Il mini Parlamento che vuole il fronte del Sì sarà composto di fedeli alla linea

(Flavia Perina – linkiesta.it) – Li vedo in faccia, è come se li conoscessi uno a uno, i 230 deputati e 115 senatori che, in caso di vittoria del Sì, saranno scartati dalle liste elettorali dei partiti. Io, ad esempio, in Parlamento non sarei mai entrata e con me molte donne arrivate dalla società civile (a sinistra, per dirne una, Paola Concia. A destra, per dirne un’altra, Giulia Bongiorno), cioè quelle senza il tipo di rapporto organico con le burocrazie politiche che ti fa conquistare un collegio o un capolistato.

Poi, ovviamente, sparirà chi non “porta preferenze”: i Giggino ‘a Purpetta o i Batman Fiorito prevarranno senza eccezione su chiunque non possieda analoghi e documentati panieri clientelari. La terza categoria espulsa sarà quella dei candidati a basso reddito. Il ticket d’accesso alle candidature già ora è piuttosto caro: nel 2018, secondo molte inchieste giornalistiche, si andava dai 30mila euro richiesti (in anticipo) da FI e dal Pd ai 10mila dei partiti più piccoli, con l’aggiunta di cifre dai 20 ai 60mila euro per organizzare la propria campagna elettorale. Il taglio, come è ovvio, aumenterà le tariffe e gli immaginabili vincoli con gli sponsor che si faranno avanti per sostenerle.

Il dibattito sul referendum, in questa ultima settimana, dovrebbe trovare un po’ di spazio – oltre ai sacrosanti ragionamenti di ordine costituzionale – anche per questi elementi pragmatici e per la domanda: avremo un Parlamento più efficiente o semplicemente più sottomesso ai capi e ai finanziatori (palesi o nascosti) dei singoli parlamentari?

Tutta l’esperienza politica italiana fa propendere per la seconda tesi. La consistenza numerica delle nostre Camere è stata, finora, uno degli elementi che ha obbligato i partiti a fare scouting e ha consentito l’ingresso in Parlamento di figure nuove, talvolta eterodosse, spesso portatrici di specifiche competenze e coraggiose nel difenderle. Giulio Carlo Argan, Tullio Gregory, Edoardo Sanguineti, Leonardo Sciascia, Stefano Rodotà, Domenico Fisichella, Marcello Pera, Piero Melograni, Lucio Colletti, Saverio Vertone, Mario Baldassarri: sono alcuni dei nomi che destra e sinistra avrebbero senz’altro accantonato per mancanza di posti nel mini-parlamento che il Fronte del Sì oggi ci propone.

Certo, tra quei 230+115 sacrificati all’ordalia populista è immaginabile anche molta zavorra. Ma tendo a credere che le amiche del cuore dei Segretari, i loro avvocati, i loro commercialisti, i titolari del loro stabilimento balneare, resteranno nell’elenco dei “salvati” mentre quello degli “scartati” comprenderà piuttosto gli infedeli alla linea e i sospettabili di eresia.

Io, che molti anni fa mi iscrissi alla categoria, ho un’idea piuttosto precisa di ciò che perderemo amputando il Parlamento, a cominciare dal sale dei voti in dissenso e delle espressioni di autonomia intellettuale e politica che sono il cuore della democrazia e ne hanno salvato il senso anche nei momenti bui. Voterò no anche per questo, in difesa dei molti “irregolari” che ho conosciuto in tutti gli schieramenti, dei dissidenti, dei visionari, dei portatori di autorità morale più che di preferenze: sono già pochissimi, ora rischiano di sparire del tutto.

55 replies

    • Si informa che d’ora in avanti i personaggi fittizi Ludwig e Gatto possono essere indistintamente nominati in quanto “Giannizzeri1 e Giannizzeri2”.

      Ovvero, rispondendo all’uno od all’altro, si puo’ dire, ad esempio: “Vedi, Giannizzeri1 e Giannizzeri2, io credo che [eccetera]”.

