Virus da prima serata

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Noi non siamo d’accordo con lui sull’ultimo Dpcm. Ma dobbiamo ammettere che ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha usato le parole e i toni giusti, come quasi sempre dall’inizio della pandemia, per lanciare l’allarme senza diffondere allarmismo.Non sappiamo se, dopo il cedimento dell’altra notte all’ala più isterica e meno riflessiva del governo e della maggioranza, ne abbia ripreso il pieno controllo politico. Ma almeno ne ha dato l’impressione con un discorso asciutto, fermo, equilibrato, abile nel mascherare la babele cacofonica delle mille istituzioni che hanno messo le mani nel Dpcm numero 22, il meno coerente e razionale della collezione: ministri, viceministri, sottosegretari, consulenti, Quirinale, leader di partito, Comitato tecnico-scientifico, sindaci metropolitani, presidenti di Regione, sindacati, associazioni di categoria.

Ovviamente nessuno d’accordo con gli altri.Le leggende metropolitane della cosiddetta informazione ci descrivono sempre un uomo solo al comando che decide tutto da sé con pieni poteri e poi si diverte ad arrivare in ritardo alle conferenze stampa per creare la suspence. Ma ogni Dpcm è un parto sfibrante: ore e ore passate a sentire e risentire “autorità” che chiedono tutto e il suo contrario, con l’unica preoccupazione di passare il cerino acceso al vicino senza bruciarsi le dita.

E il risultato, almeno ieri, s’è visto: un patchwork di norme e “raccomandazioni” che mescola misure utili e sacrosante ad altre inutili e deprimenti. Queste ultime, fra l’altro, stonano con le dichiarazioni rese ancora ieri al Corriere dalla più alta autorità scientifica del Cts, il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli: “non siamo vicini alla perdita di controllo” dei contagi; l’Italia è “molto più preparata “ (di prima e di altri paesi Ue) per “disponibilità di mascherine, tamponi, posti letto attivati o attivabili nelle terapie intensive e subintensive”; “solo un terzo dei soggetti infetti ha sintomatologia, in larga parte di limitata severità”; dunque bisogna “limitare al massimo gli spostamenti” e tenere “comportamenti responsabili”, ma anche “mantenere i nervi saldi ed evitare il panico”.

Ecco: se le cose stanno così, si comprendono le raccomandazioni a spostarsi solo per lo stretto necessario, a evitare di ricevere in casa non-congiunti, ad aumentare lo smart working e la didattica a distanza per le scuole superiori visto che – Locatelli dixit – “il contesto di trasmissione principale rimane quello familiare/domiciliare, poi quelli sanitario-assistenziale e lavorativo”, per “alleggerire i trasporti”, mentre “le scuole non sono tra i principali responsabili”.

Ma non si comprende perchè non siano neppure all’ordine del giorno nuove zone rosse nei capoluoghi e nelle altre aree più compromesse di Lombardia, Piemonte e Campania, che insieme hanno la metà dei contagi di tutta Italia, e qua e là superano abbondantemente i parametri fissati dal ministero della Sanità per i lockdown locali.

Ma si comprende ancor meno è la chiusura 24 ore su 24 di cinema e teatri, cioè i luoghi più sicuri dopo il deserto del Sahara, dove non risultano focolai per il rigoroso distanziamento dei posti assegnati: perchè non tenerli aperti almeno fino alle 18, consentendo proiezioni e rappresentazioni mattutine e pomeridiane?

Altrettanto incomprensibile è la chiusura alle 18 di bar e ristoranti, che – come palestre e piscine – avevano investito molte risorse per mettersi in regola coi protocolli di sicurezza.

