Esame di immaturità

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Vorrei tanto che fosse vera una delle balle che si raccontano sul mio conto: e cioè che sarei il capo occulto, o addirittura palese, dei 5Stelle. Almeno capirei qualcosa dei loro Stati generali, che si tengono via web causa Covid: prima sui territori, ieri e oggi a livello nazionale. Da gennaio, uscito Di Maio, non hanno un capo eletto dalla base, ma un reggente di transizione, Vito Crimi, che in dieci mesi è invecchiato di dieci anni appresso alle beghe da asilo Mariuccia di galli e galletti. Fra qualche giorno verrà eletto dagl’iscritti un vertice collegiale di 5 persone (ma qualcuno ne vorrebbe 7). E questa è l’unica buona notizia: il partito di maggioranza relativa, principale azionista del governo Conte, non può più restare acefalo. Le altre sono pessime. Grillo è distante e silente, anche se non si esclude un colpo di teatro in extremis. Casaleggio jr. s’è tirato fuori perché “è già stato tutto deciso” e tra chi “scrive le regole” c’è chi “non le rispetta” (qualche bonifico in ritardo): cioè ha capito che non può decidere tutto lui e l’orientamento maggioritario è quello di usare la piattaforma Rousseau come struttura di servizio e non più come segreteria-ombra e cassa-ombra. La Appendino, candidata ideale al nuovo direttorio, l’ha impallinata un giudice con una sentenza lunare, ma soprattutto l’incapacità del M5S di riammetterla dopo l’autosospensione, alla luce dei fatti oggetto della condanna che non ledono minimamente la sua moralità (una posta del bilancio comunale inserita nell’anno sbagliato). Di Battista non ha ancora detto se si candida; però vuole un M5S equidistante da centrodestra e centrosinistra, ma senza far cadere il governo M5S-centrosinistra; paragona gli (ex?) amici ministri all’Udeur, anche se Mastella alla Giustizia debuttò con l’indulto e Bonafede con la Spazzacorrotti, la blocca-prescrizione, il nuovo voto di scambio e le manette agli evasori; e chiede, come Casaleggio, che non si deroghi al limite dei due mandati e si pubblichino i risultati del voto dell’altroieri dove pare sia arrivato primo (ma non era l’elezione del capo politico, né un concorso di bellezza: soltanto la scelta dei 30 relatori che parleranno oggi).

Regolette, formulette, schede, mandati, scontrini, quote sociali, piattaforme online: ma a chi interessa ‘sta sbobba? Siamo nel pieno di una pandemia mondiale che sta cambiando il pianeta e impone a tutti un nuovo Welfare, un nuovo ambientalismo, un nuovo modello di sviluppo. E i 5Stelle, cioè la forza politica italiana più attrezzata per storia e Dna a dare risposte innovative sul futuro, oltreché la spina dorsale del governo con un buon premier indicato da loro e una serie di buoni ministri, che fanno?Si accapigliano su minutaglie da trapassato remoto che non fregano niente e non scaldano nessuno. Ieri, ai tavoli tematici, i 305 delegati hanno parlato di cose serie. E si spera che producano un nuovo programma all’altezza di questa fase drammatica e appassionante. Però, mediaticamente, chi ha la responsabilità di comunicare il percorso ha proposto all’opinione pubblica il solito spettacolo autoreferenziale di questioncine e ripicchine, tanto meschine quanto odiose e noiose. Proprio mentre al governo i 5Stelle danno prova di maturità e anche di capacità, nella gestione interna regrediscono all’infanzia, mostrando un’immaturità e un’inadeguatezza che ingigantiscono il vuoto lasciato dai due padri fondatori: l’uno distante, l’altro defunto. Nei momenti cruciali, Grillo e Gianroberto Casaleggio si erano sempre mostrati all’altezza del compito, dando prova di pragmatismo e flessibilità. Anche rispetto alle sacre regole interne che, non essendo i 10 Comandamenti o la Costituzione o il Codice penale, si possono cambiare o derogare, perché sono al servizio del Movimento (non viceversa). Una classe dirigente non si improvvisa: buttare a mare quella faticosamente formata in questi anni per il tabù del terzo mandato, o qualche scontrino in ritardo, o una sentenza su un bilancio comunale sbagliato, sarebbe follia. Basta spiegarlo e la base capirà, come l’ha già capito per la Raggi che si candida per la terza volta. Persino il più occhiuto custode delle regole, Casaleggio senior, era pronto a cambiarle per il bene del M5S: infatti nel 2015 pressò Di Battista perché si candidasse a sindaco di Roma, anche se per statuto non poteva farlo perchè era già deputato.

