati e soprattutto più esigenti nei confronti dei nostri rappresentanti, chiunque essi siano, a prescindere dalle idee e convinzioni personali di ognuno. Non è possibile che una persona con idee di destra sia rappresentata (si fa per dire) solo da delinquenti spesso anche in odore di mafia, e che una di sinistra abbia come referenti unicamente dei ciarlatani che di sinistra hanno solo il distintivo mai guadagnato, ma solo ricevuto in eredità.

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      • @Johnny Dio
        O.K. Johnny ci ha riportato immediatamente con i piedi per terra sciorinando con la consueta chiarezza
        i motivi per cui l’eccesso di ottimismo di chi ritiene possibile una “via democratica al cambiamento” è
        quasi sicuramente destinato a trasformarsi in una cocente disillusione.
        Come confutare i suoi argomenti se non rifugiandosi in un futuro solo sperato ma senza reali agganci con il
        presente che stiamo vivendo e con il passato che abbiamo appena vissuto?
        Non rimane che afferrare la ciambella di salvataggio che Johnny ci lancia: “La speranza è che, una volta chiusa
        l’esperienza, questa possa comunque lasciare in eredità l’idea che un cambiamento sia ancora possibile, unita
        alla consapevolezza che debba avvenire prima di tutto all’interno di noi stessi. (cit.)”.
        Ma, intanto che nuotiamo nel mare in burrasca, facciamo quel poco che ognuno di noi è capace di dire e fare
        perchè quella speranza non rimanga solo e sempre tale.

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      • Belle parole……….condivisibili
        ma permettetemi di essere pessimista
        dopo la grande speranza riposta nei 5S che rimane?
        hanno veramente inciso nel tessuto sociale-economico-morale ed etico come avrebbero dovuto e potuto?
        oppure dopo di loro il diluvio?
        è dalla caduta del Prodi I che non si palesava un’occasione come questa per cambiare veramente le cose.
        Ed ora si resta attaccati ad un imbroglione magliaro, come se ne sono visti tanti nella storia italiana.
        Deve intervenire sempre UN COMICO per dare la sveglia a quegli ectoplasmi che sono diventati i 5S?
        Dov’è la legge sul conflitto d’interessi?
        Dov’è la legge di riforma della giustizia? elettorale, della pubblica amministrazione, del lavoro, della RAI, eccetera eccetera,,,
        non mi si venga a dire che gli altri partiti lo impediscono. Mettendo l’alternativa del voto e cedendo su piccole cose marginali, è adesso che possono ottenere quello che vogliono, gli altri partiti della maggioranza sono terrorizzati dall’idea di perdere la poltrona.
        Ammenochè si sentano molto, troppo comodi dove sono adesso, e si facciano loro ricattare.
        I poteri economico-mafiosi sono in grave difficoltà anche se ancora molto potenti con la loro propaganda, ma non possono cambiare il risultato elettorale del 2018.
        I riformisti non si rendono conto che il COVID gli ha dato un’incredibile occasione per incidere profondamente in meglio per gli anni a venire, invece mi sembrano timorosi.
        Al momento, mi sembra, ci siano tre persone che fanno argine alla merda che ci pioverà addosso se si cedesse.
        Mattarella, Conte ed un Comico, gli altri sono solo figuranti,
        Per fortuna non siamo negli anni delle bombe, degli attentati alla Repubblica, dei servizi deviati e delle trame oscure con pezzi dello stato.
        Per cui E’ ADESSO IL MOMENTO o mai più.

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      • Sono d’accordo ma non del tutto.
        Leggo gli articoli (e i vostri commenti che li integrano) e mi schiarisco le idee, da seduto sul divano, con un paio di clic, quasi gratis, quando e come voglio, e questo grazie alla rete che ancora 20 anni fa non lo permetteva.
        E questo per il potere fa una enorme differenza, tanto è vero che sempre di più accadono cose che prima erano impensabili.
        Lentamente certo, ma in accelerazione.
        Prima se volevo informarmi su una questione potevo fare affidamento solo su giornali e tv controllate, ora le mie possibilità di farmi un’idea e decidere di conseguenza si sono ingigantite.
        Certo nel pentolone ci sono anche disturbatori e guastatori e disinformatori, ma riconoscerli non è difficile, basta vedere i frequentatori di questo sito.

        Credo che la rivoluzione ci sia già stata, solo che i suoi effetti iniziali sono minimi e è facile sottovalutarli. A monte, molto in alto si è mossa la neve, noi non abbiamo sentito il rumore ma fra poco scorgeremo lontana arrivare la valanga.

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      • @fabriziocastellana
        Che Dio, Allah, Buddha, Manitou, Brahama, Shiva e Visnù (scegliete voi chi preferite) ti ascoltino!

