United leccons

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Il minimo che si possa fare leggendo le intercettazioni di Castellucci, Mion e degli altri magnager di casa Benetton intercettati dalla Procura di Genova, è vomitare. Ma stupirsi, per favore, no. Da ieri siamo inondati dai commenti indignati di politici, giornalisti e commentatori che fingono di meravigliarsi per le parole sprezzanti dei manager scelti dai Benetton per speculare a suon di dividendi miliardari su un bene pubblico (le autostrade), la sicurezza pubblica (le mancate manutenzioni dei viadotti) e l’incolumità pubblica (i cavi del Morandi “corrosi” e i pannelli “incollati col Vinavil”). Ecco: ce li risparmino. Oggi intitoliamo questa colonna come quella dell’agosto 2018 sul crollo del ponte Morandi, perchè ricordiamo benissimo cosa dicevano questi tartufi. Era già tutto chiaro e lampante allora, almeno per le responsabilità gestionali dei dirigenti scelti da Luciano, Gilberto & F.lli, noti imprenditori a pelo lungo passati dal tosare le pecore al tosare gli italiani. Ma quando il premier Conte e i suoi vice Di Maio e Salvini (che si sfilò un minuto dopo) promisero ai funerali di cacciare i Benetton da Aspi, furono investiti da una potenza di fuoco politico-mediatica mai vista prima, al grido di “no all’esproprio” e “aspettiamo la Cassazione”. Anche se il crollo del Morandi (43 morti) era il macabro replay della strage di Avellino del 2013 (40 morti).

Solo il Fatto e la Verità osarono mettere la parola “Benetton” in prima pagina. Quella del Corriere non citava né Atlantia, né Autostrade, né Benetton: in compenso additava come colpevoli i 5Stelle e gli ambientalisti contrari alla Gronda (anche se la Gronda non l’avevano certo bloccata loro, non avendo mai governato né la Liguria né l’Italia, ma la destra e la sinistra; e comunque la Gronda, anche se esistesse, non rimpiazzerebbe ma affiancherebbe il Morandi). Stessa favoletta su Repubblica: niente Atlantia, Autostrade e Benetton, ma giù botte a i 5Stelle anti-Gronda. Idem su La Stampa (“Imbarazzo per un documento M5S” e per “il blog di Grillo”), il Giornale (“chi è stato”: i Benetton? No, “i grillini”) e tutti i tg. Perché? Elementare, Watson: i Benetton riempiono di pubblicità milionarie giornali e tv; il M5S e gli ambientalisti un po’ meno. In più, per pura combinazione, Autostrade sponsorizzava la festa di Repubblica “Rep Idee” e aveva nel Cda l’amministratore di Repubblica Monica Mondardini. Quindi la revoca della concessione alla Sacra Famiglia trevigiana era pura bestemmia. Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero eGiornale ripeterono per giorni che Conte, Di Maio e chiunque altro si azzardasse a incolpare Atlantia per le colpe di Atlantia era affetto da patologie gravissime.