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    • Il pezzo sarà anche interessante però secondo me è un insulto, neanche tanto velato, a milioni di italiani che non vanno ai seggi semplicemente per apporre una croce.
      La Sig.ra Perina ha ragione nel sostenere che con molta probabilità parecchi parlamentari onesti e competenti verranno fatti fuori dai partiti perchè i capi li sacrificheranno candidando quelli che portano voti, gli amici, quelli che portano soldi, quelli che dicono sempre signorsì, però non dovrebbe risolvere la situazione semplicemente proponendo lo status quo ma chiamando gli elettori ad uno scatto di orgoglio checostringa le segreterie politiche a candidare e far eleggere i primi onesti e competenti e non gli altri poltronari ed assenteisti.
      Ciò è quello che è stato promesso di fare dopo la vittoria del sì, fare in modo che il cittadino possa scegliersi il proprio candidato.
      Non so se la promessa sarà mantenuta però so che un palazzo si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto.

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  1. Questo Parlamento proprio per l’alto numero di deputati e senatori eletti è pieno di peones. Persone scaraventate in una lista da capi partito a cui devono rapportarsi per tutto il mandato e con il compito per tutta la legislatura di alzare la manina a comando. Persone senza arte né parte baciate dalla fortuna e che ci costano ventimila Euro al mese.
    Il numero inferiore potrebbe liberarci dai peones più di quanto si pensi oltre a farci risparmiare qualche milione di euro che con i tempi che corrono non sarebbe una brutta cosa. Bisogna cominciare a dare qualche esempio di come non sprecare denaro pubblico.

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  2. Se vuole, le faccio la lista dei suoi amati “irregolari” che in tutti questi anni hanno (dis)onorato la carica elettiva.”SI”, prima pietra di tante altre che mi auguro verranno,per sollevare questo Paese divorato dai troppi PARASSITI.Di questo ha bisogno una SANA DEMOCRAZIA,

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  3. giornalista in malafede…?
    dimentica che l’asservimento di molti politici ai padroni e non alla nazione é dovuto a leggi elettorali come il “porcellum” e il “rosatellum” oggi in vigore (entrambe “sanzionate” dalla C. Costituzionale) che prevedono “liste bloccate” con candidati, al parlamento ed al senato, “nominati dalle segreterie e dai capi dei partiti” (renzusconi docet).

    il degrado morale, civico e, quindi, democratico a causa di molti “nominati” eletti, da ultimo col “rosatellum”, é sotto gli occhi di tutti… tranne forse della flavia che, a sua insaputa, probabilmente ha gli occhi foderati con fette di prosciutto crudo rancido…!!!

    il degrado della politica che causa del 50% circa di elettori che non và a votare… non centra nulla il numero di parlamentari…!!!

    talvolta viene da pensare che certi gornalisti scrivono pezzi a comando e per guadagnarsi la pagnotta rafferma che il proprietario della testata fa cadere… dal tavolo su cui gozzoviglia…!!!

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    • @ Tonino
      Toglierei il dubbio al tuo ultimo capoverso : è così ! Anch’io , vista la spudorata parzialita’ e la non obiettività di certi articoli me ne sono data una ragione !

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  4. Questo paese più che far pulizia degli eletti dovrebbe far pulizia degli elettori.
    Per esempio, prima di rilasciare la tessera elettorale, bisognerebbe effettuare un esame per accertare la presenza di neuroni ed in quale quantità.
    Prima li votano e poi li segano.
    Non è neppure vero che ci costano 2000 euruni al mese. Ne costano 40000 tutto compreso ed al lordo.
    Ma è sempre una goccia nel mare della spesa corrente.

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  5. È utile ricordare che l’onorevole Perina è nella parte più bassa della classifica della produttività dei parlamentari, 567° su 630 deputati. Ergo, se la selezione avvenisse in maniera meritocratica, sarebbe molto probabilmente fuori.
    Giusto per capire chi sono quelli del No.

