5Stelle, la richiesta a Conte “Un video per il congresso”

IL M5S HA DOMANDATO AL PREMIER UN INTERVENTO ALLA DUE GIORNI. ANCORA IN DUBBIO LA PARTECIPAZIONE DI BEPPE GRILLO

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Il congresso che non sarà un vero congresso è alle porte, fissato per il fine settimana. Ma per dare un po’ di corpo agli Stati generali i Cinque Stelle hanno bisogno di qualche invenzione, anche mediatica: di qualcosa che faccia da benzina per l’evento di un M5S sfinito da due anni e mezzo di governo e da una valanga di rogne interne, a cui ieri si è aggiunto l’ennesimo addio di un parlamentare, il senatore sardo Gianni Marilotti (“Molti attivisti mi hanno sempre trattato come un infiltrato della sinistra” il suo sfogo). Così ora l’obiettivo dei Cinque Stelle è avere all’evento i due uomini che hanno voluto e costruito il governo giallorosa.

Partendo dal garante e fondatore, Beppe Grillo, che giorni fa ha promesso di intervenire, ma che nelle ultime ore ha un po’ oscillato, seminando dubbi. Così ora nel M5S sospirano: “Beppe è fatto così, è umorale, speriamo che alla fine ci sia”. Ma la speranza è che dica di sì anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a cui il Movimento ha chiesto di partecipare alla due giorni con un video. E sarebbe una testimonianza, da parte del premier che si è sempre descritto come “terzo”, precisando di non essersi mai neppure iscritto al Movimento che pure lo ha portato a palazzo Chigi. Però Conte è indispensabile al M5S dall’identità sospesa, come i 5Stelle sono preziosi per l’avvocato per tenere il mare in tempi di ordinaria bufera. Così ecco la richiesta di un filmato, al Conte che all’ultima edizione di Italia a 5Stelle a Napoli, nel 2019, fece il pieno di applausi dalla platea: perfino di più del padrone di casa e allora capo politico, Luigi Di Maio.

Anche lui, il leader di fatto, prenderà la parola. Scontato che sia tra i 30 grillini che verranno votati dagli iscritti come oratori dell’assemblea, per una serie di interventi previsti per domenica pomeriggio, rigorosamente in via telematica. Una votazione, quella sulla piattaforma web Rousseau dell’ormai nemico Davide Cassaleggio, che darà il suo esito oggi, ma già segnata da polemiche. “Pare che si possa votare tre volte per la stessa persona” ha fatto notare Parole guerriere, sorta di mozione congressuale guidata dalla deputata Dalila Nesci.

Bel problema, visto che il regolamento consente di esprimere un massimo di tre preferenze, ovviamente per persone diverse. L’associazione Rousseau però giura che l’intoppo è solo un’impressione: “Alcuni utenti questa mattina hanno segnalato un problema di visualizzazione grafica in cui compariva per tre volte una stessa persona. In realtà il voto era calcolato solo per uno, non per tre volte, e il problema è stato risolto dopo mezz’ora”.Spiegazione che convince poco un big di governo: “Ma va bene così, ci fa gioco che Casaleggio continui a combinare guai”. Ormai i rapporti tra la casa madre di Milano e il M5S si limitano a e-mail di stretto sapore burocratico. E la distanza è confermata da un’altra scelta di Rousseau, quella di far pesare i meriti nella votazione dei 30 oratori (per capirsi, vale come titolo anche l’aver organizzato iniziative della piattaforma o eventi vari). “Questo ha fatto scivolare molti dei grandi nomi in fondo all’elenco” spiegano.

Però alla fine tra gli oratori dovrebbero esserci tutti i magiorenti, da Di Maio a Roberto Fico, per arrivare a Paola Taverna e Alessandro Di Battista. E proprio l’ex deputato è oggetto dei ragionamenti dei big, che puntano a tenerlo dentro la futura segreteria. Un organo collegiale che, stando alle ultime voci, potrebbe essere composto di sette membri, inclusi 5Stelle di governo. Di Battista potrebbe rappresentarvi l’anima più movimentista. E sarebbe un modo anche per scongiurare un’eventuale scissione nel nome di Casaleggio: di fatto impossibile senza che ci sia lui a guidarla o quanto meno a rappresentarla. Ma per riprender quota c’è bisogno di tornare a coinvolgere Grillo, o almeno è quanto dicono in parecchi. Per questo il pressing per la sua presenza agli Stati generali assomiglia quasi alla supplica. Mentre alcuni parlamentari vorrebbero addirittura proporre un incarico aggiuntivo per il garante. Un’altra via per fargli tornare la voglia di occuparsi di loro, dei 5Stelle.

1 reply

  1. Non basta che Alessandro Di Battista, che nessuno può accusare di essere un Giano bifronte, abbia più e più volte
    ripetuto che non ha né ha mai avuto intenzione di promuovere una scissione nel Mov, per mettere a tacere questa
    bufala così intensamente sperata da chi vorrebbe un hara-kiri collettivo sulla pubblica piazza con annesso spargimento
    di sangue e visceri.
    Se qualcuno deciderà di intraprendere una strada diversa se ne assumerà la responsabilità, ma quel qualcuno NON
    sarà di sicuro Alessandro Di Battista.

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