Eccole: populismo, giustizialismo, moralismo, giustizia sommaria, punizione cieca, voglia di ghigliottina, ansia da Piazzale Loreto, sciacallaggio, speculazione, ansia vendicativa, barbarie umana e giuridica, cultura anti-impresa che dice “no a tutto”, deriva autoritaria, ossessione del capro espiatorio, pressappochismo, improvvisazione, avventurismo, collettivismo, socialismo reale, oscurantismo. Ezio Mauro spiegò su Repubblica che “una delle più grandi società autostradali private del mondo” non può diventare “il capro espiatorio di processi sommari e riti di piazza”, “tipici del populismo” e dei “pifferai della decrescita”. Toccare la sacra concessione, per Daniele Manca del Corriere, era una pericolosa “scorciatoia”, “un errore” e “un indizio di debolezza”. Giovanni Orsina, su La Stampa, lacrimava inconsolabile per i poveri Benetton (mai nominati), “sacrificati” come “capro espiatorio”: roba da “paesi barbari”. L’emerito Sabino Cassese tuonava a edicole unificate, dal Corriere al Sole 24 Ore a Repubblica, contro la revoca ai Benetton e il ritorno delle Autostrade allo Stato: “Sarebbe una decisione immotivata e anche illegale”, strillava, scordandosi di premettere che nel 2000-‘05 era stato nel Cda del gruppo Benetton, uscendone con 700mila euro tra gettoni e consulenze.Centrosinistra e centrodestra, a suo tempo lautamente foraggiati da Autostrade, le fecero scudo come un sol uomo, tempestando la Consob di esposti contro Conte&C.: il crollo che li angosciava non era quello del Ponte sui 43 morti, ma quello del titolo Benetton in Borsa. “Qualcuno sarà chiamato a rispondere di aggiotaggio” (Michele Anzaldi, deputato renziano, 16.8). “Consob avverte Palazzo Chigi: ‘Pericoloso turbare i mercati’” (Stampa, 17.8). “Consob raccoglie l’appello di Forza Italia: verifiche su Autostrade. Brunetta: ‘Attenzione a chi turba i mercati’” (Giornale, 18.8). Il Partito d’Azioni trovava il suo naturale portavoce nell’Innominabile: “Revocare la concessione ad Autostrade significa pagare 20 miliardi di danni”. Poi, con comodo, il nome Benetton riapparve sui giornaloni. Ma per riabilitarli con titoli e interviste strappalacrime. Da Pulitzer quella di Francesco Merlo (Repubblica) a Luciano dai capelli turchini, poco dopo la morte del fratello Gilberto. Merlo lo definì “imprenditore di sinistra”, forse perché nelle foto di famiglia siede da quella parte. Poi affondò il colpo: “È vero che il crollo del Ponte Morandi a Genova con i suoi 43 morti ha ferito lei e ha ucciso suo fratello?”. Mancò poco che chiedesse i danni ai famigliari delle vittime. Quindi, signore e signori: vomito sì, stupore no. Magari qualche parolina di scuse, ecco.

21 replies

    • @paolo diamante Roma
      Eh, Paolo… sei rimasto indietro di almeno duemila anni.
      Certo che è quella di Ponzano Veneto la Sacra Inviolabile Famiglia!
      A difenderla, magari con azioni di guerriglia e sabotaggio che non
      danno troppo nell’occhio, sono schierati tutti i politici e i media, che
      dalla Sacra Famiglia han ricevuto benevolenza, benedizioni, montagne
      di denaro… e tanto, tanto amore.

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      • Caro Piero, non intendevo Quella. Bensì le altre, forse nascoste dietro, che si muovono come il Kraken.

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  1. Ed ancora la revoca deve essere attuata.. chi ha un minimo di pensiero, sa bene che gli interessi delle grandi industrie, multinazionali scavalcano qualsiasi morale.. vomito sì!! Quando riusciremo a vomitare addosso a questa gentaglia tutto quello che si meritano? I facoltosi architetti delle miserie italiane!! Gli intrallazzatori di porcherie.. e non sono soltanto i Benetton!! Quanti come loro gestiscono malamente miliardi alla faccia degli italiani!!!

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  2. Non dimentichiamo che questi paperoni hanno avuto i loro santi in paradiso: uno di questi chiamato mortadella ha ancora ha il coraggio di parlare e sproloquiare non che di dare consigli:-Prendete il Mes, vi prego prendete il mes!- Ebbe il coraggio anche di sponsorizzare il papi insieme al debenedetto, per un governo di unità nazionale…Ne abbiamo avute di occasioni per vomitare! Non bastano mafia, camorra, ndrangheta, ci vogliono anche le associazioni a delinquere politiche…

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  3. Certo che nessuno si dimette, anzi quello se n’è uscito con 13 milioni di euro
    Leggi e trovi addirittura personaggi emeriti della Bocconi!!! Tutti, tutti laureati che tra il bene comune, l’onestà, il rispetto del vivere comune, l’esempio da dare ai posteri e una consulenza, mega pagata o uno stipendio mega, consigliano il peggio del peggio del peggio senza ESITAZIONI.
    E poi leggo tal cacciari dire Rivoluzione!!!!!! Tutti sti laureati che tra la prima fila in trincea e il divano riscaldato, li trovi sempre, sempre sul secondo.
    Direttore in questo momento eviti di scrivere in questo modo, veritiero e perfetto…
    Mi vien prurito alle mani…..
    E le goccioline aumentano nel vaso che trabocca…
    Gli italiani, non vorrei prendessero il forcone…… Saluti