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    • @ 1943
      Un GRAZIE per il commento in completa sintonia con Il mio modo di intendere e relazionarmi con la politica : analisi e sintesi espresse in maniera esaustiva e imparziale come io non sono in grado di esplicare. Meritevoli di un PLAUSO pure le riflessioni di Jonny DIo, di Adriano58 ,di Fabrizio e pure di Aloysius e Rob Erto. Mi mancano sempre le osservazioni di Piero Iula, di cui sono un estimatore, ma che da un po’ di tempo latita e non si fa sentire : sappia che assieme a JONNY l’ ho nominato maestro e che da loro ho molto da imparare ! Spero stia bene : auguro a tutti un sereno 2021 ! Anche al Gatto, sebbene…!

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      • @Danilo
        Lascia perdere l’altisonante appellativio di Maestro rivolto ai frequentatori del Forum che, nella loro infinita modestia,
        di sicuro si ritengono più onesti Artigiani che Maestri.
        Per cui non chiamarmi più Maestro: chiamami PROFESSORE !
        Scherzi a parte, Danilo… possibile che tu non mi abbia riconosciuto?

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  5. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere il mio post e soprattutto per averlo commentato civilmente e costruttivamente.
    Non voglio instaurare un botta e risposta, voglio solo dire che condivido pressoché tutte le cose che sono state dette, pur nelle differenti posizioni personali.

    Non ho la presunzione di essere il primo a dire le cose che ho detto, tanto più che non seguo il blog da molto tempo.
    Sono anch’io convinto che così, come in natura, anche tra gli uomini, per neutralizzare una forza occorre contrapporre una forza uguale e contraria.
    È la fisica, non ci sono altre strade, però in politica e in democrazia non si può fare.
    E se anche, da giovane, l’ho pensato, ora so, viste le esperienze passate, che oggi non lo si può neanche più dire.

    I padroni sono feroci, per questo ho detto “Lega e Fratellini d’Italia sono tenuti a disposizione per i casi estremi: non si sa mai!”.
    Ho vissuto in diretta i tempi delle stragi, delle bombe e del terrorismo e so che sono rischi da mettere sempre in conto, non per questo però penso che bisogna rassegnarsi.
    Non ho mai pensato che i 5 stelle potessero fare la rivoluzione.
    Al di là delle sparate di Grillo circa l’apertura del parlamento con l’apriscatole, hanno troppi tabù, dogmi e assenza di ideologia per poterlo fare.
    Hanno comunque ottenuto 11 milioni di voti e non penso che chi glieli ha dati siano tutti guerrafondai o comunistacci.
    Penso che si tratti della parte valida del Paese (che sia di destra o di sinistra valutate voi, come la penso io credo l’abbiate capito) che chiede solo che l’Italia raggiunga almeno i livelli degli altri Paesi europei (non mi riferisco, ovviamente all’ex blocco sovietico), pur con i loro difetti.
    Niente di rivoluzionario, quindi, ma di progressista sì.

    Penso che i 5 stelle si siano trovati a gestire la cosa pubblica con qualche anno di anticipo, sono ancora un movimento e non un partito (non è una parolaccia) strutturato, sono presenti infantilismi, molte sciocchezze e le debolezze umane che sono dovunque.
    Con un terzo dei parlamentari doveva e dovrebbe essere ancora possibile cambiare alcune cose, cambiamenti che dovrebbero essere graditi anche a parte della classe imprenditrice: più efficienza nella burocrazia, una giustizia certa e più veloce e una informazione più corretta.
    Certo occorre più esperienza e un po’ di scaltrezza.
    Sei in maggioranza nella coalizione? Falla valere: incalza tu gli “alleati”, detta la linea, anticipa, costringili a pronunciarsi su punti alternativi.
    Quello che sostanzialmente fa Conte, che però non ha alle spalle un suo partito.
    Questa è un’occasione unica: se svanisce, non se ne parlerà più.
    I padroni quando li suoni come si deve, rimangono anche loro suonati.
    Certo, poi si riorganizzano e te la fanno pagare: per questo non bisogna mollare mai.

    Inoltre, voglio permettermi un po’ di ottimismo, siamo in Europa e qualcosa è cambiato, non siamo più un’espressione geografica verso l’Africa, non credo che siano ancora possibili giochini da repubblica delle banane.
    Se è vero quello che penso io, il PD, che è espressione della borghesia e del capitalismo, non vuole la destra e non vuole ripetere le nefandezze del governo Renzi che lo hanno allontanato dall’elettorato.
    È qui che bisogna inserire il grimaldello, ma bisogna essere abili.

    Se l’Europa intende darci 209 miliardi, non penso che voglia che finiscano in mano a prenditori e mafie.
    Mi sembra che abbia già imposto organismi di controllo, e si fida di Conte per attuarli.
    Anche qui, bisogna incalzare il PD perché faccia pulizia al suo interno, non per diventare un partito di sinistra, cosa a cui non credo assolutamente, ma per mantenere almeno una parvenza di rispettabilità.

