Enrico Giovannini: “Dopo il virus saremo più cattivi, impauriti e forse meno liberi”

(di Antonello Caporale – Il Fatto Quotidiano) – Con la pandemia diventeremo più cattivi, e le strade delle nostre città si faranno più violente? Enrico Giovannini elenca, da medico non compassionevole, la quantità di rischi che stiamo per correre.

Professore, la pandemia doveva liberare le nostre energie creative. Doveva essere il nuovo inizio. Invece saremo più poveri e più cattivi.

Quando le crisi si fanno ricorrenti il sistema diventa instabile e ci si avvicina a quelli che si definiscono “punti di non ritorno”. In Europa, in dieci anni abbiamo conosciuto la crisi del 2009, quella del 2011, quella migratoria del 2015 e l’attuale da Covid.

L’Occidente traballa infatti.

Secondo la teoria dei giochi applicata alla democrazia quest’ultima è come un mercato in cui i cittadini chiedono soluzioni ai loro problemi e i politici, usando diverse piattaforme, le offrono.

Le offrono?

Le offrono prima delle elezioni. Dopo, quando non le realizzano, i politici possono spiegare i motivi dell’ostacolo: ora la recessione, ora l’Europa, ora la burocrazia e per i cittadini è difficile capire se sono motivi seri o scuse. Chi ha il potere gode di questo vantaggio informativo e questo spiega perché politici incapaci possono essere rieletti.

Il potere sta sempre al coperto, non porta mai responsabilità.

Una delle conclusioni di questi modelli è che le elezioni non sono in grado, da sole, di risolvere questa asimmetria informativa e quindi di spingere gli eletti a fare ciò che vogliono gli elettori.

Non ci resta che l’oligarchia!

No, serve aumentare l’informazione a disposizione dei cittadini. Ma a questi modelli razionali basati su logiche matematiche si contrappongono quelli basati sulle neuroscienze, che ci spiegano che le elezioni si vincono se non si parla solo alla ragione ma anche all’emozione. Drew Westen, che è stato consigliere di Obama, ha affrontato in un saggio i motivi per cui, dai tempi di Roosevelt in poi, Clinton fosse stato l’unico democratico a essere rieletto alla presidenza, mentre solo un repubblicano avesse fallito la battaglia per la rielezione. Westen fa di più: effettuando la risonanza magnetica su un gruppo di democratici e su uno di repubblicani, dimostra che la pancia conta più della testa e la ragione, che è democrat, soccombe davanti all’emozione, molto più capace di essere stimolata dai repubblicani.

Anche la paura è un’emozione.

Altro che! Ma i social media e la profilazione degli elettori grazie ai big data mettono in crisi il funzionamento stesso della democrazia perché riescono a manipolare in modo puntuale, persona per persona, l’emozione. Il politico che usa il social può riuscire invece a inoculare nel corpo elettorale una motivazione estranea all’autonoma elaborazione: così facendo induce i cittadini a domandare soluzioni ai problemi scelti dal politico. In questo modo, una questione, in sé speciosa o solo propagandistica, diverrà un tema sentito e popolare e guarda caso il politico appare come quello che ha proprio la soluzione di quel problema.

È per questo che lei chiede che i fondi del Next Generation Eu siano indirizzati al sostegno di programmi per la conoscenza?

Sì, ma non si tratta solo dello sviluppo del nostro sistema scolastico, ma di un’azione di formazione continua. L’ultima indagine Ocse sulle competenze della popolazione adulta ci pone, nella classifica degli incompetenti, al posto d’onore. Circa il 30 per cento della popolazione raggiunge solo il primo livello, quello basico, di capacità di comprendere un testo, fare calcoli matematici, ecc., mentre negli altri Paesi solo il 5 per cento di persone ricade in questa classe.

Altro che creativi e talentuosi.

Certo, i talenti non mancano. Gli incompetenti però sono tanti di più.

La paura sale.

Anche la democrazia si basa sulla paura, ma una quantità modica. Quando aumenta oltre certi limiti le persone sono pronte a tutto pur di farsi difendere, anche a dar via la libertà.

9 replies

  1. L’ insicurezza è tale che gli esperti si affidano al mago Oronzo, ma non lo dicono.
    Si danno un tono, masticando la bacchetta degli occhiali e guardando il soffitto sospirano banalità senza un senso compiuto.
    In queste condizioni non vedi arrivare nulla, nemmeno se è a un centimetro dal naso.

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    • …ovvero, per chi indossa lenti a contatto, la postura: indice e anulare sulla gota, pollice a reggere il mento, sguardo leggermente strabico, fisso sulle gambe dell’intervistatrice… In alternativa, sempre per chi non soffre di “ipersensibilità orale”, la postura della foto.

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  2. L’articolo è inconcludente ma il titolo è esatto.
    La paura, gonfiata quotidianamente dai media, dalle famiglie e dalle scuole, si ripercuoterà sulle giovani generazioni.
    Le misure approntate e soprattutto il metodo con cui sono state applicate, hanno favorito la delazione, l’odio tra vicini e atteggiamenti di ostilità, anzichè creare un clima di collaborazione ove tutti facevano la propria parte. E sono anche abbastanza sicuro che le libertà perdute non saranno così semplici da recuperare, perchè la storia è questo che insegna.

