Napoli, piazza Vanvitelli: il “palalbero” simbolo del degrado del Vomero

L’albero dell’aiuola centrale ha oramai inglobato i pali della pubblica illuminazione

            ” Al Vomero, quartiere partenopeo che, negli ultimi tempi, è salito sovente alla ribalta delle cronache per lo stato di degrado e d’abbandono nel quale versa, e segnatamente per la scarsa considerazione del poco verde pubblico, a partire da quello della villa Floridiana per finire a numerosi platani caduti o abbattuti, in piazza Vanvitelli è cresciuto il primo “palalbero” “. Così lo ha battezzato ironicamente Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione, che da tempo segue le sorti di giardini, aiuole e alberi oramai totalmente abbandonati sulla collina vomerese e che tornano alla ribalta delle cronache solo in occasione di qualche evento atmosferico che determina la caduta rovinosa di rami, come è accaduto, solo per citare l’ultimo evento, nei giorni scorsi in via Luca Giordano.

            ” Questo nuovo elemento d’arredo urbano – precisa Capodanno –  nasce dalla simbiosi, per così dire, tra il lauro canfora, posto al centro dell’aiuola della storica piazza vomerese e i pali della pubblica illuminazione, uno dei quali è già totalmente avvolto dai rami e dal fogliame della pianta mentre un altro sta seguendo la stessa sorte del primo “.

            ” In verità, già esprimemmo forti perplessità, quando nell’aprile del 2010 si decise di piantare questo tipo d’essenza al posto della storica palma, uccisa dal famigerato punteruolo rosso – ricorda Capodanno -. Avremmo preferito che fosse piantata una nuova palma di una specie diversa, non attaccabile dal Rhynchophorus ferrugineus, il coleottero che, negli anni scorsi, ha decimato molte palme in buona parte dei paesi europei “.

            ” La scelta di piantare un lauro canfora, una pianta che nel tempo assume dimensioni notevoli, potendo arrivare in altezza fino a 20 metri ma estendendosi notevolmente anche in larghezza, in un’aiuola relativamente piccola e con scarsa profondità del terreno sottostante, rispetto alle possibilità di crescita dell’essenza scelta e del suo apparato radicale, non ci convinceva allora e ancor meno ci convince oggi “.

            ” Difatti, dopo poco più di dieci anni, oggi gli effetti sono quelli che si vedono nella foto – sottolinea Capodanno -. La pianta ha debordato rispetto ai limiti della recinzione dell’aiuola. Inoltre crescendo in altezza ha anche parzialmente oscurato la telecamera di video sorveglianza posta al centro di piazza Vanvitelli. Infine l’effetto del vento ha contributo a far inclinare sia il tronco che la chioma “.

           Una situazione rispetto alla quale Capodanno, effettuate le necessarie verifiche e accertamenti da parte degli uffici competenti, chiede che si assumano, in tempi rapidi, i provvedimenti del caso, anche per eliminare i presumibili pericoli.

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