La Prima Repubblica non passa mai. Il potere è sempre “democristiano”

(Pietrangelo Buttafuoco) – Il democristiano che comanda al mio paese – magro come uno spillo – non è un sindaco, non è un deputato e cammina in piazza Sant’Antonino dritto come un fuso. Riceve i questuanti passeggiando. Non si ferma per nessun motivo. Lui decide chi diventa sindaco e chi deputato, fa su e giù ascoltando ogni supplica e non prende un solo appunto.

Ricorda tutto e non si dimentica di nessuno dei supplici il democristiano che comanda al mio paese. Incede a passo lesto. A fargli largo c’è la gente, i miei paesani, mentre gli avversari politici – i comunisti e i missini della fiamma tricolore – fermi davanti alle vetrate delle proprie sezioni di partito osservano la presa di possesso di Agira, in Sicilia.I sovversivi e le teste calde fanno la conta di quanti tra loro, cedendo al bisogno, scappano alle mattane di pensarla liberamente. Sono quelli che aspettano al varco quello – secco come uno stecco di agave – per fare atto di presenza, di sottomissione e, insomma, per chiedere un posto di lavoro, un avvicinamento, uno stipendio.

Il democristiano che comanda al mio paese cammina e c’è sempre qualcuno a farsi avanti a braccetto della propria moglie per stargli accanto e parlargli. Ce n’è uno, poi, che accompagnato dal suocero – col berretto stretto in pugno, col vassoio delle cassatelle appena sfornate – a riprova di avere messo la testa a posto offre se stesso, lo stato di famiglia, i parenti e il vicinato: tutta contabilità a disposizione delle singole preferenze e dei voti di lista.

Il maresciallo dei Carabinieri in piedi all’angolo del Bar Cardillo veglia sulla domenica pomeriggio accennando un colpo di tacchi quando il democristiano che comanda al mio paese guarda nella sua direzione come a informarsi: “Sta arrivando?”.

Sta venendo il Vescovo. E sta per fare il suo discorso in piazza il signor Ministro. Sua Eccellenza il Vescovo non si ferma in piazza, scende dall’automobile, raccoglie i baci sull’anello degli astanti ed entra in una casa da dove, al riparo delle cassine, può ascoltare non visto le note di “oh biancofiore, simbol d’amore” e poi il “vota e fai votare!”.

Il maresciallo dei Carabinieri con una sola occhiata dispone due militi ma anche le guardie municipali sul ciglio della strada per fare ala alla Fiat 131 in arrivo. Ecco finalmente il sig. Ministro. Il democristiano che comanda al mio paese gli dà del tu: “Totò, carissimo”.

Dalla porta della canonica escono le pie donne, con loro i bambini e i ragazzi del catechismo – quindi le mamme – e poi i soci della Società Agricola. Sono, questi, perlopiù dei signori in avanti con l’età. Si portano fuori dai locali del loro circolo le sedie e le dispongono intorno per godersi, comodi, il comizio. Ma ci sono le signore e perciò cedono loro il posto mentre l’umanità della Prima Repubblica – il suo granaio di consenso – sciama intorno al mondo piccolo del mio paese dove c’è un democristiano che comanda e che si muove con sapienza. E con misericordia.

Parlo di Agira, ma potrei parlare di Valguarnera Caropepe, di Canicattì o di Mussomeli – la patria di Totò Cardinale – e di qualunque altro posto genericamente indicato tra quelli dove Cristo ebbe a perdere le scarpe. Giuseppuzzo Alberto Falci, straordinario cronista parlamentare, in dialogo con Cardinale – ministro delle Telecomunicazioni nei Governi D’Alema e Amato – ne ha ricavato per Rubbettino un libro che è una sceneggiatura: Un giovane della Prima Repubblica. Un giovanotto dell’eterno immobile sentimento democristiano e siciliano: il potere.

4 replies

  1. Sì, ma de che? Che RUOLO ha questo “democristiano”?
    Ci dica, Buttafuoco… perché se non è il sindaco, non è il maresciallo, non è il prete… fosse il mafioso?
    Chiarisca l’ambito del potere, perché altrimenti con “democristiano” non ha detto nulla, ha fatto il solito quadretto anni 50 in cui la sua mente ancora inscrive la vita nel mezzogiorno.

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  2. Mi corre l’obbligo di introdurre un tema trascurato. Non solo il potere è sempre democristiano nel senso di ambiguo e viscido ma il potere è sempre maschile.

