Più lavoro e più benessere: due anni di sussidi in Finlandia

Reddito di base – I risultati della sperimentazione: gli occupati sono aumentati, nonostante l’assegno senza vincoli. E migliora la salute (e quindi il welfare).

(di Alessandro Bonetti – Il Fatto Quotidiano) – Maggior benessere e meno stress, ma non solo. Anche effetti positivi sul- l’occupazione. Sono i dati che emergono da un esperimento sul reddito di base realizzato dal governo finlandese negli ultimi due anni e appena concluso.

Anche se le prime politiche del genere risalgono agli anni Sessanta, i dati sono ancora pochi. Il progetto sul campo del Paese nordico dà un grande contributo all’evidenza quantitativa sul reddito universale, essendo il primo studio “controllato randomizzato” in materia. Le conclusioni? Un sussidio senza condizioni riesce ad avere molti effetti positivi, sia a livello personale che sociale.

Nello studio finlandese è stato selezionato un gruppo di 2mila disoccupati scelti a caso. È stato dato loro un pagamento senza condizioni di 560 euro al mese (più 330 euro in media di altre indennità). Un livello comunque molto basso rispetto ai redditi medi delle famiglie finlandesi. Tutti gli altri disoccupati hanno continuato a ricevere i sussidi standard e hanno funzionato da pietra di paragone (in gergo tecnico “gruppo di controllo”).

I risultati sono intriganti, come li definisce la società di consulenza McKinsey. La soddisfazione media di vita di chi percepisce il reddito universale è 7,3 su 10, rispetto al 6,8 dei disoccupati “normali”. Un balzo in alto della felicità, quantificabile come l’aggiunta al proprio reddito di una somma compresa fra 800 e 2.500 euro.

Con il reddito universale alla finlandese migliora la salute, scende lo stress, c’è meno rischio di depressione, tristezza e solitudine. Inoltre, ricevere una somma non condizionata alla ricerca di un lavoro (come invece avviene nei tradizionali sussidi di disoccupazione) aumenta la sicurezza di sé e la fiducia nel futuro, nelle istituzioni e negli altri.

Una dinamica non catturabile con l’analisi costi-benefici, perché il reddito di base innesca circoli virtuosi. Il primo è a livello individuale: serenità e sicurezza maggiori incoraggiano i percettori del reddito a cercare nuove opportunità. A loro volta queste attività rinforzano le emozioni positive.

Forse è anche per questo che il reddito universale in Finlandia ha portato a un (piccolo) aumento dell’occupazione. Niente effetto divano. Un duro colpo per chi sostiene che un sussidio senza condizioni riduce l’incentivo a lavorare. Viene così messa in dubbio l’intera teoria dietro i sussidi di disoccupazione, per la quale bisogna dimostrare continuamente la propria idoneità al sussidio e non si può rifiutare più di un certo numero di offerte di lavoro (funziona così anche il Reddito di cittadinanza in Italia).

Mentre i sussidi di disoccupazione rischiano di creare una burocrazia ipertrofica e opprimente e di esasperare il disoccupato, un meccanismo del genere non ha ragione di esistere con un sussidio incondizionato.

Anzi, le persone che nell’esperimento hanno ricevuto un reddito di base avevano più probabilità di trovare un lavoro rispetto agli altri. Certo, nei due anni dello studio sono avvenuti anche altri cambiamenti. Ma secondo i consulenti di McKinsey la struttura del sussidio (senza condizioni e di importo modesto) ha spinto i percettori a cercare e accettare lavori che forse non avrebbero scelto. Dunque, sembra quasi che il reddito universale possa favorire i meccanismi di mercato.

E questo può avvenire anche in maniera indiretta, attraverso il secondo circolo virtuoso innescato dal reddito di base. Un sussidio senza condizioni incoraggia la fiducia negli altri e nelle istituzioni, pietra d’angolo delle società ben funzionanti. E così fa funzionare meglio anche il mercato, se prendiamo per buona l’idea di Adam Smith secondo cui l’empatia ne è un ingranaggio fondamentale.

Ovviamente il reddito universale deve essere ben congegnato: bisogna decidere come deve interagire con la tassazione, la protezione sanitaria e altri sussidi. Ma lo studio finlandese è un esempio da seguire. E quantomeno ci mostra che, forse, nel “Sussidistan” può funzionare bene anche il mercato.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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6 replies

  1. Sembra un assaggio del reddito universale di Grillo.
    Da una parte abbiamo il grande capitale (la Troika) fissa sulla sua idea che chi ha di più possa e debba aumentare il suo patrimonio a spese dei diritti e dei beni dei poveri. Dall’altra l’idea del tutto innovativa che se ognuno avrà diritto a una base di reddito e a una serie di diritti intangibili, tutta la società ne avrà miglioramento.
    Sembrerebbe la vecchia contrapposizione tra sinistra e destra, ma non lo è, perché i partiti hanno mescolato le carte e ci sono idee di strema destra che ormai non si sradicano più da quelli che dovrebbero essere partiti di sinistra e che lo sono ormai solo di nome, ingannando i più anziani o meno evoluti che ancorali votano.

