Vi ricordate la solidarietà della prima ondata verso medici e infermieri? È tutto finito

(Elvira Serra – il Corriere della Sera) – L’ultimo si chiamava Mirko Ragazzon, aveva 60 anni e due figlie. Era diacono nella parrocchia di Sant’ Antonio a Brancaccio di Torre del Greco ed era un medico di famiglia. È morto il 24 ottobre nel reparto di rianimazione dell’ospedale del Mare di Napoli. I suoi colleghi, quando è passato il feretro, hanno improvvisato un picchetto d’onore con i camici indosso.

È la vittima numero 183, tra i medici, dall’inizio della pandemia. Gli infermieri deceduti finora, invece, sono 44. Gli operatori sanitari che sono stati contagiati da quando si tiene la contabilità del coronavirus sono 42.071. Eppure queste persone sono passate da «eroi» a «collusi», «assassini», «bugiardi», «terroristi», «menagrami».

Una settimana fa, di notte, nel parcheggio dell’ospedale Infermi di Rimini sono state vandalizzate una settantina di auto: finestrini spaccati, specchietti divelti, sportelli rigati. Dall’interno non è stato toccato niente. Andrea Boccanera, responsabile della sicurezza dei lavoratori dell’Ausl, al Resto del Carlino ha detto: «Non è certo il lavoro di un ubriaco o di qualche teppistello, è un attacco mirato contro i sanitari. La gente è sempre più esasperata e nervosa, forse ai loro occhi, con i nostri appelli sui social a rispettare le misure, creiamo allarmismo».

I carrozzieri di Rimini e San Marino si sono offerti di riparare le auto gratis, l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini è andato a ringraziarli. Venerdì a Padova il presidente della Provincia, Fabio Bui, è stato fischiato quando ha espresso solidarietà per chi lavora in corsia ventiquattr’ ore su ventiquattro. E il Mattino ha raccontato gli insulti che ricevono su Facebook medici e infermieri della Terapia intensiva.

«La solita propaganda terroristica», «inizia a essere quasi giornaliera la foto della caposala, tra selfie e dichiarazioni varie, tra poco la vedremo da Barbara D’Urso», «ma stanchi di cosa?, fate solo il vostro lavoro come tanti altri», «bugiardi fate terrorismo». Fino al paradosso: «Questo lavoro lo avete scelto voi, gli eroi sono un’altra cosa».

La presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, è particolarmente avvilita dall’aggressività dei toni. Al telefono ci dice: «Non mi aspettavo questa violenza e questa acredine. Fin dai primi mesi abbiamo rifiutato la retorica degli eroi, ne comprendiamo il senso, ma siamo prima di tutto dei professionisti. Questi attacchi sono inaccettabili e la polizia postale dovrebbe intervenire per quel che è di loro competenza: invoco la tolleranza zero con chi insulta e addirittura ci minaccia».

Gli infermieri, peraltro, sono stati i più vicini ai pazienti nel momento dell’ultimo saluto. In questi mesi hanno adempiuto a compiti che andavano ben al di là delle loro competenze e della loro formazione, sottoposti a uno stress emotivo che non prevede alcuna indennità in busta paga. Mangiacavalli insiste: «Essere accanto ai malati mentre se ne andavano ci ha lasciato una memoria di ricordi preziosissima e ha creato un legame privilegiato con i parenti, che poi hanno chiesto a noi qual era stato l’ultimo pensiero dei loro cari, se avevano ricordato i nipoti e i figli.

Credo davvero che ci si debba fermare un attimo, i teatrini televisivi non ci stanno aiutando. Non dico di dare meno informazioni, ma di essere più cauti nel disegnare scenari sempre diversi. Altrimenti, se si sdoganano certe modalità di relazione più di pancia che di testa, il cittadino si sentirà autorizzato a replicarle».

6 replies

  1. Si è passati da un eccessiva esaltazione delle figure sanitarie nel momento della prima esperienza pandemica definendoli eroi, e ora considerati dei falsi e approfittatori se non veri e propri untori. Le denuncie si sono moltiplicate grazie anche a certa disinformazione data dai media e l’aggressività nei confronti dei medici e del personale sanitario si è accentuata e diffusa. Le accuse offensive nei confronti dei medici da parte del presidente Trump trasmesse dai media non fanno che peggiorare il rapporto medico paziente e svilire la professionalità di questi operatori.