Il virus circola soprattutto di giorno e i nuovi divieti si concentrano dopo il tramonto (contro il famoso Covid da prima e seconda serata): ma che senso ha?Se fossimo in lockdown, si capirebbe almeno la logica: ciascuno, non potendo uscire né muoversi, se ne starebbe a casa propria “h 24”.Ma senza lockdown né coprifuoco, almeno su scala nazionale (alcune Regioni hanno provveduto per conto proprio, ma fra le 23 e le 24), il governo cosa pensa che faranno gli italiani dopo le 18? Che spariranno nel nulla?

No: se ne andranno tutti a casa dopo una giornata passata a scuola o al lavoro a contatto con potenziali positivi e moltiplicheranno le possibilità di contagiare gli altri familiari, soprattutto gli anziani. E molti organizzeranno aperitivi, cene, serate e festicciole fra amici, infischiandosene delle “raccomandazioni” del Dpcm, e proprio nel luogo meno controllabile di tutti: le quattro mura domestiche.

Non era meglio lasciare qualche valvola di sfogo serale in locali aperti al pubblico (e ai controlli) che già rispettavano le regole di distanziamento e anti-assembramento, come bar, ristoranti, teatri e cinema, diradando o ritardando così i contatti familiari che (ancora Locatelli) sono “il contesto di trasmissione principale del virus”?

E chi sono gli scienziati o i politici fenomeni che hanno suggerito misure tanto irrazionali e forse controproducenti, che fino a tre giorni fa Conte non voleva neppure sentir evocare?

A queste domande il premier non ha risposto, anche perchè – non trattandosi di Mes e simili baggianate – nessuno gliele ha poste. Così, forse, ha ripreso il controllo del governo e della maggioranza e ha messo a cuccia per un po’ la canea degli sgovernatori falliti sempre a caccia di un capro espiatorio.

Ma è improbabile che abbia ottenuto il risultato più importante per vincere la guerra: convincere i cittadini italiani.

40 replies

  1. L’aumento del ricorso al lavoro a distanza (perché di questo si tratta, lo smart working è tutta un’altra cosa) non lo puoi solo raccomandare, lo devi imporre. La stragrande maggioranza dei dirigenti della PA e dei manager, sempre aperti all’innovazione e dotati di una visione della società futura fuori dal comune, lo vede come il fumo negli occhi. Per loro lavorare da casa significa non fare un cazzo.. Probabilmente perché sono abituati a ragionare così su loro stessi.

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    • Il lavoro a distanza non può essere obbligato per un semplice motivo; la struttura internet è inefficace.

      In italia le compagnie telefoniche non hanno L’OBBLIGO di fornire internet, non essendo questo un servizio primario come la telefonia. Dunque può benissimo darsi che hai tutti i soldi del mondo ma internet, a casa tua, o non arriva o non funziona bene.

      Quindi prima di tutto dovrebbero far diventare internet servizio primario E, dunque, obbligare le compagnie a fornire e mantenere in efficienza le linee, cosa che non fanno assolutamente (le linee danneggiata non vengono quasi mai sostituite). POI si può parlare di didattica a distanza o lavoro a distanza.

      Altrimenti è una scemenza parlarne.

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  2. A me sembra che Travaglio soffra soprattutto la chiusura dei ristoranti, e che gli sembrino un’attività indispensabile perchè lui li usa moltissimo, e sull’onda della delusione di non poterci andare razionalizzi che la misura non è giusta, e che la situazione tutto sommato è sotto controllo.

    Invece secondo me non è sotto controllo per niente, e qualsiasi misura volta a limitare assembramenti è un tentativo di limitare i danni, fra l’altro temo inutilmente perchè ormai il virus dilaga e solo lock down mirati (qui sono d’accordo con lui) potrebbero incidere, e a occhio siamo già in ritardissimo.

    I ristoranti sono luoghi chiusi, dove si sta senza mascherina fra l’altro, a me sembra logico fermarli. Cinema e teatri anche, visto che la mascherina normale filtra solo una parte dell’aria, e quella non filtrata fluttua libera nelle sale e non trova frontiere dopo un metro, magari la maggior parte sì, ma non tutta. Fossero all’aperto si potrebbe magari discutere, ma anche così il rischio non sarebbe azzerato.