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      • A parte che lei non mi conosce, quindi dubito che possa suscitare in lei alcuna reazione che non sia preconcetta, contrariamente a quello che dice, la vediamo molto attiva e assidua su questo blog che lei definisce per teste non pensanti. Ribadisco il mio argomento eziologico, e del suo disgusto mi faccio una ragione.

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      • La cosa divertente è che lei dice “si sbaglia anche in questo, come nel resto” ma quello era il mio primo post qui. Ne deduco che lei risponda ai post a caso. In effetti, il sospetto mi era venuto.

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  6. Se dipendesse invece dal quoziente intellettivo e culturale molti non sarebbero neanche entrati in Parlamento.
    Ergo, Toninelli, Bonafede, Di Maio, Azzolina, Crimi ecc. ecc, dove sarebbero adesso?
    Giusto per capire chi sono quelli del Si!

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  7. Giulia Bongiorno?????????????????
    Flavia Perina tarocchi anche i ricordi ora per sostenere la tua tesi?

    Deputato alla Camera 2006 con Alleanza nazionale

    Deputato alla Camera 2008 con PDL
    Nel 2010 segue Gianfranco Fini e aderisce a Futuro e Libertà per l’Italia. Nel 2011 diviene Portavoce di FLI.
    Alle elezioni regionali nel Lazio del 2013 si candida alla carica di Presidente, venendo sostenuta dalla lista Bongiorno Presidente (che federava al proprio interno UDC e FLI). Ottiene il 4,73% dei voti, validi per ottenere due seggi nel Consiglio regionale, ma non la sua elezione.

    Elezioni del 2013
    è candidata al Senato di FLI all’interno della lista unica centrista Con Monti per l’Italia (in seconda posizione, preceduta dal capolista Pier Ferdinando Casini), tuttavia non viene eletta poiché la lista nel Lazio non supera la soglia di sbarramento dell’8%.

    Il 18 gennaio 2018 viene annunciata la sua candidatura al senato alle elezioni politiche con la Lega come indipendente. È stata capolista della Lega in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Sicilia: eletta in tutte e cinque le circoscrizioni, ottiene il seggio nella circoscrizione Sicilia occidentale.

    Il 31 maggio 2018 viene indicata come ministro per la Pubblica Amministrazione nel nascente Governo Conte I, ed entra in carica il 1º giugno. Il 2 giugno si dimette da consigliere indipendente del Cda della Juventus.

    PERINA PERONA TI BASTA?

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  8. Anche Salvini e la meloni mi sembrano schierati per il sì e non è che per quoziente intellettivo siano messi meglio di quelli citati prima.
    Ma poi sempre lo stesso vezzo italico di ridurre tutto a uno schierarsi di parte.
    È un quesito referendario, lo si esamina, si ascolta chi è favorevole e chi no e poi si vota secondo coscienza.

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  9. Sono altri che hanno ridotto tutto ad un costante scontro tra schieramenti.
    Ci sono i puri, gli onesti, i perbene e tutti gli altri sono topi di fogna, questa è la mentalità grillina.
    Basta leggere i commenti in questo forum.
    Ssi quanto me ne frega poi che Salvini e Meloni siano per il Si.

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      • Ho già detto che non mi interessa per chi voteranno Sslvini e Meloni ma è risibile quanto afferma lei.
        Se avessero detto di votare NO sarebbero stati dei beoti prezzolati,
        Atteso che sono per il Si, non va bene parimenti e restano dei beoti prezzolati.
        Atteggiamento tipico di una galassia politica che per fortuna si sta estinguendo.

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    • Ci sono i puri, gli onesti, i perbene…si e’cosi!
      Non conta di che partito hai la tessera. Non conta se fai parte della maggioranza o della minoranza prlamentare se sei un disonesto (eticamente,, administrativamente o penalmente). NO! Non conta per prima farai gli interessi privati tuoi o dei tuoi ‘amici’!
      E lo fari in combutta con quelli che dovrebbero essere i tuoi avversari politici.

