Vittorio Feltri: “Le donne vittime degli uomini? È falso”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – La storia che le donne sarebbero vittime degli uomini è davvero stucchevole oltre che falsa. Vero che molte di esse vengono molestate, lo verifichiamo ogni giorno noi che ci occupiamo di cronaca. Succede da sempre e sempre succederà, benché il fenomeno sia in costante diminuzione. Ma è altrettanto reale che molti maschi devono subire le ossessive attenzioni delle femmine.

Personalmente sono stato infastidito da varie signore, peraltro gelose in forma patologica, sempre alla ricerca di aiuti, spintarelle, protezioni. Le quali sono convinte che basti un sorriso o una carineria per conquistarsi favori gratuiti e continuativi da parte di colui sul quale puntano per ottenere vantaggi di qualsiasi genere, specialmente lavorativi.

Devo ammettere che preferisco la presenza di una ragazza a quella di un giovanotto, non certo per motivi sessuali. Il sesso per me, mi corre l’ obbligo di precisarlo, costituisce ormai soltanto una fonte di inesauribile nostalgia. Il mio problema è un altro: trovo che la conversazione e la compagnia di una dama siano più interessanti e piacevoli che non quelle di un signore, il quale di solito finisce con il parlare di calcio o di questioni retributive. Lo dico chiaramente: le fanciulle mi sembrano di norma più colte e spiritose, insomma mi piacciono di più anche se non ho alcuna voglia di stenderle sul letto, cosa che comporta una fatica superiore alle mie forze. Dopo cena le saluto e confesso che mi scoccia perfino riaccompagnarle a casa loro.

Lo faccio per cortesia, nonostante mi domandi per quale ragione le donne difficilmente usino l’ automobile di loro proprietà. Esigono sempre attenzioni particolari.

Un esempio. Raramente al ristorante nel quale ci siamo dati appuntamento per pranzo o per cena, esse pagano il conto, non fanno neanche finta di mettere mano alla carta di credito.

Stanno ferme, immobili, come se la pratica di saldare la pendenza non le riguardasse affatto. Va da sé che io sborso disinvoltamente, non essendo taccagno, mi chiedo però come facciano a considerare un obbligo maschile quello di soddisfare le richieste dell’ oste. Ciò rivela la tendenza femminile a scaricare su chi le accompagna qualsiasi onere riguardante appuntamenti ludici. In pratica le signore sentono il diritto di andare a rimorchio, il che conferma la loro attitudine al gregariato. Esse poi, una volta che ti hanno accalappiato, non ti sganciano più, ti tempestano di telefonate, ti braccano, non appena ti distrai un attimo ti rubano il telefonino e lo consultano con spirito spionistico, riservandoti scenate da lavatoio qualora peschino un messaggino piccante.

Sono dedite alla persecuzione. Metti caso una ti richieda un prestito. Ovviamente glielo concedi. Dopo di che lei se lo dimentica e ti frega, scordandosi persino di ringraziarti.

Sottolineo che non tutte le nostre care amiche siano come quelle descritte, qualche rara eccezione c’è. Tuttavia resta il fatto incontestabile che le rotture di balle che ti infliggono le signore sfiorano il tormento, e se le mandi al diavolo c’ è il rischio che venti anni dopo ti denuncino per stalking.

9 replies

  1. Uno che la pensa in quel modo ha fondato un giornale ed ha ancora il diritto di scriverci.
    Questo per indicare il livello di quel giornale.
    Luoghi comuni sulle donne sciorinati con una superficialità e una irriverenza fortemente urtanti e con buona pace di tutte le vessazioni, le discriminazioni, le violenze che esse quotidianamente subiscono da parte di uomini bacati mentalmente e con la mentalità dell’animale possessivo e dominante che nei casi limite li porta a orribili nefandezze.
    Uno che scrive quelle cose, con particolari ridicoli, portando esempi così stupidi e generalizzando con totale leggerezza sul genere, molte volte poi è lo stesso individuo che nel commentare uno stupro dice che la donna se lo è voluto perché portava i pantaloni attillati. Cioè un complice di quello stupro.
    Non ho nessuna considerazione per il giornalista che ha scritto questo articolo.

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  2. Saranno esempi stupidi, ma per una volta sono d’accordo con Feltri (anzi, a dire la verità è la seconda in pochi giorni, non mi riconosco più. Rosario se la prende, ma è evidente che Feltri fa riferimento ad un intorno di normalità, le bestie che maltrattano disprezzano, a volte, troppe, uccidono le loro compagne esulano dal suo e mio pensiero, siamo seri. Ma troppe volte queste suffragette con la scaletta sotto il braccio ma sempre pronte ad imbarcarsi sul veliero del “Me too” hanno la moina facile ed il braccino corto, il concetto è che un vecchiaccio potente e riccaccione come Feltri dovrebbe coprirle d’oro solo per avergli dedicato un paio d’ore a cena. Ma si consideri fortunato, in un intorno di belle figliole io mi sento gemello dell’uomo invisibile . Che invidia Vittorio!

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  3. “Le quali sono convinte che basti un sorriso o una carineria per conquistarsi favori gratuiti e continuativi da parte di colui sul quale puntano per ottenere vantaggi di qualsiasi genere, specialmente lavorativi.”

    Ti crediamo Vitto’, potrebbe essere una delle ragioni per cui ti sei dato alla grappa: mai una che ti frequentasse senza secondi fini.

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  4. Totalmente d’accordo con FELTRI…. e sono una donna, ma dotata di SPIRITO CRITICO e non di prona sottomissione al politicamente corretto, al pensiero unico da gregge, al femminismo superficiale o da slogan. Grazie FELTRI, libero e arguto.

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  5. GentileSig.ra Gepi,
    potrebbe spiegarmi cosa significa essere dotati di non prona sottomissione:
    1)al politicamente corretto;
    2)al pensiero unico da gregge;
    3)al femminismo superficiale o da slogan?
    Cosa c’entra tutto ciò con le affermazioni di disprezzo per certe donne,
    (per Feltri la maggioranza ),
    che potrebbero agire in stato di necessità o essere prive di strumenti che le mettano al riparo da certi comportamenti?
    Grazie Feltri libero e arguto?
    Sorvoliamo sull’arguzia ma la libertà di chi scrive per certi editori è una bestemmia!
    Poi ci spieghi perché Feltri,con tutta l’arguzia(non sorvolo più)che lei gli attribuisce,
    continua a frequentare quel tipo di donne.

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