Ottobre, finalmente

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non so per voi, ma per me l’arrivo di ottobre è un bel sollievo. Per tutto settembre ho temuto il peggio. Era dal lockdown che i profeti di sventura e i professionisti dell’apocalisse vaticinavano con aria voluttuosa e acquolina in bocca un autunno caldo, anzi caldissimo, con decorrenza da settembre: disordini sociali, sommosse popolari, rivolte di piazza, cacce all’uomo, assalti ai forni, barricate, violenze, forconi, machete, jacquerie e grand guignol contro il governo di incapaci che ci affama tutti con la scusa del Covid. Io, per non saper né leggere né scrivere, avevo piazzato cavalli di frisia davanti casa e sacchi di sabbia alle finestre. Amici meno ottimisti, appena accendevano la tv o aprivano un giornalone, svaligiavano un’armeria e correvano al poligono. “Conte teme la rivolta sociale” (29.3), “Ora è allarme disordini sociali: ‘Rivolte senza precedenti’” (22.5), avvertiva il Giornale. Repubblica vedeva lungo: “Col cuore in gola aspettiamo settembre!” (Francesco Merlo, 19.6), “Prepariamoci a settimane incandescenti e non per ragioni atmosferiche” (Stefano Folli, 21.8). La Verità, al solito, rassicurava: “Meridione affamato: tira aria di rivolta. A Benevento una donna minaccia Mastella. A Palermo tentata razzia in un supermarket” (29.3), “La tensione cresce, Giuseppi esita: è la ricetta per una stagione violenta” (29.8). Il Messaggero citava i “dossier dell’intelligence”: “Volantini invitano alla rivolta e al saccheggio’” (1.4). E il Corriere: “Timore di disordini ‘per il pane’. Sul web i messaggi per innescarli” (29.3). Per La Stampa era tutto già in atto: “Supermercati, frutta e verdura scarseggiano. Punti vendita presi d’assalto. A ruba anche uova, farina e lievito” (30.3).

Cronisti impanicati cercavano ristoro in Sassoli, ma invano: “Preoccupazione per l’autunno? No, terrore”. E guai a guardare i talk show. La Maglie, col suo eloquio al napalm, oracolava: “Cominciamo ad abituarci. Ne vedremo a centinaia di manifestazioni alla Pappalardo. Non sarà l’esorcizzazione di un salotto tv a impedire da qui a metà settembre esplosioni di rabbia violente” (6.6.). Capezzone faceva sì sì col capino. La Chirico pregustava “un autunno caldo di disordini sociali: abbiamo già tre politici sotto scorta” (28.5). E Minzolini, citando il moderato Casini, annunciava: “Conte sarà cacciato coi forconi” (20.5). Al confronto, Cacciari era di conforto: “In autunno la situazione economica sarà drammatica con pericoli per l’ordine sociale. Per stare a galla, il governo dovrà coprirsi dietro il pericolo della pandemia. Dittatura democratica inevitabile” (25.7). Ora che è ottobre, che dite: saremo fuori pericolo? Che faccio coi cavalli di frisia e i sacchi di sabbia: rimuovo o aspetto?

15 replies

  1. C’avevano talmente tanta paura dei disordini sociali che fino a ieri non hanno fatto che criticare qualsiasi aiuto che non fosse alle aziende. Ancora ieri Giannini ha ripetuto: ora basta con questa miriade di piccoli interventi, serve altro.

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  2. si è dimenticaro “il pesce in barile” Paolo Mieli:

    “A partire dal primo giorno di scuola, prepariamoci a 20 giorni di caos indescrivibile. Sarà l’autunno più infernale di sempre”. “In autunno bisognerà decidere: tentare di portare a termine la legislatura e arrivare all’elezione del presidente della Repubblica oppure andare alle urne in primavera. In questo momento sento parecchi scricchiolii: crescono le probabilità di andare a elezioni anticipate”.

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  3. Io direi di aspettare , senza togliere i finimenti ai cavalli perchè , qui al nord abbiamo avuto dei bambini che cercavano di imposessarsi delle caramelle. Ora ci aspettiamo i neonati che saltino fuori dalle loro culle e depredare le stalle

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  4. Dopo un’estate passata ad affilare asce e coltelli, verrà l’autunno in cui la “bestia” si risveglierà con furore.
    O magari aspetterà l’inverno, duro, lungo e freddo, e intanto farà incetta di munizioni, kalashnikov e molotov.
    Ma c’è la possibilità che la “bestia” cada in letargo e così passerà anche l’inverno senza una carneficina nelle
    strade.
    Ma, passato l’inverno e uscita affamata dal letargo, senza dubbio in primavera scorreranno fiumi di sangue.
    C’è la possibilità però che la bestia senta la necessità di recuperare le forze e approfitti per farlo delle stagioni
    più calde, arrivando così al successivo autunno in cui avrà raggiunto l’acme della ferocia e del risentimento
    e per questi cialtroni al governo scenderà finalmente la notte.
    O magari il ciclo si ripeterà pari pari fino al 2023, quando non ci sarà bisogno di una guerra civile per mandare
    a casa il Conte Dracula e la sua corte di vampiri assetati del sangue del popolo: basterà una semplice scheda
    elettorale.

    Ma non sarebbe più semplice, per evitare simili incubi, mangiare un po’ più leggero la sera e magari, per precauzione,
    mandar giù due compresse di Magnesia Smisurata prima di andare a dormire?

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  5. Il sabaudo ormai vince facile, vista la qualità circense della stampa nostrana, sempre scodinzolante con il padrone di turno e pronta ad abbaiare al suo fischio. Fa bene a rinfrescarci la memoria, meno bene a giocare al risikone politico suggerendo linee da adottare…la testa della gente dentro la cabina non è addomesticabile.

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