Quelli che finanziavano la scuola politica di Siri: i Cremonini e i Pesci

“Caccia al tesoro” – Stasera “Presa diretta” sull’ex sottosegretario e la Lega (che aveva i conti bloccati).

(di Stefano Vergine – Il Fatto Quotidiano) – La scuola politica creata dal senatore Armando Siri, formalmente indipendente dalla Lega, negli anni in cui il partito aveva i conti sotto sequestro ha ricevuto parecchie donazioni da società private. Tra queste ci sono quelle della multinazionale della carne Cremonini. E quelle dell’azienda di costruzioni Psc: nel cui azionariato, proprio nel periodo in cui l’impresa privata donava soldi alla scuola politica di Siri, è entrato il gruppo pubblico Fincantieri.Sono queste alcune delle notizie contenute nella puntata di Presa Diretta che andrà in onda questa sera su Rai 3. Intitolata “Caccia al tesoro”, l’inchiesta prova a spiegare come sono stati spesi i 49 milioni che il partito dovrebbe restituire allo Stato italiano, ma anche come ha fatto la Lega a finanziarsi visto che i suoi conti nel 2017 sono finiti sotto sequestro per via della sentenza del tribunale di Genova. La Scuola politica fa capo all’Associazione Spazio Pin. È stata ideata da Siri, attuale senatore leghista, consigliere economico di Salvini, promotore della flat tax ed ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture nel governo gialloverde. I conti dell’associazione Spazio Pin, contenitore legale della Scuola politica, sono stati passati ai raggi X dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Oltre ad aver patteggiato in passato una condanna per bancarotta fraudolenta e sottrazione di beni al fisco, Siri è infatti tuttora indagato dalla Procura di Roma per corruzione, oltre che da quella di Milano per autoriciclaggio. Per questo i detective di Banca d’Italia hanno analizzato i movimenti sul conto corrente di Spazio Pin, scoprendo che tra il 2017 e il 2018 l’associazione ha ricevuto bonifici da parecchie imprese private. Tra i donatori più generosi c’è Inalca. La società del gruppo Cremonini – che controlla marchi come Chef Express, Roadhouse, Marr e Manzotin – ha regalato 18 mila euro alla scuola ideata da Siri tra agosto del 2017 e ottobre del 2018. L’altro benefattore scovato da Presa Diretta, come detto, è il gruppo multinazionale Psc. Basato a Roma e specializzato in servizi ingegneristici, dalle reti in fibra ottica ai sistemi di segnalazione ferroviaria, è controllato dalla famiglia Pesce, ma nel suo capitale ci sono anche due soci pubblici. Uno è la Simest, gruppo Cassa depositi e prestiti, che tra il 2014 e il 2016 ha rilevato il 9,6 per cento delle quote. L’altro è appunto Fincantieri, che ha portato linfa finanziaria vitale alla famiglia Pesce proprio negli anni cui Psc regalava soldi alla scuola politica leghista.Le segnalazioni di operazioni sospette di Banca d’Italia dicono che il gruppo Psc ha donato in tutto 15mila euro all’Associazione Spazio Pin nel 2018. La tempistica è particolare. Il primo bonifico, da 10 mila euro, avviene nel febbraio 2018. A marzo ci sono le elezioni parlamentari, a giugno Lega e Movimento 5 Stelle salgono al Quirinale e Siri diventa sottosegretario. Ad agosto Psc può annunciare un’ottima notizia al mercato: Fincantieri, colosso della cantieristica navale controllato dal governo, entra nel capitale del gruppo della famiglia Pesce acquistando il 10 per cento delle azioni per 11,1 milioni di euro.A ottobre del 2018 Psc fa un’altra donazione all’Associazione Spazio Pin: 5 mila euro. Un regalo simbolico, ma comunque importante per la piccola creatura di Mister Flat Tax. Davanti alle telecamere di Presa Diretta, Siri non ha voluto spiegare se quei finanziamenti privati siano in qualche modo serviti alla Lega. Di certo Psc un paio d’anni prima aveva già offerto il suo contributo a un’altra associazione di orbita salvininana, la Più Voci fondata da Giulio Centemero. Quella finita sotto inchiesta da parte delle procure di Roma e Milano con l’accusa di aver incamerato finanziamenti illeciti per il partito di Salvini. A Milano Centemero è già a processo.

1 reply

  1. Poche decine di migliaia di euro. Si parlava di 49 milioni. Non saranno finiti in isole lontane come certi conti, poi scudati e approdati in Svizzera, di alcuni politici Lumbard?

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