    L’idea penso sia limitare i danni chiudendo le attività meno indispensabili, per arrivare in caso di disastro a mantenere solo quelle strettamente necessarie.
    Spero non ci si arrivi, ma se le prime misure prese nei dpcm precedenti non incideranno significativamente sulla situazione, prima di dicembre saremo già oltre i record della prima ondata.
    L’inverno scorso abbiamo avuto il disastro che c’è stato partendo da fine febbraio con un solo infetto, mentre ora siamo neanche a novembre e ne abbiamo decine di migliaia al giorno, la situazione è molto seria.

    Quando in un organismo un numero significativo di cellule collassa, l’intero organismo crolla, e il cittadino è una cellula dell’organismo stato, quindi ora secondo me è in gioco non soltanto la salute dei singoli, ma anche quella della società nel suo insieme.

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    • Mi sono espresso male: prima dei due DPCM di parlava di un aumento del lavoro a distanza nella PA dal 50 al 75% dei dipendenti.
      Poi è passata la formula assurda dell’almeno al 50% ma con l’auspicio che venga aumentata fino al 70%.
      Chiaramente quasi tutte le PA manterranno la percentuale al 50%.

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      • Le attività meno indispensabili sono quelle che non intaccano il tuo stipendio?
        Allora di do una notizia: quando in cassa non arriveranno i soldi delle tasse di quei lavori “non indispensabili”, chi ti riempirà le saccocce?

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    • Concordo pienamente!! Il sacrificio sarà per un mese e verranno sostenuti coloro che dovranno chiudere.. i danni compiuti dalle manifestazioni sinora avvenute, quelli non sono gravi? Le persone ammassate per ore quelle non portano contagi? Un po’più di cervello ed onestà ci vorrebbe in Italia, tanto un bel po’!!!

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  3. Sono d’accordo con Travaglio, le misure anti-Covid formulate a tutti i livelli, erano per me più che sufficienti. Conte doveva semplicemente mettere in campo un “esercito di controllori” che ammoniva ed eventualmente multava e/o imponeva chiusure mirate, a tutti coloro che non rispettavano o facevano rispettare tali regole. Il vero problema degli italiani infatti è l’allergia al rispetto di quest’ultime, quindi servono solo controllori che puniscano più o meno energicamente (a seconda della recidività) i “ribelli”.

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    • Ma se non rispettiamo le leggi, noi tanto lodati italiani, come facciamo a rispettare le raccomandazioni? Come potrebbe fare Conte a farci controllare tutti? Non ce l’ha questa possibilità.

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      • Ma non ce l’ha questo esercito. Quindi ha preso decisioni forse non condivisibili al 100% , a mio avviso, che avrei preferito vedere tanti disgraziati multati e accerchiati, come loro accerchiano i centri storici. Se la Merkel fa appelli non pensiamo che è una povera scema, se lo fa il pdc lo pensiamo, perché sappiamo chi siamo, chiagniamo e fottiamo.

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      • Si era chiaro dal primo commento. Siccome non siamo in Cina non può schierare l’esercito per le strade per controllare i ristoranti e i teatri. Ora è più chiaro?

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  4. Una soluzione più calibrata è quella presa dalla provincia di Bolzano, i bar chiuderanno alle 20 e i ristoranti alle 22, poi la scelta ragionevole per l’Italia sarebbe quella di non far uscire di casa (o lo dtrettamente necessario) gli over 65, ovvero le persone a rischio che intasano gli ospedali

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    • In effetti la scelta della parola ragionevole accanto a “65enni che intasano gli ospedali” è appropriata. Quella che si dice una comunicazione efficace! O quella che si dice una comunicazione leghista, o razzista, o ignorante come una capra.