    LA PARITA’ DI GENERE. Salvini/Meloni sanno dire solo balle. Viviana Vivarelli.
    Se faccio un ragionamento partendo da una base sbagliata è difficile che la conclusione sia esatta. Eppure proprio così funziona la destra e anche il Pd, pare.
    Una delle maggiori stronzate attuali è che per la parità di genere sono stati stanziati 18 miliardi mentre per la sanità solo 9.
    Analizziamo i dati. Dire che sulla sanità sono stati previsti 9 miliardi è la solita menzogna di Renzi/Salvini e purtroppo anche dei media del Pd (vedi Huffington post)
    Nella bozza del Recovery plan italiano 9 miliardi di euro sono solo l’inizio che riguarda l’assistenza di prossimità (medici base), telemedicina e digitalizzazione dei servizi).
    Poi ci sono 40 miliardi per i nuovi ospedali o l’efficientamento di quelli esistenti. Aggiungiamoci altri 8 miliardi per il rafforzamento del sistema sanitario, ancora non spesi del tutto, che si sommano ai 4 miliardi complessivi già messi in campo con la legge di Bilancio per il 2020. E a cui la manovra per il 2021 ne aggiunge altri 4 per la conferma degli assunti a tempo determinato e l’aumento delle indennità contrattuali. Siamo a 57 miliardi, mi pare, o la matematica è solo un’opinione?
    Impiantare delle stronzate partendo da delle balle non è il sistema migliore per avere ragione.
    Eppure i giornali di destra e anche quelli del Pd purtroppo non fanno che ripetere questa stronzata.
    In quanto alla parità di genere, da sempre Lega&company sono contrari a considerare le donne pari agli uomini, tant’è che in Europa hanno votato contro la parità salariale a parità di lavoro.
    La donna ha sempre avuto un ruolo meno privilegiato rispetto all’uomo. C’è sempre stata un’inferiorità sul piano economico e civile. Persino nella civilizzata Svizzera la donna ha avuto il diritto del voto solo nel 1971 e il marito era padrone anche dei suoi beni. La donna è stata spesso esclusa da una serie di attività e di diritti per motivi come l’inferiorità fisica e il suo ruolo di madre. Ma in Italia questa disparità è sempre stata più forte dei Paesi protestanti a causa della misoginia persistente della Chiesa che non ha mai riconosciuto alla donna gli stessi diritti dell’uomo, fissandola più nel ruolo di donna e casa e fattrice di figli che lavoratrice o guai mai dirigente! Non solo nella chiesa cattolica la donna non può amministrare i sacramenti ma non può assumere poteri direttivi nemmeno negli ordini religiosi da lei stessa fondati.
    Conte invece ha deciso per scelte innovative e decisamente diverse. Prima di tutto è partito dal fatto che l’Italia è fanalino di coda in Europa con un tasso di occupazione femminile inferiore di 17,9 punti percentuali rispetto agli uomini. Ha voluto dunque rilanciare l’occupazione femminile. Altro che stare in casa a fare figli! Il primo modo è stato potenziare nidi e asili. Poi istituire un fondo per sostenere la nascita di imprese femminili, di dimensioni piccole e micro, anche in assenza di capitale proprio, nell’ottica di dare slancio all’economia del Paese, rivolgendosi principalmente ai settori in cui la presenza femminile è più forte (commercio e turismo ad esempio) che rientrano tra quelli maggiormente penalizzati dall’epidemia da Covid-19. Infine intende diffondere tra le donne la cultura digitale con buoni per l’acquisto di connessione a Internet veloce e di pc/tablet; accompagnamento all’utilizzo di internet e del pc/tablet tramite servizi di facilitazione appositamente realizzati da erogare mediante whatsapp/telefono e partecipazione a specifici corsi di formazione in presenza e online. Infine un “Sistema nazionale di certificazione sulla parità di genere”, basato sulla definizione di norme per l’attestazione della parità di genere e dei relativi incentivi per le imprese che concludono con esito positivo il processo di certificazione, volto a definire un modello nazionale che consenta la misurazione di target di miglioramento.
    Credo che se queste cose fossero dette al popolo italiano al posto della balle maschiliste di Lega e Pd, le donne capirebbero chi realmente è dalla loro parte e chi no.
    E scusate se le donne in Italia sono più degli uomini per 1,6 milioni!

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