Quella fabbrica di veleni che ha affondato Sorgenia

La centrale di Vado Ligure secondo Procura e esperti ha inquinato per anni. Eppure l’Ingegnere l’ha fatta franca

(Luca Fazzo – ilgiornale.it) – «In un film di qualche anno fa il figlio del protagonista chiedeva al padre Papà, qual’è il pesce più grosso dello stagno?. Quello che non si è ancora fatto prendere.

Quel pesce, meglio sarebbe dire squalo, è Carlo De Benedetti». Così, sei anni fa, sul suo blog Beppe Grillo riassumeva a modo suo la carriera dell’Ingegnere. De Benedetti rispose annunciando querele. Ma, a parte le asprezze lessicali, gli esempi citati da Grillo avevano più di un aggancio nella realtà. «È reduce – scriveva il fondatore dei 5 Stelle parlando dell’allora editore di Repubblica – da una vita di successi, da Olivetti a Sorgenia, roba che neanche Attila»: due tra gli insuccessi più drammatici della storia imprenditoriale dell’Ingegnere, progetti ambiziosi finiti in disastri lasciandosi alle spalle montagne di debiti. E, in entrambi i casi, una scia di morti.

Parlare di Sorgenia e De Benedetti vuol dire, infatti, parlare soprattutto della centrale a carbone di Vado Ligure, gestita dalla società Tirreno Power controllata da Sorgenia, cioè da Cir. Un impianto energetico che, in anni in cui tutto il mondo si lanciava verso le centrali pulite e le fonti rinnovabili, continuava a sfornare kilowatt bruciando carbone come nell’Ottocento, e impestando i dintorni di fumi micidiali.

Per anni, il contrasto tra i due volti di Cdb, l’editore moralista e l’industriale inquinatore, è rimasto lì, eclatante. Al punto che nell’agosto del 2010 un gruppone di intellettuali e medici comprò una pagina sui quotidiani per chiedere conto con dieci domande a De Benedetti dei fumi che dalla sua centrale impestavano quel pezzo di costa savonese. «Perché non volete ammettere che le centrali a carbone uccidono? Perché mistificate la realtà dicendo che avete il carbone pulito così giocando con la vita della gente?».

Alle accuse di Beppe Grillo, nel 2014 De Benedetti rispose spiegando di essere un semplice socio di minoranza della Tirreno Power, «di cui Sorgenia detiene il 39 per cento», e di non avere alcun ruolo operativo nella gestione della centrale a carbone. È una risposta interessante, perché da un lato cerca di far credere che un socio che ha in mano quasi il quaranta per cento delle azioni non abbia alcuna voce nelle decisioni dei manager; e dall’altro afferma che «Tirreno Power ha sempre dichiarato di operare nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali»: lasciando cioè ai manager di Vado la responsabilità di queste affermazioni. L’azionista del 39 per cento, insomma, rifila ai manager la patata bollente.

Ma cosa accadeva, intorno alla centrale di Vado Ligure? Risposta: una lunga strage silenziosa, strage di uomini, di bestie, di terreni. Non lo dice Beppe Grillo. Lo dice la Procura di Savona, che nel 2014 deposita una perizia che quantifica in 442 morti e 2mila ricoveri il costo ambientale della Tirreno Power. Il 12 marzo 2014 la centrale viene sequestrata e chiusa dal tribunale. Ne nasce una inchiesta per disastro ambientale che quattro anni dopo porta al rinvio a giudizio di 26 persone: non c’è De Benedetti, ci sono i manager che gli avevano garantito che andava tutto bene. E lui gli aveva creduto.

Per anni, la Tirreno Power ha cercando di delegittimare i periti della Procura, sostenendo che sono gli stessi consulenti dei gruppi ambientalisti in lotta contro la centrale. Ma l’anno scorso piomba nella vicenda una indagine del Cnr che fa venire i brividi: nei dodici comuni intorno alla centrale la mortalità è aumentata del 49 per cento, una percentuale mostruosa.

Intanto l’Ingegnere è uscito di scena: Sorgenia, in procinto di fallire sotto il peso di quasi due miliardi di debiti con le banche, che l’hanno finanziata – scrive l’Ansa – senza garanzie, viene assorbita dalle banche stesse. Che poi la rivendono, portando a casa un miliardo. E l’altro miliardo prestato a De Benedetti, che fine ha fatto?

Categorie:Cronaca, Inchieste, Interno

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13 replies

  1. Ecco, puntuale, partito il mazzolamento degli sgherri del Papy su De Benedetti. Lungi da me anche la minima idea di difenderlo, ma il fatto che sia un imbroglione mica cancella la stessa definizione per B.. O no?

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    • @Thomas-1
      L’articolo parla di De Benedetti e della strage compiuta dalla sua Sorgenia.
      Di Pietro direbbe: “Che c’azzecca Berlusconi?”
      Mi pare evidente che in assenza di argomenti per difendere CDB (arduo trovarne anche per un piddino
      quadrinariciuto!) l’amico Thomas si sia rifugiato nel più classico e scontato dei non-argomenti: “E allora
      Berlusconi?”

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    • No mazzette. NPL, cioè i crediti incagliati, inesigibili, che hanno sfondato i bilanci delle banche italiane costringendole a sanguinosi aumenti di capitale o al fallimento.
      I famosi PRENDITORI che non restituiscono e mettono in conto a tutti noi cittadini il loro arricchimento spregiudicato. Che quando va bene assistiamo all’intervento dello stato stato nel capitale, ma se andasse male avremmo perso tutti i risparmi amministrati da questi banchieri criminali e coperti dalla politica.