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      • «𝐆𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨, 𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞»
        Cristine Lagarde
        Europeista, Clinoniana, è stata persino direttora del FMI. Il curricula ideale del desiderata piddino.

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      • Vorrei darti 100 like, ma non posso… Mi hai strappato letteralmente le parole dalla… mano.
        Mi ha colpito proprio la parola INTASANO.
        Come rifiuti in uno scarico da liberare, per far scorrere la giovane acqua.
        A parte che pare che la media dei ricoverati sia ormai tra i 50 e i 60, come ci si permette di SELEZIONARE le persone?
        E se io, come provocazione, proponessi di sigillare i giovani, perché ritengo che siano gli UNTORI irrispettosi delle regole? Sarebbe un criterio basato su un comportamento errato, invece che sull’età, che certo non è una colpa, no? (O sì?🤔) Sarebbe più corretto, eppure, scommetto che troverebbe altri criteri di selezione anti-anziani, come SOLUZIONE (le parole sono davvero pietre)
        Tu hai scritto leghista e razzista, io aggiungo NAZISTA.

        … e io che pensavo che “La fuga di Logan” fosse solo un film di fantascienza! Se non sbaglio, lì il limite qual’era… 30 anni?

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      • Paola, ovviamente il mio commento precedente era diretto a te, non al negazionista irriducibile produttore di fake.
        Spero e credo che nessuno possa pensarlo.

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      • ANAIL allora, nazista e razzista te li riprendi indietro perché non sai cosa dici. L’età media dei ricoverati si è abbassata, in parte perché gli anziani hanno cominciato a proteggersi da soli, stando in casa di più, senza andare come a marzo tre volte al giorno al supermercato. Però bisogna trovare più soluzioni per distanziare quelli che stanno nelle RSA. O vogliamo rovinare l’Italia definitivamente facendogliela pagare ai giovani? O arrivare alla scelta della Svizzera che farà un distinguo tra chi avrà diritto alla terapia intensiva e chi no?

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      • @Paola (quella ignorante nel senso che ignora, ma anche quella che, quando le vengono spiegate le cose con calma, è perfettamente in grado di capirle).

        Quella che tu chiami la “scelta della Svizzera” (divenuta virale in questi giorni e presentata come se si trattasse di chissà quale scandalo dai soliti diffusori di fake news), ovvero il documento intitolato “Pandemia Covid-19: triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse”, in italiano si chiama semplicemente triage: è un protocollo normale, che serve solo a definire con chiarezza quale debba essere l’esatto ordine di priorità. E’ quello che avviene, ad esempio, migliaia di volte al giorno in ogni pronto soccorso, con l’assegnazione del codice colore in base alla gravità.

        Del resto, è ovvio che se hai mille posti letto e duemila persone da ricoverare, bisognerà operare una scelta, ed è cosa buona e giusta che le regole alla base di questa eventuale, futura scelta siano previste con largo anticipo, e che siano anche il più possibile chiare e trasparenti, altrimenti il rischio concreto è che le priorità, nel probabile caso di affollamento delle terapie intensive, verranno risolte “all’italiana”, ovvero prima chi è più importante, ricco, famoso, con conoscenze eccetera.
        Sicuramente qualcosa di simile è già stato definito anche da noi, l’unica differenza è che non è stato dato tanto rilievo pubblico alla cosa; se, per caso, ancora non fosse così, andrebbe fatto immediatamente.

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      • Sei proprio una brava persona, le hai spiegato il protocollo del triage che da anni si usa anche in Italia. Al momento, per ovvie ragioni, il triage si svolge in una tenda esterna all’ingresso del PS. Inoltre, io che non sono buona come te mi chiedo, ma Paola oltre a non sapere le cose e credere che le abbiano inventate il Doge o gli svizzeri, manco una puntata di Grey’s anatomy ha mai visto?