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  2. Io non so se nella passata ondata di corona virus,infermieri e medici siano stati eroi.Quello che ho potuto constatare e’ che negli ospedali vigono le caste: medici,infermieri e Oss.Tutti dovrebbero lavorare 7 ore al giorno invece,tra chiacchiere,caffè, passeggiatine e consegne,lavorano 5 6 ore al giorno.Il tutto a scapito del malato che quando chiama per aver aiuto,deve aspettare molto e poi viene apostrofato in maniera poco gentile.Poi possono avvenire gli errori medici,come è avvenuto a me e pertanto non ti danno spiegazione e si passano la patata bollente.A me è accaduto un fatto tremendo.Mi hanno diagnosticato un tumore al polmone,mi hanno fatto fare chemioterapia che mi ha ridotto uno straccio,poi dopo esami mirati,mi hanno operato.Il chirurgo ha aperto,non ha trovato il tumore,prelevato 4 campioni risultati non tumorali e ha chiuso.Quindi mi dice che ho una lunga vita e di stare serena.Torno dall’oncologo che insiste nel dire che ho il tumore,devo fare chemio e aggiunge che i chirurghi non sanno fare il loro lavoro.Che devo fare?Mi rivolgerò a un altro medico,rifarò la biopsia del polmone e poi vedremo come agire.Purtroppo siamo in mano,come si dice in Sicilia ” a nuddru miscatu cu nenti ” cioè a nessuno mescolato con niente cioe emeriti ignoranti e poco preparati.Nel mio caso devo dire che se ha sbagliato l’oncologo ha ragione il chirurgo.Se ha sbagliato il chirurgo ha ragione l’oncologo.Vedremo.Vi farò sapere!

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    • 1. Il suo è un caso, non rappresente la totalità.

      2. Devono lavorare 7 ore? Ma dove? I turni dei medici nei pronto soccorso sono di 12 ore.

      3. Può sempre andare in una strutture privata, se non le piace il pubblico.

      Visto che si parla di casi personali io gliene racconto due:

      a) Mio padre è sopravvissuto ad un infarto, una crisi respiratoria e una crisi ipoglicemica, grazie ai medici, alle ambulanza e agli infermieri.

      b) Mia madre ha superato un tia sempre grazie alle stesse persone.

      Quindi, signora, prima di spalare merda sulla categoria cerchi di vedere che loro salvano le vite e, aggiungo, non lavorano in comune in cui devono stare li tot ore al giorno.

      Detto questo, ripeto, se non vi sta bene andatevi a far curare nelle strutture private o dalla lega, visto che sanno tutto loro senza mai aver studiato un cazzo.

      Ossequi.

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      • Ho diritto,in quanto pago le tasse a servirmi degli ospedali pubblici.Io non butto escrementi sulla categoria da le nominata ma dico la verità è ciò che ho constatato con i miei occhi.Lei invece di difendere diveva dire che purtroppo gli incidenti accadono,infatti io credo che sia un incidente di percorso quello che mi è accaduto.I medici sono tutto bravissimi infatti hs ragione e ha fatto bene il suo lavoro uno dei dottori che mi hanno curato cioe’ o il chirurgo che non mi ha tolto il polmone o l’oncologo che dice che c’e un tumore .Anche mio marito è stato salvato da bravi medici quando ha avuto l’infarto e se vuole le dico che io(evidentemente me le attiro le disgrazie)12 anni fa ho perso un rene,milza,udito e sono stata a letto per 4 mesi per una diagnosi errata.Vada lei nel privato,dove forse è peggio,e non sia consigli azzardati.Spero che nessuno possa,avere la mia esperienza perché, carissimo,i medici sia di toracica che di oncologia non solo non mi danno spiegazioni ma mi hanno lasciato sola!
        Ossequi.

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    • Anzitutto in bocca al lupo per il suo calvario medico. Qualcuno ha sbagliato e deve pagare e lei ha diritto ad essere curata adeguatamente, senza dover andare in cliniche private come qualcuno cinicamente ha scritto. Per quanto riguarda i professionisti della medicina, io credo che nella prima fase tutti hanno fatto più della loro parte e rischiando la loro vita e quella delle loro famiglie , anche perché questo COVID ha preso tutti ben impreparati. Il termine “eroi” sarà un po’ esagerato, ma non inappropriato.
      Invece, come anche già sottolineato da molti, ho trovato di rara sconcezza la sfilata di virologhi et similia sbucati come funghi e, come se non bastassero quelli nazionali a fare qua qua in massa, anche cercati all’estero dai nostri ineffabili conduttori di tronf show. Con rarissime eccezioni, non hanno apportato nulla tranne la loro insopportabile prosopopea e litigiosità astiosa. Uno spettacolo vergognoso, possibile che chi fa i programmi tv non si renda conto della noia mortale e lo schifo che questi pagliacci che si pavoneggiano negli schermi invece di andare a lavorare come i loro colleghi – tra cui molti medici richiamati dalla giusta pensione , improduttivi secondo Toti – suscitano? Ai medici, infermieri, personale sanitario che han vissuto e vivono la stressante esperienza ospedaliera del COVID per i cittadini non sarò mai abbastanza grato. E se – finora – non l’ho preso, è tanto merito loro come mio

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  3. Mi scordavo : un olé per i carrozzieri di Rimini e San Marino che si sono offerti di sistemare i graffì subiti dalle auto dei sanitari per colpa di delinquenti. Non avete idea quanto lavoro (e materiali) richiede la riparazione di un semplice graffio. Un bel gesto davvero, questa è l’Italia che mi piace, solidale ed empatica

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