      Percio SI! CI sono i puri, gli onesti e i perbene! e tutti gli altri sono dei topi di fogna!

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  10. Perina, Bongiorno, non sarebbero mai entrate in parlamento se ci fosse stato già il taglio per la diminuzione dei parlamentari? Sai che danno per il popolo italiano? Forse proprio questo è un motivo per votare convintamente SI! Forse, con i nuovi social media sono preferibili parlamentari eletti con le preferenze, perché più visibili ai propri elettori. Ma non posso dimenticare il punto più basso di un parlamento, con una maggioranza di centrodestra, votare compattamete per Rubi nipote di Moubarak. È una vergogna che basterebbe a far cancellare il parlamento, altro che riduzione dei parlamentari.

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  11. Ammesso e non concesso che questi siano i “nomi che destra e sinistra avrebbero senz’altro accantonato per mancanza di posti”, ecco un breve dettaglio di cosa ci saremmo potuti perdere:

    Giulio Carlo Argan (1909-1992): critico d’arte e politico fin dagli anni ’70, poi senatore nelle file del PCI dal 1983 al 1992 (anno in cui morì ottantatreenne). Politicamente ha contribuito ala riforma delle leggi sul patrimonio artistico.

    Tullio Gregory (1929-2019): filosofo; non risulta essere mai stato parlamentare, al massimo membro del Cda Rai nel 1993 e 1994.

    Edoardo Sanguineti (1930-2010): poeta, critico e drammaturgo; deputato dal 1979 al 1983 come indipendente nelle liste del PCI.

    Leonardo Sciascia (1921-1989): scrittore che non ha bisogno di presentazione; consigliere comunale a Palermo per il PCI dal ’75 al ’77, poi dal ’79 all’83 deputato per i Radicali. Contrario al compromesso storico e per questo dimessosi dal PCI, si occupò della commissione d’inchiesta sulla strage di via Fani (sequestro Moro), e fu contrario alle leggi speciali e ai pentiti.

    Stefano Rodotà (1933-2017): noto giurista, in politica direttamente dal 1979 al 1994 con PCI e PDS, poi primo garante per la privacy fino al 1995; le sue posizioni laiche e libertarie non hanno mai trovato riscontro in atti pratici.

    Domenico Fisichella (1935): cofondatore di AN nel 1995, dimessosi nel 2005 ed eletto Senatore per La Margherita fino al 2008, quando contribuì alla caduta del governo Prodi; la sua attività politica più significativa resta quella iniziale, avendo propiziato la cosiddetta Svolta di Fiuggi che ha posto fine all’MSI.

    Marcello Pera (1943): filosofo; nel PSI dagli anni ’80, giustizialista durante tangentopoli, in seguito folgorato sulla via di Arcore arriva a rimangiarsi tutto in cambio di una lunga e prestigiosa carriera politica insieme a Berlusconi, che prima definiva “a metà strada tra un cabarettista azzimato e un venditore televisivo di stoviglie”. Praticamente il prototipo dell’opportunismo carrieristico in politica.

    Piero Melograni (1930-2012): storico e docente di Storia Contemporanea; eletto come indipendente nelle liste di Forza Italia nel 1996, partecipò (insieme ad altri 60 saggi) alla stesura della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

    Lucio Colletti (1924-2001): filosofo e accademico; militante nel PCI dal 1947 al 1964, poi deputato per Forza Italia nel 1996 e nel 2001, con incarichi in commissioni minori (Comitato Vigilanza Attività di Documentazione, Commissione Permanente Esteri, Commissione Permanente Difersa) e nessuna attività o proposta politica degne di essere ricordate.