    Sono anch’io disilluso ma non arrendiamoci prima del tempo.

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    • Spero di continuare a leggerti 1943, hai fatto un’analisi molto lucida. Secondo me, l’approvazione dell’ultima legge elettorale fatta appositamente per contrastare l’azione annunciata del m5s purtroppo sta dando i frutti sperati da chi l’ha votata (pd fi lega ecc). Purtroppo non si può dare la colpa al m5s dei molti punti non portati a termine con gli “alleati” (magari…) del Conte1 e del Conte2; per non dilungarmi con gli esempi penso che il caso Autostrde è emblematico, prima la lobby della lega poi quelle del pd, e nonostante la forte volontà politica di “farli fuori”, purtroppo stanno ancora stanno li. Il tav è un altro esempio lampante, nonostante la forte volontà politica il parlamento tutto ad eccezione del m5s ha detto “si tav”. Potrei continuare all’infinito ma il discorso alla fin fine è sempre quello che non governando da soli bisogna purtroppo scendere a compromessi, a volte rasentando l’ accostamento alla capacità democristiana di trovare una sintesi delle varie “istanze politiche” e delle “contingenze particolari”. Ora, guardando al futuro, per me non resta che sperare che alle prossime elezioni i vincitori avranno bisogno di quel 15 o 20 o chissa che percentuale prenderà il m5s per avere i numeri per governare.

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    • “…una forza uguale e contraria. (cit.)”; se una forza è UGUALE ad un’altra non può anche essere contraria: scegliere per cortesia! PS per il marinaio: sono da queste alte forme di pensiero, che hanno permesso di portare la “Scienzah” attuale a vette speculative impensabili in passato, che quelli come te si permettono il lusso di sbertucciare gli INVENTORI di religioni a proprio uso e consumo: RIDO! PS2 per 1943: absit iniuria verbis, niente di personale…

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      • @ gatto !
        con tutta la saccenza(?) che Ti contradistingue non capisco perche’ voler dire a Jonny di scegliere tra FORZA uguale o REAZIONE uguale e contraria ! Va bene; Jonny ha avuto una svista ma non era il caso farglielo notare e riprenderlo anche perche’ l’imprecisione ,se cosi si vuol dire, e’ comprensibilissima, ma è tale da non inficiare il nesso del discorso. Cio’ lo dico a mia memoria di tutte le segnalazioni e i (sic) che mi hai elargito per gli errori di dattilografia e di ortografia su miei post precedenti . Ritenevo avessi perso questa abitudine : evdentemente mi sbagliavo! Mi sarò tolto un sassolino? Mah ! Comunque …ciao Gatto !… E non volermene ! So che, quando vuoi, sei …”terribile”! (Un solo punto esclamativo e tre tuntini – vedi che quacosa ho imparato !)

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  6. D’accordissimo su quanto espresso da 1943, quello che preoccupa però è il silenzio assordante dei vertici del M5S, che con il passare dei mesi è diventato tombale. Scomparsi gli stati generali, e quello che avrebbero dovuto rappresentare si brancola nel buio. Non c è più un sussulto, una punta di orgoglio di appartenenza nel movimento, i vertici sembrano ubbriacati dal potere e lontani anni luce dalla base. Non riescono a far pesare la propria forza numerica in parlamento e sembrano al rimorchio dei più smaliziati e infidi rappresentanti del PD. Le agognate riforme del processo penale, la riforma della giustizia, la legge sul conflitto d’interessi, quella dell’editoria, la riforma della RAI sembrano essere svanite tra le nebbie dei poteri dell’antistato. Non più un dibattito, una nota di sostegno a favore delle 2 sindachesse pentastellate di Roma e Torino e la loro riconferma alla canditatura senza se e senza ma. Non un atto di coraggio nel contrastare costi quel che costi il cazzaro di Rignano e i suoi peones di IV e piddioti offrendo tutta la forza possibile a sostegno del premier Conte. Le continue lotte intestine e la fuoriuscita di parecchi pseudo pentastellati oltre che indebolire il movimento ne hanno fiaccato lo spirito, offrendo all’esterno uno spettacolo che ne condiziona fortemente la decrescita nei sondaggi. Insomma una nave senza nocchiero in gran tempesta, ecco quello che è oggi il movimento. Dove sono finiti coloro che dovevano rivoltare come un calzino il palazzo? Si sono forse con tutte le attenuanti del caso impantanati nella palude del potere? Cui prodest! Ai posteri l’ardua sentenza.

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  7. Al di là di tutti i discorsi, il vero nocciolo della questione é: Conte e i 5Stelle non dovranno gestire ne l’elezione del prossimo PDR ne i 209 Miliardi del Recovery Fund, e neppure le quasi 500 posizioni apicali dello stato in scadenza. Tutto il resto è noia.

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