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    • Ah, ecco.. Era colpa delle 3 volte al supermercato la moria di anziani della primavera scorsa. Non del fatto che hanno piazzato i contagiati nelle Rsa.
      E quei pooooveri giovani ricchi e idioti accusati ingiustamente… 😭non sono loro che hanno fatto il danno a luglio agosto…noooo.
      La Sardegna ha avuto pochissimi contagi nella prima ondata e quei pochi erano quasi azzerati. Vieni adesso a Cagliari, a sentire le sirene come a Bergamo “ai bei tempi” e a vedere 17 ambulanze ferme al pronto soccorso, in attesa che si liberi un letto!
      E vieni nel centro dove vivo, in cui un unico prete ha celebrato battesimi, comunioni e cresime, contagiando bambini e parenti… e poi i bambini sono andati a scuola…e hanno contagiato gli altri e i parenti degli altri..
      Gli anziani sono sigillati in casa volontariamente, per “proteggersi da soli”, come ti è scappato di dire… fosse mai che poi gli arrivano in casa i parenti giovani e si contagiano così?
      Ma no, vero? Hanno fatto sicuramente assembramenti e movida!
      COLPEVOLI DI INTASAMENTO 👩🏻‍⚖️
      Occhio che tu per anziani intendi dai 65 anni in poi…
      Vuoi che mi riprenda “nazista”? (leghista e razzista e anche ignorante LA TUA COMUNICAZIONE se li era già guadagnati altrove…a proposito, “leghista” non ti disturba, eh? ci hanno preso, vedo)
      Non me lo riprendo, perché, al contrario di te, so ESATTAMENTE quello che dico, mentre a quanto pare tu non sai neanche quello che leggi.

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      • Anail, certo che sono leghista (con Zaia però non con Solinas, o l’insulso Salvini) ma qui non si tratta di appartenenze, si tratta di trovare norme di buon senso. Siccome io vivo nel “ricco” veneto, so benissimo che in primavera hanno curato tantissimi anziani (87-100 anni) ma non credo che potranno rifare la stessa cosa fino alla prossima primavera, altrimenti il prezzo da pagare sarà il collasso degli ospedali, quindi bisogna trovare il modo per proteggerli, non è una COLPA quella degli anziani è evidenza. La folle movida che citi, è quella che in Sardegna vi tiene a galla, o vuoi dire che avete altre voci di economia fiorente?

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      • Guarda, ti assicuro che non ci “tengono a galla” (sempre delicata nella comunicazione, tu) né Briatore, né altri suoi pari.Ti dico solo che la Sardegna era autonoma e autosufficiente già al tempo dei Giudicati, con una costituzione, la Carta Delogu, seconda forse per nascita solo alla Charta Magna. Fai conto che stiamo parlando di un popolo che precede, come cultura, quella dei romani e dell’antica Grecia, coevi dei grandi Faraoni egizi. Il fatto che ci abbiano sfruttato e piegato, aiutati persino dalla peste e poi dalla miseria provocata dai dominatori, non è condizione molto diversa dall'”evidente destino” dei nativi americani. Ma solo per chi identifica il valore di una cultura con la disponibilità economica, ciò è motivo di umiliazione.
        Il turismo cafone che offusca le nostre bellezze e vede i sardi solo camerieri, non lascia molto alla nostra isola, se non quello che abbiamo potuto apprezzare quest’estate in tutto il suo “splendore”.
        Pochi piccoli e medi imprenditori alberghieri si potevano lamentare, per via del turismo interno, quest’estate, e di questi buffoni discotecari d’alto bordo potevamo fare sicuramente a meno, invece ci hanno letteralmente rovinato sia l’economia basata sul turismo sano e normale, sia la reputazione di isola Covid free che ci consentiva di preservarla.
        Non ci crederai, NOI non siamo disposti a barattare la salute per i soldi. Preferisco un milione di volte vivere nel mio paradiso terrestre che non nel “ricco” Veneto di cui ti bei.
        E Solinas non è LEGHISTA, ma si è presentato col Partito sardo D’AZIONE e, abusando del nobile nome del partito antifascista fondato da Emilio Lussu (che non smette di rigirarsi nella tomba), ha dato modo al cdx- con cui da Giuda si è alleato- con la sua percentuale pari a quella della lega, di mettere le zampe sulla nostra isola: un tesoro di bellezze naturali e prodotti locali unici che potrebbero renderci assolutamente autosufficienti, se la selezione naturale non avesse favorito chi ha sopportato la cavezza, in secoli di dominio.
        Siamo davvero come gli “indiani”.
        Ma io amo gli indiani, non i cowboy.