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  2. TUTTO VERO.
    Smisi di comprare la Repubblica dopo che un lunedì, nel 2010, lessi nell’inserto Affari & Finanza un salamelecco a favore di Sorgenia e della sua centrale ALIMENTATA CON CARBONE PULITO.
    Non ho mai voluto approfondire questa frase ossimoro.
    Comunque Sorgenia, amministrata dai figli di cotanto padre, aveva accumulato 2 miliardi di euro di debiti verso le banche.
    Oltre 900 milioni verso la sola Mps.
    Ne uscì grazie alla potenza mediatica del suo gruppo editoriale che condiziona a le carriere di tanti, troppi politici. NON SOLO DEL PD.
    Perché era capace di far partire campagne stampa violente basate sui ricatti legate alle scelleratezze dei singoli politici.
    All’epoca era meglio non avere contro la Repubblica, l’Espresso, radio Capital e tutta la rete di quotidiani locali.
    Così una società tecnicamente in bancarotta passò alle banche che convertirono i crediti vantati in azioni, equivalenti a carta straccia.
    Ecco, oltre alla tragica e miserabile acquisizione di Antonveneta, pagata il doppio del prezzo con cui Santander l’aveva acquisita sei mesi prima, una delle operazioni che hanno dissanguato Mps.
    Era il bancomat per amici, famigli, amici degli amici e politici di QUALSIASI SCHIERAMENTO, perché dietro c’era la Massoneria. Vero Verdini?
    CDB l’ha sfangata allora, poi con l’insider trading renziani, con la distruzione di Olivetti, con Infostrada, il fondo per gonzi CDB webtech e tanti altri maneggi.
    È l’altra faccia della stessa medaglia con su impresso Silvio.

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  3. @Jerome B.
    Massoneria?
    Ma che scrivi Jerome?
    Lo sanno tutti che la Massoneria è un’associazione benemerita che promuove la crescita
    culturale. morale, intellettuale della popolazione.
    Non penserai mica che “fratelli muratori” quali Draghi, DeBenedetti, Berlusconi e Verdini
    (solo per citarne qualcuno a caso) abbiano qualcosa a che vedere con la devastazione
    dello Stato Italiano perpetrato negli ultimi cinquant’anni?
    Se non ti fidi della mia parola chiedi lumi ad un tal felino di cui mi sfugge il nome che,
    ogni volta viene citata la parola “massoneria” salta su a spiegarti come le Logge, più
    o meno coperte, siano come Chiese e che i fratelli si chiamano così perchè, come i
    frati degli ordini religiosi, spendono la loro vita e le loro sostanze per il benessere
    dell’umanità.
    Parole di verità… e di Gatto!

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    • Si capisce subito che il Grande Iula si sente in possesso di un QI di una certa importanza, al di sopra per lo meno dei giannizzeri ai quali tiene bordone e che usa come chair à canon: invece di chiedere a un tal felino chieda pure, che so, a un tal Totò, tanto amato e scomodato inutilmente dagli ipocriti quando serve per la causa, che cosa la Libera Muratoria sia! Glielo spieghi pure cosa certi tuttologi alla amatriciana intendono per Massoneria, magari potrebbe ricevere una delle sue famose risposte: MA MI FACCIA IL PIACERE! Se il grande Iula, che prima non mi cagava di striscio e non mi degnava di una risposta (ma lo sai quanto ho sofferto per questo?) faceva conto che, per il fatto che ho affermato di andarmene da questo blog, non rispondessi più a infamie sul mio conto, si è sbagliato di grosso: cos’è ti è tornato il coraggio tutto d’un colpo? Porello… e porelli…

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      • Ovvio che Giannizzeri1 e Giannizzeri2 citi a sproposito: a Toto’ interessava il titolo, l’ascesa di “livello”, ed aveva un buon cuore capace di utilizzare il fine stesso dell’essere Massoni (aggirare le norme) per far del bene. Dopotutto era un figlio di nessuno, un NN. Lascio’ quella loggia, deluso, dopo sette anni.

        Pessimo esempio, Ludwig, riprova.

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      • Nella sua insolente stupidità, il Prode Incast(r)onato risulta pure simpatico… Lo sa che una Loggia si può anche lasciare (per mille motivi che esulano dall’essere massoni, anzi, a volte, proprio perché si è troppo massoni…), ma la Massoneria no perché è come un diamante: per sempre? “…utilizzare il fine stesso dell’essere Massoni (aggirare le norme) [cit.]”? AHAHAHAHAH…Beh, quella è stata una prerogativa delle BR …Pessimo esempio, Incast(r)onato, riprova! PS: il sostantivo “massone” va minuscolo; Massoneria e Loggia, no! Come al solito gli umanisti alle vongole danno troppo credito all’individuo e quasi nulla al suo Principio: nihil sub sole novi…

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  4. A FAGLIERLI INGOIARE CI VUOLE LA CAMICIA DI FORZA: UN MILLIGRAMMO DI OGNI TIPO DI SOSTANZA VELENOSA (..HA , HA , HA..) TUTTI I GIORNI 3 VOLTE AL GIORNO , DOPO COLAZIONE E DOPO I PASTI PRINCIPALI, ALLORA (..) POTREBBE MINIMAMENTE CAPIRE LA SUA OPERA.. IN QUEL POVERO DI DI VADO LIGURE!

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