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  4. https://infosannio.com/2020/11/12/united-leccons/ benetton sono indecenti e semmai le scuse dovrebbero darle anche nel primo governo gialloverde quando dopo la caduta del ponte Morandi si doveva procedere immediatamente alla revoca della concessione come promesso! Le scuse? Quando comincerà a farle anhe Travaglio Fido Coniglio per tutte le previsioni e le stronzate che ha scritto o detto allora potranno seguire tutti gli altri! Aleno cominci lui a dare il buon esempio magari pavendo tanto incensato quelle sardine di cui teneva l’immagine come avatar nella sua pagina come campagna elettorale pro-Bonaccini salvo astenersi da commenti come usa d bravo Coniglio quando se le ritrovò a rendere omaggio proprio ai benetton!

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  5. I fili del sistema bancario internazionale ( banche centrali ), finanza e tutto quello che circonda il nostro mondo è in mano a un consorzio di famiglie intrecciate tra loro con legami di sangue, un tappo gigantesco che ottura 7 miliardi di culi. Il materiale a Dio per fare l’universo glielo hanno venduto loro.
    I Benetton..tze, fesserie.
    Ci vogliamo raccontare cosa?!!
    Nemmeno con un meteorite te ne liberi.
    Poi voglio dire, perché liberarsi?..
    Stiamo così bene, no?

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  6. Ho assaporato la perfezione di questo articolo come una fetta di pavlova (a tratti ho anche riso: “United leccons” e “noti imprenditori a pelo lungo” sono da Pulitzer), ma di converso, ad ogni riga, mi è montata su una forma di cirrosi epatica particolarmente feroce.
    Non posso scrivere. C’è davvero da vomitare.

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  7. Se anche solo metà dei membri del Governo fossero affetti dalla metà delle “patologie gravissime” indicate dalla cosiddetta informazione mainstream, così ben citata da Travaglio, da ognuno dei diciotto pennoni del viadotto Genova San Giorgio avremmo visto penzolare un membro della Sacra Famiglia e/o del Santissimo Cda.

    Piccola nota a margine: io non ho mai visto in Italia, e sottolineo MAI, una grande opera pubblica completamente ricostruita a meno di due anni dal crollo (e mi sa tanto che non la rivedrò più neanche in futuro). Dalle mie parti, per dire, qualche anno fa è venuto giù un cavalcavia, lungo quanto il viadotto Polcevera è largo, costituito da un unico pezzo prefabbricato posato su due piloni. Tempo di ricostruzione: tre anni.
    La norma, nel Belpaese, è che due anni sono, sì e no, il tempo per decidere chi e come si deve spartire la torta della ricostruzione, poi segue la celebrazione in pompa magna dell’inizio dei lavori, mediamente destinati a durare il triplo e a costare il quintuplo del previsto, con non meno di tre diverse cerimonie di inaugurazione nel mentre.

    Ora, non si pretende che coloro a cui sia da ascrivere gran parte del merito di ciò andrebbero ringraziati per questo, chi è abbastanza grande ha capito da un pezzo che la gratitudine non fa parte di questo mondo, ma almeno si potrebbe smettere di tacciarli di incompetenza ad ogni piè sospinto.

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  8. Ottimo l’ articolo di Travaglio(del resto gli succede spesso) e centrati anche quasi tutti i commenti,anche se traspare sfiducia,insoddisfazione e impotenza.
    Allora mi chiedo: vuoi vedere che il sistema è immodificabile,marcio?
    Potranno cambiare gli attori,più o meno bravi, ma il risultato non cambierà.

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  9. Se fossimo in un paese serio, ora a questi bravi magliari gli si cuce addosso un bel pigiamino a righe e li si sbatte in un bel monolocale a prendere il sole a scacchi. Ma siamo in Italia…

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