    Saverio Vertone (1927-2011): giornalista, scrittore e opinionista; iscritto l PCI dal 1950 al 1983, poi socialista fino a tangentopoli, poi eletto Senatore nel 1996 col Popolo della Libertà, abbandonato due anni dopo in favore di Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini, nel 2001 passa alla Margherita. Membro della Commissione Affari Esteri, non risultano proposte politiche di rilievo.

    Mario Baldassarri (1946): economista e docente; candidato (trombato) alla Camera nel 2001, dunque riciclato dai governi Berlusconi 2 e 3 come viceministro dell’Economia e Finanze, poi eletto nel 2006 e 2008 prima con AN e poi col Popolo della Libertà con incarico di presidente della Commissione Finanze e Tesoro, infine ri-trombato nel 2013 nella lista Con Monti per l’Italia, in quota FLI. Anche qua, il suo impatto sulla vita politica del Paese appare irrilevante.

    Se questi sono i benefici per la rappresentanza democratica per i quali, da svariati decenni, sborsiamo ogni anno cento milioni più vitalizi e benefit, la mia personale opinione è che varrebbe la pena farne a meno anche se il risparmio fosse di soli cento euro. A dirla tutta, ritengo che scaricare una tale zavorra sarebbe conveniente perfino se invece di un risparmio avessimo addirittura dei piccoli costi aggiuntivi.
    Degno di attenzione anche il fatto che, per mettere insieme una decina di nomi più o meno degni, Flavia Perina abbia dovuto riesumare molti ottuagenari, in parte già deceduti, il cui impegno politico risale a un’epoca nella quale le idee contavano ancora qualcosa, ben prima che i partiti si trasformassero nei puri comitati d’affari che tutti ben conosciamo.
    Va riconosciuto che, pur essendo questa ragione a supporto del NO estremamente debole, almeno è una ragione reale e non totalmente inventata o pretestuosa (tipo la presunta esiguità del risparmio, come se un rubinetto che perde non si debba mai riparare perchè, tanto, la spesa dell’acqua sprecata è irrilevante rispetta ad un normale bilancio casalingo).

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    • @ JONNY
      Tutto chiaro no ! Ma per i fautori convinti del No dubito che le tue osservazioni trovino riscontro per una giusta valutazione tenuto conto anche del fuoco di sbarramento effettuato dai madia, stampa e TV, in favore del No.

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    • @ JONNY
      Tutto chiaro no ! Ma per i fautori convinti del No dubito che le tue osservazioni trovino riscontro per una serena valutazione tenuto conto anche del fuoco di sbarramento effettuato dai madia, stampa e TV, in favore del No.

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  12. Jonny Dio
    ma sei veramente sicuro che l’elenco che hai fatto non sarebbero MAI stati eletti?
    io potrei farti un elenco telefonico di gente che è stata eletta e l’unico ricordo che se ne ha è il vitalizio che viene pagato loro ogni mese.

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    • Niente affatto. Io ho detto “ammesso e non concesso”. Chi pensa che non sarebbero mai stati eletti è l’autrice dell’articolo, Flavia Perina, eletta nel 2006 con AN e nel 2008 col Popolo della Libertà, ma forse più che loro aveva in testa sè stessa.

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  13. Flavia Perina, che è donna intelligente, sa benissimo che una riduzione dei parlamentari è solo il primo passo, che costringerà il Parlamento a legiferare una nuova norma elettorale. E questa nuova legge elettorale ( in questo Parlamento) ha già una maggioranza certa per il ripristino delle preferenze. Sono i listini bloccati con le posizioni apicali decisi dai vertici dei Partiti ( in funzione di cosa se non della fedeltà al Potente di turno) a far sì che in Parlamento entrino le persone meno libere. Che invece con la preferenza entravano perché il Partito aveva un vantaggio perché il Signor X portava voti e li candida a. E i Signor X poi dimostravano se eletti le qualità che la Perina ricorda ed auspica. Quindi l’articolo è solo funzionale ai suoi “nuovi” amici del NO.

