La Svizzera approva il minimo salariale: 3.600 euro. “A Ginevra non si può vivere con meno”

(FRANCO ZANTONELLI – repubblica.it) – LUGANO – “A Ginevra non si può vivere con un salario inferiore a 4000 franchi mensili”. Il principio, sostenuto dai sindacati e dalla sinistra, è stato approvato, domenica scorsa, in votazione popolare, dal 58,15 per cento degli elettori. I 4.000 franchi, per la precisione 4.086, perché implicano l’obbligo, per gli imprenditori, di corrispondere una paga oraria di almeno 23 franchi, per 41 ore di lavoro settimanali, rappresentano il terzo tentativo riuscito, in Svizzera, di introdurre un salario minimo garantito, a livello cantonale. Parliamo dell’equivalente di 3600 euro al mese.

Gli altri due cantoni in cui vige questa norma, avversata dagli ambienti economico e dalla destra, sono Neuchâtel e Giura. Fa specie, tuttavia, che ci fosse bisogno di un provvedimento del genere a Ginevra, la seconda città svizzera, dopo Zurigo, con il maggior numero di super ricchi, ovvero di gente con un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari. Sono 1344 i ginevrini titolari di una simile fortuna, su una popolazione di poco meno di mezzo milione di abitanti, con un Pil pro-capite di oltre 75 mila dollari.

Eppure, soprattutto durante la pandemia, hanno colpito il cuore degli svizzeri le lunghe code di poveri che, proprio a Ginevra, durante il lockdown, venivano riforniti da diverse organizzazioni umanitarie di generi di prima necessità. Parliamo, innanzitutto, di cibo. “Intere famiglie con bambini – ha reso noto uno studio dell’Ospedale Universitario Cantonale – sono piombate in uno stato di insicurezza alimentare crescente”. Significativo il fatto che, oltre un quarto di questi poveri, fossero stranieri. Va detto che il salario minimo garantito, approvato a Ginevra, era stato bocciato, a livello federale, dalla stragrande maggioranza degli svizzeri, nel 2014.

Cosa è cambiato, nel frattempo? “La pandemia ha rivelato la spaccatura sociale, perché i 75 mila dollari di cui parliamo sono un’illusione ottica, in quanto c’è gente che guadagna molto di più e altri che si ritrovano sotto il livello di povertà”, spiega a Repubblica il Senatore socialista del Parlamento elvetico, Carlo Sommaruga, eletto nel collegio di Ginevra. “Va detto, inoltre – conclude il parlamentare – che il reddito minimo garantito costituisce un argine al dumping salariale”.

Categorie:Cronaca, economia, Mondo

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2 replies

  1. Cari amici elvetici…non è che servirebbero autentici esperti del settore? Renzi, Bonomi, Boschi, Briatore, Santanchè, Sgarbi, l’ex sindacalista giallo che mi sta talmente sulle balle che manco ricordo il suo nome? Tutta gente di comprovata serietà ed esperienza. Pensate che alcuni parlano di lavoro senza avere mai mosso un dito, altri parlano di impresa essendo praticamente sull’orlo della bancarotta ed avendo pure la faccia tosta di chiamare la loro impresucola Visibilia. Pensateci, vengono via con niente, è un vero affare

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