Oggi le ragioni per votare 5Stelle sono in parte diverse da quelle delle origini: onestà personale; sobrietà nei comportamenti politici; una leadership di persone competenti e perbene che non abbiano ancora ricoperto ruoli dirigenziali (modello Appendino o Patuanelli, per intenderci); una ritrovata unità interna con idee diverse e responsabilità comuni (anche con Di Battista o con un rappresentante della sua area); e soprattutto contenuti. È sui contenuti che ha senso “tornare alle origini”, cioè al radicalismo civico, ambientalista, legalitario, tecnologico e sociale dei primi Meetup, ribadendo e rimpolpando il programma iniziale delle 5 Stelle in pochi punti da attuare nei prossimi anni. Non sulle formulette tipo “terzo polo” che, per chi stava al governo con la Lega e ora col centrosinistra, fanno ridere i polli. Riusciranno i nostri eroi a ricordare chi sono e da dove vengono per capire dove andare? Lo sapremo presto. Il tempo per il colpo d’ala è poco: qualche giorno, non di più.

17 replies

  1. Beh, il titolo è fuorviante, cosa ci sarebbe di immaturo in una discussione fra iscritti e attivisti ad ampio spettro per la formulazione del programma e delle regole da seguire nel prossimo futuro e per l’elezione di una guida politica? Capisco le serie problematiche attuali del paese, ma cosa c’azzeccano con l’organizzazione interna del M5S?

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  2. Purtroppo la gente in gamba è poca. Oltre che essere onesti occorre anche essere bravi. L’accoppiata bravi/onesti è difficile da trovare e non si possono mettere da parte quelli che si sono dimostrati tali.

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  3. Ma perché diavolo non hanno rifiutato l’auto sospensione di Appendino? Per rimanere coerenti, perché non gli si dicesse che cambiano idea, ecc.
    Ma per fare l’interesse pubblico puoi e devi cambiare idea. Come se questo distogliesse i giornalisti e gli altri partiti dall’aspettarli al varco. È un inutile cappio autoinflitto: fate come Renzi, Enrico stai sereno, se perdo il Referendum me ne vado, e poi si rimangia tutto, e senza ombra di interesse pubblico.
    Ed è subito statista.

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  4. Spero abbia ragione Travaglio. Ma mi viene da pensare che il Palazzo ti cambia: Umberto Bossi ci entrò con la canottiera e le pezze al culo…poi cambio parecchio.

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    • Bossi non è cambiato nemmeno un po’. Era evidente sin dal primo giorno che le sue invettive su Roma ladrona non era frutto del desiderio di onestà e giustizia, ma del risentimento dell’essere escuso dalla spartizione della torta. Infatti appena ha potuto non solo ha cercato di prendersi la fetta più grossa, ma ha fatto in modo che figli, parenti e amici partecipassero al lauto banchetto.
      Non dico questo ora a posteriori, l’ho sempre sostenuto sin dalla prima ora, quando purtroppo miei amici lo votavano convinti che avrebbe fermato il ladrocinio.

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  5. “La forza politica più attrezzata per storia e DNA a dare risposte innovative sul futuro” “mentre al governo danno prova di maturità e di capacità” ma è uno scherzo vero? Da Travaglio una propaganda così miope, che ipocrisia… se questa situazione fosse dovuta alla “destre”? cassa integrazione in ritardo da mesi e quasi sempre anticipata dalle imprese, aumento covid hospital (bandi ripartiti da poco, per esempio Toscana solo due settimane fa) e TI insufficienti, comunicazione confusa o assente, app Immuni che notifica le persone sbagliate (Report), tracciamento zero fin da settembre, solo “quasi, circa 7.000 bus aggiuntivi sulle tratte più frequentate” su una poplazione di oltre 60milioni di persone (De Micheli, Otto e Mezzo) aiuti alle imprese INESISTENTI o quasi, indicazioni terapia anti covid per i medici di famiglia aggiornata in ritardo, a metà novembre, e potrei continuare… chissà che polemiche ci sarebbero state soprattutto da parte dei 5stelle se fossero all’opposizione e questa fosse la situazione