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  14. Una nuova legge elettorale, ammesso che si farà, avrà la durata di tutte le altre, sino a quando uno o più geni diranno che è una porcata od addirittura anticostituzionale, film già visto.
    Inoltre con il taglio le segreterie dei partiti acquisiranno ancora maggior potere e le candidature saranno “cosa loro”.
    A me non frega nulla ma non venite a parlare di maggiore rappresentanza o maggiore livellamento nella scelta dei candidati.

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  15. Jonny, ti ricordo che Rodota era il candidato a PdR dei 5s.
    Poi dillo a me che il suddetto oltre a lucrare pingui emolumenti anche come garante della privacy, in un paese dove la privacy non esiste, non ha prodotto nulla.
    Glisso su tutto gli altri per carità di patria e perché sono tutti o quasi de cuius,anche se senza eredità.
    Mi spiace ma l’esempio del rubinetto non è calzante.
    Riparare un rubinetto guasto a prescindere dell’entità della perdita, è giusto e necessario.
    Ma non si va a rifare tutto l’impianto idrico dell’appartamento, basta un idraulico e 30 minuti di lavoro.

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    • Ricordo bene la candidatura di Rodotà, ma non vedo come ciò possa influire in qualche maniera. Non lo rende certo insostituibile, tutt’altro (almeno per me). Non ci fosse stato lui, avrebbero candidato qualcun altro, non era l’unico nè il migliore, anche se non sarebbe stato certamente peggiore di tanti altri che furono e che vengono tuttora proposti (all’epoca, Prodi rischiò di diventarlo per davvero, oggi c’è chi candiderebbe Berlusconi, tanto per fare un paio di nomi da film di Romero). Ad ogni modo, quando era garante per la privacy, aveva solo il potere di segnalare gli abusi o, al massimo, di comminare qualche lieve sanzione amministrativa; il fatto che ciò non abbia prodotto nulla (verissimo) sarebbe da ascrivere a chi ha istituito una figura di garanzia sostanzialmente senza reali poteri, più che a lui medesimo (1997, primo Governo Prodi, per l’appunto).

      Ribadisco che l’esempio del rubinetto che perde è perfettamente calzante, perchè riferito non già alla situazione reale ma solo ad una delle presunte ragioni del NO, segnatamente quella che sostiene che, tanto, non ne valga la pena perchè si tratterebbe di un ben misero risparmio rispetto al bilancio delle Camere (con la variante estremista della percentuale rispetto all’intero bilancio statale, fatta da chi vuol rendere ancora più artatamente ridicoli i numeri da prefisso telefonico). Il che non sarebbe, di per sè, numericamente falso, ma è falso dire che non ne valga la pena (che pena? La modifica poteva già essere in vigore se non si fosse messo di traverso Salvini, la spesa per il referendum si poteva tranquillamente risparmiare, visto che la legge è stata approvata ad amplissima maggioranza Lega compresa, ed altrettanto sarà confermata).
      Non è calzante rispetto al mondo reale solo perchè è questa specifica ragione del NO ad essere illogica, parziale e pretestuosa in partenza (per questo la metto tra le “presunte ragioni”; di una che, invece, considero debole ma reale ho già fatto esempio nel commento precedente).
      Il motivo, è presto detto: si tratta di una non-ragione per il semplice fatto che il taglio dei parlamentari non si fa solo per risparmiare quelli che, siano pure uno zero virgola, ma sono ancora dei bei soldi anche nel 2020 (con cento milioni l’anno qualche ospedale e qualche scuola si possono rimettere a posto, magari un po’ alla volta, ma anche se ci vorranno secoli è comunque meglio del dì del mai che è dove portano le chiacchere; dipendesse da me, propenderei per investirli in edilizia carceraria).