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  5. ma quale lockdown “h24″… solo i pirla come me restavano in casa, gli altri furbi facevano i cacchi propri: 1) portare il cane o i cani a fare la cacca 2) rider di Uber o Just Eat anche senza controllo e senza documenti, addirittura senza residenza 3) cuggini del bidello della scuola 4) 3 milioni e mezzo di dipendenti statali che non li vedi mai ma a prendere i mega stipendi ci sono sempre. Tutti in house sleeping ma ovviamente autocertificati per andare 4 volte algiorno a comprare le cipolle

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    • Infatti, con uno spaventoso 0,6% di ottantenni che rischia il decesso, sarebbe giusto murare tutti in casa. Soprattutto i giovani. E sparare a chi esce.

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  6. Secondo me il Gov. ha imposto le chiusure – totali di palestre cinema teatri e parziali di bar e ristoranti – per manifesta incapacità/impossibilità di controlli a tappeto, dovuti soprattutto alle annose carenze di personale.

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    • e sì ci manca proprio il personale….. 3 milioni e mezzo di stipendi di cittadinanza (gli statali) più 2 milioni di redditi di cittadinanza… ma sì diventiamo tutti dipendenti statali, tanto poi i soldi li stampiamo

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  7. Un lockdown morbido (senza imposizione) ottenuto facendo leva sul senso di responsabilità oltre che sul timore del contagio: questo sarebbe l’ideale .Il buonsenso è l’unica via d’uscita.

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  8. “A queste domande il premier non ha risposto”

    veramente “qualcosina” ha detto:
    “ci sono sensibilità diverse”
    questa è una frase che uso nelle riunioni quando voglio rimarcare che NON E’ STATA UNA MIA INIZIATIVA, senza sollevare un polverone.
    Stavolta CONTE ha perso molti punti, tutto per accontentare gli isterirismi del PD e del ZINGA “Il nemico è il coronavirus, non le misure per fermarlo”.

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  9. Ognuno dice la sua sul modo migliore per fronteggiare la pandemia.
    Dappertutto, nel mondo, si prova a varare misure più o meno restrittive, più o meno “dittatoriali”
    (come piace definirle soprattutto a quelli che i dittatori veri li vorrebbero già da domani!), ma i
    risultati sono meno che deludenti… sono fallimentari!
    Perché l’unico Paese che è riuscito a fronteggiare efficacemente la pandemia è la Cina?
    La risposta è semplice: perché in Cina c’è un solo centro decisionale e ci sono le capacità
    e le competenze per tradurre in azioni le decisioni del governo.
    In tempi normali l’assenza di democrazia è un grave vulnus nella vita dei cittadini, anche se
    spesso sono i primi a non rendersene conto, ma in tempo di crisi (guerra, carestia, disastri
    naturali di grande portata, epidemie) la forma cosiddetta “democratica” è la meno adatta a
    fronteggiarle.
    Ricordate la storia di Cincinnato?
    Per due volte il Senato gli offrì la Dittatura per risolvere le gravi crisi in cui si dibatteva la fragile
    Repubblica.
    Non mi auguro certo che il nostro regime democratico, per quanto gracile e spurio, venga
    sostituito da un regime dittatoriale, ma che in un momento di crisi così grave e generalizzata
    smettano di gracidare le troppe rane stonate che affollano lo stagno.
    Uno deve essere, per la durata della crisi, il centro decisionale e tutti gli altri poteri DEVONO
    adeguarsi senza poter avere la possibilità di boicottare od opporsi alle decisioni prese.
    Passata la crisi saranno i cittadini a decidere se Cincinnato ha svolto con onore e competenza
    il proprio ruolo e lo premieranno o meno con la loro fiducia.