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    • Non ci vuole un genio per capire che se dai più soldi alle persone, stanno meglio.

      In svizzera hanno approvato il salario minimo a 20 euro l’ora. Tanto per dire.

      Presentati in Confindustria con una proposta cosi, li vedi buttarsi dalla finestra. È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago.

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    • Viviana,
      Quindi ESISTONO idee di destra e idee di sinistra! E se il M5S è orientato palesemente verso quelle di sinistra, perché ostinarsi a dichiarare di non essere né di dx né di sx?
      Sembri identificare i valori con coloro che dovrebbero esserne portatori. Il fatto che partiti come il PD abbiano abbracciato idee, diciamo, neoliberiste (già all’atto della sua costituzione ibrida, ma soprattutto a causa della deleteria stagione renziana, di cui purtroppo si vedrà la fine solo al cambio legislatura), non inficia affatto la sostanza dell’ideologia.
      E se il M5S ne è portatore “puro”, come io credo, perché non rivendicarlo?
      Il panorama politico italiano rigurgita di destre sovraniste (ahimè), di destre neoliberiste che si credono centri, di centri ancora colonizzati che si credono centrosinistra… La sinistra ha Articolo 1 e piccoli partitini ininfluenti che spariranno con lo sbarramento al 5%.
      C’è una prateria.
      Non per correre, per contare, per ESSERE coi PROPRI VALORI.

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  2. calma con l’entusiasmo, sono anch’io dell’opinione che ci vorrà il reddito universale,
    ma non dobbiamo cadere nei raffronti.
    C’è una grandissima differenza tra la società finlandese, molto uniforme e quella italiana fatta a macchie sparse.
    L’eccesso di burocrazia in Italia è forzatamente dovuta:
    se persino dei parlamentari ne hanno opportunisticamente approffitato,
    per non parlare ultimamente delle aziende con la CIG a quelli dei falsi invalidi e ai falsi percettori del RDC.
    C’è purtroppo una illegalità diffusa, che causa controlli, che causano una burocrazia asfissiante.

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  3. Basterebbe che il popolo pretendesse un’equa redistribuzione della ricchezza, e col ricavato realizzare un reddito universale senza ricatto di dover accettare qualsiasi lavoro per campare.
    Qualcuno dirà che non è giusto perchè bisogna premiare il merito. Giusto, ma tenete presente che i ricchi di oggi sono mostruosamente più ricchi di quelli di un secolo fa. Per capirci, i ricchi di allora viaggiavano sul Titanic in prima classe, mentre i ricchi di oggi se lo possono anche comprare un transatlantico!
    Se poi si associa il reddito universale al rispetto della legge (penale), avremmo eliminato il 99% della delinquenza e delle spese processuali/detentive.
    Se togliamo gli statali e coloro che hanno patrimoni consistenti, tutte le altre persone vivono costantemente con la paura del futuro, paura di perdere il lavoro, paura di ricevere una pensione da fame, paura per i figli/nipoti disoccupati. E’ una paura che fa ammalare e non ci fa godere la vita.

    Chi dice che “non lavorerebbe nessuno” dice una cretinata, perchè tutti vorremmo una bella casa spaziosa, una bella auto, una bella moto, una vacanza in posti meravigliosi, andare regolarmente dal dentista, mangiare cibo di qualità, fare dei regali importanti ai propri cari. Tutte cose che di certo non si possono avere con il sussidio statale, che da solo il minimo per pagare le bollette, un affitto modesto e cibo scontato al discount. Permette di campare, togliendoci la paura del futuro, ma non di avere ciò che desideriamo. Quindi è solo uno stupido pregiudizio quello dei saccenti del “non lavorerebbe più nessuno”.

    Per me andrebbe fatto così: 650 euro mensili per chi vive da solo. Per ogni persona in più nella stessa abitazione tale cifra viene ridotta del 10%.
    1 = 650 euro
    2 = (650 euro x 2) – 10% = 1.170 euro
    3 = (650 euro x 3) – 20% = 1.560 euro
    4 = (650 euro x 4) – 30% = 1.820 euro
    5 o + = (650 euro x 5) – 40% = 1.950 euro

    Si ferma a 5 per evitare che gente senza scrupoli faccia sempre figli sol per aumentare l’importo.
    Io non lo darei a chi guadagna già il doppio di queste cifre e a chi ha c/c 100 volte queste cifre.

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