    Voglio dire, immagini come quelle dell’elicottero che rincorre la famiglia in spiaggia, favoriscono nella gente l’idea di uno Stato che cerca di tutelare la salute? Non credo. Come non credo che obbligare la gente a tenere la mascherina all’aperto ovunque, sia una misura razionale. Certo, in passeggiata in centro o quando siamo raggruppati ad aspettare il pullman può avere ha un senso, specie in autunno con i raffreddori in arrivo, ma per il resto è pura demenzialità. Oltretutto, credo che sia chiaro a tutti che sono i luoghi di lavoro come uffici, fabbriche, depositi, magazzini, e soprattutto supermercati, i luoghi dove avvengono i contagi.

    Ieri un vicino, cadendo si è lussato una spalla. Mi ha raccontato che al pronto soccorso non volevano farlo entrare. Ha aspettato ore, dolorante, prima che un medico si decidesse a visitarlo. Mia nuora mi ha raccontato di pediatri che si rifiutano di visitare bambini per una semplice febbretta e due starnuti, pretendendo il tampone prima di avvicinarsi. Io stesso ho dovuto pagare privatamente i controlli alla prostata, rimandati per mesi a data da definirsi. Ecco, è difficile credere ad vero interesse per la nostra salute, con questi presupposti. Ad esempio, l’ultima volta che sono andato alla posta, c’era la consueta fila lunghissima di vecchietti come me. Perchè nessuno ha predisposto panchine e magari un numerino? Si pensa a banchi con rotelle (persino demenziali, considerando lo stato in cui versano le scuole) e non si è pensato a panchine per far sedere i vecchi durante le file?

    Diciamoci la verità, la gestione dell’epidemia è stata ed è, pessima. La conseguenza, è la “guerra civile morbida” tra chi ha paura anche della propria ombra e chi non crede ci sia nessun pericolo reale. Anzichè applicare misure razionali e concrete, ci si incarognisce con sciocchezze assurde. A scuola i ragazzi sono ossessionati dai divieti, poi, una volta usciti, s’ammonticchiano su pullman stile carro delle vacche. Se qualche genitore protesta, il giorno dopo ne fanno scendere metà e li lasciano a piedi: che imparino i genitori a lamentarsi! No, no, scusate lo sfogo, ma qui proprio non ci siamo. È tutto da rivedere. Forse è davvero la Finlandia quella che ha adottato le misure più giuste. Se non si è in grado di fermare il contagio dove avviene (luoghi di lavoro), è inutile incarognirsi con i palliativi. A questo punto, meglio informare correttamente (altra cosa che non è avvenuta), invitando le persone alla precauzione e che ognuno adotti quelle migliori, in base alle propria realtà: tanto è così che sta avvenendo anche ora, visto che si possono controllare solo le mascherine all’aperto e non quello che avviene nei veri luoghi di contagio.

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    • “E sono anche abbastanza sicuro che le libertà perdute non saranno così semplici da recuperare, perchè la storia è questo che insegna… (cit.)”: vorrai direi “delle libertà che ci si è illusi di perdere”, non avendole mai conquistate in realtà…

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  3. L’articolo è un atto d’accusa verso l’ignoranza che ha preso piede tra i politici di vertici, soprattutto di opposizione, che spingono con furbizia sull’emotività, parlano alla pancia dei cittadini, creando paure e aizzandoli alla rivolta per proporre soluzioni da decerebrati. Irrealizzabili quando va bene, PERICOLOSE se riuscissero a metterle in pratica.

    Vogliamo parlare della gestione covid in Italia?
    LEGGETE BESTIE FASCISTE:

    Numero di infettati da Coronavirus in Europa ogni milione di abitanti, espressi come media sui 7 giorni.

    Spagna 224,43
    Rep. Ceca 223,22
    Olanda 183,22
    Francia 167,69
    Belgio 113,51
    UK 92,40
    Danimarca 82,33
    Austria 77,28
    Svezia 45,84
    Polonia 42,94
    Svizzera 41,53
    ITALIA 32,31
    Germania 24,26

    MASTERCAZZ SEI UN lDl0TA
    Proprio tu MERD0S0 LEGHISTA MI VIENI A PARLARE DI COLLABORAZIONE, di ODIO e OSTILITA’?
    Ma le ricordi o no le uscite del capitone fannullone e della fascio-coatta contro il governo? I continui annunci iperbolici di sfaceli e catastrofi alle porte?
    Delleinfamità contro la ministra Azzolina, l’unica negli ultimi 20 anni ad aver immesso risorse nell’istruizione a fronte dei tagli draconiani e sfascisti di una lecchina ignorante come la Gelmini DA VOI SOSTENUTA?

    Ritorna nella fogna in cui ti ha ca ga t0 quella cagna in cal0re di tua .M4DR3.

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