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  6. Personalmente il limite dei due mandati (in parlamento) lo ritengo assolutamente INTOCCABILE.
    Forse la durata “dell’impegno” in Parlamento lo si potrebbe indicare in anni (per evitare che uno sia costretto a non ricandidarsi anche quando c’e’ stata una legislatura brevissima).
    O vogliamo tornare ai politici di professione?
    No, quella non e’ una professione.
    E’, o dovrebbe assolutamente essere, un onore (ed un piacere) ma anche, soprattutto, un impegno FATICOSO che si “porta avanti” per DARE qualcosa alla collettivita’ e NON per PRENDERE.
    10 Anni pari a due legislature (o un minimo che potrebbe essere fissato in sette/otto anni), sono un tempo “enorme” per poter “dare” quanto uno ha “da dare” (idee, insegnamenti, propositi)…
    E sono altresì un tempo ENORME nel quale si dovrebbe assolutamente cercare di “rigare dritto” senza farsi distrarre dai luccicchii che ben conosciamo…
    La politica poi la si puo’ fare (sia prima che dopo gli 8/10 anni) anche fuori dal Parlamento.
    Indubbiamente le persone migliori dovrebbero non disperdere le loro esperienze e potrebbero continuare la loro “vita politica” nel movimento..
    Tralatro se questo limite dei due mandati fosse gradito da un popolo piu’ attento (al momento delle votazioni…), non e’ escluso, almeno in linea teorica, che non possa essere inserito nello Statuto di qualche altro partito (ad ora lo escluderei.. ma ovviamente dipende da come voterebbe il Popolo…). E chissa’ mai che in un futuro non possa diventare una “regola” per tutti i partiti…
    Cio’ detto, forse vedete nell’attuale (intero) Parlamento personalita’ che sarebbe davvero delittuoso tornassero ai loro impegni della vita civile (se mai hanno avuto impegni)?
    A me non sembra…
    Ergo, i pochi Senatori a Vita… lasciamoli nominare al Presidente della Repubblica che gia’ son fin troppi…

    Saluti da Genova

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  7. A proposito di quanto ha fatto il Governo (premetto: per me comunque meglio di QUALSIASI altro Governo ci fosse stato) leggo sul Corriere di ieri quelle che sono le misure economiche prese dalla Germania.
    E leggo (testuale):
    “le imprese con meno di 50 dipendenti riceveranno in novembre il 75% dei loro incassi nello stesso mese del 2019”.
    Mi domando perche’ una soluzione del genere (che immagino sia stata deliberata in Germania anche per alcuni mesi passati) non poteva essere presa anche Italia…
    Per una volta si poteva “dare pan per focaccia” (focaccia… detto da un genovese) a quei gioiellieri (e tanti-tanti altri “imprenditori”) che han sempre dichiarato meno dei loro piu’ umili collaboratori…?
    Per una volta, una volta sola, si poteva dar loro un 70/80% di quanto loro stessi hanno DICHIARATO (mentendo sputoratamente ed evadendo per una vita intera) ovvero “premiando” (indirettamente) chi ha regolarmente pagato le tasse?
    Al riguardo son state illuminanti le parole di Bersani di qualche settimana fa (ospite di Floris se non sbaglio):
    lui una onesta e LEGITTIMA (logica direi io) proposta di quel tipo NON ha avuto il coraggio NEPPURE di farla sottovoce…
    E questo spiega moltissime cose…
    Compresa la differenza di DECEDUTI fra Italia e Germania.

    Saluti da Genova

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    • @Luciano zangarini,
      la prossima di Virginia sarebbe la terza. la prima ha fatto la consigliera, la sencoda la sindaca e la prossima (la terza) di nuovo la sindaca… si spera…!!!
      si dovrebbe sottoporre la terza (ed ultima in assoluto) candidatura alla votazione della base…!
      con la speranza che ai destrorsi tetrapoltronari traditori, già bibitari al san paolo di napoli, non venga concessa…!!!
      sarebbe interessante inviare le telecamere per riprendere i tetrapoltronari traditori tornati a fare il mestirere che sanno fare meglio…!!

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      • A essere pignoli, la prima candidatura e elezione di Raggi c’è stata nel 2013 quando fu eletto e poi letteralmente defenestrato Ignazio Marino, la cui breve consiliatura durò circa due anni, seguita per pochi mesi dal commissario Tronca. Ad aprile 2016 fu eletta sindaco di Roma.
        Personalmente spero nuovamente

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