Destra comoda sul divano: eppure è prima

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ogni lunedì, davanti al sondaggio politico del tg di Enrico Mentana mi faccio sempre le stesse stupide domande a proposito di quegli zero virgola in più, o in meno dei partiti che a distanza di una sola settimana fanno un passo avanti, o uno indietro al ritmo del cha cha cha. Vorrei tanto conoscerli quei decimali così variabili e volubili, indagare sui loro repentini sbalzi d’umore, come innamorati capricciosi che la mattina si fanno le coccole con Zingaretti e Salvini, e alla sera mettono il muso. In questo quadro vagotonico abbiamo appreso che mentre un italiano su tre chiede di andare avanti con il governo Conte (altri vagano tra il rimpasto e il non so), un italiano su quattro o giù di lì vuole le elezioni a primavera. A questo punto la schermata successiva ci conferma ciò che sapevamo: in caso di voto, il centrodestra unito (Lega, FdI, Forza Italia) viene accreditato del quasi 47%, e forse qualcosa di più contando gli spiccioli.

È vero che nel centrosinistra la somma di Pd e M5S, con Sinistra Italiana, Italia Viva, Verdi, Più Europa, Azione, e frammenti vari potrebbero arrivare non troppo lontano. Però, immaginare Renzi, Bonino, Calenda che fanno blocco con Zingaretti e Di Maio (e perfino con se stessi) ci introduce direttamente all’angolo del buon umore. A differenza del fronte opposto la destra italiana sa come unirsi elettoralmente, accordo che scatta sempre e comunque, soprattutto quando non sono d’accordo su nulla. Infatti, checché ne dicano, anche per loro le poltrone costituiscono i veri valori per cui battersi. Come dimostra l’aver saputo conquistare 15 regioni sul totale di 20. Se fosse una squadra di calcio il Salvini&Meloni (Berlusconi gioca per sé) potrebbe vantare il massimo risultato con il minimo sforzo. Non toccano palla e passano tutto il tempo a protestare con l’arbitro Mattarella e a sollecitare l’espulsione dell’intera squadra avversaria (il leader leghista ha chiesto le dimissioni praticamente di tutti i ministri, ultima Luciana Lamorgese colpevole di essere positiva al Covid).

Ultimamente hanno cambiato tattica, sono usciti dal campo e se ne stanno sul divano con un pacco gigante di popcorn aspettando fiduciosi che Matteo Renzi, con l’apporto di qualche grillino in cerca d’autore, mettano in rete l’autogol decisivo. Così finalmente si saranno meritati Salvini a Palazzo Chigi, Meloni al Viminale e, perché no, Berlusconi al Quirinale.

8 replies

  1. Quando i giornalist del fatto toglierete dala vostra testa che gli elettori pentastellati siano degli scappati di casa del pd il centro destra scenderà al suo naturale 35%. Quando comincerete ad abbandonare l’idea che il movimento non sia altro che una appendice del pd e che quindi sia giusto che si presenti alle elezioni come terza forza, gli elettori che il 4 marzo votarono 5S torneranno a votare, cosa che non hanno fatto alle europee e alle successive regionali.

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  2. Stupisce lo stupore di Padellaro. Facciamo due conti :
    – Circa il 50% degli aventi diritto (44 milioni) non vota,
    – del 50% rimanente il 47% vota la dx ( circa 10.5 milioni)
    – questo numero è assolutamente congruo con quello degli interessati alle politiche o non politiche della pseudo dx ( nelle varie categorie di imprenditori, commercianti, professionisti, autonomi e partite IVA)
    Basta fare un conto tra i propri conoscenti e amici.
    Quanto alla pseudo sx, il discorso è contemporaneamente diverso e identico ( sovente anche per categorie lavorative, cui si aggiungono i “buoni, gli intellettuali, i compassionevoli” spesso accompagnati da molta ipocrisia e carrierismo).

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  3. Chissà perché nei colpevoli della probabile crisi di governo si include sempre il PD, che non fa che tirare la corda con il MES (tema estremamente divisivo) e non stiamo parlando della risoluzione, ma di Zingaretti e altri che hanno detto più volte di prenderlo e di non trincerarsi dietro posizione ideologiche, come se volerlo accettare senza ascoltare minimamente un filo di ragionamento non sia di per se una posizione ideologica. Dove sta questo PD resposanbile che accetta le differenze e collabora al buon governo? Appoggia Calenda contro la Raggi, ma i propri candidati vanno votati senza possibilità di dissenso. Franceschini parla di alleanza inesorabile, ed io che scioccamente credevo fossero letterati, evidentemente per loro inesorabile ha un significato positivo, ma dalle mie parti si usa per definire il decorso delle malattie gravi. Detto questo il gruppo di M5S (che poteva discutere al proprio interno senza far cordate), presentano un’obiezione basata su un’idea e fanno quello che si chiama parlamentare, che ha un senso squisitamente democratico. Metterli sullo stesso piano di un partito/fight club per rancorosi falliti, fatto di gente che doveva lasciare la politica da anni, è un insulto che non serve a nulla. Ma se è il tuo partito a beneficiarne mi rendo conto che l’onestà intellettuale si può smussare alla bisogna e da tal vizio nessuno è veramente immune.

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  4. Padellaro crede nei sondaggi. Verrebbe da chiedersi se crede anche nell’oroscopo e nei maghi ,visto come sono andate le ultime votazioni regionali ,dove il divino mago Otelma si è effettivamente avvicinato, con la sua previsione, al risultato più che sondaggi e sondaggini.Naturalmente scherzavo perchè Otelma ha cose più serie da fare mentre i sondagisti no.

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