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    • Ciao Piero.

      “passata la crisi”, cazzo che ottimismo.
      Ah già vero, passata la crisi, ..la dittatura rimane.
      Consolidata nella prossima crisi, forse non ricordi, ma gli esperti di tutto il mondo prima di parlare di virus, su una cosa erano tutti concordi ( azz tutti ).
      Dobbiamo abituarci a questo mondo, che ci piaccia o meno, le pandemie avranno una cadenza più ravvicinata.
      Ora che siamo in mutande, possibile che nemmeno ora riusciamo a capire?.
      Psicopatici o furbi, non lo so, ma una cosa l’ho capita, pensare non serve più, se non pensi come vogliono.
      A cosa ti impediscono di pensare?
      Pensiamoci in raccoglimento.

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      • @UNTU
        Temo tu abbia travisato ciò che ho scritto.
        “Passata la crisi, la dittatura rimane.” E chi l’ha detto?.
        Nazioni che possiamo definire “democratiche” tali sono rimaste dopo
        che la “crisi” è passata… per es. la II° Guerra Mondiale.
        Durante la crisi però chi la voleva cotta, chi la voleva cruda, chi nera
        e chi rossa, chi asciutta e chi invece la preferiva bagnata è stato
        (più o meno) lasciato libero di dire la sua ma è stato tenuto ai
        margini del potere decisionale che è stato accentrato.
        Definire “dittatura” questo meccanismo di difesa che scatta quando
        lin organismo politico e sociale è minacciato da nemici esterni mi
        pare alquanto azzardato.
        Se una falla si aprisse nella chiglia della nave di cui sono passeggero,
        ti assicuro che preferirei che fosse il solo Capitano a prendere le
        decisioni. Se mi dicessero che invece a decidere sarà un comitato
        allargato ai rappresentanti di fuochisti, meccanici, cuochi, camerieri,
        interpreti, barman, etc.etc. la mia immediata reazione sarebbe quella
        di afferrare il primo salvagente che mi capita a tiro e tuffarmi fuoribordo.

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      • Piero anch’io avevo pensato alla nave e al suo capitano, senza il quale le decisioni immediate non potrebbero essere prese e i problemi evitati (schettino a parte).
        In democrazia le situazioni urgenti vengono prese dal governo, che ha la possibilità di muoversi con più rapidità e affrontarle.

        Il problema della nave-Italia è stato nell’ultimo mezzo secolo che il governo rispondeva non al popolo ma a padroni esterni o interni ma nascosti.
        Per una inaspettata fortuna ci siamo ritrovati col M5S al governo proprio in questo momento difficilissimo da affrontare: dobbiamo ringraziare la fortuna.
        Nonostante la palla al piede (il pd, ma poteva anche essere la lega) il governo ha cercato di fare il meglio per il paese, affidandosi a persone competenti invece che a epidemiologi raccomandati.

        Abbiamo preso la prima onda per primi in Europa e abbiamo limitato discretamente i danni, spero succederà di nuovo con questa seconda onda che si annuncia più alta ancora. Bisogna agire drasticamente e presto, e spero lo faranno.

        Certo non invidio i francesi in piena tempesta in mano a macron, ma nemmeno gli altri paesi, Germania compresa.
        Paradossalmente l’Italia, palude coloniale da decenni, lacerata divisa e corrotta, ha in questo momento la guida migliore di tutti mi sembra, e ne sono felice.
        Non so se è solo culo o ce lo siamo meritati, ma ne sono davvero felice.

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