      I principali motivi del taglio sono prettamente simbolici, e in questo sembrerebbe trovare parziale giustificazione chi si riempie tanto la bocca di termini come “demagogia” (solitamente avendo pallida o nulla idea del significato), ma a torto, perchè i simboli non sono mica tutti uguali. Tra questi, il fatto che dopo tanti sacrifici chiesti alle fasce basse della popolazione sia giunta l’ora di ribadire un concetto che nel mondo reale è un’ovvietà, e cioè che, quando si devono fare, i sacrifici si fanno tutti insieme, anche se, per l’appunto, solo simbolici (data la sostanziale, reale inutilità non già di un terzo, ma io dico dei nove decimi delle Camere, perlopiù popolate da tronfi, patetici e servili yes-man, a totale e perenne disposizione di chi li ha piazzati dove stanno).

      Altro motivo prettamente simbolico (ma i simboli sono importanti, specie quelli positivi) è quello di mandare, simbolicamente, a casa una piccola infornata di inutili fancazzisti conclamati, in modo da far passare il seguente messaggio (al limite del rivoluzionario, di questi tempi): quando, per troppo tempo, sei andato allegramente a scaldare il banco e a suonare il piano invece di chinare la testa e lavorare, come sarebbe tuo dovere, per rappresentare degnamente il Popolo che profumatamente ti paga; quando hai usato l’elezione, o per meglio dire la nomina, come se fosse il biglietto vincente della lotteria dei cazzi tuoi; insomma, quando hai tirato troppo la corda, prima o poi capita che questa si spezzi, e piangere (come fanno preventivamente molti, per non dire tutti, i personaggi pubblici, politici e non, che sostengono le ragioni del NO con argomenti spesso ai limiti del ridicolo, e a volte anche oltre) non servirà proprio a niente. La prossima volta, impara.
      Il messaggio che la Politica, qualora esistesse ancora, dovrebbe cogliere, è che la gente comune ne ha fin sopra i capelli di vedersi rappresentata in maniera indegna, o di non esserlo affatto. La festa è finita (in realtà non lo è ancora, però, da fuori, qualcuno sta urlando da un pezzo che è ora almeno di abbassare il volume, visto che ti piacciono le similitudini calzanti, e settimana prossima questo qualcuno entrerà civilmente, abbasserà da solo il volume e si porterà via la manopola, si spera per un bel po’).

      Ribadisco che, almeno dal mio punto di vista, i benefici del taglio supereranno di gran lunga gli aspetti negativi, veri o presunti, così ben rimarcati ad ogni occasione dai sostenitori delle ragioni del NO, al punto che lo riterrrei conveniente perfino se, invece di un piccolo risparmio, ci fosse addirittura un piccolo costo aggiuntivo da sostenere. Ci sono soddisfazioni che non hanno prezzo: quella di veder piangere i padroni, seppur per interposti emissari, è una di queste, e poche volte nella Storia è capitato di vederlo così spesso come da quando sulla scena politica è apparso un soggetto estraneo che, pur con tutti i suoi limiti e le sue carenze, al momento non risulta dovere obbbedienza ai soliti, eterni padroni del vapore (almeno per ora e fino a prova contraria, ma sappiamo che il diavolo è tentatore: per maggiori delucidazioni, citofonare Bossi Umberto, uno che ne sa qualcosa di come si inizi con un’idea e si finisca col tradirla per vendersi meglio).

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  16. Alla fine sono sempre più convinto che ridurre il numero dei parlamentari non sarebbe un gran danno, farebbe funzionare meglio il parlamento e risparmiare pure soldi. Purtroppo credo che ciò non avverrà perché o ufficialmente o ufficiosamente i nostri politici lavoreranno per la vittoria del no,che più conviene a ogni schieramento politico. I cinque stelle che ne sono i fautori? Sono diventati politici anche loro assorbiranno il colpo per quanto ne hanno interesse sia che vinca il sì che il no.

