Vaccino Covid, l’Agenzia del farmaco: “Tutte le fasi di validazione e valutazione sono state rispettate, nessuna tappa è stata saltata”

“Il vaccino anti-Covid in arrivo è sicuro, perché “tutte le fasi di validazione e valutazione sono state rispettate, nessuna tappa è stata saltata“. Ne arriveranno dieci milioni di dosi entro marzo/aprile del 2021, mentre la campagna di massa partirà in estate. A fornire per la prima volta dati e tempi dell’antidoto contro il coronavirus è Nicola Magrini, direttore dell’Agenzia del Farmaco

(Andrea Zhok) – In un’intervista a Quotidiano Nazionale il direttore dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, da cui dipenderà la validazione dei vaccini in fase di approntamento dice testualmente: “Il vaccino anti-Covid in arrivo è sicuro, perché tutte le fasi di validazione e valutazione sono state rispettate, nessuna tappa è stata saltata“.
Ecco, se si vuole capire perché è opportuno essere un po’ preoccupati, questa esternazione lo spiega bene. Il direttore, infatti, enuncia una posizione, addirittura estendendola poi a “i vaccini”, dunque ai vari vaccini di cui si sta discutendo, facendo un’affermazione che scientificamente NON è legittimato a fare, perché, quand’anche fosse stato coinvolto in prima persona nella produzione di uno specifico vaccino non potrebbe essere a conoscenza dei dati degli altri, che non sono ancora stati resi pubblici, ed in ogni caso lo scrutinio della grande mole di dati da esaminare è un’operazione che richiede un certo tempo, oltre ad una discussione da parte della comunità scientifica nel suo complesso.

Dunque il direttore dell’ente che validerà i vaccini in arrivo ha già espresso la sua CERTEZZA che essi saranno sicuri ed efficaci, e lo ha fatto violando elementari parametri di scientificità.

Ecco, il punto in fondo è questo.

Se avessimo l’impressione che da parte dei responsabili, dei ricercatori, delle agenzie vi sia un’elevata attenzione circa la necessità di procedere con cautela, attenzione, cura e approfondimento nei confronti dei vaccini prossimi venturi, beh, potremmo metterci l’animo in pace e, come si conviene in un sistema ad elevata divisione del lavoro, lasciare le valutazioni del caso ai professionisti. Se però dubbi urbani e scientificamente inattaccabili come quelli di Crisanti vengono messi nello stesso calderone di chi pensa che i vaccini producano l’autismo, beh, allora Houston, abbiamo un problema.

Già, perché un punto deve essere chiaro.

Mai nella storia della scienza abbiamo assistito ad una tale pazzesca comunanza mondiale di interessi nel giungere ad una stessa conclusione. Per le aziende farmaceutiche coinvolte, ovviamente, si tratta dell’affare del millennio. Pensando che si tratta di un’affezione destinata a divenire endemica, e per cui saranno necessarie vaccinazioni ripetute, forse annuali, in tutto il mondo, parliamo di profitti potenziali stratosferici. E quando ai rischi, notiamo, che non risulta sia stata smentita la notizia della manleva verso le aziende farmaceutiche, firmata da alcuni committenti statali, inclusa la UE, circa danni per eventuali effetti collaterali non previsti.

Simultaneamente per gli stati, in strutturale competizione all’ultimo sangue per le quote di mercato mondiale, la possibilità di riprendere il più rapidamente possibile il business as usual rappresenta un’urgenza fondamentale.
E quanto ai rischi, a rispondere per eventuali danni collaterali non saranno i decisori politici, non saranno gli attuali capi di stato o parlamentari, ma, nel caso, l’erario pubblico.

In questo quadro in cui tutti gli agenti coinvolti, pubblici e privati, hanno lo stesso dominante interesse, e nessuno degli agenti coinvolti corre un significativo rischio in prima persona per eventuali decisioni sfortunate, ecco, qui, chiedere che ci si debba puramente e semplicemente fidare, mettendo al bando ogni dubbio e ogni cautela, immaginare che non esista una forte tentazione di tentare la sorte, beh questa sembra davvero una richiesta irricevibile.

Francamente dalle autorità scientifiche ci si dovrebbero attendere molti meno appelli alla fiducia a scatola chiusa, molte meno condanne sommarie a chi pone domande o chiede accertamenti, e molta più cauta acribia. Che i tempi estremamente accelerati di sperimentazione non consentano di valutare possibili effetti di medio periodo è certo, perché i tempi dei processi organici non puoi accelerarli, per quanti soldi e risorse ci abbia messo.

Qualunque discussione pubblica dovrebbe partire da questo dato di onestà, e avviare una complessiva e laica valutazione costi-benefici circa opportunità, modi e tempi della somministrazione dei vaccini, senza lanciarsi in proclami o anatemi.

1 reply

  1. peccato che per avere una protezione globale
    (leggi immunità di mandria) serva indicativamente l’80÷90% della popolazione
    con 10 milioni che ci fai? dovrebbero essere almeno 50 i milioni.
    e non a Marzo ma a Gennaio.
    e sulle tappe
    per onestà bisogna dire che, è vero che le fasi ci sono/sono state fatte
    ma
    1 – non tutti necessitano di avere la stessa metodica temporale,
    ci sono vaccini che derivano, come tecnologia, da studi fatti su altri vaccini
    e di questi si beneficiano, mentre altri sono degli ex novo, con quello che ne consegue.
    2 – i tempi sono stati estremamente compressi, anche avvantaggiandosi di tecnologie
    che nel passato non esistevano (simulazioni computerizzate al fine di trovare le composizioni giuste)
    ma per gli ex novo devo dire che non so valutare se siano sufficienti, pur in regime d’urgenza.
    e a noi, soggetti alla disciplina atlantica, proprio questi ci toccano.

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