Vaccino: dubbi e legittime paure non possono essere cancellate per legge

(FRANCESCO DONNINI – glistatigenerali.com) – Più intensa sarà la polarizzazione tra vaccinisti e antivaccinisti – purtroppo anche per colpa di una comunicazione scomposta, arrogante, a tratti repressiva, contro coloro i quali legittimamente avanzano dubbi sulla sicurezza del farmaco – maggiore sarà la mancata adesione alla Campagna vaccinale contro la Covid-19.

In ambito medico sanitario (ospedali, rsa, medici di base) ci sono molti dubbi e forti timori sul profilo di sicurezza a medio/lungo termine del vaccino a mRNA. Dubbi e paure che non si possono silenziare con la mordacchia di Stato, né con l’obbligatorietà della vaccinazione, ma che potrebbero essere contenuti percentualmente accogliendoli e provando a sterilizzarli con argomentazioni scientifiche. Coloro che tra il personale sanitario manifestano riserve verso la sicurezza del vaccino, in grandissima parte non sono né no-vax né negazionisti; e sarebbe vigliacco oltre che profondamente scorretto etichettarli come tali. Non possiamo avere dogmi di sorta alle soglie del 2021. Ancor meno verso la scienza. 

La sensazione è che si stia affrontando il dibattito sul vaccino BioNTech/Pfizer più in ottica fideistica che autenticamente scientifica: se non ci sono dati sulla sicurezza di medio/lungo periodo sul preparato, chi si assume la responsabilità di eventuali effetti negativi sulla salute dei vaccinati? Credo che questa domanda sia legittima, alla luce del fatto che dovremo assumere un farmaco trovandoci in condizioni di buona salute. Allora non sarebbe meglio somministrare il vaccino attualmente disponibile alle categorie a rischio, ai più esposti e aspettare per tutte le altre fasce di popolazione l’arrivo dei preparati sviluppati su piattaforme vaccinali già ampiamente conosciute?

Personalmente, quando saranno disponibili i vaccini per la più larga parte della popolazione, valuterò se farlo o meno riconsiderando il contesto epidemico in quel determinato periodo. Tuttavia vorrei avere – anche pagando – la possibilità di scegliere quale vaccino farmi iniettare tra quelli disponibili sul mercato; poiché grazie alla quantità di dati scientifici e osservazioni cliniche acquisite negli anni sulla piattaforma vaccinale a subunità proteica più adiuvante (Novavax e altri, per esempio) mi sentirei più tranquillo optando per questo vaccino rispetto a medicinali di cui ancora non si hanno dati clinici sul profilo di sicurezza a medio/lungo termine. La piattaforma vaccinale a subunità proteica è infatti la stessa usata ormai da diversi anni per l’immunizzazione da epatite B ed Herpes-Zoster. Proprio per queste sue caratteristiche e per la tecnologia con cui è sviluppato, Science lo considera il miglior candidato vaccino allo studio.

Viviamo l’epoca dove l’accesso alle fonti d’informazione e conoscenza è pressoché aperto a tutti. Tuttavia non tutti abbiamo la sufficiente dotazione di strumenti culturali per analizzare, scremare, discernere ed elaborare la quantità di informazioni che ci piovono in testa quotidianamente. Per cui costruirsi il giusto paio di occhiali con il quale leggere la realtà in cui siamo immersi diventa un dovere vero e proprio. Non è facile vivere Onlife, come  insegna il professor Luciano Floridi, è necessario sviluppare nuove abilità sociali e soprattutto notevoli capacità di adattamento, come le mangrovie.

5 replies

  1. PASSAPORTO VACCINALE.
    E poi quelli come te saranno liberi di muoversi (E venir rimbalzati) dove gli pare.

    E pensare che gli scienziati sono tutti entusiasti di questa nuova tecnica, che ha tutte le potenzialità per diventare una formidabile arma anche per combattere il cancro.

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    • Oltretutto, proprio la “delicatezza” del vaccino a mRNA fa si che gli effetti a lungo termine siano pressoché nulli: per evitare che il singolo filamento si deteriori deve essere conservato a bassissime temperature, è contenuto in una vescicola di grasso che, se non penetra in una cella e non raggiunge i ribosomi viene distrutto in breve tempo.
      Diciamo che ci sono molto più elementi per ritenere il rischio del vaccino molto minore del rischio della malattia. Anche per un trentenne sportivo e sano.

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  2. Troppi dubbi…poche certezze
    Tanto più che questi scienziati sono gli stessi che cento anni fa quando ci fu da scegliere tra plastica e canapa scelsero di uccidere la madre terra con la plastica… completamente inaffidabili e incapaci o solo sempre tanto corrotti???

    Piace a 1 persona

  3. finché ad esse dei novax sono dei “finti indiani” lo comprendo
    per loro serve solo un TSO o in alternativa l’esclusione dalla società (*)
    ma che siano novax dei medici o degli infermieri è incredibile, non gli si può addebitare
    una ignoranza pregressa in materia, sono, come i vari elementi con sindrome da microfono
    chiamati comunemente virologhi esperti che confondono polmonite con l’influenza, dei fuori di capa,
    rinnegando ciò che praticano.
    che facciano i santoni e ricevano le “massaie” -con rispetto per le vere massaie-
    a suon di centoni e, nel caso, affrontino la giustizia per circonvenzione d’incapace e truffa continuata.

    (*)
    hanno appena pubblicato uno studio che indica un indebolimento cellulare nei malati di covid-19
    trattati a casa, soprattutto nelle persone anziane, indebolimento che apre le porte ad altre malattie
    dato che così risulterebbe compromesso il sistema di protezione naturale, ovvero il sistema immunitario.
    questo significherebbe due cose, la prima è che l’immunizzazione al covid-19 ottenuta
    avendo già avuto la malattia è molto breve e che, anche se vaccinati, l’effetto potrebbe risultare debole.
    la ricerca non è ancora confermata e il numero di pazienti sottoposti alla studio è basso, 46 pazienti,
    e quindi deve essere confermato – lo studio è americano

    in compenso i russi stanno studiando un farmaco che invece di attivare il sistema immunitario
    come fanno gli attuali vaccini, attaccherebbe il virus fornendo un vero antidoto,
    la capacità di prevenzione sarebbe del 99percento – ma la sperimentazione in fase I dovrebbe
    iniziare entro la fine dell’anno per cui speranze si ma necessitano di conferma pratica.

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