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    • Si rilassi caro Rosario, alla fine il Si prevarrà.
      A meno di un improvviso eccesso di pigrizia che dovesse colpire gli aventi diritto al voto.
      Ma specialmente dove si vota anche per elezioni locali, dubito che questo avvenga.
      Il richiamo del parentado, dei circoli e le relazioni amicali è determinante.
      Poi c’è il fattore populista che è come il richiamo della foresta, non si può resistere.
      Io, come ho esplicitato più volte ritengo che il tutto funzionerà peggio, sopratutto le commissioni
      parlamentari.
      Inoltre ed è la cosa piu importante, gli iter ed i tempi legislativi non si ridurranno.
      Un’eventuale nuova legge elettorale non risolverebbe questo problema, al massimo sistemerebbe le percentuali di ingresso dei deputati e senatori.
      Per lo snellimento degli iter ed il conseguente accorciamento della tempistica occorrerebbe uno tsunami costituzionale e scordiamoci che avverrà mai!
      Mi perdoni se non mi entusiasmo per lo strombazzato risparmio economico,.
      È sempre il solito dito che si mira, io vorrei inquadrare la luna!

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  17. @alessandro veneziani.

    Siamo alle solite, prima si punzecchia tentando di offendere, senza peraltro riuscirvi e poi si fa il broncio.
    Ha cominciato lei, caro lei, io ho solo risposto ad una provocazione.
    Il mio primo commento non era diretto a nessuno, Era una constatazione di fatto, perché questo consesso è zeppo di figuri che sanno solo sputare veleno.
    Per me, chi insulta e deride non è una testa pensante, se poi lei ha la coda di paglia, è un problema suo che non mi tange più di tanto.
    Si faccia pure una ragione di questo, così campa meglio.
    Io campo benissimo anche leggendo le castronerie che gli imbecilli in SPE, postano giornalmente.

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  18. Il rubinetto che gocciola e l’impianto idrico, il taglio del numero degli eletti e la legge sui partiti politici in Italia.

    Chiedere a Giannizzeri1 e Giannizzeri2, in Via dello Scibile a Golconda.

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  19. @alessandro Veneziani.
    In risposta al suo commento delle H 09.04,la informo che mi ero accorto benissimo che quello in argomento era il suo primo post.
    Quello che intendevo dire è che uno che risponde come ha risposto lei, ovvero ad minchiam, è uno che sbaglia tutto a prescindere dal tempo e dal luogo.
    Non capire e ribattere sempre ad minchiam è prerogativa di chi reitera l’errore.
    In effetti, non il sospetto ma la certezza di ciò, l’avevo avuta.

    P. S.
    Per inteso ho letto altri suoi commenti postati con un nick leggermente diverso ma attribuibile a lei.
    Il contenuto mi ha sempre confermato quanto espresso prima.
    Nulla si crea e nulla si distrugge!

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  20. Caro JONNY esplicare le ragioni per votare Si al prossimo referendum a uno con le corna che per partito preso, mercenario per contraddire e pare pure anche ben pagato, da del cornuto all’asino e’ fatica sprecata ! Se poi consideri che ritiene la pochezza dei commenti degli estensori in questo blog non meriti la sua attenzione e la ritenga inadeguata a sostenere al di LUI confronto , basterebbero i tuoi commenti per smentirlo, pure LUI lamenta i troppi insulti quando LUI è il primo a offendere sproloquiando ed eruttando titoli spregiativi senza il minimo rispetto per gli interlocutori di non suo gradimento. Cit. BUFFONE !PUZZONE! TOPPO di Fogna, OMUNCOLO !CRETINO,SBRUFFONE ,IMBECILLE! Ecc Ecc.) Non so se ho reso l’idea ! Certo non sono al suo livello !!!

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  21. @jonny.

    Ho sincera stima per te ma non mi sento di inseguirti ulteriormente su un argomento sul quale è stato detto tutto ed il suo contrario.
    Tu vai pure avanti come un Frecciarossa sino al l’immancabile vittoria finale.
    Io mi fermo qui, almeno per adesso!
    Ammiro però la tua fede, io non ne ho alcuna!
    Saluti.

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