“Guardia sei tu”? Candidati in procinto

(Raffaele Pengue) – Ma che roba è questa lista “Guardia sei tu”? E soprattutto perché votarla? Proviamo a dare una definizione attinta dalla grammatica politica, anzi solo dalla grammatica, visto che la politica (almeno per loro) sta morendo di miseria. Questa è una lista perifrasi. La perifrasi, come spiegano i dizionari, esprime l’imminenza di un’azione, l’intenzione di fare qualcosa o la predestinazione a compierla. Ecco il candidato sindaco Sebastianelli in questa campagna elettorale “Siamo in procinto di”, segue a ruota il candidato ex assessore ai lavori pubblici “Siamo sul punto di”, appresso viene l’ex sindaco “Ci accingiamo a”, continua poi l’ex assessora al turismo e spettacolo “Faremo poi”. È la grammatica di un gruppo intenzionale, di annunciatori e futurologi. Ma come si può solo pensare di dare il proprio consenso a chi, ieri come oggi sta sempre per fare qualcosa che sarà una svolta epocale per Guardia, ma non è fatta ancora, verrà. Intanto, è trascorso un decennio e il poco che hanno fatto è per via della filiera istituzionale amica; il resto è fuffa, merendine e coca cola. Di sicuro i candidati della lista “Guardia sei tu” non brillano solo perché alcuni di loro sono giovani e come la quasi totalità dei giovani sono saccenti, più preoccupati di trovarsi un look e un profilo sui social, ma per la spocchia di voler dire tutto su tutto senza saperne niente, esibendo sempre la stessa tracotanza. Le loro argomentazioni viaggiano su un totale appiattimento, una pochezza sconcertante. Non sono aspiranti amministratori, sono influencer a basso costo. Bastano due parole in libertà, sgangherate il giusto, qualche idea di riciclo ma quelle che piacciono alla gente che si piace, tipo quelle in versione pandemia, per rendersene conto. Se in questi giorni li avete ascoltati dal ballatoio di piazza Castello, vi sarete accorti che questi guitti a tessera annonaria non mancano mai di glorificare se stessi: io sono stato il primo (o la prima), io ho aperto certe strade, io ho pagato lo scotto, io avevo tutti addosso, io ero troppo avanti, io non ho santi in Paradiso, io mi sono fatto tutto da solo, io io io come l’asinello di Girgenti. Stanno lì non sapendo niente di nulla, non hanno una linea, semmai uno scarabocchio, che modificano di giorno in giorno grazie all’”apporto” dei cittadini; provengono dal nulla virgola zero e sono assai fedeli alla loro origine, cioè al nulla. Un gruppo di candidati, quello di “Guardia sei tu”, senza spina dorsale, moscetto e irresoluto, fortemente indecisionista. In questa “strana” campagna elettorale si sono limitati a sceneggiare il vuoto con colpetti di teatro, tipo il turismo enogastronomico, inteso come turismo di “qualità”, fornendo numeri da circo privi di consistenza e di effetti reali. Il loro conformismo è rivoltante. Che altro non è che l’eterna autocelebrazione di chi si sente candidato a vita al ruolo di Politico; dopodiché li vedi camminare per strada, tutti e 44 gatti in fila per tre col resto di due, con la mascherina sul muso come tanti piazzisti del Folletto Floriano. Un contenitore, un grande intestino in cui la gente che entra viene assimilata, svuotata di gran parte della sostanza e dei valori, corrotta e corrosa nel tempo per essere digerita e diventare qualcos’altro.

Ciononostante i suddetti miracolati da quasi trenta giorni spiegano ai guardiesi nelle loro gag sui social qual è la ricetta per salvare Guardia… Mentre il pubblico guardiese chiede a gran voce la mossa, come si usava nell’avanspettacolo, cioè la mossa saliente che dia un senso ai prossimi cinque anni: il gruppo Ninì Tirabusciò invece sa solo roteare il ventre con le mani ai fianchi e, statene certi, non farà alcuna “mossa” per questa comunità. Perché non sa che pesci pigliare.

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